di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi
Il Dubbio, 27 settembre 2025
Un caso giudiziario che diventa show da prima serata: così l’informazione ha reso vano il processo. Il capolavoro dell’ingiustizia è di sembrar giusta senza esserlo. Con questa frase, attribuita a Platone, potrebbe cominciare questo libro. In tutte le epoche, evidentemente, uomini e donne hanno preferito credere a una verità piuttosto che a un’altra: per convenienza, per ignoranza, per vergogna e per timore o per fiducia in credenze ritenute plausibili, si finisce per costruire una realtà parallela, minuziosamente precisa, autentica quasi quanto quella che si lascia alle spalle. Nulla di strano, si dirà. Il mondo può essere talmente crudele da risultare insopportabile e se l’unico rifugio è l’immaginazione, che si trovi riparo lì dove si può.
di Simona Musco
Il Dubbio, 27 settembre 2025
Le redazioni esplodono. I titoli arrivano prima dei fatti. Hanno la forza di un verdetto, l’immediatezza di un pugno in faccia. Dal 28 giugno 2019 i giornali spremono l’ordinanza di custodia cautelare come un limone. Ogni riga interpretata, ogni frase gonfiata. Il processo? Non serve nemmeno. “Finti abusi e lavaggio del cervello per togliere i bambini ai genitori”, scrive il Corriere. “Scariche elettriche sui bimbi”, rincara il Mattino. Nessuna sentenza. Un’indagine appena avviata. Ma la storia è già scritta, il copione già distribuito. Bibbiano, piccolo paese emiliano, diventa una parola oscura, un sinonimo di orrore. I giornalisti inseguono notizie, audio, dettagli. Alimentano il fuoco. “Mostri malati di cupidigia”, “bimbi strappati alle famiglie”, “un affare da cinque miliardi”. Nessun condizionale. Si parla al presente. Si accusa. Si condanna.
di Cesare Battisti
L’Unità, 27 settembre 2025
L’illusione di cambiare il mondo con il fragore delle armi e l’arroganza del diritto di vita e di morte sulle persone. Ritrovarsi in una cella tanto tempo dopo a ricordare fatti e malfatti successi mezzo secolo prima, rianimare il contesto che li ha generati e risentire gli umori e le speranze che li hanno accompagnati. Fare questo sforzo di memoria senza cedere alla tentazione di piegare gli avvenimenti a propria convenienza è una lotta che mi fa trascurare perfino il carcere. I suoi deleteri effetti, con l’addio interminabile alla vita e il tormento dei familiari, che stanno fuori ad aspettare e non potranno mai capire il prezzo che stanno pagando per un debito contratto in un passato che loro non hanno mai vissuto.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 27 settembre 2025
La Cassazione, sentenza n. 32019 depositata oggi, ha chiarito che l’inutilizzabilità riguarda solo violazioni di regole di rango costituzionale o sovranazionale. Nel giudizio abbreviato, non sono rilevabili le inutilizzabilità derivanti da violazioni delle regole di acquisizione della prova, salvo che si tratti di divieti probatori espressivi di principi o disposizioni costituzionali o sovranazionali. Ne consegue che sono utilizzabili, anche contra alios, le dichiarazioni rese da persona sentita come informata sui fatti, benché già gravata da indizi di reità e dunque da assumere quale indagato. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 32019 depositata oggi, respingendo il ricorso dell’imputato condannato per false dichiarazioni fiscali, attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, al fine di far figurare elementi passivi fittizi.
di Luigi Manconi e Federica Delogu
La Repubblica, 27 settembre 2025
Dopo oltre 20 anni dall’ultima volta l’assemblea Capitolina si è riunita tra le mura di Rebibbia: “Le carceri diventino il sedicesimo municipio”. Sette ordini del giorno approvati all’unanimità. Martedì 23 settembre l’Assemblea Capitolina, ovvero il consiglio comunale di Roma Capitale, si è riunita dentro le mura del carcere di Rebibbia Nuovo Complesso. Erano presenti trentanove consiglieri tra maggioranza e opposizione, il sindaco Roberto Gualtieri, la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, la presidente del Tribunale di sorveglianza, la direttrice dell’istituto. Ma erano presenti soprattutto tre delegazioni di persone detenute: una da Rebibbia Nuovo Complesso, una dall’istituto femminile e una dall’altro carcere romano, Regina Coeli.
di Cristina Michetelli*
L’Unità, 27 settembre 2025
Tra i temi illustrati direttamente dalle persone ristrette all’Assemblea Capitolina a Rebibbia Sport, casa, formazione-lavoro, senza mai dimenticare il dramma del sovraffollamento. Una seduta emozionante quella dell’Assemblea Capitolina tenutasi a Rebibbia. Un consiglio straordinario da fortemente voluto e sul quale sono stati coinvolti, con l’aiuto della Presidente Svetlana Celli ed il supporto della Garante dei detenuti romana Valentina Calderone, tutta l’Aula Giulio Cesare. Dopo diversi incontri tra consiglieri capitolini e detenuti di Rebibbia Nuovo Complesso e Rebibbia Femminile, sono stati prodotti sei ordini del giorno, illustrati anche direttamente dalle persone ristrette, sul valore dello Sport, sul problema della casa per chi debba ricominciare fuori, sui progetti di formazione e lavoro, sull’esigenza pratica di più mezzi pubblici da e per Rebibbia, di pensiline e case dell’acqua e, ancora, sulla drammaticità delle condizioni sanitarie e di cura e sul diritto all’affettività, tuttora negato.
di Gabriel Bernard
fanpage.it, 27 settembre 2025
Legato, picchiato, seviziato a Regina Coeli per essersi rifiutato di nascondere un cellulare. Le torture sono andate avanti per due giorni, in cui gli hanno fatto saltare le unghie e affossato un occhio. Nessun agente della polizia penitenziaria si sarebbe accorto dell’accaduto. “Lo Stato mi ha abbandonato, speravo di vedere una divisa, e invece ero solo”. “Ho ancora gli incubi. Nessuno si è accorto che in quella cella volevano ammazzarmi”. I demoni tornano ogni notte come un’eco: le ombre di quegli uomini che lo hanno seviziato per due giorni.
tvqui.it, 27 settembre 2025
Il suicidio del 24enne marocchino ha riacceso i riflettori sulla situazione carceraria a Modena. Il sovraffollamento, la mancanza di strutture adeguate e la carenza di personale a tutti i livelli, secondo la Professoressa Laura De Fazio garante per i diritti ai detenuti, rendono difficile la prevenzione degli episodi suicidari. La vita all’interno del carcere resta insostenibile per molte, troppe persone. Cinque detenuti si sono tolti la vita all’interno del Sant’Anna dall’inizio dell’anno. Le indagini sono in corso per stabilire l’esatta dinamica che ha portato alla morte dell’ultimo giovane, un imputato marocchino di 24 anni.
di Alberto Zorzi
Corriere del Veneto, 27 settembre 2025
Il 23enne, trasferito nel carcere di Verona, si suicidò. La difesa: furono aggrediti. Sarà un processo in aula, dopo l’audizione dei testimoni, a stabilire se il 24enne romeno Robert R., all’epoca detenuto, sia stato massacrato di botte da quattro agenti penitenziari del carcere di Santa Maria Maggiore, come sostiene l’accusa del pm Andrea Petroni; oppure se invece - come replica la difesa - sia stato solo “contenuto” dopo averli aggrediti. Così ha deciso il gup Benedetta Vitolo che ieri ha rinviato a giudizio i quattro, come aveva richiesto la procura che li accusava di lesioni e falso. Il giudice allo stesso tempo ha invece assolto il medico del carcere che era accusato solo di falso: il suo legale, l’avvocato Marco Vianello, è riuscito a convincere il magistrato che il suo cliente si era comportato correttamente e che non era sua intenzione “coprire” le eventuali botte degli agenti. Per lui il pm aveva chiesto la condanna a un anno e mezzo.
di Antonella Gasparini
Corriere del Veneto, 27 settembre 2025
“Voglio sia fatta giustizia e chiedo che quanto è successo non accada più a nessuno”. A parlare è Anna, mamma di Robert, il 24enne che per la procura è stato picchiato in carcere da quattro agenti. “Sono i documenti a parlare. Robert non poteva stare in carcere, aveva problemi psichici. Prima del pestaggio stavamo chiedendo che venisse trasferito in una struttura di recupero”.
- Brescia. “Nerio Fischione”, la neo Garante dei detenuti boccia il carcere
- Nuoro. “Nel carcere di Badu ‘e Carros cure negate e diritti violati”
- Cremona. Dal carcere alla panificazione: la rinascita di un giovane minorenne
- Varese. Una “Luce Vera” illumina il carcere e fa riflettere sul reinserimento sociale
- Alba. Torna “Valelapena!”, il mercatino di cibo, artigianato e idee dell’Economia Penitenziaria











