di Francesco Grignetti e Ilario Lombardo
La Stampa, 30 settembre 2025
Gli attivisti continuano verso Gaza, nonostante gli appelli, nonostante l’annuncio dell’accordo tra Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, e nonostante la minaccia sempre più concreta che un altro attacco per dissuaderli possa avvenire in queste ore, prima che si avvicinino alla zona rossa militarizzata da Israele. Il punto di contatto lungo il blocco navale imposto da Israele di fronte alla Striscia è previsto tra domani notte e giovedì. Una volta lì, può succedere di tutto. Nelle triangolazioni tra l’intelligence israeliana e gli 007 di alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, emerge il timore che negli abbordaggi ci scappi il morto con effetti disastrosi. Questo è l’incubo dei servizi segreti dello Stato ebraico, rimbalzato da Bruxelles. Troppe le navi che compongono la Flotilla, una cinquantina, molte di più di tutte le altre missioni umanitarie sabotate da Israele in questi anni. In quella parola poi, “abbordaggio”, risuona tutto il terrore di rivivere la tragedia della nave Mavi Marmara, avvenuta nel 2010. Un’altra Freedom Flotilla diretta a Gaza, un altro stop israeliano inascoltato, un altro tentativo di forzare il blocco, un epilogo drammatico con dieci attivisti morti.
di Cecilia Perino
Il Domani, 30 settembre 2025
Crosetto: “Ci metto la firma se gli attivisti saranno solo arrestati”. Tajani: “Ho chiesto a Israele di garantire la sicurezza degli italiani a bordo”. La nave alpino si fermerà a 100 miglia dalla costa di Gaza. I parlamentari dem Scotto e Corrado: “Come abbiamo sempre detto, al primo alt dell’Idf ci fermiamo”. La proposta: creare un corridoio umanitario permanente. La missione umanitaria non si arresta, ma si moltiplicano gli incontri istituzionali nel tentativo di far deviare la rotta. La Global Sumud Flotilla continua a navigare in acque internazionali, ormai a poche centinaia di miglia dalle coste palestinesi. La flotta dovrebbe arrivare domani nella zona di intercettazione, ossia nella “zona critica”, e giovedì a Gaza. Per questo le prossime quarantotto ore saranno cruciali per determinare il destino della flotta.
di Marco Inghilleri
facebook.com, 30 settembre 2025
La politica estera non si misura soltanto nelle cancellerie, ma nei modi in cui viene raccontata, interpretata, metabolizzata dall’opinione pubblica. La vicenda della Flotilla lo dimostra in modo esemplare. Giorgia Meloni, anticipando possibili sviluppi tragici, costruisce una narrazione che serve a deresponsabilizzarla: se Netanyahu dovesse ordinare l’uccisione degli attivisti italiani, lei potrebbe giustificare l’assenza di una crisi diplomatica con Israele accusando le vittime stesse di imprudenza.
Il Dubbio, 30 settembre 2025
Il Procuratore generale della Libia, Sadiq al Sour, ha incontrato il nuovo capo della Polizia giudiziaria, Abdel Fattah Dabdub, per affrontare le criticità cruciali relative all’esecuzione delle sentenze e all’amministrazione degli istituti penitenziari. Al centro del colloquio si è posta la necessità di una revisione complessiva del sistema di correzione e riabilitazione, da attuare sia dal punto di vista istituzionale che del personale, in linea con gli standard nazionali e internazionali. Questa riforma sarà coordinata con il Centro di ricerca e formazione penale istituito dalla Procura generale, con l’obiettivo ultimo di rafforzare l’intera filiera della giustizia criminale.
di Vito Totire*
smips.org, 29 settembre 2025
Un giovane detenuto di 21 anni si è suicidato nel carcere di Pavia. Come ho scritto qualche giorno fa ormai le carceri non sono neanche carceri ma camere mortuarie; le scarne cronache diffuse dai media parlano di un giovane nordafricano che avrebbe manifestato “problemi psicologici” tanto da essere collocato nella sezione dei “fragili”; quanto questa collocazione sia stata effettivamente protettiva lo abbiamo visto; sorprendente che non sia ancora depositata una mozione di sfiducia in parlamento per chiedere le dimissioni del ministro Nordio.
di Alessandro Amadori
affaritaliani.it, 29 settembre 2025
Il 90% degli elettori di Centrodestra sostiene la riforma, mentre il 61% di quelli di Centrosinistra è contrario. La riforma della giustizia, con la sua proposta di separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, si avvicina al suo momento decisivo: il referendum costituzionale confermativo, previsto per la primavera del 2026. E mentre il Parlamento si avvia verso l’approvazione definitiva, l’opinione pubblica italiana si mostra profondamente divisa. Più in dettaglio, secondo un sondaggio YouTrend per Sky TG24, tra gli italiani che esprimono un’intenzione di voto, il 51% voterebbe “Sì” per confermare la riforma, mentre il 49% sceglierebbe il “No”. Un equilibrio precario, che potrebbe facilmente ribaltarsi in campagna elettorale. L’affluenza stimata è del 55%, sufficiente per rendere più che valido il voto, dato che per i referendum costituzionali non è previsto il quorum.
di Andrea Vivaldi
La Repubblica, 29 settembre 2025
Assunti con i fondi Pnrr, lavorano al fianco dei magistrati. I contratti scadono a giugno. Sono le figure che negli ultimi anni hanno permesso in tanti tribunali di rendere più veloce la macchina della giustizia. Da quando, oltre tre anni fa, sono stati assunti a tempo determinato, si sono ridotti i tempi dei processi. E soprattutto sono stati abbattuti enormi carichi di fascicoli arretrati: migliaia di cause andate finalmente a sentenza. Eppure adesso quei lavoratori della giustizia che erano stati ingaggiati attraverso il Pnrr rischiano di non essere confermati. Il loro futuro è incerto. Ufficialmente i contratti scadranno a giugno 2026, ma il loro destino si deciderà molto probabilmente a breve, con la prossima Legge di Bilancio.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 29 settembre 2025
Il presidente dei penalisti italiani: “Il caso Torino deve farci riflettere: ormai da tempo le motivazioni hanno assunto il compito improprio di aderire ai sentimenti e alle aspettative del mondo della comunicazione”. Il tribunale di Torino ha assolto un imputato dal reato di maltrattamenti in famiglia “perché il fatto non sussiste” e lo ha condannato a un anno e sei mesi per le lesioni ai danni dell’ex moglie, avvenute il 28 luglio 2022. Una sentenza come tante altre che però ha scatenato feroci polemiche. Ne parliamo con Francesco Petrelli, presidente dell’Unione Camere Penali.
tusciaweb.eu, 29 settembre 2025
La Regione finanzia progetti di miglioramento della vita detentiva, con un budget di 250mila euro, per sostenere attività trattamentali, culturali e di benessere nelle carceri del Lazio. Scadenza domande, il 30 settembre 2025. Pubblicato l’avviso pubblico “Costruire futuro” (deliberazione n. 644 del 24/07/2025) con l’obiettivo di sostenere interventi finalizzati al miglioramento della vita dei detenuti e al loro reinserimento sociale negli istituti penitenziari del Lazio.
L’Eco di Caserta, 29 settembre 2025
Una marcia per Sylla Mamadou Khadialy, il 35enne senegalese trovato morto venerdì scorso in una cella del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), è stata organizzata per martedì 30 settembre a Caserta dal Centro sociale ex Canapificio. Il corteo partirà da Piazza Dante (ore 17.30), per muoversi fino a Piazza della Prefettura. Il 35enne era stato arrestato giovedì dalla Polizia di Stato presso la stazione ferroviaria di Caserta per rapina, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale; era accusato di aver rapinato del cellulare un uomo e colpito gli agenti della Polizia ferroviaria che cercavano di fermarlo. Prima di essere portato in carcere, Sylla era finito anche in ospedale per essere curato e calmato, essendo in forte stato di agitazione.
- Brescia. Canton Mombello, la nuova Garante: “Condizioni al limite della tortura”
- Taranto. Suicidio in carcere, il medico e la psicologa rischiano un processo
- Trieste. Inaccettabile dormire per terra in carcere
- Bergamo. L’uomo che vive tra i rottami nel parcheggio dell’aeroporto
- Bari. Iscrizioni aperte per “Piccola scuola di teatro (in) carcere”











