di Massimo Cacciari
La Stampa, 29 settembre 2025
Torna il clima della Belle Époque, quando il conflitto all’orizzonte era considerato inevitabile e non si lottava per evitarlo. Viviamo un’epoca in cui la sproporzione tra le tragedie che colpiscono interi popoli e le nostre parole è ormai tale che solo ad aprir bocca sembra di mentire. Che vale intendere, interpretare, ricercare cause e nessi storici di fronte a donne e bambini trattati come eserciti nemici in fuga? Neppure si prova vergogna a discettare sul nome più adatto per definire la “cosa” - chiamarla genocidio o ricostruzione immobiliare delle spiagge di Gaza non ne sposta di uno iota l’orrore. Io temo che essa, proprio nella sua violenza, dica del vuoto che sta tutti inghiottendo, che questo sia il suo vero nome. Il vuoto può contenere certo, ancora invisibili, i germi di nuovi organismi e nuovi ordini, ma nel momento in cui si manifesta sono la distruzione del passato, il mischiarsi dei relitti che da esso provengono, la babelica confusione delle lingue a dominare la scena. Gaza può oggi accadere perché il mondo sta precipitando in tale vuoto.
di Elena Molinari
Avvenire, 29 settembre 2025
Ignorato l’appello di Guterres a “lavorare come un’unica entità”. Liti e minacce dalla platea di New York. Il mese prossimo le Nazioni Unite, nate dalle macerie della Seconda Guerra mondiale, compiranno 80 anni mentre una guerra dilania il cuore dell’Europa da tre anni e mezzo, Gaza è sotto le bombe da due, il Sudan è lacerato dalla guerra civile, la rivalità tra Stati Uniti e Cina cresce e il risentimento del Sud del mondo verso il Nord amplia la frattura fra Paesi ricchi e poveri. L’apertura dell’Assemblea generale a New York la scorsa settimana non ha risposto all’invito urgente del segretario generale António Guterres ai Paesi membri di “lavorare come un’unica entità” per intraprendere “azioni multilaterali per la pace e la prosperità del pianeta”.
di Mario Capanna
L’Unità, 29 settembre 2025
Dall’Inghilterra alla Francia la mobilitazione ha portato al riconoscimento della Palestina. In Italia no, ma alla lunga le battaglie giuste ripagano chi le combatte. Il 22 settembre 2025 rimarrà “albo signanda lapillo dies”: nella coscienza del nostro popolo un “giorno da sottolineare con una pietruzza bianca” sul calendario, per la grandiosa mobilitazione pro Palestina in quasi tutte le città. Con altissima partecipazione di giovani, studenti, lavoratori, famiglie. L’onda è cresciuta lentamente, ma oggi la questione palestinese sembra muovere finalmente le coscienze, in modo per certi aspetti analogo alla ribellione del 1968 contro l’infame guerra di aggressione americana al Vietnam.
di Giovanni Legorano
Il Domani, 29 settembre 2025
Gli attivisti puntano su Gaza, Tel Aviv avverte: “Solo dei provocatori”. Il ministro della Difesa ha incontra Delia e le altre esponenti del movimento ribadendo loro le sue preoccupazioni riguardo all’incolumità dell’equipaggio: “Gravi pericoli non gestibili”. Il giorno prima dell’atteso incontro con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente degli Stati Uniti ha ostentato ottimismo. “Abbiamo una vera opportunità di grandezza in Medio Oriente” ha detto Donald Trump, senza però dare molti dettagli o tempistiche, rispetto al suo piano di pace per Gaza. “Siamo tutti a bordo per qualcosa di speciale, per la prima volta in assoluto. Ce la faremo”.
di Will Berry*
L’Unità, 29 settembre 2025
Avevo 11 anni nel 1997 quando Geoffrey West sparò e uccise mia madre, Margaret Parrish Berry, mentre rapinava la stazione di servizio di Attalla dove lavorava. Il signor West è stato condannato a morte per l’omicidio di mia madre. La data della sua esecuzione è fissata per il 25 settembre. Ma non voglio che lo Stato dell’Alabama lo uccida. Questo non riporterà in vita mia madre; non farà che aumentare il dolore con cui convivo dalla notte in cui è stata colpita. Credo ci sia un modo migliore. Mia madre era la persona che amavo di più al mondo. La sua assenza e il modo insensato in cui è morta hanno gettato una lunga ombra sulla mia vita. Ciononostante, le settimane trascorse da quando ho appreso che il governatore Ivey aveva fissato una data per l’esecuzione del signor West sono state tra le più sconvolgenti che ricordi. Il mio desiderio più grande è incontrare il signor West. Eppure, a poche settimane dalla data dell’esecuzione, non è chiaro chi abbia il potere di farlo o come chiederglielo direttamente.
di Luca Tomassoni
Il Messaggero, 29 settembre 2025
Il punto su cui si chiede chiarezza è il tratto di segnaletica stradale a terra che divide le carreggiate. È una perizia “distorta e non accurata” a tenere ancora in carcere Michele D’Angelo, il professore di Biologia dell’Università dell’Aquila detenuto da un mese e mezzo a Fier, in Albania, dopo essere rimasto coinvolto in un incidente mortale la sera dell’8 agosto scorso. La Procura non lo accusa di omissione di soccorso come circolato nelle prime ore, bensì soprattutto di violazione delle norme della strada. Ma nelle sue memorie difensive, l’avvocato del docente, Toto Avdiaj, smonta punto per punto quanto dichiarato dagli esperti incaricati dalla procuratrice di Fier. E punta sulla verità che arriva dalle immagini collegate a un video dell’incidente.
rainews.it, 28 settembre 2025
“I suicidi in carcere sono un fardello di dolore e anche negli altri Paesi non è che vada meglio, anzi peggio, ma questa non è una giustificazione né un’attenuante”. Lo ha detto il ministro di Giustizia, Nordio, al congresso Ucpi. “Non c’è relazione tra sovraffollamento e suicidi, casomai favorisce l’aggressività, altrettanto allarmante. Suicidi dovuti a solitudine, disperazione, spesso avvengono vicini alla liberazione: disagio di chi sta per uscire senza speranza. Il sovraffollamento non è dovuto a nuovi reati: 20% in attesa di giudizio”
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 settembre 2025
Il Guardasigilli rivendica la riforma della separazione delle carriere ma incassa cori di disapprovazione dai penalisti italiani. Secondo giorno di Congresso per l’Unione Camere Penali. Fuori al Teatro Bellini piove, quindi tutti dentro a sentire l’intervento del Ministro Nordio che si collega da casa sua. Il Guardasigilli, se ha avuto gioco facile nel rivendicare il lavoro svolto sulla riforma della separazione delle carriere, ha dovuto però incassare due contestazioni dai penalisti guidati da Francesco Petrelli. La prima volta quando ha sostenuto che “non c’è collegamento tra sovraffollamento e suicidi”.
Italpress, 28 settembre 2025
“Come presidente del Senato mi sono preoccupato della situazione che ho trovato nelle carceri e il tema che ho cercato venisse affrontato è quello del sovraffollamento. Ho trovato nel Governo comprensione sul problema e anche impegno ad affrontarlo con un sistema carcerario più adeguato. Ma La mia preoccupazione rimane sui tempi. Non ho minimamente alcun dubbio che il governo voglia affrontare questo tema, ma nelle more qualcosa bisogna fare”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine del XX Congresso delle camere penali italiane, a Catania. “Allora - ha spiegato - ho cercato in sede di capigruppo di stimolare un provvedimento che fosse comune a tutti i gruppi, che potesse aiutare in questa fase a rendere più agevole lo stato di detenzione anche trasformandola dal carcere in abitazione perché sempre detenzione è.
di Giuseppe Baglivo
ilvibonese.it, 28 settembre 2025
Importante decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano in materia di 41 bis, l’articolo dell’ordinamento penitenziario che regolamenta il c.d. carcere duro. Il giudice ha infatti accolto il reclamo del detenuto Francesco La Rosa, 54 anni, di Tropea, per come prospettato dall’avvocato Sandro D’Agostino, ed ha ribadito i confini di applicazione del “carcere duro” (41 bis) per tutti i detenuti sottoposti a tale regime di restrizione speciale. A Francesco La Rosa - sottoposto al 41 bis - sinora non era stato possibile fruire di quattro ore d’aria al giorno nel carcere dove si trova detenuto, nonostante una recente sentenza della Corte Costituzionale statuisca ciò per tutti i detenuti sottoposti al 41 bis.
- Emilia Romagna. Il Garante: “Monitoraggio delle camere di sicurezza completato per il 50%”
- Pavia. Si toglie la vita in cella a 21 anni: è il 14esimo suicidio dal 2021 a Torre del Gallo
- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Muore in carcere a 35 anni, la famiglia: “Vogliamo la verità”
- Cagliari. Il carcere di Uta e i detenuti del 41-bis: una storia che viene da lontano
- Modena. Gli infermieri del carcere Sant’Anna: “Senza miglioramenti riparte la protesta”











