di Paolo Delgado
Il Dubbio, 2 ottobre 2025
La premier incalza l’opposizione e attacca gli attivisti. Salvini contro la Cgil: “No allo sciopero generale”. La politica italiana è in alto mare, al largo di Gaza, con gli occhi di tutti rivolti alla Flotilla che punta verso Gaza. Ma è un giorno di tensione montante che non esplode perché tutti si muovono al buio, senza sapere nei non secondari particolari cosa succederà ma sapendo già che comunque l’intervento di Israele contro le barche, praticamente certo, si rifletterà in uno scontro frontale tra maggioranza e opposizione anche in Italia.
di Marcello Sorgi
La Stampa, 2 ottobre 2025
La drammatica svolta avvenuta ieri sera - con il fermo delle barche della Flotilla da parte della Marina israeliana, i probabili arresti dei membri degli equipaggi e sequestri dei mezzi navali - ha provocato un immediato intervento del ministro degli Esteri Tajani sul governo di Tel Aviv per ottenere rassicurazioni sul fatto che non siano praticate violenze sui fermati e siano garantite condizioni di umanità per tutto il periodo del trattenimento. È l’epilogo di una giornata in cui il confronto tra governo e opposizioni aveva spesso raggiunto momenti di durezza, sia in Parlamento, dov’è in discussione la valutazione del piano di pace in Medio Oriente Trump-Netanyahu, sia fuori, dove lo scontro sulla Flotilla era continuato per ore e ore, con Meloni che ripeteva che i membri della Flotilla erano “irresponsabili” e rischiavano di mettere a rischio il piano di pace, e Schlein che si produceva in una difesa non proprio calda della missione, per ragioni che si possono intuire. Mentre infatti 5 stelle e Avs hanno già preso posizione contro il piano, una parte del Pd sarebbe disponibile ad approvare, in almeno alcune parti, la mozione che il governo proporrà alla fine del dibattito in Parlamento. Si tratterebbe quindi, per Schlein, o di andare incontro a una rottura della coalizione, o del suo partito.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 2 ottobre 2025
Non si può star fermi di fronte alle atrocità che commette Israele, non senza perdere l’umanità. E ora saranno in tanti a non stare più fermi. Le immagini vanno e vengono. Prima di interrompersi definitivamente mostrano donne e uomini seduti in cerchio sul ponte della barca. Giubbotti di salvataggio indossati, aspettano l’abbordaggio. Che arriva. Un atto di pirateria violenta sotto gli occhi del mondo. Preceduto da un messaggio radio che è un’altra conferma di come Israele debba stravolgere la realtà per mantenere l’impunità: “State violando la legge”. Loro.
di Valeria Parrella
Il Manifesto, 2 ottobre 2025
Poi ogni tanto qualcuno nella storia fa una cosa enorme, e la fa per tutti, perché possa aiutare tutti a “orientarsi”, a “mantenere la rotta”. Poi ogni tanto qualcuno nella storia fa una cosa enorme, e la fa per tutti, perché possa aiutare tutti a “orientarsi”, a “mantenere la rotta”. Lo stanno proprio facendo davvero gli attivisti a bordo della Flottilla: non perdono l’orientamento, tengono la rotta. Ci aiutano a difenderci dalle bussole impazzite. Quanto linguaggio marinaio entra nell’uso comune del nostro linguaggio, e lo fa per un motivo: perché viviamo al centro del Mediterraneo. Così stanotte e ieri quel tracker che ci ha permesso di seguire la Flottilla, ci ha rimandato l’immagine di questo laghetto che è il Mediterraneo, che chi ha studiato in Europa non può che riconoscere come proprio. Quando dico “proprio”, dico che ognuno di noi sa che quello è il mare in cui siamo nati tutti, da Creta, su cui arrivavano egiziani e fenici e minoici, lì dove l’indoeuropeo calò dagli Urali per fondersi con il substrato linguistico autoctono. Un posto che è sempre stato aperto e mai chiuso, ospitale e mai alieno. Lo guardiamo sgomenti ogni volta che un’imbarcazione di migranti lo tenta, o vi affonda. Lo guardiamo oggi riconoscendolo finalmente per quello che è: il luogo in cui nacque il manifesto di Ventotene.
di Francesca Sforza
La Stampa, 2 ottobre 2025
“Se vedete questo video vuol dire che sono stato fermato o arrestato dalle forze israeliane contro la mia volontà”. La stessa frase è stata pronunciata in spagnolo, in polacco, in portoghese, in svedese, in arabo e in inglese da volti diversi, di ragazzi, ragazze, uomini e donne che ieri, alle 10 di sera circa, hanno recapitato a mezzo mondo il messaggio della Global Sumud Flotilla attraverso le piattaforme social. Sono dunque questi i titoli di coda del film a cielo aperto andato in onda nelle ultime settimane e che ha tenuto popoli e governi col fiato sospeso?
di Francesca Schianchi
La Stampa, 2 ottobre 2025
Il filosofo: “Con l’accordo Usa tra qualche anno in Israele ci sarà un’Intifada permanente”. Nel tardo pomeriggio, quando le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono entrate da ore nella zona a rischio, poco prima che vengano intercettate dalla Marina israeliana, il professor Massimo Cacciari prevede “che si fermino, ovviamente. Anche se siamo alla completa destrutturazione di ogni forma di diritto internazionale: non mi risulta che si sia mai stabilito che le acque di fronte a Gaza sono di Israele, quindi non avrebbe il diritto di fermare le barche”.
di Elena Loewenthal
La Stampa, 2 ottobre 2025
Israele, nella persona del suo primo ministro in rappresentanza del governo, ha accettato due giorni fa il piano di pace in 20 punti proposto dagli Stati Uniti. Hamas ancora no. Non è un ultimatum, quello che Trump ha comunicato ai miliziani del movimento che due anni fa ha cominciato questa terribile guerra con i massacri del 7 ottobre. È la concessione di un tempo largo, in un momento così cruciale. Quattro o cinque giorni di tempo per dire sì o no a una proposta se non storica certo fondamentale per quella regione, capace di mutare le sorti dei milioni di persone che ci vivono.
di Katia Poneti e Riccardo Girolimetto
Il Manifesto, 1 ottobre 2025
Parlare di salute mentale in carcere è parlare di un ossimoro, tanto è inconciliabile la detenzione con il benessere fisico e mentale. Come funziona il sistema sanitario in carcere per la prevenzione nel campo della salute mentale e per la presa in carico delle patologie psichiatriche? È garantito il diritto dei malati più gravi ad essere curati - di regola - fuori dal carcere? A questi interrogativi ha provato a rispondere la ricerca “Salute mentale in carcere dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari” realizzata dalla Società della Ragione in collaborazione con l’Ufficio del Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana, grazie al finanziamento dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese.
di Angela Stella
L’Unità, 1 ottobre 2025
“La Russa è la seconda carica dello Stato, nonostante ciò e l’impulso che aveva avuto la sua proposta in estate, dalla maggioranza non è arrivata nessuna apertura. Noi insistiamo con proposte concrete”, dice la senatrice dem Anna Rossomando, vice presidente del Senato.
di Guido De Liso
Giornale di Brescia, 1 ottobre 2025
Sono un condannato all’ergastolo, detenuto da oltre 24 anni e da 2 ammesso al regime di semilibertà, almeno lo sono stato fino a prima del mio arrivo a Verziano, a Brescia. Non nascondo che i miei primi anni di carcere sono stati abbastanza turbolenti, fino a quando non ho fatto un incontro speciale che man mano mi ha mostrato un punto di vista totalmente diverso. Ho incontrato la cultura! Sono entrato in carcere che non sapevo né leggere né scrivere. Ho incontrato persone molto speciali: persone che non dovrebbero mai mancare nelle carceri: gli insegnanti, portatori di speranza e salvezza.
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