di Maria Fiore
La Provincia Pavese, 30 settembre 2025
Barzotti: “Carenze strutturali e organizzative da anni, a pagare sono i detenuti più fragili e il personale”. Il ragazzo aveva solo 21 anni e una condizione di fragilità che richiedeva attenzione. Nella notte tra venerdì e sabato si è tolto la vita in carcere, in una cella di Torre del Gallo. E ora sulla sua morte si chiede chiarezza. La deputata del Movimento 5 Stelle, Valentina Barzotti, ha depositato un’interrogazione urgente ai ministri della Giustizia e della Salute chiedere ancora una volta come i ministeri intendono gestire le enormi criticità della casa circondariale Torre del Gallo di Pavia, dove un giovane detenuto si è tolto la vita nei giorni scorsi. Da anni - aggiunge Barzotti - si segnalano carenze strutturali e organizzative, con l’assenza di psicologi in servizio h 24 e con un numero insufficiente di medici. A pagare questa inerzia sono i detenuti più fragili e lo stesso personale penitenziario”.
anconatoday.it, 30 settembre 2025
Ha preso il via lunedì 22 settembre il corso per installatori di impianti di climatizzazione residenziali destinato a 19 detenuti della Casa circondariale di Ancona. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra importanti realtà del territorio e del settore, mira a formare figure professionali specializzate, rispondendo a una precisa richiesta del mercato. Il progetto, intitolato “Ricomincio da me”, vede come capofila Bosch, con il coordinamento per la sostenibilità sociale di Rosa Antonella e lo sviluppo tecnico del corso affidato a Claudio Cairone della divisione Bosch Home Comfort. Fondamentale la sinergia con l’associazione “Seconda Chance”, rappresentata da Caterina Piermarocchi, lo studio legale LabLaw con Pietro Speziale e Gi Group, con la partecipazione di Martina Podetti, che si occuperà di orientamento al lavoro.
di Alessandro Salemi
Il Giorno, 30 settembre 2025
Oggi cala ufficialmente il sipario su Sintesi 4.0, il progetto di inclusione sociale e lavorativa per i detenuti della casa circondariale di via Sanquirico, prorogato da gennaio. Il futuro porta il nome di Sintesi 5.0, ma per il nuovo programma manca ancora la conferma dei finanziamenti da parte di Regione Lombardia. Gli auspici, però, restano positivi: con l’ok atteso a breve, il reinserimento dei detenuti potrebbe contare su percorsi più mirati e sfaccettati.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 30 settembre 2025
Si piazza al terzo posto del concorso “Orto bello”, indetto dal Comune del capoluogo lombardo, la coltivazione che da un anno allieta la casa circondariale Torre del Gallo, che ha vinto anche il premio socia, dedicato alla fotografia che ha ottenuto i like più numerosi. La direttrice: “Per noi è luogo d’incontro con la bellezza”. Che l’orto cui hanno dato vita appena un anno fa fosse bello e degno di essere valorizzato lo sapevano già, ma che fosse anche “instagrammabile”, per dirla con un neologismo oggi molto in voga, questo no: c’è tutta la soddisfazione di chi sa che si sta facendo un buon lavoro, nelle parole della direttrice dell’istituto di pena di Pavia, Stefania Mussio, che ai media vaticani racconta il segreto del successo di questo progetto, racchiuso tutto nella semplicità: “È un luogo che viene molto curato e che abbiamo desiderato tanto, per questo ha vinto”.
di Barbara Bertocchi
Giornale di Brescia, 30 settembre 2025
Consente a chi è dietro le sbarre di raccogliere fondi per aiutare Save The Children a sostenere i bambini di Gaza. Pace è “umiltà”, “ascolto”, “aver accettato i miei errori”. Pace è “dire ho sbagliato, scusa”. “L’abbraccio di mia madre è la pace”. Pensieri semplici, affidati a un cartellone affisso nella palestra di Verziano, esprimono con forza il significato che le detenute e i detenuti attribuiscono a questo concetto quanto mai attuale. “Non ho fatto pace con me stessa e guarda dove sono”, scrive una donna su un foglio in cui spicca l’immagine di un carcere. L’occasione per leggere queste riflessioni è la “colazione solidale” organizzata l’altro ieri nella casa di reclusione di via Flero con l’aiuto di realtà come Carcere e Territorio, Volca, cooperativa sociale Bessimo, Casello 11, Nitor sociale e Alborea.
parmadaily.it, 30 settembre 2025
È stato presentato in conferenza stampa lunedì 29 settembre, alle ore 11.00, presso la sede della Fondazione Cariparma a Palazzo Bossi Bocchi, il nuovo progetto dell’associazione Progetti & Teatro aps realizzato in collaborazione con Istituti Penitenziari di Parma - con il contributo di Comune di Parma, Fondazione Cariparma, il sostegno di Chiesi Farmaceutici, e con il patrocinio del Coordinamento Nazionale Teatro Carcere e di ANCT Associazione Nazionale Critici Teatrali, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario del Comune di Parma - che andrà a sviluppare e ad ampliare la proposta formativa teatrale portata avanti dagli artisti Carlo Ferrari e Franca Tragni in venti anni di attività all’interno degli Istituti Penitenziari di Parma.
di Costanza Oliva
Avvenire, 30 settembre 2025
Il Festival della Missione di Torino e Avvenire lanciano “Incontri. Strade di giustizia riparativa”, che può essere ascoltato da oggi sulle principali piattaforme di streaming. Quando la violenza spezza una vita, nessuna sentenza basta a colmare il vuoto. La giustizia riparativa nasce da qui: nel coraggio di attraversare il dolore e cercare parole che aprono invece di chiudere. È la via che prova a restituire responsabilità a chi ha ferito e voce a chi porta le ferite. Ed è il filo che tiene insieme Incontri. Strade di giustizia riparativa, il podcast in sei puntate realizzato dal Festival della Missione con Avvenire. La serie sarà presentata oggi pomeriggio nello spazio Urban Lab di Torino alle 17,30, con la vicesindaca Michela Favaro, la giudice Melania Cafiero, Antonella Baffoni, protagonista di una delle puntate, e Alessandro Galassi, co-direttore artistico del Festival della Missione.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 30 settembre 2025
Alla lunga cadiamo nel servilismo linguistico. Gli esempi più vigorosi e deleteri vengono purtroppo dalla politica, dai media, soprattutto dalla radio che è la più vicina al parlato quotidiano. A questo punto mi chiedo: perché ci meravigliamo se poi i nostri figli e nipoti pensano che ci si debba confrontare con gli insulti e la denigrazione dell’avversario, anziché affrontarlo con la ragione, le idee, la logica, il pensiero etico? Il linguaggio parlato può essere inteso come l’espressione dello stato d’animo di un particolare periodo storico? Per chi ha un rapporto di corpo a corpo col linguaggio come succede a me, la cosa è evidente. Prima osservazione: la semplificazione linguistica. Si tende a ridurre e contrarre il discorso, non per renderlo più chiaro ma per disfarsene al più presto e passare ad altro. La fretta consumistica è diventata parte delle comunicazioni cittadine.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 settembre 2025
Un’ordinanza del Tribunale di Milano porta davanti alla Corte Costituzionale il sistema discriminatorio che ostacola l’accesso gratuito alle cure ai più fragili. Una recente ordinanza del Tribunale di Milano, firmata dalla dottoressa Paola Ghinoy, ha il sapore di quelle decisioni che segnano uno spartiacque nella storia del diritto. Non tanto per la sua complessità tecnica, quanto per la cruda verità che mette a nudo: nel nostro Paese esistono persone che, pur essendo regolarmente autorizzate a soggiornare, non usufruiscono dell’assistenza sanitaria gratuita. Sono gli stranieri con disabilità, titolari di permesso per “residenza elettiva”, che dal 2024 devono pagare 2mila euro l’anno per accedere al Servizio Sanitario Nazionale. La cifra non è casuale. È il risultato di una modifica legislativa che ha quintuplicato il contributo minimo richiesto, trasformando quello che era già un ostacolo in una vera e propria barriera invalicabile per chi sopravvive con una pensione di invalidità di poche migliaia di euro l’anno.
di Niccolo Nisivoccia
Corriere della Sera, 30 settembre 2025
Non c’è dubbio: gli eventi di questi ultimi anni, dei nostri giorni, potrebbero indurre a visioni pessimistiche. Il diritto è finito, morto, superato: lo si ripete da ogni parte, lo pensano in tanti. È lo spirito del tempo: pensare che non esista legge che tenga, che la forza e la violenza siano una necessità, accusare chi pensa il contrario di essere solo un’anima candida - come a dire: è la realtà, bellezza, è inutile sognare. E quindi concepirlo, il diritto, solo in senso autoritario: come se il diritto non fosse a sua volta altro che forza e violenza, come se questa fosse la sua stessa natura - intimidatoria, se non addirittura persecutoria. Non c’è dubbio: gli eventi di questi ultimi anni, dei nostri giorni, potrebbero indurre a visioni di questo genere.
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