di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 ottobre 2025
L’eterna “promessa” di nuove celle. E nell’attesa, le carceri scoppiano. Martedì scorso, a Palazzo Chigi, si è consumato l’ennesimo atto di un copione ormai logoro: la terza riunione della cabina di regia per l’edilizia penitenziaria. Ministri, sottosegretari, commissario straordinario seduti attorno a un tavolo a snocciolare numeri che sulla carta dovrebbero impressionare: 10.676 nuovi posti detentivi entro dicembre 2027, cantieri che partono, padiglioni che si inaugurano, una macchina organizzativa che teoricamente funziona come un orologio svizzero. Per ora, ci accontenteremo di 506 posti in più a fine dicembre.
di Luca Sofri
ilpost.it, 2 ottobre 2025
Il ministero della Giustizia ha istituito per la prima volta un elenco di strutture e ha messo dei soldi, ma non è detto che funzionerà. Martedì 30 settembre è entrato in vigore un decreto del ministero della Giustizia che per la prima volta stabilisce le modalità con cui i detenuti senza dimora potranno scontare la pena fuori dal carcere. Il decreto riguarda una questione importante. Le misure alternative al carcere - come la detenzione domiciliare - sono considerate fondamentali e molto efficaci nel percorso di reinserimento delle persone detenute, ma per chi non ha un domicilio di riferimento in cui scontarle accedervi è quasi impossibile. Spesso, tra l’altro, i detenuti senza dimora vengono condannati per reati minori, anche legati alle condizioni di povertà in cui si trovano: così finiscono per scontare in carcere pene lievi, che in condizioni sociali ed economiche migliori sconterebbero all’esterno.
di Alessandro Villari
Il Foglio, 2 ottobre 2025
L’ultimo rapporto della Società della ragione mette in luce la situazione negli istituti dopo la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari, evidenziando come la mancanza di criteri condivisi impedisca una comparazione sistematica. Non è possibile avere dei numeri precisi sul problema della salute mentale nelle carceri italiane. Si conclude così l’ultimo rapporto curato dalla Società della ragione chiamato “La salute mentale in carcere dopo la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari”.
di Valentina Carosini
La Stampa, 2 ottobre 2025
A Genova un convegno sulle strutture sanitarie che ospitano persone autrici di reato affette da disturbi mentali. Norberto Miletto, presidente dei giovani della Società italiana di psichiatria: “Il segreto? Lavorare con i pazienti al di là del reato commesso”. Il cambiamento sociale e storico dei pazienti in entrata, il risultato delle esperienze positive in dimissione. Come a Genova dove, a fronte di 122 ingressi censiti dall’8 febbraio 2017 ad oggi, sono state 102 le dimissioni dalla Rems di Villa Caterina a Pra’, destinata alla presa in carico e alla gestione di autori di reato, pazienti con patologie psichiatriche per questo incompatibili con i regimi detentivi. La prima esperienza aperta in Liguria, nel ponente del capoluogo ligure, una tra le 30 strutture esistenti in Italia per l’esecuzione delle misure di sicurezza.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 2 ottobre 2025
Il voto sulla riforma diventerà un voto sul governo? E quale strategia funzionerà meglio per il fronte del Sì e No? Uno sguardo sugli elettori. Il referendum sulla separazione delle carriere si trasformerà in un voto pro o contro il governo? E lo stesso governo, che sembra intenzionato a impostare la campagna elettorale contro “la casta” dei magistrati, trarrà vantaggio da tale strategia comunicativa? E il fronte del no, invece, con la discesa in campo di pm dal forte peso mediatico come Nicola Gratteri avrà una spinta maggiore o al contrario tale esposizione potrebbe costituire un autogol?
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 2 ottobre 2025
La Quinta commissione che seleziona i capi di Procure e Tribunali sarà guidata dal laico di Fratelli d’Italia Felice Giuffré: una novità per Palazzo Bachelet. Dopo discussioni interminabili, sono state finalmente rinnovate le Commissioni del Consiglio superiore della magistratura. La novità più importante, e per molti versi inaspettata, è la presidenza della Quinta commissione, competente sulle nomine degli incarichi direttivi e semi-direttivi, al laico di FdI Felice Giuffrè. Ordinario di diritto costituzionale all’Università di Catania, componente del Consiglio direttivo dell’Associazione italiana costituzionalisti di cui ha ricoperto anche il ruolo di direttore della rivista, Giuffrè da giovane è stato ai vertici del Fronte della Gioventù e di Alleanza nazionale.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 2 ottobre 2025
Secondo una norma approvata nel 2021 alle inchieste giudiziarie non possono essere assegnate denominazioni lesive della presunzione di innocenza. Ma Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia e procure continuano a farlo. Nel 2021 l’Italia ha recepito la direttiva europea sulla presunzione di innocenza, approvando un decreto legislativo (il n. 188) che, tra le tante cose, stabilisce che nei comunicati ufficiali e nelle conferenze stampa non devono essere “assegnati ai procedimenti pendenti denominazioni lesive della presunzione di innocenza”. Un modo, nell’intenzione dell’allora ministra Marta Cartabia, per fermare la prassi che vede pm e polizia giudiziaria affibbiare alle inchieste nomi allusivi e dal tono inquisitorio (da “Mondo di Mezzo” a “Terminator 3”). Nonostante la norma sia entrata in vigore da quasi quattro anni, però, le forze dell’ordine e i magistrati continuano imperterriti ad assegnare alle indagini titoli dal taglio mediatico, cinematografico o mitologico, spesso palesemente lesivi della presunzione di innocenza delle persone coinvolte.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 2 ottobre 2025
Antonello Rizza, primo cittadino del comune di Priolo, assolto dopo essere stato accostato per 13 anni dagli inquirenti alla figura di Cetto La Qualunque: “La fine di un calvario”. “Qualunquemente”. È questo il nome che la polizia giudiziaria e la procura di Siracusa diedero nel 2012 a un’inchiesta avviata nei confronti di amministratori e funzionari del comune di Priolo, tra cui l’allora sindaco Antonello Rizza, accusati a vario titolo di gravi reati come concussione, voto di scambio, truffa aggravata, abuso d’ufficio. Il nome si ispirava al film in cui Antonio Albanese impersonifica il celebre personaggio di Cetto La Qualunque, simbolo del politico dedito alla delinquenza, corrotto, volgare e senza alcun briciolo di principio morale.
di Elisa Manacorda
La Repubblica, 2 ottobre 2025
Una popolazione fragile e trascurata anche dal punto di vista sanitario. Che oggi è al centro di un accordo triennale tra Regione, Istituto Pascale, Aiom e Fondazione Aiom. Per portare screening, formazione e informazione negli istituti penitenziari. È una popolazione imponente: oltre 63 mila persone, di cui circa il 4 % donne e il 31% stranieri. Sono le persone che vivono un periodo della loro vita dietro le sbarre di un carcere italiano. Con infiniti problemi, a cominciare dal sovraffollamento (nel nostro paese la capienza ufficiale è pari a poco più di 51 mila posti). Ma anche la salute è un tema importante, se è vero che la condizione di non libertà incide profondamente sulla psiche e sul fisico, incentivando comportamenti non salutari come il fumo, l’abuso di alcol, la dieta scorretta o la sedentarietà. E poiché, secondo l’articolo 32 della Costituzione, questa va protetta come diritto fondamentale dell’individuo, è fondamentale che la collettività se ne faccia carico.
di Valeria Casolaro
L’Indipendente, 2 ottobre 2025
Il 26 settembre scorso, a 24 ore dal suo arresto, Sylla Mamadou Khadialy moriva nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. 35 anni, senegalese, l’uomo era stato fermato il 25 settembre perchè accusato di due aggressioni. Attivista, sarto, autista Piedibus e calciatore dilettante, Mamadou era era conosciuto e stimato all’interno della comunità. Il garante dei detenuti della Campania e quello di Caserta chiedono chiarezza, sottolineando che l’uomo avrebbe avuto bisogno di cure psichiatriche urgenti in ospedale. I familiari denunciano l’uso ravvicinato di sedativi senza adeguata documentazione, somministrati tra pronto soccorso, Polfer e carcere. Numerose associazioni locali hanno organizzato una mobilitazione a Caserta per chiedere verità e giustizia per la sua morte.
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