amicodelpopolo.it, 4 ottobre 2025
L’appello rivolto alla società e alle istituzioni: “Stiamo facendo davvero tutto il possibile per l’accompagnamento, la rieducazione ed il reinserimento di chi è ristretto?”. A Zelarino, alle porte di Venezia, si sono riuniti l’1 ottobre 2025 i cappellani delle carceri del Nordest insieme all’arcivescovo di Gorizia, monsignor Carlo Maria Redaelli, responsabile della pastorale penitenziaria per il Triveneto. L’incontro è stato l’occasione per fare il punto sulla situazione degli istituti penitenziari del territorio, in un anno segnato da diverse iniziative legate al Giubileo ma anche da numerosi episodi drammatici.
di Alessandro Fulloni
Corriere del Veneto, 4 ottobre 2025
Il ricorso vinto dal detenuto, la sperimentazione che inizia lunedì. Che c’entra il ricorso all’Ufficio di Sorveglianza di un detenuto condannato per omicidio con l’apertura, dopodomani, di una “stanza dell’amore” al carcere di Padova? Il legame è pressoché diretto. E ora vediamo il perché. Partiamo però dal gennaio del 2020, quando quest’uomo - oggi 34enne - uccide volontariamente un parente, travolgendolo con un’auto in una città del Nord. Il seguito è l’arresto e una condanna a 15 anni. Ma è anche, una volta affidato al carcere Due Palazzi, la storia di un carcerato - che ha quattro figli, tutti minorenni, dalla compagna con cui è legato dal 2010 - animato dal desiderio di redimersi ed essere recuperato. Ha ammesso la colpa più volte, si dichiara pentito. Grazie alla buona condotta, in parlatoio vede regolarmente i familiari.
Il Gazzettino, 4 ottobre 2025
I consiglieri comunali Bavasso e Noro: “Serve un garante dei detenuti”. “La dottoressa Maria Losito si è dimessa nel dicembre scorso e che ad oggi non è stata individuata ancora una figura in grado di sostituirla”, affermano i consiglieri. Un detenuto di 35 anni due giorni fa è stato trovato nel bagno della sua cella, nella casa circondariale di Baldenich. Si è impiccato. Sul caso intervengono la consigliera comunale Ilenia Bavasso (Insieme per Belluno Bene Comune) e Davide Noro (segretario Pd città di Belluno). Un episodio, ricordano i due, “che non possiamo ignorare” e che arriva a 9 anni di distanza dall’ultimo in una struttura che altri presentano come “ottimale”. “La società si sta lentamente abituando alle morti in carcere. Noi sottolineiamo come l’assenza di un garante per i detenuti presso l’istituto, non faccia che aggravare tale situazione: sappiamo che la dottoressa Maria Losito si è dimessa nel dicembre scorso e che ad oggi non è stata individuata ancora una figura in grado di sostituirla”.
di Dario Crippa
Il Giorno, 4 ottobre 2025
Parla Claudia Farina, punto di riferimento per i nuovi ingressi in struttura: “Ho imparato che si tratta prima di tutto di persone, non sta a me giudicare. Mi occupo anche delle prime necessità, dalla felpa alla mamma da chiamare”. Quando i nuovi detenuti entrano in carcere, i primi volti che incontrano, dopo quello del medico, sono quelli di persone come Claudia, 30 anni. Agenti di rete - si chiamano - un progetto nato in Lombardia che serve per accogliere i detenuti e spiegare tutto quello che occorre per orientarsi nella nuova realtà in cui si troveranno a vivere.
Corriere di Bologna, 4 ottobre 2025
Anche i detenuti del carcere bolognese della Dozza, quelli che lavorano per “Fare Imprese in Dozza”, l’azienda metalmeccanica interna all’istituto detentivo di via del Gomito, hanno deciso di aderire allo sciopero generale indetto dalla Cgil per Gaza e per la Global Sumud Flotilla. “Preso atto di quello che sta avvenendo a Gaza, noi dipendenti della Fare Impresa in Dozza abbiamo deciso di scioperare il 3 ottobre - hanno scritto in una lettera che ha letto nel corso della manifestazione in segretario della Camera del Lavoro di Bologna, Michele Bulgarelli -.
di Emilio Gioventù
Italia Oggi, 4 ottobre 2025
Quattro reclusi della casa circondariale di Benevento hanno iniziato un percorso di reinserimento sociale grazie al Protocollo firmato tra Webuild e il Dap. Altri 5 detenuti arriveranno da Avellino. Dalle sbarre delle celle alle traversine dei binari. Per quattro detenuti della Casa Circondariale di Benevento il reinserimento corre veloce sulla la linea ferroviaria alta velocità/alta capacità Napoli-Bari. Una vita fuori grazie a un contratto di lavoro all’interno di uno dei progetti infrastrutturali più ambiziosi del Sud Italia.
di Vinicio Marchetti
avellinotoday.it, 4 ottobre 2025
Al Circolo della Stampa focus sulle principali emergenze del sistema penitenziario italiano: “Da troppi anni non si è avuta la possibilità né la capacità di rivedere organicamente l’intero sistema giudiziario”. Questa sera, presso il Circolo della Stampa di Avellino, in Corso Vittorio Emanuele, si è tenuto il convegno dal titolo “Le problematiche carcerarie attuali”, un appuntamento che ha riunito rappresentanti del mondo politico, giuridico e dell’associazionismo per discutere delle condizioni del sistema penitenziario italiano e delle prospettive di riforma. A introdurre i lavori è stata Sonia Lombardo, mentre a moderare l’incontro la dottoressa Rosa Criscuolo.
comune.alba.cn.it, 4 ottobre 2025
Coinvolge tutti gli attori che si occupano della Casa di Reclusione albese ed ha l’obiettivo di condividere conoscenze e competenze sul tema specifico per lo sviluppo di iniziative concrete. Ad Alba è stato attivato il Tavolo Territoriale Carcere per la Casa di Reclusione “G. Montalto” promosso dal CSV Società Solidale ETS in collaborazione con il Comune di Alba, attraverso l’Assessorato alle Politiche Sociali guidato dall’assessora Donatella Croce ed il Garante comunale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Emilio De Vitto.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 4 ottobre 2025
A che punto sono i diritti civili in Italia? Se c’è un luogo adatto a stilare un bilancio, quello è il Congresso dell’Associazione Luca Coscioni. Che da anni porta le sue battaglie nelle piazze e nei tribunali, mantenendo un filo diretto con i cittadini che chiedono spazi di autodeterminazione nel campo dei temi etici. La due giorni prenderà il via domani ad Orvieto, in Umbria: la Regione di Luca Coscioni e anche di Laura Santi, protagonista nell’ultimo anno della campagna sul fine vita. Affetta da una forma progressiva e avanzata di sclerosi multipla, la giornalista 50enne è morta lo scorso luglio nella sua casa di Perugia dopo aver ottenuto il via libera al suicidio assistito.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 ottobre 2025
L’arresto, la scarcerazione e il rimpatrio lampo del torturatore libico Osama Elmasry Njeem - noto nelle cronache come Almasri - rappresentano il sintomo più evidente del cortocircuito tra obblighi internazionali, interessi di sicurezza nazionale e rapporti di cooperazione costruiti su scala diplomatica e operativa con Tripoli. Da una parte le indagini della magistratura che hanno coinvolto ministri dell’attuale governo; dall’altra la gestione politica e i vincoli pratici con le autorità libiche, nati attraverso il Memorandum d’intesa del 2 febbraio 2017 firmato dal governo di centrosinistra. È inevitabile pensare che il rimpatrio di Almasri sia legato al mantenimento di questi equilibri con un’area strategica come la Libia. A novembre 2025, salvo una discussione a sorpresa in Parlamento, come di consueto il Memorandum sarà rinnovato.
- Migranti. Era in fuga, altro che scafista: finisce l’incubo di Ahmed
- Migranti. Mediterraneo, 33mila morti in dieci anni: i “mai più” che ci hanno portato fin qui
- Nelle piazze una marea umana per Gaza. I sindacati: “Siamo più di due milioni”
- Sciopero pro Gaza, Meloni: “Solo un’operazione politica”. E il Governo ora studia maxi-multe
- Tutti gli attivisti della Flotilla in attesa dell’espulsione











