di Natalino Benacci
La Nazione, 18 ottobre 2025
È una storia terribile quella di Elena. Una storia di abbandono, sfruttamento e solitudine, fino al suicidio, a 26 anni, nel carcere di Sollicciano a Firenze. Originaria della Romania, aveva lasciato la sua famiglia a 14 anni. Una vita segnata dalla violenza e dalla detenzione. Elena era finita due volte in carcere: prima all’Istituto penale minorile di Pontremoli poi a Sollicciano. Quando è arrivata a Pontremoli, qualche anno fa, Elena non aveva nulla se non un grande bagaglio emotivo, affettivo, umano. La ricordano Mario Abrate, ex direttore dell’Istituto e le educatrici Manuela Ribolla e Alessia Leonardi.
di Raffaele Palumbo
Corriere Fiorentino, 18 ottobre 2025
No, non ci siamo. La gravità della situazione nelle nostre carceri si mescola e si intreccia alla situazione che riguarda la governance del sistema penitenziario e passa da un livello a un altro, da un carcere a un altro, da un provvedimento a un altro, come in un groviglio vizioso e senza un comprensibile bandolo della matassa. A Firenze il potenziamento degli organici della Polizia Penitenziaria finisce in farsa. Nonostante le promesse degli organismi preposti dal governo, alla fine sembra di assistere al gioco delle tre carte.
di Paolo Aresi
primabergamo.it, 18 ottobre 2025
Non solo è stato toccato il record del sovraffollamento (605 reclusi su 319 posti), ma è sempre più difficile accedere ai laboratori e alle attività. Il carcere è un quartiere della città, con mille abitanti. Seicento sono detenuti. Il carcere è il quartiere peggiore della città, non soltanto perché gran parte di quelli che ci vivono sono privati della libertà, ma anche perché le condizioni abitative sono al limite del sopportabile. E le prospettive per le persone si sono fatte via via più anguste nell’ultimo anno. Risulta sempre più difficile accedere alle misure alternative e alle possibilità di lavoro e di educazione. Per quali motivi?
di Sandro Marotta
La Stampa, 18 ottobre 2025
Da un carcere sovraffollato a un altro, cambia solo la città: il detenuto che soffre di diabete e obesità è stato trasferito di nuovo, questa volta dal carcere di Genova a quello di Torino. L’ultimo aggiornamento sull’odissea del cinquantenne, che ora pesa tra i 230 e i 260 kg, risale a una settimana fa. “A Torino gli hanno preparato una stanza con un letto bariatrico, su cui sta sdraiato tutto il giorno - spiega Roberto Testi, direttore della Medicina legale dell’Asl Città di Torino - ha anche delle operatrici sanitarie a curarlo”.
di Ludovica Lopetti
Corriere di Torino, 18 ottobre 2025
Il primo agosto 2024 i detenuti appiccarono il fuoco e distrussero celle, uffici, aule e palestra a colpi di sedie e tavoli. Le rivolte scoppiate contemporaneamente al carcere minorile Ferrante Aporti e al Lorusso e Cutugno di Torino la sera del 1 agosto 2024 non furono collegate. O almeno, così la pensano magistrati e polizia giudiziaria che hanno indagato per ricostruire i fatti di quella notte. Lo si legge nelle motivazioni della sentenza con cui il Tribunale minorile a luglio ha inflitto 35 anni di carcere a 9 minorenni, processati per devastazione, saccheggio, violenza e resistenza. Le pene per coloro che hanno scelto il rito abbreviato vanno da 3 a 4 anni e 8 mesi di carcere, mentre per l’unico che ha scelto il dibattimento la sentenza è attesa l’11 novembre.
gnewsonline.it, 18 ottobre 2025
Rimodellare le aiuole poste all’ingresso del carcere è stato il proposito di un progetto realizzato nella casa circondariale di Spini di Gardolo, organizzato in collaborazione con il Comune di Trento e il Liceo Antonio Rosmini. L’iniziativa, collegata alla manifestazione Fiori in centro, inaugurata a giugno di quest’anno nelle zone centrali della città, e proseguita con la conquista di luoghi periferici, ha previsto che quattro detenuti ammessi al lavoro all’esterno partecipassero a un laboratorio volto ad abbellire gli spazi tramite il verde.
gnewsonline.it, 18 ottobre 2025
L’iniziativa dei penalisti bolognesi “La vita dietro le sbarre: una cella al centro della città”, che avrà luogo questo fine settimana, 18 e 19 ottobre, porterà una cella carceraria nel centro cittadino con l’obiettivo di avvicinare le persone alla vita dei detenuti e sarà una ricostruzione a grandezza reale e fedele nei dettagli. La possibilità di visitare questa installazione, anche se per pochi minuti, permetterà a chiunque di sperimentare in prima persona la spazialità con la quale si rapporta la vita del “ristretto”.
adnkronos.com, 18 ottobre 2025
Lancio dell’iniziativa che si terrà in oltre 12.000 supermercati in tutta Italia il prossimo 15 novembre. Parte dalla Casa di reclusione di Milano Opera il cammino verso la Giornata nazionale della colletta alimentare, che si terrà il prossimo sabato 15 novembre in tutta Italia. Un luogo simbolico per lanciare un’iniziativa che, da 29 anni, coinvolge milioni di persone in un gesto semplice e condiviso di solidarietà: donare parte della propria spesa per chi è in difficoltà. La scelta del carcere di Opera come sede dell’evento di lancio non è casuale: rappresenta il valore educativo e rigenerativo della Colletta, capace di raggiungere e coinvolgere tutti, anche chi vive situazioni di fragilità e restrizione.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 18 ottobre 2025
Il mondo del Terzo settore lo aspettava da una vita, e tra poco sarebbero passati due anni da quando l’Europa stessa lo aveva sollecitato con una specifica “Raccomandazione” nel 2023. Adesso almeno il primo passo è fatto: anche l’Italia ha un Piano nazionale dell’economia sociale. Il testo è contenuto all’interno della manovra finanziaria 2026 approvata dal Governo. Il mondo del Terzo settore lo aspettava da una vita, e tra pochi giorni sarebbero passati due anni da quando l’Europa stessa ne aveva sollecitato la creazione con una specifica “Raccomandazione” del Consiglio europeo datata 27 novembre 2023. Adesso almeno il primo passo è fatto: anche l’Italia ha un “Piano nazionale dell’economia sociale”.
di Giuseppe Notarstefano
Avvenire, 18 ottobre 2025
Dal Terzo settore arriva una risposta di cura e attenzione verso i bisogni reali della società che esalta i principi di accoglienza, solidarietà e condivisione. La narrazione della situazione economica e finanziaria, soprattutto a livello macro, continua a proporre scenari di crisi e previsioni di ulteriore riduzione del benessere complessivo del Paese. Rimane spesso messo in ombra il valore economico e sociale generato e distribuito, in gran parte gratuitamente e volontariamente, da un’ampia gamma di settori quali sanità, sport, assistenza agli anziani e alle persone con diversa abilità.
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