di Chiara Lalli
Il Dubbio, 18 ottobre 2025
Al tempo spesso non ci facciamo caso. È il privilegio di chi sta bene. Poi basta una influenza o un malanno superficiale e passeggero a cambiare quella distrazione. A me basta un mal di denti o una puntura di zanzare per avvertire che cinque minuti non sono più solo cinque minuti. Per essere intollerante al dolore e al fastidio, per sentire quel dente o quel centimetro di pelle che prima ignoravo. Ci penso spesso quando leggo e conto le attese di tutte le persone che hanno chiesto di esercitare un loro diritto.
di Federico Capurso ed Elisa Forte
La Stampa, 18 ottobre 2025
L’emendamento contestato sarà rivisto: “Ma no a teorie gender”. Il ministro Nordio insiste: “Spetta alle famiglie”. L’opposizione: così si torna al Medioevo. Medici, psicologi, associazioni, sindacati, al fianco delle opposizioni, protestano contro l’emendamento della Lega al Ddl Valditara che, di fatto, introduce uno stop ai corsi di educazione sessuale nelle scuole medie, mentre nelle scuole superiori impone il consenso delle famiglie per far partecipare lo studente a queste attività.
di Monica Lanfranco*
Il Fatto Quotidiano, 18 ottobre 2025
Ragionare insieme di corpi, relazione, rispetto è una questione di buon senso. Oppure vi sta bene che l’altra scuola, quella del porno online, sia il riferimento primario dei ragazzini? Nel 2007 il Financial Times criticò l’utilizzo dell’immagine femminile in tv in voga in Italia da oltre 20 anni, durante l’impero mediatico delle emittenti berlusconiane (e non solo). Il giornalista Adrian Michaels scrisse, nella sua inchiesta, che in Italia era comune “l’uso di vallette seminude in ogni genere di programma televisivo, gli spot pubblicitari dominati da allusioni sessuali, il prevalere della donna come oggetto”.
di Flore Murard Yovanovitch
Il Manifesto, 18 ottobre 2025
Il documento include un database di oltre 500 funzionari europei che erano in carica durante il periodo esaminato e un elenco di 122 persone sospettate di aver commesso tali crimini. Gli avvocati della Corte penale internazionale Omer Shatz e Juan Branco hanno presentato ieri alla Corte penale internazionale una memoria legale di 700 pagine rivelando tutti gli organi e le agenzie dell’Ue e degli Stati membri coinvolti in crimini contro l’umanità commessi contro i “migranti” in transito lungo la rotta del Mediterraneo centrale.
di Amira Hass
L’Unità, 18 ottobre 2025
Una grande giornalista israeliana scrive che gli ottimisti sperano che “verrà un giorno”. Un giorno nel quale le nuove generazioni chiederanno conto degli orrori commessi a Gaza. Tra tutti i giornalisti, non solo israeliani, che in questi decenni hanno raccontato la tragedia palestinese, Amira Hass, storica firma di Haaretz, conosciuta e apprezzata a livello internazionale, è la più coraggiosa, capace. La più brava. Amira Hass la vita dei palestinesi non l’ha solo raccontata in centinaia di reportage, e in libri, che hanno fatto il giro del mondo e che le sono valsi, più che meritatamente, premi e riconoscimenti internazionali; quella vita Amira l’ha vissuta in prima persona, quando ha deciso di trasferirsi per un lungo periodo in Cisgiordania, attirandosi, anche per questo, l’odio, condito da minacce di morte, da parte della destra messianica e dei coloni pogromisti.
di Sergio D’Elia
L’Unità, 18 ottobre 2025
La mossa del presidente Bola Ahmed Tinubu pareggia i piatti della bilancia. E non solo per il presente. In una mossa senza precedenti il Presidente della Nigeria, Bola Ahmed Tinubu, ha graziato 175 persone. Assecondando una legge fondamentale della fisica, in un solo atto, la freccia del tempo è scattata sia in avanti che all’indietro: passato, presente e futuro sono stati colti di sorpresa in un momento di amore per la vita oltre la morte. La grazia ha fatto i conti con la storia della nazione, ha onorato la memoria delle vittime dell’ingiustizia passata, ha riconosciuto l’innocenza rinata nell’uomo della pena cancellando la colpa di quello del delitto, ha seminato la speranza tra i condannati alla pena di morte, a vita e fino alla morte.
di Franco Corleone
L’Espresso, 17 ottobre 2025
L’iter sul decreto Sicurezza e il conflitto di attribuzione rappresentano uno spartiacque. Il decreto legge Sicurezza rappresenta uno spartiacque per il funzionamento del Parlamento e l’esistenza della democrazia per le caratteristiche liberticide presenti nei 38 articoli con quattordici nuove fattispecie di reato e numerosi aggravamenti delle pene per i reati previsti. Per questo gli ex presidenti della Corte Costituzionale e oltre 257 giuristi lanciarono vanamente un appello per fermare una deriva inconcepibile. Tutto questo fa parte della nuova Costituzione materiale: decreti legge esaminati solo da un ramo del Parlamento e uno o due voti di fiducia.
di Andrea Pugiotto
sistemapenale.it, 17 ottobre 2025
Alla Consulta il conflitto di attribuzioni sollevato dall’On. Magi. Le ragioni di una difficile ammissibilità. Lunedi 20 ottobre la Corte costituzionale prenderà in esame il controverso decreto-legge “sicurezza” (n. 48 del 2025). Ad essere oggetto d’impugnazione non è una sua qualche disposizione, ma l’intero atto normativo. E non per i suoi contenuti di più che dubbia costituzionalità, bensì perchè la procedura seguita nel deliberarlo ha interferito in un procedimento legislativo in corso: il Governo - come si ricorderà - travasò nel suo decreto un disegno di legge già approvato alla Camera e in dirittura d’arrivo al Senato, espropriandolo al Parlamento.
di Emilia Patta
Il Sole 24 Ore, 17 ottobre 2025
Separazione delle carriere. Con l’ok del Senato il 28 ottobre è possibile staccare il voto dalle comunali: l’obiettivo è depoliticizzare la riforma e attrarre l’opinione pubblica moderata. Celebrare il referendum confermativo sulla separazione delle carriere il prima possibile, già a marzo, senza attendere la possibile electron day di giugno conle comunali. L’ipotesi è caldeggiata soprattutto da Forza Italia (“prima è meglio è”, dice il capogruppo in Senato Maurizio Gasparri) e comincia ad essere sempre più concreta anche a Palazzo Chigi.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 17 ottobre 2025
Forza Italia in pressing sul Guardasigilli che promette “una revisione totale” delle norme. La maggioranza rilancia il testo di due anni fa già approvato alla Camera. E se la riforma sulla generosa prescrizione targata FI fosse la ciliegina che manca alla torta? L’appetito del centrodestra, è il caso di dire, non si placa sul versante giustizia. E mentre il Senato si prepara a varare con l’ultimo sì, a fine ottobre, il ddl di revisione costituzionale sulla separazione delle carriere tra pm e giudici (che poi dovrà essere sottoposto al referendum confermativo), dalla Camera ieri si rilancia con un’altra crociata che viene da un vecchio sogno berlusconiano, che era stato momentaneamente tenuto nel cassetto, dopo la prima approvazione a Montecitorio, avvenuta quasi due anni fa.
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