di Andrea Pugiotto
Il Riformista, 24 novembre 2022
“Corte costituzionale e opinione pubblica. Genesi, forme, finalità” è il titolo dell’iniziativa promossa dalla rivista Quaderni Costituzionali e da Il Mulino.
di Enrico Grosso*
Il Dubbio, 24 novembre 2022
La Corte costituzionale parla solo attraverso le sue sentenze, si diceva una volta. Oggi i mezzi di comunicazione di cui si serve sono assai più potenti e numerosi. Anche l’interlocutore non è lo stesso. Attraverso le sentenze si parla essenzialmente ai giudici, ai giuristi, agli operatori del diritto. Agli addetti ai lavori, insomma. Oggi la Corte aspira a parlare a tutti, a informare i cittadini della propria attività, a coinvolgerli addirittura nel processo decisionale, a riceverne in cambio sentimenti di vicinanza e fiducia.
di Rossana Linguini
Elle, 24 novembre 2022
È quanto sostiene con forza Lucia Annibali. Non è stata rieletta in Parlamento, ma la sua battaglia in nome delle donne continua. Da quel 16 aprile del 2013, quando Lucia Annibali fu aggredita con l’acido per volere del suo ex Luca Varani, sono passati quasi dieci anni, venti interventi di ricostruzione al volto e una sofferenza indicibile, che l’ex avvocata di Pesaro ha trasformato un giorno dopo l’altro in impegno contro la violenza di genere.
Gazzetta del Mezzogiorno, 24 novembre 2022
Dopo i cinque suicidi nelle carceri pugliesi nel 2022, è tornato a riunirsi ieri sera il tavolo tecnico sul tema della salute all’interno delle strutture detentive pugliesi, insediato per la prima volta nel febbraio scorso, voluto dalla presidente del Consiglio regionale della Puglia, Loredana Capone, d’intesa con l’assessore regionale alla Sanità, Rocco Palese, e il garante regionale dei diritti delle persone private della libertà, Piero Rossi. Sono intervenuti il Provveditore regionale della Puglia e della Basilicata, i direttori generali delle Asl e degli istituti penitenziari, i presidenti dei Tribunali di Sorveglianza pugliesi, l’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale “Antigone”.
di Viviana Lanza
Il Riformista, 24 novembre 2022
Secondo le stime più recenti sono alla base di una gran parte dei suicidi e degli atti di autolesionismo che si verificano all’interno delle carceri. Sono anche alla base dei disagi e delle emarginazioni sociali più gravi. Parliamo dei problemi di salute mentale, una sfera in cui emergono tutti i limiti e le carenze del nostro sistema pubblico ed anche tutte le terribili conseguenze di tali limiti. “Non parliamo solo di detenuti, ma di tutte quelle persone che di fatto subiscono una limitazione della libertà”, specifica il garante regionale Samuele Ciambriello che ieri ha presentato in Consiglio regionale il report sul trattamento sanitario obbligatorio (il Tso) realizzato in collaborazione con l’associazione “Psichiatria Democratica”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 novembre 2022
È al 41 bis del carcere romano di Rebibbia, a fine maggio gli è stato diagnosticato un tumore alla prostata e i sanitari dell’istituto penitenziario hanno richiesto di effettuare una terapia e l’eventuale operazione chirurgica per scongiurare le metastasi.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 24 novembre 2022
Gli indagati di Ivrea, così come tutti gli altri, sono presunti innocenti e come tali vanno guardati. Ma che si indaghi invece di archiviare, che si denunci invece di tacere, che si cerchi la verità invece di voltarsi dall’altra parte è comunque una buona notizia.
di Sarah Martinenghi
La Repubblica, 24 novembre 2022
Tutto è successo l’8 giugno 2021, nel carcere di Ivrea. “Quel maledetto giorno si è fermata la mia vita. Sono caduto in un abisso profondo. O decido di farla finita e darla vinta a questi soggetti malati, a queste bestie che si vantano di essere lo Stato. Oppure inizio a prendere coraggio e denunciare, anche se ho tantissima paura perché non mi fido più di nessuno.
di Massimiliano Nerozzi
Corriere di Torino, 24 novembre 2022
È il 23 giugno 2021 quando un detenuto del carcere di Ivrea si presenta “spontaneamente” al personale della polizia penitenziaria, accusando un altro rinchiuso: “Parlando con me - racconta - ha minacciato tre vostri colleghi e il magistrato di sorveglianza che si occupa del suo fascicolo”. Due giorni prima, in una relazione di servizio, un agente riferiva la stessa condotta, di minacce, appresa da “fonte confidenziale affidabile”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 novembre 2022
In Tribunale “sfilano” i volti dei femminicidi. Matteucci: “Così viene svilito l’articolo 27”. Al Tribunale di Livorno è stata allestita una mostra con le foto di uomini condannati per femminicidio con tanto di nome, città, anno, arma del delitto e pure il nome della vittima. “E non è tutto - ci dice la presidente della Camera penale di Livorno, Aurora Matteucci. Purtroppo erano effigiati come se fossero essi stessi vittime dell’arma che hanno usato per il delitto commesso. Un “dente per dente occhio per occhio” in chiave contemporanea che evoca antichi supplizi. Il condannato è stato elevato ad esempio, come uno strumento di prevenzione generale”. Come dire, “a chi sale le scale del Tribunale, società civile e imputati che dovranno essere giudicati, che il condannato per quei reati si merita una pena identica a quella inflitta alle persone offese”.
- Foggia. Nelle carceri assistenza sanitaria carente. “Difficile reperire psichiatri e personale”
- Caserta. Diritti dei detenuti, patto tra Garante e Università
- Lecce. Detenuti-falegnami per rifare gli arredi delle carceri italiane
- Sanremo (Im). I sex-offender diventano sarti in carcere, nasce il progetto “Il foulard del Rispetto”
- Venezia. “Destini Incrociati”: in corso la rassegna sul teatro in carcere











