di Emilio Minervini
Il Dubbio, 3 ottobre 2025
Mobilitazione generale. Questo l’effetto scatenato in Italia dall’intercettazione della Global Sumud Flotilla. Appresa la notizia del blocco della missione umanitaria da parte delle autorità di Tel Aviv, migliaia di persone hanno inondato le strade e le piazze di numerose città italiane sventolando bandiere della Palestina e intonando cori di solidarietà verso il popolo palestinese, e di condanna per il governo israeliano. Le manifestazioni sono proseguite ieri, guidate dagli studenti, che a Bologna e Milano hanno occupato le università. Nel capoluogo emiliano si sono registrati scontri tra la polizia e i manifestanti, che hanno tentato di entrare nella stazione di piazza Medaglie d’Oro per bloccare il traffico ferroviario. Oggi è prevista un’altra giornata di mobilitazioni con lo sciopero generale proclamato da Cgil e Usb, che però è stato dichiarato illegittimo dalla Commissione di garanzia degli scioperi per violazione dell’obbligo di preavviso previsto dalla legge 146/90, mentre per sabato è prevista una manifestazione nazionale.
di Roberto Ciccarelli
Il Manifesto, 3 ottobre 2025
“Blocchiamo tutto” Tutti i sindacati difendono le ragioni costituzionali dell’astensione dal lavoro per la Flotilla e Gaza. Salvini cambia idea sulla precettazione. E Meloni fa l’incendiaria e attacca il movimento. Lo sciopero generale è confermato da tutte le organizzazioni sindacali che lo hanno indetto oggi: Cgil, Usb, Cub e Sgb, S.I. Cobas, Unicobas, Adl e Cobas tra gli altri. Tutte presenteranno un ricorso al giudice del lavoro contro la delibera della Commissione di garanzia sugli scioperi che ieri lo ha dichiarato “illegittimo” per la mancanza di preavviso. L’esame richiederà alcuni giorni e, a prescindere dalla decisione che sarà adottata dal giudice, non potranno esserci sanzioni o multe per i lavoratori che hanno aderito alla protesta: in assenza di una precettazione, l’eventuale sanzione - se comminata - si applica alle organizzazioni sindacali che hanno proclamato il fermo e non può superare i 50mila euro.
di Diego Motta
Avvenire, 3 ottobre 2025
L’Usb e le sigle di base hanno compattato in questi mesi lavoratori portuali, studenti, dipendenti pubblici. Il tema trainante della “causa palestinese” e la formula del collettivo hanno funzionato. Chi c’è dietro alla mobilitazione delle piazze per Gaza? E quale “popolo” rappresenta? La domanda non è peregrina, se soltanto si pensa alla capacità dimostrata dagli organizzatori nell’ultimo mese di coinvolgere, soprattutto nelle grandi città, mondi diversi alle varie manifestazioni.
di Maurizio Ambrosini
Avvenire, 3 ottobre 2025
Un fenomeno globale, fatto non solo di barconi, in gran parte femminile, vittima di politicizzazioni. Accogliere gli immigrati missionari di speranza - nel fine settimana il Giubileo del mondo missionario e dei migranti - richiede un cambiamento dello sguardo, e una conoscenza più fondata del fenomeno può contribuire a muovere in questa direzione. Cerchiamo quindi d’individuare alcune tendenze salienti della mobilità umana attraverso le frontiere. Globalmente, gli immigrati internazionali nel mondo sono stimati dall’Onu in 304 milioni (dato 2024), il 3,6% della popolazione mondiale. Di questi, 51,6 milioni sono rifugiati internazionali o richiedenti asilo: circa un sesto del totale.
Il Dubbio, 3 ottobre 2025
L’ottava volta alla Consulta. Il GIP di Bologna solleva dubbi sull’articolo 580 del Codice penale per il caso della signora Paola, 89enne accompagnata in Svizzera. Al centro il “requisito del trattamento di sostegno vitale”. La questione del fine vita torna per l’ottava volta all’attenzione della Corte Costituzionale italiana, in seguito a un’ordinanza depositata il 29 settembre dal GIP del Tribunale di Bologna, Andrea Romito. Il giudice ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’articolo 580 del Codice penale, che disciplina l’istigazione o l’aiuto al suicidio, in risposta a una richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Bologna due anni e mezzo fa.
di Simona Lorenzetti
Corriere della Sera, 3 ottobre 2025
Prima class action in Italia contro TikTok e Meta. Il Moige, insieme a un pool di esperti e avvocati, da Torino porta in tribunale Meta e TikTok chiedendo di tutelare i minori dagli effetti nocivi dei social: vietare l’accesso under 14, stop agli algoritmi che creano dipendenza. “Non possiamo aspettare la prossima tragedia per intervenire. Proteggere i nostri figli è un dovere. Questa non è solo una battaglia legale, è una battaglia di civiltà”. Parte da questa riflessione la scelta di Moige (Movimento italiano genitori Aps) di avviare, con la collaborazione e assistenza dello studio legale torinese Ambrosio & Commodo, una class action - la prima in Italia - contro Meta (Facebook e Instagram) e TikTok: in sostanza, si tratta di un’azione inibitoria che punta a proteggere i minori dai danni cerebrali e psicologici derivanti dall’uso smodato dei social.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 3 ottobre 2025
Le contraddizioni in piazza. Dalla solidarietà alla protesta: l’Italia tra manifestazioni e contrasti politici sulla Palestina. L’intifada italiana. Così il sito “ArabNews” ha descritto l’ondata di proteste pro Pal in corso nelle nostre città, e che dovrebbe trovare il suo culmine oggi nel secondo sciopero generale in due settimane, indetto stavolta insieme da due sigle sindacali di solito inconciliabili, Cgil e Usb.
di Massimo Calvi
Avvenire, 3 ottobre 2025
La natura del conflitto tra Israele e Hamas, con il male che sta diffondendo, sembra aver consumato fino a lasciare scoperti i fili di trasmissione di quel poco di umanità che ci resta. C’è qualcosa che fa male al cuore in queste ore mentre si seguono le gesta della Flottiglia, la conclusione prevedibile e attesa del suo navigare in acque agitate e le reazioni all’abbordaggio israeliano, le piazze che in Italia si riscaldano, la lotta politica che ritrova il passo abituale della contrapposizione e delle strumentalizzazioni.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 3 ottobre 2025
Dopo l’abbordaggio di mercoledì notte da parte delle forze israeliane, ieri gli attivisti della missione umanitaria sono sbarcati nel porto di Ashdod per poi essere trasferiti nel grande penitenziario di Ketziot. “Udienze sulla deportazione e gli ordini detentivi iniziate senza notifiche agli avvocati, negato consulente legale”, denuncia la Global Sumud Flotilla. Hanno fatto la guerra ad una flottiglia disarmata. Un atto di pirateria di Stato spacciato per diritto di difesa dalle “barche di Hamas”. Gli attivisti a bordo della Global Sumud Flotilla sono stati oggetto di un “rapimento illegale, in violazione diretta del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali” da parte delle forze di Israele. Lo afferma un comunicato della flottiglia, che fa il punto sulla situazione dopo gli abbordaggi della notte proseguiti ieri mattina.
di Annamaria Senni
Il Resto del Carlino, 3 ottobre 2025
Il cesenate accusato di far parte di un complotto antigovernativo in Venezuela invoca l’intervento italiano. “Non sono un terrorista, fatemi uscire di prigione. Le armi che hanno trovato nella mia casa le custodivo perché sono un collezionista e le assemblavo solo per passione”. Giancarlo Spinelli, il 59enne cesenate emigrato in Venezuela quando era ancora bambino con la famiglia di Cesena, architetto di professione, si difende dalle accuse di terrorismo, tradimento della patria, traffico d’armi e associazione a delinquere che gli sono state mosse quando è stato arrestato una anno e sette mesi fa e portato al penitenziario Helicoide a Caracas, poi trasferito nel carcere di comunità Yare III e infine a luglio scorso, trasferito al carcere La Planta a Caracas. In passato Spinelli riparava armi anche per l’esercito venezuelano.
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