bresciatoday.it, 29 settembre 2025
A Brescia il tema del carcere è una ferita che non si rimargina mai. Da anni detiene il triste primato del carcere più sovraffollato d’Italia. Al 31 agosto 2024 i detenuti erano 374, a fronte di una capienza regolamentare di appena 182 posti, con un tasso di riempimento che sfiorava il 205%. Alla fine dell’anno la percentuale è salita ancora, toccando il 213%. Numeri che da soli descrivono una condizione insostenibile, cui neppure la seconda struttura cittadina, quella di Verziano, sfugge: 122 presenze per 71 posti, pari a circa il 170% della capienza. Dietro le statistiche ci sono storie quotidiane di promiscuità forzata, spazi insufficienti, diritti compressi. È questa la realtà con cui si è trovata a fare i conti la nuova garante dei detenuti, Arianna Carminati, al suo ingresso nell’istituto.
Gazzetta del Mezzogiorno, 29 settembre 2025
L’uomo era giunto al “Carmelo Magli” il giorno precedente: era considerato a “rischio lieve”. Rischiano di finire a processo la psicologa e il medico del carcere di Taranto coinvolti nell’indagine partita dopo il suicidio di un detenuto arrivato al “Carmelo Magli” solo il giorno prima del tragico gesto. La Procura di Taranto, al termine delle attività d’indagine coordinate dal pubblico ministero Rosalba Lopalco, ha infatti chiesto il rinvio a giudizio dei due professionisti. La psicologa, nella qualità di membro della equipe psichiatrica, aveva il compito di condurre un colloquio di primo ingresso con i detenuti appena arrivati nell’istituto. Dopo aver constatato che l’uomo aveva manifestato un “rischio di suicidio lieve” e ritenuto necessaria la sorveglia per evitare gesti autolesionistici, ha inviato una mail alla sezione di medicina penitenziaria, ma non ha comunicato al direttore del carcere e alla Polizia penitenziaria la sua conclusione professionale.
di Giovanna A. de Manzano*
Il Piccolo, 29 settembre 2025
“È inaccettabile”: sono le parole epigrafiche di recente pronunciate da chi in carcere ci lavora da una vita, che cristallizzano la condizione attuale dei detenuti della Casa circondariale di Trieste, costretti a dormire nel “braccio”, cioè in corridoio, perché non vi è più spazio neppure in quelle celle già sature di corpi, di degrado e di sofferenza. La capienza massima che le nostre carceri sopportano, a Trieste come in Italia, è ampiamente superata si parla de1140% in più della capienza effettiva, con ben 62 suicidi da inizio anno.
di Fabio Paravisi
Corriere della Sera, 29 settembre 2025
“Sono stato 25 anni in carcere, questa ormai è casa mia”. Ai margini della più grande area di sosta dello scalo di Orio al Serio, auto abbandonate diventano rifugio di disperati. Il racconto: “Sono stato in prigione per omicidio, da 7 anni abito qui”. “Non andare dietro la Ford”, avverte. C’è una buona ragione: “Ci sono i topi morti e poi ti gratti tutto”. Si strofina un braccio per dare l’idea. Sessanta chili d’uomo e sessant’anni portati in modo impietoso, tatuaggi sbiaditi, pochi denti, l’alluce sinistro perso per il diabete, vive nell’angolo più lontano del parcheggio P3 dell’aeroporto di Bergamo tra la Ford coi topi morti, a fianco delle altre auto ridotte a rottami, discariche e alloggi di fortuna. Ci abita da sette anni, racconta, dopo averne fatti venticinque in carcere. Dice per omicidio, chissà se è vero. Ha poca roba al mondo, ma quello che ha è qui.
ciranopost.com, 29 settembre 2025
Progetto laboratorio di Teatro Altrove della Compagnia Sala Prove del Teatro Kismet a cura di Lello Tedeschi presso l’Istituto Penale per i minorenni ‘Fornelli’ di Bari. Nel carcere minorile di Bari, in una sala attrezzata chiamata Sala Prove, il Kismet cura un Laboratorio Permanente di Teatro (in) Carcere in cui convergono formazione, produzione e ricerca, per un’attività che coinvolge giovani detenuti e giovani attori esterni in formazione in un percorso di ricerca teatrale integrata che produce spettacoli professionali aperti al pubblico esterno.
estense.com, 29 settembre 2025
Venerdì 3 ottobre, nell’ambito del programma “Intanto a Ferrara” del Festival di Internazionale, presso la Casa Circondariale di via Arginone si terrà la terza edizione dell’iniziativa dal titolo “La città incontra il carcere”. Lo scopo di questo incontro, aperto al pubblico, è quello di creare occasioni di comunicazione e di crescita fra le persone, di far conoscere alcune fra le diverse attività rieducative in atto all’interno dell’istituto penitenziario ed il giornale del carcere Astrolabio che, come tanti altri progetti di valenza sociale, è finanziato dal Comune di Ferrara attraverso le risorse del fondo sociale regionale.
Ristretti Orizzonti, 29 settembre 2025
La gravità della situazione nella striscia di Gaza ci ha motivato ad aderire al progetto del movimento nazionale “Artisti tessili per la Palestina”: la biblioteca femminile della Casa Circondariale di Montorio si è così trasformata in un laboratorio di “ricamo poetico”, dove le donne detenute ricamano, con filo nero su piccoli rettangoli di tessuto bianco, i nomi di cinquanta bambini palestinesi (che ci sono stati assegnati dalle coordinatrici del progetto) uccisi durante il conflitto in atto con Israele, come forma di commemorazione e di resistenza.
di Filippo Femia
La Stampa, 29 settembre 2025
Il progetto “Inchiostro su strada” del tatuatore: “Tratti primitivi ma autentici, quella poesia va tramandata”. Giulio Grosso, 33 anni, è un tatuatore torinese. Quando esce dallo studio dove lavora, imbraccia la macchina fotografica e si trasforma in qualcosa a metà strada tra un archeologo e un antropologo dei tatuaggi. Va a caccia di quelli realizzati nelle carceri tra gli Anni ‘60 e gli ‘90. “Si tratta di disegni grezzi e artigianali, ma poetici. Il mio obiettivo è documentarli per mantenerli in vita: a breve scompariranno e non saranno più replicabili”, spiega. Una passione, la sua, nata quasi per caso. La scintilla? “Facevo il corriere Amazon e frequentavo le zone periferiche delle città - ricorda -. Durante le pause sono rimasto stregato dal tatuaggio di un anziano, ho iniziato a parlare con lui e ho chiesto se potevo fotografarlo”.
di Carlo Verdelli
Corriere della Sera, 29 settembre 2025
Assistiamo al fenomeno di ideologie che, proprio nel nome di Dio, si cimentano a benedire posizioni e scelte che niente hanno a che fare con lo spirito evangelico. Mentre il mondo scivola verso il rischio catastrofico di un’altra grande guerra, con una irresponsabilità di atti e minacce che ci avvicinano al superamento del confine di non ritorno, prende sempre più corpo una impetuosa corrente d’odio che attraversa sia la scena internazionale sia quella dei singoli Stati, Italia compresa. E uno dei collanti di questa crescente e rabbiosa intolleranza sembra diventato la croce. Non una qualsiasi: la croce di Cristo.
di Maurizio Maggiani
La Stampa, 29 settembre 2025
Sono nati da una generazione picchiata, brutalizzata, torturata e sconfitta. Non hanno maestri, solo ispirazione. Sarà mai che il lupo abiterà con l’agnello e il leopardo giacerà col capretto? Per il leopardo non metterei la mano sul fuoco, tanto per cominciare di leopardi non ne ho mai visti e ne ho sentito parlare molto poco, riguardo al lupo invece ho una qualche attesa che il profeta Isaia possa non aver fatto solo che uno strano sogno. A questa ardita considerazione sono pervenuto di buon mattino, proprio mentre sui media fiammeggiava il memorabile discorso del presidente Trump all’assemblea generale delle Nazioni Unite.
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