di Lorenzo Vita
Avvenire, 20 ottobre 2025
Il ritorno nella Striscia per i prigionieri è stato traumatico: molti hanno trovato solo una tenda. Sono tornati in pullman mentre Israele festeggiava il rientro degli ostaggi. Portati nella Striscia di Gaza dal carcere di Ketziot, nel deserto del Negev, da quello di Sde Teiman o dalla prigione di Ofer. Un viaggio che per qualcuno è stato atteso anche più di un anno e mezzo: perché tutti loro, in migliaia, erano stati arrestati dalle forze israeliane subito dopo l’inizio della guerra. Per mesi sono stati tenuti all’oscuro di tutto, isolati dal mondo. C’è chi ha raccontato di abusi fisici, torture psicologiche, maltrattamenti.
di Daniela Barbaresi*
collettiva.it, 19 ottobre 2025
Tra sovraffollamento e suicidi la situazione è sempre più drammatica. Il Governo risponde con un giustizialismo sfrenato. Non c’è più tempo: bisogna cambiare subito. “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Lo sancisce il terzo comma dell’articolo 27 della Costituzione italiana. Ma qual è la condizione di vita in carcere? Quali reali possibilità di rieducazione e di recupero sociale ci sono in un sistema alle prese con criticità insostenibili?
di David Allegranti
La Nazione, 19 ottobre 2025
Secondo i calcoli di Ristretti Orizzonti sono 192 i detenuti morti in prigione nel 2025. Non ha senso parlare di emergenza, perché quello che doveva emergere è già emerso. Le carceri sono di nuovo sparite dal dibattito pubblico. Eppure nelle prigioni italiane si continua a morire, non solo perché ci si suicida. Secondo i calcoli di Ristretti Orizzonti sono 192 i detenuti morti in prigione nel 2025. Non ha senso parlare di emergenza, perché quello che doveva emergere è già emerso. A Sollicciano. A San Vittore. A Regina Coeli, dove pochi giorni fa è crollato un pezzo della seconda rotonda del carcere e una parte dei detenuti sfollati è stata spedita in Sardegna. Come un pacco postale.
di Luigi Nicolosi
Il Mattino, 19 ottobre 2025
Un lungo applauso per Sigfrido Ranucci. La notte bianca della giustizia inizia con un tributo al conduttore di “Report” vittima pochi giorni fa di una gravissima intimidazione. Poi un concetto ribadito senza esitazione dai vertici dell’Associazione nazionale magistrati: l’urgenza di tutelare la libertà di stampa e di espressione, oltre alla centralità della Costituzione. Un dibattito vivace, quello che ha preso vita ieri pomeriggio nella sala Arengario del tribunale di Napoli in occasione della “Giornata della Giustizia” promossa dal distretto partenopeo dell’Anm - ad aprire i lavori il presidente Claudio Siragusa - e che ha visto la partecipazione, oltre che di magistrati e avvocati, anche di esponenti del mondo della cultura, tra cui la cantante Fiorella Mannoia e la scrittrice Viola Ardone, e di tanti studenti.
di Dario Sautto
Corriere del Mezzogiorno, 19 ottobre 2025
“I magistrati sono innanzitutto cittadini. Non capisco perché noi che siamo addetti ai lavori non possiamo dire la nostra sulla riforma, mentre i medici possono parlare di Sanità. Il ministro Carlo Nordio? Dice tante cose, salvo poi essere smentito dalla storia e dai fatti”. Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, non ha risparmiato l’ennesima stoccata al Guardasigilli, dopo la polemica collegata all’organizzazione della “Giornata della Giustizia”, un evento organizzazione dall’Associazione nazionale magistrati di Napoli con giornalisti e artisti, aperto a scuole e cittadini.
di Roberta Lisi
collettiva.it, 19 ottobre 2025
La magistrata Silvia Albano spiega cosa cambia e perché al referendum confermativo bisogna votare No: “A rischio lo stato di diritto”. È la presidente di Magistratura democratica, è giudice presso il Tribunale di Roma si occupa di migranti: Silvia Albano spiega perché la riforma della giustizia mette a rischio la democrazia e lo stato costituzionale di diritto come lo abbiamo conosciuto finora.
di Hoara Borselli
Il Giornale, 19 ottobre 2025
L’ex sindaco di Lodi, Simone Uggetti: “La mia vicenda non è isolata. Centinaia di amministratori colpiti ingiustamente”. Simone Uggetti, 52 anni, dirigente di azienda, ex sindaco Pd di Lodi. Anche ex detenuto. Lo arrestarono il 3 maggio del 2016. Era sindaco da tre anni e godeva di molto consenso. Lo accusarono semplicemente di avere favorito una società (in gran parte del Comune) nell’assegnazione della gestione di due piscine comunali. Prigione, domiciliari, gogna, sette anni di sofferenze: poi l’assoluzione piena. Dice la sentenza: ha scelto quella società perché era la soluzione migliore per il Comune e per i cittadini. Ora Uggetti ha scritto un libro sulla sua vicenda. Si intitola “Storia di un Sindaco - da San Vittore all’assoluzione”
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 19 ottobre 2025
La bozza del ddl: carcere preventivo solo per i reati di mafia o con uso della violenza: salvi tutti gli altri inclusi corrotti, ladri e truffatori. Sei un corrotto, un bancarottiere, un ladro di appartamenti, un trafficante di droga o un truffatore di anziani? A breve il tuo rischio di essere arrestato e finire in carcere potrebbe ridursi a zero. Merito del nuovo assalto alla giustizia messo in cantiere da Carlo Nordio: la riforma della custodia cautelare, che dopo mesi di annunci e anticipazioni ha assunto i primi contorni ufficiali. Il prossimo 11 novembre la commissione di studio nominata dal Guardasigilli - presieduta da Antonio Mura, capo dell’Ufficio legislativo del ministero - presenterà le sue proposte per riscrivere il Codice di procedura penale, destinate poi a trasformarsi, in tutto o in parte, in un disegno di legge del governo.
di Vincenzo Giglio
terzultimafermata.blog, 19 ottobre 2025
Finalità e determinazione della competenza secondo la giurisprudenza di legittimità. Cassazione civile, Sez. 1^, ordinanza n. 9218/2025, 11 febbraio/8 aprile 2025, ha chiarito, in tema di detenzione in condizioni non conformi all’art. 3 Cedu, che il ricorso ex art. 35-ter, comma 3, O.P. ha lo scopo di evitare il protrarsi della violazione dei principi enunciati in materia dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, prevedendo, in via eccezionale, il rimedio indennitario ex lege di otto euro al giorno solo quando non è possibile la riduzione della pena, prevista dal comma 1 del citato art. 35-ter.
di Lorenzo Pastuglia
Il Resto del Carlino, 19 ottobre 2025
Lettera dell’assessora Conti al ministro Nordio: “Serve un intervento urgente per garantire condizioni di detenzione dignitose e sicurezza a chi lavora”. Proposto un tavolo tecnico permanente tra Ministero, Regione e Comune. Ottocento persone in uno spazio pensato per poco più della metà. Al carcere della Dozza ‘Rocco D’Amato’ di Bologna, la matematica del carcere non torna più: 800 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 457 posti. Un numero che racconta, meglio di qualsiasi parola, la misura del disagio che attraversa oggi uno degli istituti penitenziari più grandi e problematici dell’Emilia-Romagna.
- Bologna. L’installazione choc, una cella in piazza Maggiore: “Così si vive dietro le sbarre”
- Reggio Calabria. “Disagio in carcere: sovraffollamento, personale carente, sanità al lumicino”
- Novara. Jail Career Day al carcere: il lavoro come strumento di rinascita per evitare recidive
- Brindisi. Scuola e Carcere, un incontro che educa entrambi
- Cuneo. La San Vincenzo De Paoli celebra 170 anni di speranza, dignità e pace











