di Errico Novi
Il Dubbio, 3 ottobre 2025
Doveva essere una micro-riforma chirurgica e veloce. E invece la proposta di legge sui limiti ai pm nel sequestro degli smartphone si è incagliata in un ingorgo fra pressioni della magistratura e divergenze nel centrodestra. Solo due giorni fa, dopo una lunga serie di esitazioni e rinvii, la commissione Giustizia della Camera ha indicato il termine per la presentazione degli emendamenti: scadenza fissata per giovedì 9 ottobre alle 12. Ma la verità è che, dopo il via libera in prima lettura a Palazzo Madama dell’aprile 2024, si è creato un serio pregiudizio sul destino del provvedimento, per via di perplessità maturate soprattutto in Fratelli d’Italia.
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 3 ottobre 2025
Per la Suprema Corte, per eseguire il mandato di arresto europeo è sufficiente che i reati siano chiaramente indicati. Ribadita la validità delle modifiche introdotte dal dl 10/2021. La Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale in materia di mandato di arresto europeo: non è necessario che l’autorità estera alleghi o descriva i gravi indizi di colpevolezza, essendo sufficiente che indichi con chiarezza i reati contestati e le circostanze essenziali. È quanto stabilito dalla Sesta sezione penale con una sentenza depositata il 26 settembre 2025, che ha confermato la consegna di un cittadino italiano richiesta dall’autorità giudiziaria tedesca. Scrivono i giudici di legittimità: “La valutazione della gravità indiziaria è integralmente rimessa all’autorità richiedente la consegna, non occorrendo alcun ulteriore controllo, per quanto incidentale, da parte dell’autorità richiesta”. Una presa di posizione netta, che fa leva sulle modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 10 del 2021 alla legge n. 69 del 2005: con tale riforma è stato eliminato il riferimento ai “gravi indizi di colpevolezza” tra i presupposti per disporre la consegna.
di Luca Preziusi
Il Gazzettino, 3 ottobre 2025
Rivoluzione sessuale (e affettiva) al Due Palazzi: le stanze dell’amore del carcere di Padova sono pronte. Letto, lavandino e lenzuola sono già disponibili in una camera vicino ai locali dei colloqui, in attesa della prima coppia. Da lunedì 6 ottobre i detenuti del carcere di Padova avranno diritto ad un po’ d’intimità con le loro mogli o conviventi, con cui potranno passare due ore e mezza in assoluta riservatezza e libertà. Tutto avverrà quindi nel rispetto della privacy, lontano dagli occhi della sorveglianza della polizia penitenziaria.
Genova. Il caso Stefan, suicida a Marassi, riaperto alla Camera: Giachetti incalza sulle cure negate
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 ottobre 2025
C’è un filo invisibile che lega le celle dei penitenziari italiani. Un filo nero, spesso, che corre da una sezione all’altra, da un istituto all’altro. È il filo della solitudine, dell’abbandono terapeutico, del disagio psichico che diventa condanna a morte. Vasile Stefan, 34 anni, rumeno, ne ha seguito il percorso fino all’ultimo nodo: l’impiccagione nella cella numero 4 del piano terra della sesta sezione del carcere di Genova Marassi, a gennaio 2022. È morto all’ospedale San Martino dopo alcuni giorni di agonia. Un caso archiviato troppo in fretta e che oggi ritorna sotto i riflettori grazie a un atto parlamentare che punta a smontare la coltre di opacità che avvolge quella vicenda.
L’Unione Sarda, 3 ottobre 2025
Diritto, giustizia, pena, carcere, quello che viene dopo il carcere, la possibilità della giustizia riparativa. Temi affrontati nel dialogo tra Marta Cartabia, già ministra della Giustizia, prima donna a presiedere la corte costituzionale, oggi docente di diritto costituzionale all’Università Bocconi di Milano e l’arcivescovo di Cagliari e segretario della Cei Giuseppe Baturi. Un incontro, cominciato in tarda serata, ma comunque seguito da un folto pubblico a conferma di quanto le questioni affrontate siano avvertite come centrali nel dibattito collettivo.
informareonline.com, 3 ottobre 2025
Il tema del reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti sarà al centro del convegno “Una vita in comune, dopo il carcere. Rinascere con le istituzioni locali: quali prospettive?”, in programma alle ore 10.30 presso l’Auditorium della Provincia di Caserta, in via A. Ceccano. L’evento, promosso dal Garante provinciale dei diritti delle persone private della libertà, don Salvatore Saggiomo, nasce per affrontare le difficoltà e le opportunità del ritorno alla vita libera dopo il carcere, con il contributo di istituzioni, enti locali, terzo settore, scuole, università e imprese.
di Simonetta Sciandivasci
La Stampa, 3 ottobre 2025
L’incontro coordinato da Vittorio Lingiardi all’Università La Sapienza di Roma. Quant’è diventato difficile parlarci, e intenderci. Tra amici e amanti, tra genitori e figli, tra chi difende e chi si difende, tra chi ferisce e chi cura, tra medici e pazienti, tra medici e medici. Intenderci, forse, ci importa poco: ci interessa di più parlare che parlarci, sebbene parlarci sia ciò che ci rende umani. Noi siamo un colloquio e quindi ci ascoltiamo, scrisse Hölderlin, poeta, schizofrenico per buona parte della sua vita: era uno dei versi preferiti di Eugenio Borgna, lo psichiatra della tenerezza e della fragilità, uno dei più importanti della psichiatria italiana, piemontese (di Borgomanero), morto a dicembre scorso, a 94 anni, dopo una vita spesa per una comprensione umana della follia, e una dimensione etica della cura della malattia mentale.
di Luigi Abiusi
Il Manifesto, 3 ottobre 2025
Cinema Con “Elisa”, ancora nelle sale, il regista ha affrontato un passaggio che si riflette nelle nuove ambientazioni. Il film mette in luce i gesti e le espressioni di una colpa senza motivo apparente. Un Di Costanzo raggelato, rigoroso; un cinema scarnito, anche estenuato (da canonici ingombri di figure e di dialoghi, messi di solito a garanzia della narrazione, ora invece silente, latente) quello di Elisa, puntellato da musiche gelide, graffianti, di un post-rock all’insegna di arpeggi metallici, e di cui la protagonista è perfetto correlativo soggettivo: Barbara Ronchi che sembra seguire una metrica intima, fatta di gesti, espressioni, parole monche, dettati da un senso di alienazione, lo sgomento costante, da uno stridore, cigolio acceso nei recessi più nascosti della coscienza.
di Luigi Abiusi
Il Manifesto, 3 ottobre 2025
Cinema Con “Elisa”, ancora nelle sale, il regista ha affrontato un passaggio che si riflette nelle nuove ambientazioni. Il film mette in luce i gesti e le espressioni di una colpa senza motivo apparente. Un Di Costanzo raggelato, rigoroso; un cinema scarnito, anche estenuato (da canonici ingombri di figure e di dialoghi, messi di solito a garanzia della narrazione, ora invece silente, latente) quello di Elisa, puntellato da musiche gelide, graffianti, di un post-rock all’insegna di arpeggi metallici, e di cui la protagonista è perfetto correlativo soggettivo: Barbara Ronchi che sembra seguire una metrica intima, fatta di gesti, espressioni, parole monche, dettati da un senso di alienazione, lo sgomento costante, da uno stridore, cigolio acceso nei recessi più nascosti della coscienza.
di Flavia Perina
La Stampa, 3 ottobre 2025
L’unità nazionale non si addice ai tempi, alle destre, alle sinistre, a nessuno, e quando c’è è meglio nasconderla, vai a vedere che qualcuno dica: intelligenza col nemico, tradimento, passo indietro. Così l’oggettivo risultato politico raggiunto dal governo con la risoluzione su Gaza, approvata ieri senza voti contrari (caso più unico che raro su questioni di questo rilievo), è minimizzata a evento collaterale di una furibonda zuffa su tutto il resto: lo sciopero della Cgil, la Flotilla, le manifestazioni, i “teppisti” da rimandare a casa con i manganelli, la Portavoce della Commissione europea Eva Hrncinova, Maurizio Landini “che vuole dare una spallata al governo”. E davvero non si capisce come mai un esecutivo che ha chiesto e ottenuto una posizione unitaria sul piano di pace per Gaza, anche se in versione minimal (l’astensione delle opposizioni), preferisca isolarla nel Palazzo come se non gli interessasse raccoglierne i frutti rasserenanti nel Paese.
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