di Maria Ducoli
La Nuova Venezia, 21 aprile 2026
La carenza di personale si ripercuote sulla popolazione carceraria. Bressani: “Ogni educatore segue cento persone, impossibile aiutarli”. Da una parte gli uffici, le procure e i tribunali senza personale amministrativo e di cancelleria. I tempi biblici dei procedimenti, le pendenze, i rallentamenti. Dall’altra, le carceri senza personale. Le fragilità lasciate a loro stesse e il tasso di recidiva alle stelle. Due facce della stessa medaglia, quella di un sistema giudiziario in affanno, a tutti i livelli.
ilpost.it, 21 aprile 2026
Il ministero della Giustizia ha svuotato il San Michele di Alessandria e bloccato le attività culturali senza dare spiegazioni, per farlo diventare un carcere per il 41-bis. Il carcere “San Michele” di Alessandria, in Piemonte, è considerato un carcere virtuoso: al suo interno lavorano da tempo diverse cooperative e associazioni che si occupano del reinserimento delle persone detenute, una delle quali è anche stata premiata, l’anno scorso, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Da qualche mese però i progetti educativi, formativi e professionali sono stati interrotti per volere del ministero della Giustizia, perché il carcere è stato in parte svuotato per essere convertito al regime di detenzione 41-bis, il cosiddetto “carcere duro”. Non sono state date spiegazioni sui motivi di questa decisione.
di Martina Piazza
openlibri.it, 21 aprile 2026
Il sistema penitenziario italiano è spesso al centro di dibattiti e discussioni dovuti a criticità per ciò che riguarda le condizioni interne e le poche risorse, anche umane, necessarie a garantire ciò che è stabilito dalla Costituzione (art.27) e dalla legge sull’Ordinamento Penitenziario. Si inserisce in questo contesto una figura importante e poco conosciuta, il Garante dei Detenuti, o più correttamente, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. La figura del Garante è istituita con Decreto Legge 23 dicembre 2013, n. 146 (art. 7), convertito con modificazioni dalla Legge 21 febbraio 2014, n. 10.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 21 aprile 2026
Un detenuto del carcere di Opera con una grave patologia ha denunciato “forti dolori e depressione”. La Ong bon’t worry iNGO ha segnalato il caso a Fanpage.it, parlando di “abbandono istituzionale” e di un contesto “incompatibile con le sue condizioni cliniche”. Sto cadendo in depressione. Ogni giorno che passa sto sempre peggio”. A parlare è Fabio M., detenuto nel carcere di Opera e affetto da una grave patologia pancreatica con dolori continui dovuti a un intervento al pancreas al quale è stato sottoposto lo scorso 3 febbraio, che ha comportato diverse complicanze post-operatorie. Nonostante questo, come emerge dalla corrispondenza tra il detenuto e la Ong bon’t worry iNGO che Fanpage.it ha visionato, continua a essere recluso in un contesto “incompatibile con le sue condizioni cliniche”.
regione.emilia-romagna.it, 21 aprile 2026
Il progetto, promosso da Fare Impresa in Dozza con Granarolo, coinvolge imprese, terzo settore e istituzioni. È un processo di trasformazione che riguarda prima di tutto un prodotto, il latte, che da liquido diventa solido e arriva sulle tavole di chi vive oltre le sbarre. Ma riguarda anche il tempo, lo spazio, il futuro: l’attesa che si trasforma in opportunità, quella di imparare un mestiere e costruire un percorso di reinserimento nel mondo del lavoro. Nel caseificio della casa circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna, quella che tutti chiamano ‘La Dozza’, a fare il formaggio - caciotta, e di qualità - sono i detenuti: persone le cui vite sono sospese, cristallizzate in una dimensione altra rispetto a quella che, oltre le mura, si evolve. Come casari, quell’attesa diventa l’occasione per imparare, crescere, apprendere, e gettare le basi per una vita - e un’attività - al di fuori del carcere.
di Aurora Nicosia
Città Nuova, 21 aprile 2026
Si è svolto a Parma, presso la prestigiosa sede del Palazzo del Governatore, un convegno sulle carceri, organizzato dalla rivista Città Nuova, dal titolo: “Percorsi di dignità e inclusione: costruire futuro insieme”. “Abbiamo respirato un’aria rigenerante”. “È emersa la passione di tanti per il bene comune e la consapevolezza che solo insieme si può essere efficacemente incisivi”. Due dei tanti commenti che ben descrivono quanto vissuto lo scorso 15 aprile a Parma nel corso di un convegno organizzato da Città Nuova sul tema: “Percorsi di dignità e inclusione: costruire futuro insieme”, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di favorire l’inclusione lavorativa dei detenuti ed ex detenuti. L’evento, che ha avuto il patrocinio del Comune di Parma e del Consiglio nazionale economia e lavoro (Cnel) ha visto convenire nella sala del Palazzo del Governatore addetti ai lavori, principalmente, e cittadini interessati all’argomento.
unisalento.it, 21 aprile 2026
Riflessioni intorno al romanzo “Se fioriscono le spine” di Glauco Giostra (ed. Menabò, 2025). Il 23 aprile 2026, ore 15.00, presso l’Aula Magna della Corte di Appello di Lecce, si terrà un incontro di studio su “Carcere e riscatto”. L’iniziativa consentirà di riflettere intorno al romanzo “Se fioriscono le spine” (ed. Menabò, 2025) di Glauco Giostra, Emerito di Diritto processuale penale nell’Università di Roma “La Sapienza”, già Coordinatore degli Stati Generali sull’Esecuzione Penale e Presidente della Commissione ministeriale per la riforma dell’ordinamento penitenziario, nonché attuale Componente (già Presidente) del Collegio garante della Costituzionalità delle norme della Repubblica di San Marino.
di Anna Nelli
cronachedi.it, 21 aprile 2026
Un’iniziativa di agricoltura sociale ha trasformato un’ampia area del carcere di Capanne, a Perugia. Dodici ettari di terreno, un tempo incolti, sono stati convertiti in un rigoglioso orto-frutteto gestito interamente dai reclusi. Il progetto rappresenta un modello virtuoso di come il lavoro agricolo possa diventare uno strumento di recupero e formazione all’interno del sistema penitenziario. L’iniziativa si inserisce in un contesto nazionale complesso, quello delle carceri italiane, spesso caratterizzato da sovraffollamento e dalla carenza di attività trattamentali significative. In una realtà dove l’ozio forzato può alimentare tensioni e peggiorare le condizioni psicofisiche dei reclusi, offrire opportunità concrete di impegno è diventato fondamentale per un percorso di rieducazione efficace, come previsto dalla Costituzione.
uisp.it, 21 aprile 2026
Correre per sentirsi libere; muoversi per sentirsi parte di qualcosa; festeggiare l’arrivo per essere riconosciute, apprezzate e valorizzate per lo sforzo fatto e l’impegno messo in campo. Tutto questo è Vivicittà-Porte aperte, l’edizione speciale della corsa Uisp che ogni anno si tiene all’interno degli istituti penitenziari e minorili di decine di città italiane. Quest’anno la corsa nelle carceri ha fatto da prologo all’edizione classica, che si è corsa domenica 12 aprile, con ben tre appuntamenti, iniziati venerdì 10 aprile a Roma, nella sezione femminile della casa circondariale di Rebibbia, proseguiti sabato 11 aprile a Brescia Verziano e Firenze Gozzini. La corsa nel carcere romano è stata anche l’occasione per la presentazione nazionale che si è svolto subito dopo la gara nello spazio Open bar, adiacente a Rebibbia e gestito da una cooperativa di detenuti ed ex detenuti.
di Anna Mastromarino
La Stampa, 21 aprile 2026
Sarà per ironia della sorte che uno dei disegni di legge a più alto contenuto di incostituzionalità degli ultimi tempi si affretta a concludere il suo iter di approvazione proprio alla vigilia del 25 aprile? A leggere tra le righe del testo del Decreto sulla sicurezza, che la maggioranza si ostina a voler convertire nonostante le sue chiare e sempre più evidenti incostituzionalità, sembra che dovremmo davvero rinunciare a credere che questa sia una festa per tutti e tutte, dal momento che disprezzare i limiti che la Costituzione impone significa ripudiare il senso della Festa della Liberazione.
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