di Carmine Di Niro
L’Unità, 2 ottobre 2025
L’inchiesta per la morte di Sylla Mamodou Khadialy, il 35enne di origini senegalesi morto nella sua cella del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) venerdì scorso, all’indomani del suo arresto operato dalla polizia ferroviaria presso la stazione di Caserta, vede tre persone iscritte nel registro degli indagati. Si tratta di medici, due in servizio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere e uno al 118, accusati di omicidio colposo. L’inchiesta, in mano al pubblico ministero di Santa Maria Capua Vetere Alessandra Pinto, vedrà un punto chiave con l’autopsia che si terrà mercoledì pomeriggio all’istituto di medicina legale di Caserta.
di Silvana Cortignani
tusciaweb.eu, 2 ottobre 2025
Morte di Andrea Di Nino, Asl di Viterbo e ministero della Giustizia responsabili civili nel processo per omicidio colposo a un medico e un penitenziario. I due imputati sono difesi dagli avvocati Massimo Pistilli e Lorenzo Lepri, mentre è stato aperto un fascicolo gemello a carico dell’altro dottore, difeso da Andrea Danti, assente anche ieri per motivi di salute, la cui posizione sarà esaminata dal giudice Jacopo Rocchi in un’apposita udienza fissata a gennaio. È ripreso così, il giorno dopo la manifestazione fuori del tribunale contro l’archiviazione dell’inchiesta bis per omicidio volontario, il processo per quello che la procura ritiene essere stato un suicidio per impiccagione, cui i familiari non hanno mai creduto.
La Nazione, 2 ottobre 2025
Il giudice di sorveglianza annulla il diniego della direzione carceraria. Detenuto nel carcere di Sabbione autorizzato dal giudice ai colloqui intimi con la moglie, che erano stati negati dalla direzione del penitenziario per il fatto che la famiglia della consorte sia legata alla criminalità organizzata. Il recluso si era visto negare dalla direzione dell’istituto la possibilità di svolgere colloqui intimi con la moglie nella “stanza dell’affettività” istituita ad aprile. Ha però fatto reclamo all’Ufficio di sorveglianza che ha accolto la sua istanza concedendo i colloqui richiesti in base alla sentenza 10 del 2024 della Corte costituzionale.
foggiatoday.it, 2 ottobre 2025
La Costituzione italiana come bussola per rileggere la vita, le cadute e le possibilità di riscatto. È questo il cuore di “Parole in ascolto - Storie di carcere, cittadinanza e legalità”, il progetto che prende forma presso la Casa Circondariale di Foggia e che intende rendere i ristretti protagonisti di un dialogo autentico con la comunità. L’iniziativa - promossa dal Csv Foggia, in collaborazione con don Fernando Escobar della Comunità di Sant’Egidio - sarà curata dalla giornalista e volontaria Annalisa Graziano.
Il Resto del Carlino, 2 ottobre 2025
Il testo del magistrato Dino Petralia per cinque personaggi. Diventa un recital a tre voci di Emanuele Montagna. “Le nostre Prigioni. Storie di Pena e di Speranza”: lo spettacolo, scritto dal magistrato Dino Petralia, già direttore delle carceri italiane, va in scena questa sera alle 20,45 in prima nazionale stasera al Teatro Dehon. Il testo è stato prodotto da Cfa-Colli Formazione Attori di Bologna e dall’Ordine Avvocati di Padova e Camera Penale di Padova, dove è già andato in scena con enorme successo in anteprima nazionale lo scorso 25 settembre, con il patrocinio dell’associazione internazionale Nessuno Tocchi Caino e con il plauso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo spettacolo, nella sua replica bolognese, è sostenuto dall’Ordine Avvocati di Bologna, dalla Camera Penale di Bologna, dal Comune di Bologna. Ed è patrocinato dalla Fondazione Itaca Onlus.
di Annibale Gagliani
Corriere del Mezzogiorno, 2 ottobre 2025
Eduardo De Filippo legava inscindibilmente il proscenio all’esistenza: “Lo sforzo disperato che compie l’uomo nel tentativo di dare alla vita un qualsiasi significato è teatro”. Lo stesso sforzo cesellato dalle detenute della casa circondariale Borgo San Nicola, a Lecce, con un progetto di teatro sociale d’arte: “Bellezza mia - Anatomia tragicomica della vita delle ragazze”. Un percorso di drammaturgia collettiva, interculturale, intergenerazionale, rivolto alla sezione femminile del penitenziario e a donne under 25 interessate alla recitazione.
aia-figc.it, 2 ottobre 2025
“Siamo da poco rientrati dal carcere di Secondigliano dopo il primo incontro con i detenuti che seguiranno il Corso Arbitri: è stata un’esperienza forte e significativa, anche per noi”. Con queste parole, Giuliana Guarino, Presidente della Sezione AIA di Frattamaggiore, ha riassunto l’inizio del percorso formativo che l’Associazione Italiana Arbitri (AIA) e l’associazione Sport Senza Frontiere ETS stanno realizzando nell’ambito del progetto “Rigiocare il Futuro”. Il progetto “Rigiocare il Futuro” mira a trasformare il Centro Penitenziario “Pasquale Mandato” di Secondigliano nel più importante polo sportivo carcerario d’Italia. L’obiettivo è avviare un percorso formativo biennale che offra concrete opportunità di reinserimento sociale e lavorativo ai detenuti, utilizzando lo sport come strumento di riscatto.
societadellaragione.it, 2 ottobre 2025
Disponibile su tutte le piattaforme il podcast del progetto sulla Salute mentale in carcere dopo la chiusura degli OPG. È online Fratture, il nuovo podcast prodotto da La Società della Ragione e realizzato dal collettivo Cumbre Altre Frequenze, che affronta un tema scomodo e troppo spesso rimosso: la salute mentale in carcere, dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Parlare di salute mentale in carcere significa parlare di un ossimoro. La detenzione è di per sé incompatibile con il benessere psicologico e psichico, eppure migliaia di persone private della libertà devono fare i conti ogni giorno con questa condizione. Fratture apre uno spiraglio su quell’universo nascosto, dando voce a esperti, operatori e testimoni per raccontare cosa succede quando il diritto alla cura si scontra con le logiche custodiali.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 2 ottobre 2025
È frequente, quando sentiamo parlare di “interpretazione giuridica”, sentir menzionati i “principi o i valori fondamentali” dello Stato che svolgono un’importante funzione in quanto spesso riconosciuti dalla Costituzione o da leggi codificate o da norme europee, con la finalità di garantire fra l’altro dignità, uguaglianza e libertà, nonché i diritti sociali come il diritto al lavoro e all’istruzione. Un giudice che operi nell’ambito di un sistema in una data epoca, deve sempre confrontarsi con un insieme di valori fondamentali; rari sono infatti i casi in cui si trovi in un terreno vergine. Ma quali sono i valori fondamentali? Il giudice non è certo libero di inventarli, per quanto gli sembrino adeguati; deve invece utilizzare e svelare quelli celati all’interno del sistema, oppure prendere in considerazione quelli che ancora non ne sono divenuti parte integrante, pur essendo rappresentativi dell’ideologia della società. Questi valori sono concepiti e si sviluppano quali prodotti del pensiero della società.
di Daniela Piana
Il Dubbio, 2 ottobre 2025
Capaci di fare deporre le armi. Ne abbiamo usate così tante di parole. Per quanto vocianti scriventi siamo tutti consapevoli che la parola da sola poco potrà. Potrà poco anche quando tecnica autorevole performativa come quella della lingua del diritto. La parola poco potrà. Forse la abbiamo svuotata. Troppo usata. Insomma, la parola poco potrà. Ma non è una buona ragione per non avvalersene. Solo che non è lì che troveremo la certezza dell’effetto di fare deporre le armi. Stamane su uno dei social network che attraversano in modo più o meno insistente - ed è una insistenza effetto di una diffusa necessità di controllo presenza affermazione - un messaggio invita a dirlo con le loro parole. Dei bambini delle bambine. Dire cosa? Come si fa a fermare la guerra.











