di Valentina Stella
Il Dubbio, 17 ottobre 2025
Dopo la morte di Pamela Genini per mano del compagno si riaccende il dibattito sull’efficacia della risposta penale. La morte di Pamela Genini per mano del compagno che voleva lasciare, Gianluca Soncin, ci porta a chiedere: a questo punto davvero leggi più repressive servono a deflazionare certi atti criminosi? Lo abbiamo chiesto ad una politica, ad una magistrata, ad una avvocata e ad una accademica.
di Gian Carlo Caselli e Vittorio Barosio
La Stampa, 17 ottobre 2025
Quasi ogni giorno, aprendo il giornale, ci si trova di fronte all’omicidio di una donna. La situazione, anziché migliorare, sembra peggiorare. Già una legge del 2023 che rafforzava le misure contro la violenza sulle donne non ha portato a risultati apprezzabili. Attualmente è all’esame del Parlamento un disegno di legge che introduce nel nostro codice penale il reato specifico di femminicidio e lo punisce con l’ergastolo. C’è da sperare che funzioni, ma visto il precedente non è detto. Chi arriva ad uccidere un essere umano è difficile che si lasci fermare dal rischio di ricevere una sanzione pur grave: l’irrazionalità, la follia e le spinte emotive prevalgono troppe volte sulla ragionevolezza e sui freni inibitori. Questo vale a maggior ragione se si tratta di femminicidio, perché qui entrano in gioco vecchi e assurdi retaggi culturali sul ruolo e sulla natura della donna, che possono lasciare spazio alla degenerazione di passioni e pulsioni particolari nei suoi confronti.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 17 ottobre 2025
Superato il Pnrr, torni “il vero processo, sia nel civile sia nel penale”, dice il presidente del Cnf Francesco Greco. Il XXXVI Congresso nazionale forense di Torino si è aperto ieri con un minuto di silenzio dedicato ai tre carabinieri morti nell’esplosione del casolare di Castel d’Azzano, in provincia di Verona. Un momento toccante che ha suscitato la commozione dei circa 2.500 rappresentanti dei Coa riunitisi per discutere sul futuro della professione forense nel “Teatro Regio”. Prima degli interventi dei rappresentanti dell’avvocatura e delle istituzioni, il presidente del Cnf, Francesco Greco, ha letto un messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il capo dello Stato ha augurato la migliore riuscita del Congresso.
bolognatoday.it, 17 ottobre 2025
Scuola, lavoro sanità. Questi gli asset strategici del “pianete carcere” in cui, nel triennio 2021-2023 la Regione Emilia-Romagna ha investito progetti e risorse pari a 25,5 milioni di euro (di cui 18 milioni, tra fondi statali e regionali, in sanità, e 7,5 milioni per sociale e sanità) per rendere la pena non solo momento di “espiazione”, ma in primo luogo come un momento di “ricostruzione” della persona per il suo reinserimento nella società. E’ quanto è emersa nel corso della commissione Parità presieduta da Elena Carletti dove è stata presentata e discussa la clausola valutativa della legge regionale del 2008 per la tutela delle persone ristrette avvenuta nel corso della commissione Parità.
di Andrea Scano
L’Unione Sarda, 17 ottobre 2025
Sono 103 i detenuti trasferiti in Sardegna dopo il crollo di una parte del carcere romano di Regina Coeli. Ma la soluzione “tampone” è già stata contestata: come denuncia Roberto Melis, segretario Consipe, “secondo segnalazioni interne” molti dei trasferiti non sarebbero provenienti dal settore realmente compromesso dal crollo, bensì da altri rami del carcere, sollevando dubbi sulla correttezza dei criteri adottati. “In piena emergenza, si sarebbe dunque trovato il tempo per selezionare e inviare in Sardegna i soggetti più problematici, trattenendo invece quelli “più gestibili”. “Alla luce di tali anomalie - continua Melis - sarebbe doveroso che il DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ndr.) disponga un’ispezione urgente presso la Direzione dell’istituto di Regina Coeli, al fine di verificare la correttezza delle procedure adottate e accertare eventuali responsabilità”.
di Vera Mantengoli
Corriere del Veneto, 17 ottobre 2025
I ritardi dei lavori per ultimare gli alloggi destinati alle agenti penitenziarie, potrebbero essere stati il pretesto per allontanare Enrico Farina da Santa Maria Maggiore. Il condizionale è d’obbligo perché non è ancora chiaro il motivo della revoca a direttore del carcere maschile e il trasferimento provvisorio a quello di Belluno. “Rispetto alla questione alloggi del personale di polizia, non esiste uno straccio di norma che preveda da parte delle amministrazioni dello Stato l’obbligo di garantire alloggi al personale di polizia a ordinamento civile, diversamente da quanto è invece previsto per i militari - dice Michela Romanello della Uilpa Venezia.
di Stefania Sorge
Il Centro, 17 ottobre 2025
La decisione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria è arrivata come una doccia gelata, insieme alla mancata autorizzazione a disputare una partita con una squadra di studenti. Correre dietro a un pallone, sfidare squadre avversarie, disputare un vero campionato, era per loro un assaggio di libertà. Non era solo calcio il progetto “Mettiamoci in Gioco”, primo a coinvolgere i detenuti di un penitenziario, quelli del supercarcere di Villa Stanazzo. Ma ora, dopo oltre 15 anni, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha deciso di porre fine a questa iniziativa virtuosa, che vedeva la collaborazione di Figc e Lnd Abruzzo.
di Monica Sicca
La Stampa, 17 ottobre 2025
La privazione affettiva è il tema della piece “Ma l’amore no”. La vita in carcere significa sofferenza e difficoltà sia per chi è recluso, sia per i familiari, entrambi in attesa di un colloquio, un contatto, un messaggio. In carcere manca tutto, ma l’assenza più forte è quella affettiva, con il detenuto privato di una parte fondamentale della sua vita: i sentimenti. Come si può sopravvivere a questa privazione? Davvero in un percorso di riabilitazione e di presa di coscienza dei propri errori è necessario eliminare l’affettività e l’amore?
di Paola Naldi
La Repubblica, 17 ottobre 2025
Prende il via il 24 ottobre al museo di Bologna il festival che prevede 14 spettacoli negli istituti penitenziari di otto città della regione. C’è un teatro che nasce in carcere, dal lavoro e dalle riflessioni di detenute e detenuti, adulti e ragazzi, ma che poi esce da quegli spazi di reclusione per invadere la città, i luoghi pubblici, i palcoscenici più insoliti. È così che il Mambo, il Museo d’arte moderna in via Don Minzoni 14, si trasforma ancora per ospitare, il 24 e il 25 ottobre alle 20.30, lo spettacolo “Acini di Furore” che vedrà in scena le attrici della Compagnia delle Sibilline, nata all’interno della Dozza. Lo spettacolo è nato dai laboratori tenuti alla casa circondariale da Paolo Billi, regista, autore, drammaturgo, con una vita dedicata a portare l’arte teatrale tra chi deve scontare una pena, come mezzo di crescita e di consapevolezza. In questo caso lui e un gruppo di donne hanno elaborato le parole e il senso di un grande romanzo del Novecento, “Furore” di John Steinbeck, dando vita a una pièce messa in scena con le musiche elaborate dagli studenti del Conservatorio di Bologna, diretti da Aurelio Zarrelli.
di Leandro Del Gaudio
Il Mattino, 17 ottobre 2025
Un sogno che prende forma, un progetto che sta diventando realtà. Un teatro da restaurare per i ragazzi di Nisida, quelli del carcere di mare, che ieri hanno vissuto una giornata particolare. Hanno assistito all’impegno di istituzioni e sponsor privati per la rinascita del teatro a Nisida e hanno incrociato per una intera mattinata il dialogo con ragazzi poco più grandi: gli studenti e i volontari dell’Università Luiss, giovani con cui condividere una certa idea di futuro.
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