di Antonio Nastasio*
L’Opinione, 5 dicembre 2025
Il timore del carcere si è sciolto come neve al sole, una deriva che alimenta un’insidiosa certezza d’impunità. A contribuire a questo, per anni la prigione è stata allontanata dallo sguardo pubblico, resa un’istituzione marginale, quasi rimossa. Una scelta mai condivisa da quegli autorevoli magistrati che difendevano la necessità di mantenere il carcere nei centri cittadini affinché restasse visibile e parte integrante del contesto sociale. Per loro, togliere il carcere dalla città significava togliere alla collettività la memoria concreta del limite, del “non si può fare” perché il fare delinquenziale sarà punito.
di Paolo Cirino Pomicino
Il Foglio, 5 dicembre 2025
“Si rafforzerà in maniera pesante proprio la parte che si voleva correggere: la parte inquirente della magistratura. Un sì al referendum farebbe cadere l’Italia in una deriva autoritaria”, dice l’ex ministro. La nuova legge costituzionale sulla cosiddetta riforma della giustizia con la netta separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti ha aperto un crescente dibattito in vista del referendum confermativo, visto che la legge non è stata approvata dai due terzi del Parlamento. Nel dibattito sono subito scesi gli “esperti”, dividendosi tra il sì e il no al prossimo referendum.
di Luca Sofri
ilpost.it, 5 dicembre 2025
Nel 2026 scadranno i contratti di 12mila persone assunte con il Pnrr, e per ora non ci sono soluzioni. All’inizio di novembre a Firenze si è insediata una nuova procuratrice, Rosa Volpe. Nel giorno del suo giuramento Volpe ha parlato tra le altre cose di una mancanza di personale eccezionale nella procura di Firenze, aggiungendo che “carenze di organico significative ci sono in tutti gli uffici giudiziari”. È una questione che in realtà riguarda moltissimi tribunali italiani, e che i giornali locali raccontano spesso. Le conseguenze negative sono molto pratiche: un numero insufficiente di professionisti che studiano i fascicoli e aiutano i magistrati, o che svolgono compiti amministrativi e tecnici, rallenta i tempi della giustizia, che in Italia sono già notoriamente molto lunghi.
di Errico Novi
Il Dubbio, 5 dicembre 2025
Dopo l’ok alla direttiva anticorruzione, Conte e i suoi dicono: “Italia umiliata”. Il ministro: “Solo fake news”. Il conflitto durava ormai da due anni e mezzo. Dalla prima iniziale proposta di direttiva anticorruzione elaborata tra Europarlamento e Consiglio Ue. Nella bozza dell’estate 2023 si ipotizzava di considerare obbligatoria l’adozione del reato di abuso d’ufficio in tutti gli Stati membri. Inizia lì un faticoso e paziente lavoro diplomatico condotto dal governo di Roma, e innanzitutto dal guardasigilli Carlo Nordio. Lavoro premiato martedì scorso con l’approvazione del testo finale a Bruxelles. Di fatto, la soluzione concordata lascia ai Paesi dell’Unione la facoltà di determinare le fattispecie di reato capaci di contrastare “alcune gravi violazioni relative all’esercizio illecito di funzioni pubbliche”. Non sarà obbligatorio dunque mantenere (o reintrodurre, nel caso dell’Italia) un reato di “abuso d’ufficio” come quello che il ddl penale di Nordio ha cancellato dal codice nel 2024. Ma sull’interpretazione della direttiva, deflagra una polemica a distanza fra il ministro della Giustizia e il Movimento 5 Stelle.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 5 dicembre 2025
Il reato di abuso d’ufficio non tornerà, parola del ministro Carlo Nordio. E sostenere che ci sia un nuovo obbligo europeo è una “falsificazione”. Dopo che a Bruxelles è stata varata alcuni giorni fa una direttiva anticorruzione, s’è aperto il dibattito: l’Italia che ha appena abrogato quel reato, dovrà reintrodurlo? Giuseppe Conte era partito immediatamente alla carica: “Che brutta figura per l’Italia... Dobbiamo anche - ha scritto su X - fare la figura degli ultimi della classe sul tema della legalità, visto che la proposta europea di direttiva anticorruzione ricorda al nostro Paese che non si possono cancellare con un tratto di penna i reati di chi abusa del proprio potere solo per proteggere la casta dei politici e dei colletti bianchi”. Nordio gli ha risposto per le rime: “Sorprende che un esponente dell’opposizione, che è anche un giurista, possa storpiare la narrazione dei lavori della commissione”.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 5 dicembre 2025
Ieri alla Camera il convengo organizzato dagli azzurri con il presidente del Cnf Francesco Greco, che dice: “Necessario affermare parità tra accusa e difesa”. Oltre al penale c’è anche il civile. E partendo da questa considerazione Forza Italia, ieri, ha deciso di rilanciare una riforma di sistema che passi attraverso un “dibattito nazionale” . Nella cornice dell’aula dei Gruppi parlamentari della Camera, il partito ha dunque riunito esponenti del governo, dirigenti azzurri, rappresentanti del mondo forense e dell’accademia per il convegno “Giustizia civile. Qualità della giurisdizione e ragionevole efficienza”. Un appuntamento pensato per riportare al centro dell’agenda politica un tema spesso considerato “tecnico”, ma cruciale per la competitività del Paese: la giustizia civile, appunto.
Il Mattino, 5 dicembre 2025
Il Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha disposto l’archiviazione nel procedimento per le violenze ai danni dei detenuti avvenute nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) il 6 aprile 2020. Tra i 18 poliziotti per cui il gip ha archiviato, c’è anche Benito Pacca, l’agente penitenziario che il 25 giugno scorso si uccise sparandosi nel parcheggio del carcere di Secondigliano a Napoli. Il gesto di Pacca, 59 anni, vicino alla pensione, rimane tuttora inspiegabile: sapeva di essere indagato per i fatti del carcere casertano; era turbato, lo aveva detto ai colleghi, e sperava di uscirne presto, ritenendosi assolutamente innocente.
prefettura.interno.gov.it, 5 dicembre 2025
Si è tenuta nella mattinata di mercoledì 3 dicembre 2025, presso la Sala Consiliare della Provincia di Varese, l’assemblea plenaria dedicata al Protocollo d’Intesa siglato il 19 luglio 2024 per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute, ex detenute e in esecuzione penale esterna. L’incontro ha confermato un bilancio positivo delle attività svolte nel 2025 e ha permesso di programmare le azioni per il 2026. La collaborazione tra enti pubblici, istituzioni, mondo produttivo e terzo settore ha dato impulso a un sistema integrato orientato a percorsi personalizzati di recupero e reinserimento con l’obiettivo primario di ridurre la recidiva. Il sistema di collaborazione attivato ha generato un circuito virtuoso che sta producendo risultati concreti sul piano del recupero sociale dell’inclusione lavorativa e della sicurezza collettiva. Oltre alla prevenzione della recidiva i progetti realizzati nel 2025 hanno contribuito a ridurre i pregiudizi e a riconoscere alle persone detenute una seconda possibilità per costruire un futuro dignitoso e produttivo.
di Gabriele Acerboni
La Nazione, 5 dicembre 2025
L’iniziativa della casa circondariale e del Cam: “Serve più consapevolezza. Spingiamo i detenuti a riflettere”. A distanza di qualche giorno dalla ricorrenza del 25 novembre, anche nel carcere di Santa Caterina in Brana, si è tenuto un momento particolare per celebrare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. All’interno della casa circondariale di Pistoia alcuni detenuti hanno partecipato alla presentazione del libro di Cataldo Lo Iacono “Ti bacio quando torno”, ed hanno preso parte ad un momento di incontro per parlare del loro percorso all’interno del Centro ascolto uomini maltrattanti.
di Monica Guerzoni
Corriere della Sera, 5 dicembre 2025
“Basta scelte sbagliate”. L’esperienza di tre giorni per tre aspiranti cuochi in permesso premio: “Fuori è difficile, la cucina può essere una strada”. Un piatto di gnocchi può salvare una vita. Può sembrare un’iperbole, ma non lo è. Non se hai vent’anni e, dalle celle del carcere minorile di Nisida, ti ritrovi nelle cucine del Quirinale, le mani piene di farina e la testa piena di sogni. Hai brutti ricordi perché hai fatto “cose brutte”, ma se sei arrivato sul Colle più alto di Roma per uno stage di tre giorni, con il cappello da chef e Sergio Mattarella che scende a stringerti la mano, vuol dire che hai anche grandi speranze. “Se vuoi, puoi”, è il motto del più giovane dei tre aspiranti cuochi in permesso premio, 21 anni e un passato di delinquenza nei vicoli di Scampia. “Se vuoi, puoi, ma serve anche tanta fortuna”.
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