di Flavia Landolfi
Il Sole 24 Ore, 1 ottobre 2025
Terza cabina di regia a Palazzo Chigi sull’edilizia penitenziaria. Il ministro Nordio: “Entro il 2026 sovraffollamento risolto”. L’associazione Antigone: “Piano inutile”. Si è svolta ieri a Palazzo Chigi la terza riunione della cabina di regia per l’edilizia penitenziaria, appuntamento ormai periodico per dare gambe al Piano carceri varato a luglio con il dettaglio degli interventi da attuare. Alla riunione, promossa anche dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, hanno partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, i sottosegretari alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove e Andrea Ostellari, il commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria Marco Doglio.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 1 ottobre 2025
“Andremo avanti sulla riforma della giustizia e non contro la magistratura ma per liberare la magistratura dalla malapianta delle correnti politicizzate: la vogliamo liberare dalla politica”: lo ha detto ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al comizio elettorale a Lamezia Terme a sostegno di Roberto Occhiuto. Ancora presto per dire se questo sarà lo slogan della campagna del referendum. Certo è che più passano i giorni, più aumentano le occasioni e più la premier incalza sulla riforma della giustizia. E dall’altra parte dell’emiciclo che succede?
di Edmondo Bruti Liberati
Il Dubbio, 1 ottobre 2025
La riforma di Nordio potrebbe indebolire il Consiglio superiore, vero pilastro dell’indipendenza giudiziaria. “Spiacente di deludervi, ma la notizia della mia morte è grandemente esagerata.” Così Mark Twain in un telegramma all’Associated Press, dopo aver appreso che era stato pubblicato il suo necrologio. Si parva licet la stessa impressione mi ha destato il titolo “Ma è antico il no dell’Anm al diritto penale liberale” che Il Dubbio di ieri l’altro ha posto ad un contributo del prof. avv. Oliviero Mazza. Una volta tanto non si può dire che il titolista abbia forzato il contenuto dell’articolo.
di Alberto de Sanctis e Lorenzo Zilletti
Il Riformista, 1 ottobre 2025
Le definisce “affermazioni che, se sono state effettivamente rese, lasciano sconcertati”, Guido Piffer, magistrato già presidente di sezione penale della Corte d’Appello di Milano e autore di prestigiose pubblicazioni giuridiche. Stiamo parlando dell’uscita di Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, all’indomani della sentenza torinese sul caso Regna. L’onorevole di Coraggio Italia ha infatti tenuto a far sapere ai media di aver “già provveduto alla richiesta degli atti del procedimento”, con l’intenzione di portare in ufficio di presidenza la richiesta di audizione dell’estensore del provvedimento.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 1 ottobre 2025
“Mai come questa volta l’incertezza è massima”, afferma un consigliere del Consiglio superiore della magistratura, interpellato ieri per avere qualche delucidazione su quello che è diventato ormai a tutti gli effetti il classico “tormentone”. Ed in effetti, dopo giorni di discussioni interminabili, ancora ieri pomeriggio non si conoscevano i nomi dei futuri componenti delle Commissioni di Palazzo Bachelet. “È evidente che le correnti continuano ad esercitare un forte potere di condizionamento delle attività consiliari”, afferma Antonio Leone, ex laico del Csm.
di Errico Novi
Il Dubbio, 1 ottobre 2025
Forse le argomentazioni del centrosinistra sul caso Almasri sono deboli. Tali appaiono anche dopo il voto con cui ieri la Giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio ha respinto (grazie ai 13 “no” del centrodestra contro i 6 “sì” delle opposizioni) la richiesta di mandare a giudizio i tre componenti dell’Esecutivo accusati dal Tribunale dei ministri: Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano. La conta nel “tribunalino” della Camera ha decretato la non approvazione del documento con cui il relatore Federico Gianassi, del Pd, aveva appunto chiesto che ministri e sottosegretario finissero alla sbarra.
altalex.com, 1 ottobre 2025
Pronunciandosi su un ricorso proposto avverso l’ordinanza con cui il Tribunale di sorveglianza aveva respinto l’istanza proposta nell’interesse di una donna, detenuta in espiazione della pena dell’ergastolo, in regime differenziato ex art. 41 bis ord. pen, volta ad ottenere il differimento pena per ragioni di salute, la Corte di cassazione penale, Sez. I, con la sentenza 23 settembre 2025, n. 31812 - nell’accogliere la tesi difensiva che si doleva del fatto di non aver avuto tempo di esaminare la relazione sanitaria, su cui era fondato il diniego, in quanto pervenuta lo stesso giorno dell’udienza e dell’illogicità della motivazione che aveva ritenuto adeguata l’assistenza nel carcere ordinario anziché ammetterla in un centro clinico penitenziario esterno.
di Gigi Sosso
Corriere delle Alpi, 1 ottobre 2025
Un 35enne detenuto nella sezione “Protetti” del carcere di Baldenich si è tolto la vita e il corpo è stato rinvenuto all’alba di ieri mattina dagli agenti della Polizia penitenziaria, allertata dai compagni. Un reparto destinato a reclusi, che non possono essere alloggiati nelle sezioni comuni a causa di condizioni personali, processuali o detentive, che li rendono esposti ad aggressioni o discriminazioni da parte della restante popolazione carceraria. È di nazionalità italiana e, secondo le prime informazioni, stava scontando una condanna definitiva per un reato a sfondo sessuale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 ottobre 2025
I garanti Ciambriello e Saggiomo chiedono verità su una tragedia annunciata: in 24 ore l’arresto, in evidente stato di alterazione psichiatrica, la detenzione a Santa Maria Capua Vetere e il decesso. Ventiquattro ore. Questo il tempo che intercorre tra l’arresto di Sylla Mamadou Khadialy e la sua morte nella cella del carcere “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere. Un lasso di tempo brevissimo che racchiude una tragedia umana e istituzionale, l’ennesima morte in custodia dello Stato che getta ombre inquietanti sulle condizioni del sistema penitenziario italiano e sulla capacità delle istituzioni di tutelare la vita di chi entra in carcere.
di Raffaele Strocchia
viterbotoday.it, 1 ottobre 2025
“Andrea non si è suicidato, è stato ucciso. Giustizia per lui e per tutti i detenuti vittime della squadretta di Mammagialla”. Tonino Lazzarini, fratello di Andrea Di Nino, al sit-in davanti al tribunale di Viterbo insieme agli altri familiari e amici. Una manifestazione pacifica ma ferma, contro la richiesta di archiviazione dell’inchiesta per omicidio volontario sulla morte del 36enne di Roma, avvenuta il 21 maggio 2018 in carcere. Secondo la versione ufficiale, Di Nino si sarebbe tolto la vita nella cella d’isolamento. Una ricostruzione che la famiglia non ha mai accettato.
- Bologna. Carcere della Dozza: un’altra sezione “protetti” e nuovi lavori nel 2026
- Venezia. Infestazione di cimici, stop di altri due mesi all’ingresso di nuovi detenuti
- Frosinone. Nuovi spazi per detenuti semiliberi e lavoranti grazie a IKEA e Seconda Chance
- Bolzano. Sopralluogo del Sindaco al carcere: il nodo degli alloggi per gli agenti
- Bolzano. Lavori socialmente utili per i detenuti, accordo in vista con il Comune











