di Niccolò Zancan
La Stampa, 8 luglio 2023
Proteste nel Paese, la sorella del giovane: “Il prefetto getta benzina sul fuoco”. Nella Francia delle rivolte sta suscitando polemiche la decisione delle autorità francesi di vietare la marcia annuale in omaggio ad Adama Traoré, il ragazzo nero morto durante un fermo di polizia nel 2016. Il prefetto di Parigi firmerà questa mattina una ordinanza per vietare lo svolgimento della manifestazione in suo ricordo, prevista per le 15 di questo pomeriggio in place de la Republique nella capitale francese. Lo apprende l’emittente Bfmtv. A chiedere il corteo era stata Assa Traoré, sorella del ragazzo ucciso. La manifestazione era inizialmente prevista nel Val-d’Oise, ma anche qui era stata vietata ieri dal tribunale amministrativo. Così il partito La France insoumise aveva riconvocato la manifestazione nel centro di Parigi.
di Matteo Garavoglia
Il Manifesto, 8 luglio 2023
L’intesa tra Ue e Tunisia contestata dalle organizzazioni umanitarie preoccupate per la deportazione dei migranti. Per la prima volta da inizio anno a Tunisi le temperature hanno superato i 40 gradi. Lungo il deserto al confine con Libia e Algeria si è arrivati anche a 45. In questo momento in quella fascia di terra ci sono 700 persone di origine subsahariana senza acqua e cibo. Le prime deportazioni di massa da parte delle forze di sicurezza locali sono cominciate il 2 luglio prima che la situazione nella città di Sfax, l’epicentro dei disordini di questi giorni, degenerasse completamente.
di Angela Stella
L’Unità, 7 luglio 2023
Morello (Csm): “Servirebbe a far ripartire la macchina, come servirebbe una seria depenalizzazione. Ma la politica teme di perdere consenso, così negli ultimi 30 anni ha lasciato il cerino in mano ai giudici. Per una toga non c’è nulla di peggio di un processo mediatico”. Intervista a Tullio Morello, membro togato del Csm in quota Area, già Presidente della V sezione penale al Tribunale di Napoli.
di Irene Testa
Il Dubbio, 7 luglio 2023
Appello al Presidente Mattarella. Illustre Presidente, chi Le scrive è la Garante delle persone private della libertà della Regione Sardegna. Scrivo a Lei in quanto garante dei principi costituzionali, in particolare del rispetto della dignità umana che passa anche attraverso il diritto alla salute di tutti i cittadini, anche dei cittadini che hanno sbagliato.
di Silvia Proietti
piuculture.it, 7 luglio 2023
Il tema delle Rems interroga la complessa questione della gestione della salute mentale in Italia dentro e fuori dal carcere. 632 persone sono attualmente ospitate nelle 31 Rems sorte sul territorio, e 675 sono in lista di attesa: questi i dati che emergono dall’ultima Relazione annuale al Parlamento del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.
di Riccardo Arena*
Ristretti Orizzonti, 7 luglio 2023
Una telefonata di una madre disperata e una lettera di una persona detenuta coraggiosa. In questo modo “RadioCarcere” in onda su RadioRadicale ha scoperto, un po’ per caso e non grazie alla tanto declamata “trasparenza”, della morte di altre due persone detenute. Una telefonata e una lettera senza le quali questi decessi in carcere sarebbero rimasti sconosciuti, nascosti, come forse lo sono tanti altri.
di Niccolò Nisivoccia
Il Manifesto, 7 luglio 2023
Per essere completa, per arrivare a compimento, la legge sulla giustizia riparativa, approvata lo scorso autunno, aveva bisogno ancora di alcuni provvedimenti attuativi; e due di questi provvedimenti, due decreti, sono stati ora emanati nei giorni passati (e pubblicati giovedì sulla Gazzetta ufficiale).
di Massimo Franco
Corriere della Sera, 7 luglio 2023
Le accuse anticipano nuovi veleni ed espongono ogni potere alla strumentalizzazione dell’altro. La freddezza che si percepiva al Senato durante il discorso di Santanchè, indagata a Milano, è un segnale. Bisognerà capire quali costi politici il governo, e in particolare la premier Giorgia Meloni, riterrà di poter pagare per difendere il ministro del Turismo di FdI, Daniela Santanché. E non tanto per arginare l’offensiva di opposizioni confuse e divise. Piuttosto, il problema di Palazzo Chigi è di evitare che la vicenda venga utilizzata in un conflitto sotterraneo nella propria maggioranza: tanto più in vista delle Europee del 2024. La freddezza che si percepiva al Senato durante il discorso di Santanchè, indagata a Milano, è un segnale.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 7 luglio 2023
La premier Meloni infuriata con la sua ministra ma anche con i pm per la fuga di notizie pilotata che ha reso un calvario l’informativa della titolare del Turismo. Il caso non è chiuso e lo sanno tutti, probabilmente lo sa anche la diretta interessata, Daniela Santanchè. A conti fatti il passaggio in aula si è rivelato un autogol. L’accorata invettiva della ministra contro gli agguati della magistratura e della stampa non hanno fatto presa. La sensazione generale è che se Daniela Santanchè non sapeva di essere indagata era perché non voleva saperlo. Impossibile essere tenuti all’oscuro di un’indagine in corso da 8 mesi. Certo, l’indagata può sostenere di non essere stata raggiunta da avvisi di garanzia, ma in questi casi è la norma. Può denunciare l’agguato e in effetti la pubblicazione della notizia dell’indagine a ridosso del dibattito in aula è un colpo basso, ma nulla più di questo.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 7 luglio 2023
“È lecito domandarsi se una fascia della magistratura abbia scelto di svolgere un ruolo attivo di opposizione. E abbia deciso così di inaugurare anzitempo la campagna elettorale per le elezioni europee”. Una nuova guerra con la magistratura, sul modello e con l’intensità di quelle combattute per decenni dalla destra di Berlusconi, Giorgia Meloni ha sperato e forse anche cercato di evitarla. Scontri e polemiche anche aspri erano in conto ma senza tornare alla contrapposizione frontale dei vecchi tempi. La tentazione di riprendere quello scontro durissimo e a tutto campo si è invece riaffacciata a palazzo Chigi nelle ultime 48 ore.
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