di Paola Pioppi
Il Giorno, 17 ottobre 2025
Le immagini della casa circondariale Bassone di Como, sono protagoniste della mostra “Bassone quale umanità?” che si inaugura questa sera alle 20.30 al Santuario dei Missionari Passionisti di Santa Gemma di Erba, in via XXIV Maggio, dove rimarrà allestita fino al 26 ottobre. Realizzata dalla Caritas cittadina di Como, che ha raccolto l’invito di Papa Francesco, nell’anno del Giubileo, ad ascoltare e testimoniare il disagio di tanti detenuti che “sperimentano ogni giorno, oltre alla durezza della reclusione, il vuoto affettivo, le restrizioni imposte”, è un progetto itinerante: la visita alla mostra vuole offrire un’importante occasione per conoscere la realtà che si nasconde dietro le mura del carcere, le fragilità di uomini e donne, ma anche ogni aspetto della vita privata della libertà e soggetta alle regole imposte dalla condizione di detenuto.
di Emiliano Reali
huffingtonpost.it, 17 ottobre 2025
Francesca Ghezzani entra nel sistema penitenziario italiano per narrare le contraddizioni, ma anche i tentativi di rinascita. L’obiettivo è unire testimonianze, dati e riflessioni per restituire complessità a un tema spesso semplificato o ignorato. “Il silenzio dentro - Quando raccontare diventa un atto di giustizia” è un viaggio all’interno e intorno alle carceri italiane per raccontare, con sguardo costruttivo, le molteplici realtà che vivono dietro e oltre le sbarre. “Il silenzio dentro” di Francesca Ghezzani (Swanbook Edizioni, 2025) è un libro di narrativa d’inchiesta che entra nel sistema penitenziario italiano per narrare le contraddizioni, ma anche i tentativi di rinascita.
di Antonio Gibelli
Il Manifesto, 17 ottobre 2025
“Annibale alle porte”, il libro dello studioso di temi migratori Amoreno Martellini, uscito per Il Mulino. Da molti decenni la questione delle migrazioni è al centro della politica italiana, europea e più in generale - basti pensare agli Stati Uniti dell’era Trump - occidentale. Mai seriamente affrontata in modo attivo e propositivo, è stata ed è agitata come uno spauracchio ad alta efficacia demagogica: il flusso crescente dei migranti verso il cuore del mondo sviluppato è un’invasione, costituisce un pericolo mortale per l’identità, la sicurezza, le tradizioni nazionali, persino una minaccia di sostituzione etnica. Gli stranieri, in quanto tali, sono portatori di disordine, devianza, in breve di criminalità.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 17 ottobre 2025
I femminicidi sono all’ordine del giorno e così violenze di ogni tipo sulle donne, per lo più all’interno di rapporti familiari o comunque intimi, da parte di compagni, mariti, amici. Ne sono autori uomini adulti di ogni condizione sociale ma anche adolescenti. Eppure c’è ancora chi pensa che non ci sia alcun bisogno di un’educazione all’affettività e alla sessualità, al riconoscimento e controllo delle emozioni legate al corpo proprio e altrui, alla maturazione di relazioni affettive basate sulla cura e il rispetto reciproco.
di Elisa Forte
La Stampa, 17 ottobre 2025
Il papà di Giulia boccia l’emendamento della Lega: “I ragazzi chiedono strumenti per capire”. Un emendamento della Lega produce uno stop all’educazione sessuo-affettiva nelle scuole medie. La Fondazione Cecchettin lo giudica “un passo indietro grave e culturalmente pericoloso”. Stando così le cose, il ddl Valditara stabilisce che l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole medie non si farà e alle Superiori si potrà insegnare solo con il consenso dei genitori.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 17 ottobre 2025
Mentre in Senato l’Istituto superiore di sanità dice no, a Firenze un giudice dice sì. Mentre in Senato l’Istituto superiore di sanità dice no, a Firenze un giudice dice sì. Sì, e subito. Ancora una volta, dunque, il diritto ad accedere al suicidio assistito viene garantito per decisione di un Tribunale quando, nello stesso tempo, in Parlamento la maggioranza cerca di far passare - con una nuova e inedita accelerazione - un ddl sul fine vita che, per usare le parole del senatore dem Franco Mirabelli affidate ad Huffington post, “sembra più orientato a ridimensionare le sentenze della Corte costituzionale che a recepirle”.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 17 ottobre 2025
Il tribunale di Firenze ordina di reperire lo strumento per l’autosomministrazione. Il dibattito sul fine vita cambia rotta e si sposta sull’eutanasia. Un’ipotesi che in Italia è sempre illegale, a differenza del suicidio assistito, e sulla quale tribunali e Parlamento parlano due lingue diverse. Così sembra, almeno, dopo la giornata di ieri. In cui sono successi due fatti uguali e (apparentemente) contrari: da una parte le audizioni al Senato nell’ambito dell’esame del ddl del centrodestra firmato da Pierantonio Zanettin (FI) e Ignazio Zullo (FdI); dall’altra l’ordinanza del tribunale di Firenze sul caso di “Libera”.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 17 ottobre 2025
Detta così, sembra essere una storia buona per Pirandello. Si è svolta giovedì scorso alla Camera. La destra, che allora era per i blocchi navali e per i porti chiusi, conferma, in una sua mozione, il famoso Memorandum con la Libia siglato dal governo Gentiloni nel 2017. Chi allora lo sottoscrisse, ovvero il Pd, ne chiede invece una cancellazione tout court, non un cambiamento, più o meno radicale, per renderlo più esigente e adeguato alle nuove condizioni dell’area. La posizione più ragionevole, paradossalmente, è quella di chi allora era contro tutto e tutti, i Cinque stelle. Loro ne invocano una radicale revisione.
di Beatrice Guarrera
L’Osservatore Romano, 17 ottobre 2025
Mentre il mondo segue con trepidante attesa gli sviluppi in Medio Oriente, sperando che la tregua sancita tra Israele e Hamas sia davvero l’inizio della pace, il ruolo dei cristiani in Terra Santa si fa sempre più cruciale. “Il senso del perdono è molto fragile nella religione ebraica e in quella musulmana, per cui i cristiani che l’hanno, invece, al centro anche della loro spiritualità, dovranno essere coloro che aiuteranno entrambe le parti a raggiungere questo ideale”.
di Umberto Brindani
Gente, 16 ottobre 2025
Giorni fa sono entrato in un carcere per una breve lezione di giornalismo. E adesso mi domando se l’incontro con quei detenuti abbia fatto più bene a loro o a me. L’altro giorno sono finito in carcere. Ma no, cosa avete capito? Non mi hanno arrestato: mi è stato consentito l’accesso in un penitenziario per tenere a un piccolo gruppo di detenuti una breve lezione di giornalismo. Ho attraversato cancelli, sbarre, guardiole ed enormi cortili per arrivare nella sezione che mi era stata assegnata, dove in una stanza aperta sul corridoio delle celle mi aspettava una dozzina di carcerati. Ci sono rimasto un paio d’ore. E non so se quell’incontro abbia fatto bene più a loro che a me.
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