di Vincenzo Imperitura
Il Dubbio, 4 ottobre 2025
Minorenne al momento della traversata dalla Libia, il giovane ha trascorso quasi due anni in carcere per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Nessun contatto con gli organizzatori del viaggio, nessuna mansione da svolgere sul battello scassato e pieno di quasi trecento disperati in fuga dalla Libia che attraversava il Mediterraneo fino alle coste della Calabria, nessun collegamento diretto con il gruppo a capo dell’ennesimo viaggio della speranza: Ahmed Albahlawan non era uno scafista ma solo un ragazzino di 17 anni in fuga.
di Giulio Cavalli
Il Domani, 4 ottobre 2025
Solo nel 2025 i morti e dispersi sono stati 1.293, che diventano 1.646 se si include anche la rotta atlantica verso le Canarie. Dal naufragio di Lampedusa del 2013 a oggi, le promesse disattese sono il ritornello che accompagna, puntualmente, le nuove bare allineate sulle coste. Nella Giornata della memoria e dell’accoglienza, i numeri ufficiali inchiodano la cronaca. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, dal 2014 al 24 settembre 2025 sono morte o scomparse quasi 33mila persone lungo le rotte del Mediterraneo. Solo nel 2025 i morti e dispersi sono stati 1.293, che diventano 1.646 se si include anche la rotta atlantica verso le Canarie, sempre più battuta e sempre più letale. Il 78% delle vittime riguarda il Mediterraneo centrale, la rotta che dalle coste libiche tenta di raggiungere l’Italia. È il mare che separa, ma soprattutto il mare che inghiotte.
di Flavia Amabile e Edoardo Venditti
La Stampa, 4 ottobre 2025
Cento cortei venerdì hanno paralizzato le città, manifestanti bloccano porti, stazioni e autostrade. Cariche e lacrimogeni a Bologna e Milano. Per il Viminale circa 500 mila le presenze. “E ‘mo menace pe’ du’ ova!”, urlano. Non sono due le uova che hanno appena lanciato, saranno una ventina, vanno a infrangersi sui blindati della polizia schierati davanti al ministero dei Trasporti. Poco dopo scoppia un petardo e ci sono alcuni pugni battuti sul portone dell’ambasciata tedesca. Le tensioni a Roma finiscono qui.
di Francesco Malfetano
La Stampa, 4 ottobre 2025
Ipotesi sanzioni fino a un milione di euro per le mobilitazioni sindacali senza preavviso. Spaccare il fronte sindacale. È l’ossessione che attraversa da ore i palazzi della maggioranza. Non si tratta solo di gestire l’ennesima piazza difficile, ma di indebolire l’avversario considerato in questa fase più temibile: Maurizio Landini. A Palazzo Chigi lo guardano ormai come a un leader del centrosinistra più che a un capo sindacale, accusandolo di aver messo in piedi una “campagna politica” mirata a logorare l’esecutivo. E la risposta che Giorgia Meloni e i suoi stanno preparando è di quelle muscolari: sanzioni più pesanti in caso di scioperi dichiarati illegittimi dalla Commissione di garanzia e una narrazione tutta incentrata sullo smascherare il segretario Cgil davanti all’opinione pubblica. Frenata, almeno per ora, l’ipotesi messa sul tavolo da Matteo Salvini di cauzioni per chi organizza manifestazioni violente.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 4 ottobre 2025
Gli avvocati della missione denunciano la violazione del diritto di difesa. ll legale belga Alexis Deswaef si è rifiutato di firmare una falsa ammissione di colpevolezza. Abbordaggio delle imbarcazioni, trasferimento in un centro di detenzione ed espulsione. Sono queste le fasi che hanno caratterizzato il tentativo (fallito) degli attivisti della Global Sumud Flottilla di raggiungere via mare Gaza e consegnare aiuti umanitari alla popolazione palestinese. Dopo essere stati condotti nel porto di Ashdod per gli adempimenti davanti alla polizia e alle autorità di frontiera (identificazione e dichiarazioni sulle condizioni di salute), gran parte dei partecipanti alla missione della Flotilla - in tutto 473 persone di varie nazionalità - hanno raggiunto in autobus il carcere di Saharonim, nella città di Kziot (nel deserto del Negev), nelle vicinanze del confine egiziano. In tutte le fasi che hanno riguardato l’avvicinamento al mare territoriale palestinese - è utile ricordarlo - le violazioni del diritto internazionale da parte di Israele si sono susseguite (si veda anche Il Dubbio di ieri). A partire dal blocco navale imposto da tempo. In base al diritto bellico le navi che vengono adoperate per missioni prettamente di assistenza umanitaria, come nel caso della Global Sumud Flotilla, sono esenti da attacchi da parte di navi da guerra di uno Stato. Israele avrebbe dovuto consentire l’arrivo e la distribuzione di beni di prima necessità alla popolazione palestinese.
di Nello Scavo
Avvenire, 4 ottobre 2025
L’annuncio su Telegram dopo il nuovo ultimatum Usa. Il gruppo armato: “Pronti a discutere i dettagli con i mediatori sul futuro della Striscia”. Incertezza sui tempi. “Apprezziamo gli sforzi del mondo arabo, di quello islamico e quelli internazionali, così come il richiamo del presidente Trump per far finire la guerra nella Striscia di Gaza”. Quando oramai nessuno ci sperava, alle ore 23 di Gerusalemme è arrivata la nota con cui una fonte di Hamas riferiva che l’organizzazione armata accetta il piano per la liberazione degli ostaggi, una tregua duratura, e la cessione del potere a un organismo palestinese indipendente.
di Anna Foa
Avvenire, 4 ottobre 2025
La reazione corale di un Paese all’attacco terroristico del 7 ottobre 2023 ha passato il segno. Ricostruiamo quel che è successo, cercando di capire quali sono stati i punti di non ritorno. Gli eventi si susseguono senza sosta nelle tragiche vicende mediorientali. Mentre continuano la distruzione della Striscia di Gaza e il massacro dei suoi abitanti; mentre il governo israeliano minaccia l’annessione della Cisgiordania per impedire per sempre la creazione di uno Stato palestinese e intanto appoggia con l’esercito i coloni che ne attaccano e distruggono i villaggi; mentre continua il blocco dei rifornimenti alimentari e medicinali, essenziali alla vita, e a Gaza si continua a morire di fame, un gran numero di Stati, non ultimi il Canada, l’Australia e la maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea riconoscono lo Stato palestinese. Non l’Italia, che si schiera accanto agli Stati Uniti di Trump e attribuisce a questo riconoscimento un valore meramente simbolico, se non addirittura un rischio per le trattative, non la Germania, forse impedita finora dai sensi di colpa per la Shoah. E l’opinione pubblica del mondo diventa sempre più ostile a quello che viene ormai, in buona parte di Israele come nel resto del mondo, definito “genocidio”.
di Stefano Stimamiglio
Famiglia Cristiana, 3 ottobre 2025
Un giovane detenuto nordafricano si è tolto la vita nel carcere di Pavia dopo pochi giorni di reclusione. È l’ennesimo dramma di un sistema che conta più di un morto a settimana e che rende impossibile la rieducazione prevista dalla Costituzione. I magistrati di Area, riuniti a Genova dal 10 al 12 ottobre, denunciano: “Le condizioni di vita nelle carceri italiane sono una vera emergenza civile e democratica”.
di Maurizio Gelatti
La Stampa, 3 ottobre 2025
Le Giornate della Legalità in programma a Torino sino a domenica 5 ottobre ospitano giuristi, scrittori, docenti e artisti con lo scopo di combattere i luoghi comuni che nella nostra società alimentano l’intolleranza. Il programma 2025 pone l’accento su un argomento ancora troppo poco dibattuto: il diritto all’affettività in carcere. A parlarne, domenica 5 ottobre alle 11,15 nel contesto di “Portici della Legalità, in piazza Castello, è Donatella Stasio, autrice di “L’amore in gabbia - La ricerca della libertà di un reduce dal carcere”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 3 ottobre 2025
Sono soltanto 165, a dispetto dei 500 preventivati, i magistrati che saranno applicati in via d’urgenza presso i tribunali che sono più in difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi del Pnrr sulla giustizia civile. Un vero flop per il decreto giustizia approvato dal governo lo scorso agosto, e convertito in legge mercoledì dal Parlamento, contenente misure d’emergenza per raggiungere entro il 30 giugno 2026 i target concordati con l’Unione europea sulla giustizia civile: riduzione del 40 per cento della durata media dei procedimenti civili (il cosiddetto “disposition time”) e diminuzione del 90 per cento delle cause pendenti rispetto al 2022.
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