di Filippo Miraglia*
Il Riformista, 21 dicembre 2019
Dal 31 dicembre i comuni dovranno chiudere i Centri ex Sprar. Migliaia di rifugiati senza casa. Una circolare, emanata su indicazione del Viminale, scarica sugli enti locali la responsabilità. Ma era prevista una proroga.
Nei giorni scorsi una Circolare del Servizio centrale che gestisce il Siproimi (ex Sprar), cioè la segreteria organizzativa del sistema di accoglienza pubblico per i rifugiati che fa capo ai Comuni, emanata su indicazione del Viminale, ha disposto l'uscita dalle strutture che le ospitano delle persone con permesso umanitario. con termine il 31 dicembre.
Si tratta di una disposizione contenuta nel primo decreto sicurezza che, oltre ad abolire la protezione umanitaria e ad estromettere dal sistema pubblico dei comuni i richiedenti asilo, ha previsto che chi era presente al momento dell'entrata in vigore del decreto (5 ottobre 2018) nei centri ex Sprar, ci possa restare fino alla fine del progetto.
Gran parte dei progetti d'accoglienza per rifugiati degli Enti locali saranno rinnovati a fine anno, cosi dice il decreto ministeriale pubblicato di recente, che regola l'accesso al Fondo nazionale per le politiche e i servizi per l'Asilo dei Comuni. Anzi è prevista anche una proroga tino a sei mesi per consentire alle amministrazioni di individuare l'ente gestore, ovvero svolgere, laddove necessario, una nuova gara per l'assegnazione del servizio connesso. In ogni caso. sia a seguito della proroga, sia per la previsione del rinnovo, non è prevista alcuna fine del progetto.
La circolare, chiaramente voluta dal Viminale, è quindi sbagliata e frutto di una interpretazione illegittima. Se si dovesse dar seguito a quanto contenuto nella nota del servizio centrale del Siproimi ci troveremmo nella condizione davvero intollerabile. oltre che inspiegabile. di scaricare la responsabilità sugli stessi enti locali. ai quali si chiede di mettere per strada migliaia di persone. famiglie e minori inclusi.
Sulla base di una proiezione fatta a partire dai centri d'accoglienza gestiti dall'Arci. saranno tra le 3 e le 5 mila persone, tra cui molte donne vittime di violenza. come denunciato dai centri antiviolenza della rete D.i.Re. Dal 31 dicembre i comuni, nelle già difficili condizioni in cui lavorano anche a causa delle festività. si troveranno a fronteggiare la gestione del freddo stagionale e il disagio sociale, che in inverno - come noto - aumenta.
La Circolare riprende, come già accennato, quanto previsto dal decreto sicurezza e non tiene conto della recente sentenza della Cassazione che ha definitivamente certificato la non retroattività della legge. che quindi non può applicarsi ai progetti d'accoglienza avviati prima dell'ottobre 2018. Le persone e le famiglie con titolo di soggiorno per ragioni umanitarie presenti nei centri Siproimi. rientrano tutte in questa categoria, poiché dopo l'ottobre del 2018 questo titolo di soggiorno non è più stato emesso dalle questure.
Auspichiamo un intervento urgente del governo per scongiurare una crisi che metterebbe in grave difficoltà le persone e gli enti locali, titolari dei progetti. oltre alle organizzazioni che li gestiscono per conto dei comuni. L'Arci intende opporsi con ogni mezzo alla sciagurata ipotesi che migliaia di persone e famiglie con minori possano essere abbandonate per strada in pieno inverno. senza concludere un percorso) di inclusione sociale e lavorativa, come previsto dai progetti.
Chiederemo ai Comuni di presentare ricorso nell'eventualità che a questa circolare seguano, nei riguardi delle persone ospiti delle strutture. provvedimenti di rifiuto individuali della proroga dei progetti di accoglienza. come previsto dal decreto ministeriale che regola la presenza dei rifugiati nelle strutture d'accoglienza.
La situazione è aggravata da una seconda circolare del servizio centrale diramata ieri, che dispone dal 31 dicembre il trasferimento nei Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) dei richiedenti asilo attualmente ospiti nei Centri ex Sprar. In tantissime province. però. i bandi per la gestione dei Cas sono andati deserti, questo significa che le persone potrebbero essere trasferite anche a molti chilometri di distanza e costrette a lasciare città dove magari hanno iniziato faticosamente a costruire percorsi di inclusione.
Se quindi dovessero rifiutare il trasferimento, finirebbero anche loro in strada. Il governo e la maggioranza farebbero bene a chiudere la stagione della persecuzione e della criminalizzazione dei migranti, che ha portato e porta vantaggi solo alla destra xenofoba e a cancellare tutti quei provvedimenti propagandistici. a partire dai due decreti sicurezza e dall'accordo con la Libia, che avevano l'unico obiettivo di indicare lo straniero come nemico e raccogliere facili consensi.
*Responsabile immigrazione dell'Arci
di Errico Novi
Il Dubbio, 21 dicembre 2019
Il Pd pronto a "rettificare" il blocca-prescrizione: "Intesa coi 5S o faremo da soli". Renzi tentato dal sì alla legge Costa. Resta alta la tensione sul processo penale, nonostante i passi avanti compiuti sulle intercettazioni nel vertice di giovedì. A tenere lontani i partiti di maggioranza è sempre lo stop alla prescrizione dopo il primo grado.
tusciaweb.eu, 21 dicembre 2019
Gestione dell'attività di mediazione culturale a favore dei detenuti stranieri, firmata a palazzo dei Priori una convenzione tra comune di Viterbo (comune capofila del distretto socio sanitario Vt3) e casa circondariale Mammagialla. A sottoscrivere l'importante documento, lo scorso mercoledì, sono stati il sindaco Giovanni Maria Arena e il direttore dell'istituto penitenziario Pierpaolo D'Andria. Presente alla firma della convenzione, avvenuta nella sala Rossa, anche l'assessore ai servizi sociali Antonella Sberna.
"La convenzione - ha spiegato il direttore della casa circondariale D'Andria - ha come oggetto la definizione e la strutturazione di un servizio di mediazione interculturale, rivolto ai detenuti stranieri, con l'intento di migliorare le condizioni di vita degli stessi, mediante azioni volte a facilitare la loro permanenza all'interno dell'istituto penitenziario.
Questo prevede anche l'istituzione di uno sportello informativo all'interno della nostra casa circondariale. Ringrazio il sindaco Arena per aver condiviso le finalità di questa convenzione che stiamo per sottoscrivere e che vede in primo piano comune e casa circondariale, e un ringraziamento all'assessore Sberna per il percorso avviato insieme pochi mesi fa, e che oggi concretizziamo attraverso la firma di questa convenzione".
"Alla base di alcuni diverbi ed episodi di intolleranza tra detenuti ci sta spesso l'incomprensione - ha sottolineato il sindaco Arena. Parlo di incomprensione linguistica. Così come ci stanno le differenze culturali. I servizi che verranno portati avanti attraverso l'attività di mediazione interculturale sono certo porteranno benefici sia dentro l'istituto penitenziario, nel periodo in cui il detenuto sconta la pena, sia fuori dal carcere, una volta libero, nella fase del reinserimento nel contesto sociale".
Tra gli obiettivi della convenzione rientrano anche un adeguato supporto linguistico e informativo, finalizzato alla conoscenza dei propri diritti in ambito giuridico, sanitario e sociale, culturale e religioso, il miglioramento delle relazioni del detenuto con gli operatori penitenziari, socio sanitari e con gli altri detenuti, la semplificazione amministrativa, in particolar modo nella cura dei rapporti del detenuto con le ambasciate e i consolati di provenienza. E ancora a sostenere iniziative, individuali e non, quali azioni di supporto a percorsi lavorativi, formativi o in generale volti al reinserimento sociale e allo sviluppo di progetti di integrazione e di informazione.
"Questa convenzione è indubbiamente una risposta forte alle esigenze di una buona parte della popolazione detenuta - ha affermato l'assessore Sberna.
È un documento che fa seguito a quanto ci eravamo detti con il sindaco Arena e il direttore dell'istituto penitenziario D'Andria in occasione del consiglio straordinario dedicato alla situazione della casa circondariale Mammagialla. Attraverso un lavoro costante, portato avanti in questi mesi, abbiamo raggiunto questo risultato. Un risultato che ci vede tra i primi distretti socio sanitari del Lazio a essere prossimi all'avvio del servizio. Ringrazio gli uffici per il solerte e prezioso lavoro che ci ha portato oggi a ufficializzare una preziosa e proficua collaborazione in ambito sociale".
di Andrea Fantucchio
thewam.net, 21 dicembre 2019
Respinta la richiesta di archiviazione. Imputazione per la ragazza che fu arrestata con lui. Il Gip, Marcello Rotondi, ha disposto l'imputazione coatta per Rosa Manzo, che fu arrestata con Carmine Taccone, 30enne originario di Avellino, morto in carcere la notte di Natale del 2017 a causa di una overdose da metadone.
Il sostituto procuratore, Paola Galdo, aveva chiesto l'archiviazione dell'indagine. La famiglia del giovane si è opposta grazie all'assistenza legale dell'avvocato Maria Giovanna De Guglielmo. Nell'opposizione si ripercorrono i momenti precedenti al decesso e ci si focalizza su tanti punti d'ombra che ci sono intorno a quella notte.
Chi ha somministrato la dose di metadone letale a Carmine? Quando è avvenuta quella somministrazione? Il protocollo sanitario, seguito al momento dell'arrivo in carcere, è stato adeguato? Ora la ragazza, per la quale c'è stata l'imputazione coatta, dovrà difendersi in aula. Nei suoi confronti sono ipotizzati i reati di cessione di stupefacenti e morte come conseguenza di altro reato.
Il magistrato - nel documento che motiva la sua decisione - precisa come l'opposizione, presentata dall'avvocato della famiglia Taccone, vada intesa come una denuncia. E quindi possa spingere il Pm a effettuare nuove indagini su aspetti non presi adeguatamente in considerazione fino a ora.
latinaoggi.eu, 21 dicembre 2019
Raccolti 161 volumi. Lunedì è prevista la seconda giornata. Il successo dell'iniziativa è stato inaspettato. In poche ore sono stati raccolti ben 161 volumi ed è un numero che ha sorpreso positivamente tutti, a partire dalla Camera Penale di Latina Giorgio Zeppieri che ha organizzato l'iniziativa. Sono i libri che saranno donati in occasione delle festività natalizie ai detenuti della casa circondariale di via Aspromonte. "Il carcere è fatto di sbarre e i libri allargano gli orizzonti - ha spiegato il presidente della Camera Penale Domenico Oropallo - è un messaggio che può sembrare retorico ma la cultura è la chiave di volta". Qualcuno ha portato libri di Luciano De Crescenzo, altri di Tolstoj e non sono mancati anche i classici.
"Abbiamo lanciato un sasso nello stagno - ha detto il segretario della Camera Penale Maurizio Forte - e crediamo fortemente in questa iniziativa". Lunedì è previsto il secondo giorno di raccolta all'ingresso del Tribunale: si inizia alle 9,30 e si finisce alle 12,30. L'appello lanciato dalla Camera Penale è stato pienamente raccolto.
Era rivolto a tutti gli operatori del diritto e non solo. "Ribadiamo il nostro invito verso tutti i colleghi ma anche i magistrati, i dipendenti e i dirigenti del Tribunale di Latina - avevano spiegato dalla Camera Penale - di partecipare ancora più numerosi". In un caso questa mattina una signora che ha preferito l'anonimato, si è presentata con molti libri rilegati, il suo è stato un gesto dettato dalla dolcezza e dal cuore, hanno raccontato diversi avvocati che hanno assistito alla donazione.
"Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti ma perché nessuno sia più schiavo", è la frase presa in prestito a Gianni Rodari dai penalisti pontini per questa nobile iniziativa portata a termine grazie alla sensibilità della direttrice del carcere di Latina Nadia Fontana. Nella foto gli avvocati con i libri che sono stati donati oggi.
di Paolo Coccorese
Corriere di Torino, 21 dicembre 2019
La Garante dei detenuti lancia la raccolta di regali per i giovani del Ferrante Aporti. "Per non farli sentire soli a Natale". Il più desiderato è la Playstation. La Playstation è il dono più desiderato dai ragazzi rinchiusi nel Ferrante Aporti. La celebre consolle è una passione condivisa con i coetanei che vivono all'esterno, ma dietro le sbarre del carcere minorile acquisisce un valore inaspettato. "Per anni l'istituto ha bandito i videogiochi. Oggi si è deciso di permetterne l'uso all'interno. Le Playstation non saranno installate nelle "camere". Questo passatempo deve diventare un premio, uno stimolo per i giovani a comportarsi bene".
Monica Cristina Gallo è la Garante comunale per i diritti dei detenuti. Quest'anno per la terza edizione di "Da noi a loro", ha deciso di rinnovare la formula dell'iniziativa. Un esperimento nato per "accorciare le distanze tra chi è dentro e chi è fuori" con una raccolta di regali per chi altrimenti rischia di non riceverne. Ma questa volta, per guidare un po' la solidarietà dei torinesi ed evitare il consueto arrivo di peluche e modellini poco adatti all'età dei carcerati, si è scelto di pubblicizzare una lista dei desideri stilata dagli stessi ospiti del Ferrante Aporti. Ragazzi che nonostante non siano dei bambini (il più piccolo ha, infatti, 15 anni) hanno scritto una lettera a Babbo Natale per provare ad esaudire un desiderio molto meno materiale della Playstation: trascorrere le festività con quel calore familiare in grado di far dimenticare almeno per un giorno le ristrettezze della vita in cella.
L'iniziativa è nata durante un pranzo organizzato dalla direzione dell'istituto minorile che ha messo intorno allo stesso tavolo i 44 detenuti (24 i giovani adulti e 20 i minori), gli operatori e i magistrati che si occupano dei reati commessi in questa fascia d'età. Un'occasione speciale dove l'idea di rimodulare la tradizionale raccolta dei doni offerti della città è stata accolta con un grande sorriso dai ragazzi del Ferrante Aporti. "Molto spesso si rischia di dimenticare che sono giovani come tutti gli altri. Con desideri e sogni condivisi simili a quelli dei loro coetanei. Hanno tra i 15 e i 24 anni". Simona Vernaglione, già direttrice del penitenziario di Bari, è la responsabile del carcere minorile di Torino da agosto. "Non avendo a disposizione grandi risorse, è importante l'aiuto che può arrivare da fuori - spiega Vernaglione.
Soprattutto perché con questa iniziativa vogliamo far passare un concetto a questi ragazzi: siete uguali agli altri e potete meritarvi, se rispettate le regole, anche di giocare ai videogiochi come loro". C'è un po' di paternalismo in queste parole, ma anche un incoraggiamento a voltare pagina.
Nelle lettere scritte idealmente dal Ferrante Aporti c'è dell'altro oltre le consolle da installare negli spazi comuni. "Nei giorni scorsi - aggiunge la garante Monica Cristina Gallo - abbiamo consegnato dei palloni da calcio, mentre stiamo cercando quelli da basket, scarpe da calcetto dal numero 40 al 44, lettori Mp3 senza scheda di memoria".
Per ricevere i regali, l'istituto minorile ha organizzato un servizio di ricevimento ad hoc. Basterà presentarsi ai cancelli di via Berruti e Ferrero 3 con il dono, non impacchettato per consentire i controlli, suonare e annunciare di aver aderito alla campagna per poter entrare. Aprire quel portone è un'azione con un valore in più. Serve a dimostra come il Ferrante Aporti è un luogo della città. Importante come gli alti. E non una vergogna da nascondere.
Gazzetta del Mezzogiorno, 21 dicembre 2019
"Il Natale è una magnifica occasione per conoscere l'impegno dei nostri fratelli detenuti e del progetto Senza Sbarre". È, come sempre un vulcano di bontà, don Riccardo Agresti mentre racconta del progetto in corso nella parrocchia di San Luigi al Monte a pochi passi da Castel del Monte ad Andria. Hanno allestito qualcosa che va oltre la speranza.
"Abbiamo mercatini di Natale e le casette sono state fatte interamente dai ragazzi affidati al progetto. Lo stile è quello del Trentino e lo scopo è quello non solo di aggregare tutti i casari della Murgia ma anche di mettere anche in vendita quelli che sono i prodotti che i nostri fratelli carcerati portano avanti ogni giorno", ha precisato don Riccardo.
"Pasta, taralli, verdure dei campi e tanto altro è nelle casette e sicuramente potranno essere degli alimenti ottimi per il Natale. Questo sta ad indicare che il lavoro è essenziale ed è fondamentale per fare emergere la dignità di ognuno di loro - ha proseguito.
Il mercatino è aperto ogni sabato e ogni domenica e poi durante il tempo di Natale, dal 22 al 26 anche la mattina in modo tale che ci si possa fare una passeggiata e vedere l'integrazione dei nostri fratelli detenuti con la comunità e comprendere come la possibilità della misura alternativa al carcere sia assolutamente fondamentale per loro e per noi. A questo aggiungo che, ragionando, secondo i criteri della carità, è possibile trovare tanti elementi per vivere meglio il Natale. Vi aspetto".
Buon cibo ed integrazione - La Masseria "San Vittore" ed il pastificio "A mano libera" sono parte del progetto della diocesi di Andria "Senza sbarre" per l'inclusione sociale e lavorativa di detenuti ed ex detenuti. L'iniziativa portata avanti da don Riccardo Ag resti ha trovato l'apprezzamento de vescovo di Andria. "L'idea centrale di questo progetto diocesano è di occuparsi di eseguire la misura alternativa al carcere in comunità attraverso l'inclusione socio-lavorativa dei detenuti", dice don Riccardo.
Il valore della cultura - "Nel nostro mercatino potrete trovare anche il libro "Senza Sbarre" del magistrato Giannicola Sinisi". Così don Riccardo Agresti, responsabile del progetto che porta lo stesso nome del lavoro redatto dall'ex sindaco di Andria. "Crediamo molto anche nel valore della cultura come strumento di comprensione di fenomeni sociali che portano al delinquere - ha proseguito don Riccardo. Riflettere a Natale su tutto questo è di assoluta importanza per tutti noi".
di Rosalba Miceli
La Stampa, 21 dicembre 2019
Tracciare il profilo psicologico di un aspirante terrorista è sempre molto complesso per gli addetti ai lavori. Tratti di personalità e motivazioni individuali si intersecano con le dinamiche di aderenza all'ideologia politica o religiosa del gruppo di riferimento.
Un terrorista in azione non fa distinzione tra adulti e bambini, uomini e donne, passanti e forze dell'ordine, turisti e residenti del luogo, non distingue tra i volti delle vittime o potenziali vittime. Il volto dell'Altro è ormai svuotato di ogni consistenza e significato. Come è arrivato a tal punto?
Altrettanto difficile è capire perché il futuro terrorista intraprenda il percorso che lo porterà infine ad accettare di morire per uccidere meglio e a morire affinché viva meglio l'immagine che lo rappresenta. È una strada obbligata? Un processo, che una volta intrapreso, non ha vie d'uscita laterali, deviazioni impreviste, e corre vertiginosamente verso l'epilogo finale? I programmi di deradicalizzazione, di riabilitazione e reinserimento nella società possono dare risultati concreti?
Su tali temi, che hanno anche infiammato la recente campagna elettorale, si confronta l'opinione pubblica britannica, dopo l'attacco sul London Bridge ad opera del ventottenne radicalizzato, Usman Khan, che venerdì 29 novembre intorno alle 14.00 locali, ha aggredito i presenti con il coltello, uccidendo due persone e ferendone altre, prima di essere ucciso a sua volta dalle forze dell'ordine.
Usman Khan, cittadino britannico, nato e cresciuto in Inghilterra, già condannato per gravi reati legati al terrorismo, si trovava in libertà condizionale. Appena diciannovenne, Khan era stato arrestato con altri otto simpatizzanti di al-Qaida per aver pianificato attacchi terroristici con ordigni esplosivi contro la Borsa di Londra ed altri obiettivi potenziali della città e per aver cercato di costituire un campo di addestramento jihadista in Kashmir.
Dopo un complesso iter processuale, che ne aveva accertato la pericolosità sociale, Khan era stato condannato a sedici anni di reclusione e, scontata metà della pena, era uscito dal carcere nel dicembre 2018. Da allora era "in libertà condizionale" (on licence). Dopo i grandi progetti terroristici del passato, la parabola di Usman si è conclusa con un piano omicida di facile attuazione: due coltelli e una cintura esplosiva finta che, verosimilmente, gli avrebbe assicurato il martirio per mano degli agenti di sicurezza.
Fin dal 2012, Khan aveva chiesto di partecipare a percorsi di deradicalizzazione ed era stato inserito in un programma di recupero di jihadisti condannati. Il giorno dell'attentato l'uomo si trovava nel centro di Londra proprio per partecipare a una conferenza pubblica sulla riabilitazione dei detenuti. Infatti, poco prima dell'attacco, presso la Fishmongers' Hall, nei pressi del London Bridge, si era tenuto l'evento di celebrazione dei cinque anni di attività di Learning Together, un progetto dell'Istituto di Criminologia dell'ateneo di Cambridge. Nella sala erano presenti diversi docenti, studenti, educatori ed ex detenuti tra cui lo stesso Khan, invitato come delegato dello Staffordshire per parlare della sua esperienza di riabilitazione.
L'azione terroristica è iniziata già all'interno della sede dell'evento. Usman Khan aveva partecipato alla sessione mattutina della conferenza (che aveva esplorato l'importanza dello storytelling e della scrittura creativa nel recupero dei criminali). Come riporta il Guardian, lo scrittore e attivista americano, Bryonn Bain, aveva appena concluso il suo intervento con la frase suggestiva: "without vulnerability there is no courage" quando Khan compì la sua repentina trasformazione da delegato a killer.
Credevano nel recupero e nella riabilitazione dei detenuti le sue giovani vittime: il 25enne Jack Merritt e Saskia Jones, 23enne, due laureati di Cambridge che partecipavano al programma Learning Together. Merritt era cooordinatore del progetto, mentre Jones vi lavorava come volontaria.
Il progetto Learning Together, che prevede incontri tra studenti di legge e detenuti (soprattutto quelli che hanno intrapreso percorsi di riabilitazione), vuole sollecitare nei detenuti ed ex detenuti la capacità di ricostruzione di una dignità personale, un'educazione a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, e in tal modo ridurre il rischio di una recidiva ai danni di nuove vittime potenziali, una volta fuori dalla prigione (secondo dati recenti, la recidiva, nel Regno Unito, riguarda un ex condannato su due).
Diversi ex-offender, che erano presenti alla conferenza, hanno affrontato immediatamente Khan, trattenendolo e disarmandolo fino all'arrivo delle forze di sicurezza. Tra questi, James Ford, un uomo che si trovava in libertà vigilata per aver ucciso, nel 2003, una ragazza con disabilità, e Marc Conway, in precedenza detenuto presso Hmp Grendon (come Ford), poi divenuto agente di polizia.
Le persone possono cambiare? Ne è convinto David Wilson, professore di Criminologia alla Birmingham City University e portavoce de "The Friends of Grendon prison", che afferma: "Io so tramite il mio lavoro che le persone possono cambiare e che il cambiamento è una conseguenza di sistemi di detenzione innovativi, tra cui quello di Hmp Grendon".
Al di là della vicenda emblematica dell'attentato sul London Bridge, con le sue luci e le sue ombre, resta comunque da comprendere appieno quali fattori di resilienza individuale e collettiva entrino in gioco nel determinare il successo di un programma di riabilitazione. Learning Together: https://www.cctl.cam.ac.uk/tlif/learning-together/details
di Fausta Chiesa
Corriere della Sera, 21 dicembre 2019
Prigionieri rilasciati, sentenze che rompono il muro dell'impunità, provvedimenti verso l'abolizione della pena di morte: la selezione di Amnesty International.
Aspettando la verità per Giulio Regeni - Prigionieri rilasciati, rifugiati salvati dal rimpatrio, sentenze che spesso dopo decenni rompono il muro dell'impunità, provvedimenti importanti verso l'abolizione della pena di morte o per il rispetto dei diritti dei minori. "Le dodici buone notizie del 2019 di Amnesty International - commenta Riccardo Noury, portavoce della ong in Italia - sono una selezione, difficile e faticosa, dei passi avanti fatti quest'anno in favore dei diritti umani, grazie all'impegno di attiviste e attivisti, della società civile e anche delle istituzioni. Ne sono rimaste fuori tantissime altre. Soltanto ieri, per esempio, un tribunale delle Filippine ha finalmente condannato, dopo 10 anni, i responsabili del massacro di Ampatuan, in cui vennero uccise 58 persone. E pochi giorni fa un tribunale dell'Honduras ha emesso le prime condanne per l'assassinio della leader ambientalista Berta Cáceres. L'auspicio e l'impegno sono che le buone notizie che abbiamo invano atteso nel 2019 arrivino 2020: che l'intellettuale uiguro Ilham Tohti - che il 18 dicembre non ha potuto ritirare il premio Sakharov del Parlamento europeo, perché condannato all'ergastolo - torni in libertà e che lo stesso accada al blogger saudita Raif Badawi, che sta languendo in carcere per reati di opinione. E che vi siano verità e giustizia per Giulio Regeni".
Ungheria, 19 gennaio - Ungheria: il 19 gennaio torna in libertà Ahmed H., un cittadino siriano che nel settembre 2015 era stato incriminato per "complicità in un atto di terrore", ovvero il lancio di pietre per protestare contro la chiusura del confine tra Serbia e Ungheria. Condannato ai sensi delle leggi antiterrorismo a dieci anni, poi ridotti a sette e infine a cinque, era stato dichiarato idoneo al rilascio anticipato.
Somaliland, 25 febbraio - Somaliland: il 25 febbraio viene rilasciato il poeta Abdirahman Ibrahim Adan. Era stato arrestato il 12 gennaio dopo aver declamato una poesia in cui denunciava violazioni dei diritti umani tra cui la brutalità della polizia e il trattamento degradante dei prigionieri.
Egitto, 4 marzo - Egitto: il 4 marzo torna in libertà il fotogiornalista Mahmoud Abu Zeid, detto "Shawkan". Arrestato il 14 agosto 2013 mentre stava documentando per conto di un'agenzia fotografica la repressione delle forze di sicurezza contro due manifestazioni al Cairo, ha trascorso in carcere cinque anni e mezzo.
Iran 16 aprile - Iran: il 16 aprile viene rilasciato dopo quasi otto anni di isolamento Mohamed Ali Taheri, maestro del movimento mistico Erfan e-Halgheh (Circolo dei mistici) condannato a morte in primo grado nell'agosto 2017 per "corruzione sulla Terra" e poi in appello a cinque anni di carcere.
Usa, 9 maggio - Stati Uniti d'America: il 9 maggio il nuovo governatore della California, Gavin Newsom, annuncia la sospensione delle pene capitali per tutta la durata del suo mandato, che scadrà nel 2023.
Grecia, 6 giugno - Grecia: il 6 giugno il Parlamento approva un emendamento che modifica la legislazione in materia di violenza sulle donne introducendo il criterio dell'assenza del consenso per la qualificazione del reato di stupro.
Italia, 8 luglio - Italia: l'8 luglio la prima Corte d'Assise d'appello di Roma commina 24 ergastoli per il sequestro e l'omicidio di 23 cittadini di origine italiana residenti in Bolivia, Cile, Perù e Uruguay all'epoca delle dittature militari degli anni Settanta e Ottanta. Fra i condannati c'è anche Jorge Nestor Troccoli, l'unico attualmente residente in Italia, ritenuto membro dell'intelligence uruguayana legata all'allora dittatura del suo Paese.
El Salvador, 19 agosto - El Salvador: il 19 agosto Evelyn Hernández viene prosciolta dall'accusa di omicidio aggravato. Nell'aprile 2016 aveva subito un intervento ostetrico di emergenza che aveva causato la fine della sua gravidanza. Per questo, era stata condannata a 30 anni di carcere. Nel 2018 un tribunale di secondo grado aveva annullato la condanna ordinando un nuovo processo.
Russia, 7 settembre - Russia: il 7 settembre il regista cinematografico ucraino Oleg Sentsov viene rilasciato nel contesto di uno scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina. Nel 2015 era stato condannato a 20 anni di carcere per "terrorismo" al termine di un processo irregolare, solo per aver espresso opposizione all'occupazione russa della Crimea. Dal momento dell'arresto aveva trascorso in carcere circa sei anni.
Camerun, 5 ottobre - Camerun: il 5 ottobre un tribunale militare rimette in libertà oltre 90 prigionieri, tra i quali il leader del Movimento di rinascita del Camerun Maurice Kamto, l'avvocata Michéle Ndoki e Gaston Philippe Abe Abe, meglio noto come Valsero, rapper di fama internazionale. Arrestati il 28 gennaio, nei loro confronti pendevano accuse che avrebbero potuto portare a una condanna a morte.
Italia, 28 novembre - Italia: il 28 novembre il Tribunale civile di Roma ha dato ragione a 14 ricorrenti, sostenuti da Amnesty International Italia, che nel 2009 erano stati respinti in Libia. La sentenza ha stabilito che le persone ricorrenti hanno diritto al risarcimento del danno e soprattutto il diritto di "accedere nel territorio italiano allo scopo di presentare domanda di riconoscimento della protezione internazionale ovvero di protezione speciale".
Sierra Leone, 12 dicembre - Sierra Leone: il 12 dicembre la Corte di giustizia della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale accoglie un ricorso, presentato da due ong locali e sostenuto anche da Amnesty International, e giudica discriminatorio il provvedimento emanato nel 2015 dal governo che impediva alle ragazze incinte di frequentare le lezioni e di presentarsi agli esami: in quel modo, dichiara la Corte, è stato violato il loro diritto all'istruzione.
La Repubblica, 21 dicembre 2019
Il presidente conferisce per la quinta volta i riconoscimenti al merito della Repubblica agli "eroi del quotidiano". Eroi del quotidiano, ovvero cittadine e cittadini che si sono distinti per l'impegno nella solidarietà, nel soccorso, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità, per le attività in favore della coesione sociale, dell'integrazione, della ricerca e della tutela dell'ambiente o per atti di eroismo.
Anche quest'anno, è la quinta volta che accade, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deciso di conferire, motu proprio, trentadue onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a persone, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, che si sono segnalate come casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani. L'annuncio è stato dato da una nota del Quirinale che ha quindi diffuso l'elenco dei premiati.
Alessandra Rosa Albertini, 68 anni (Pavia), Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per la esemplare generosità con cui ha sostenuto, in prima persona, la ricerca scientifica ribadendo il suo strategico valore per il futuro del nostro Paese". Biologa genetista, ha lavorato all'Università per 40 anni e da gennaio 2019 è in pensione. Dal 2012 è stata direttrice del dipartimento di Biologia e Biotecnologie allo "Spallanzani" di Pavia, dove era entrata nel 1970 con un assegno di addestramento scolastico e scientifico. Nel febbraio 2019, ha donato all'Università 250mila euro da utilizzare per cofinanziare le posizioni di ricercatori a tempo determinato, junior, e di assegnisti di ricerca.
Gaetano Angeletti, 76 anni (Corridonia-MC), Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il suo quotidiano impegno nel sostegno alle famiglie con problemi di disagio giovanile e nel contrasto alla tossicodipendenza". Pensionato, già titolare della tipografia Taf srl e presidente dell'Associazione "La Rondinella" di Corridonia. Nel 2005 il figlio Manolo, di 30 anni, muore per un'overdose di cocaina. Questa tragedia è alla base del suo impegno, insieme alla moglie Gabriella, per la fondazione e promozione dell'Associazione "La Rondinella". La Onlus ha l'obiettivo di sostenere le famiglie con problemi di disagio giovanile legato alla dipendenza da droghe. Nel 2016, a causa del terremoto, la sede dell'Associazione è stata ritenuta inagibile ma le attività di aiuto alle famiglie sono proseguite nella sua tipografia.
Pompeo Barbieri, 25 anni (San Giuliano di Puglia - CB), Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il suo encomiabile esempio di reazione alle avversità e di impegno sociale". Il 31 ottobre 2002, giorno del crollo della scuola "F. Jovine" di San Giuliano di Puglia, frequentava la classe terza elementare. Estratto vivo dalle macerie è stato ricoverato per gravi danni da schiacciamento e gli è stata riscontrata la lesione del midollo che lo costringe su una sedia a rotelle. Nel 2013, insieme ad altri sopravvissuti di quel tragico crollo, ha fondato l'Associazione di volontariato "Pietre Vive" che "nasce dal desiderio di gratitudine per il dono della vita perché ciò che ci era stato regalato potesse diventare un dono per gli altri". Tramite l'Associazione finanzia progetti di grande rilevanza sociale in Italia e all'estero. Grazie alle terapie riabilitative in piscina ha scoperto la passione per lo sport diventando campione di nuoto paralimpico. Il 4 marzo 2019 ha vinto due medaglie d'oro nei 50 metri e 100 metri stile libero ai Campionati assoluti invernali nuoto paralimpico.
Suor Gabriella Bottani, 55 anni (Milano), Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per la totale dedizione con cui da anni è impegnata nella prevenzione, sensibilizzazione e contrasto alla tratta degli esseri umani". Suora comboniana, per anni in missione in Brasile, è la coordinatrice di "Talitha Kum", una rete internazionale contro la tratta di esseri umani di iniziativa dell'Unione Internazionale delle Superiore Generali. Talitha Khum opera in 77 Paesi, con oltre duemila suore impegnate in prima linea per realizzare attività di contrasto ai trafficanti, per lavorare nel recupero e reinserimento, anche sociale e lavorativo, delle vittime.
Christian Bracich, 44 anni (Trieste), Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il suo esemplare contributo nella promozione di politiche aziendali fondate sulla conciliazione tra vita professionale e familiare e sulla tutela del valore della persona anche nel mondo del lavoro". Amministratore Unico della Cpi-Eng, azienda triestina di ingegneria e progettazione meccanica con circa 40 dipendenti. Christian nel 2005 ha dato vita alla Cpi-Eng Srl con l'idea che "per crescere bisogna innovare, investire in nuove idee e proporre servizi innovativi". Nell'aprile 2018 ha trasformato un contratto a tempo determinato di una dipendente in attesa di un figlio in uno a tempo indeterminato con un aumento di stipendio. L'azienda si distingue per una attenta politica di conciliazione. In assenza di un nido, ha stabilito un accordo con una associazione culturale triestina che cura uno spazio di coworking con educatrici dedicate ai bambini. Bracich considera il welfare una importante leva strategica aziendale e il dipendente una risorsa da formare e valorizzare.
Romolo Carletti (noto come Romano), 84 anni (Montemignaio - FI), Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per lo straordinario esempio di generosità e solidarietà che lo ha visto ogni giorno accompagnare a scuola un bambino non vedente altrimenti impossibilitato a frequentarla". Pensionato. Vive in una zona montana, nella piccola frazione della Consuma, nel comune di Montemignaio. Tutte le mattine accompagna e riprende da scuola Xhafer, un bambino macedone di 7 anni, non vedente dalla nascita che vive con la famiglia in una casa vicina. Il padre di Xhafer lavora come taglialegna e già dall'alba è nei boschi, la madre non ha la patente. Lo scuolabus non è utilizzabile senza una specifica assistenza che al momento non è stato ancora possibile predisporre. La scuola è a Pelago, e per Romano sono 60 km al giorno di curve e tornanti tra gli abeti.
Elisabetta Cipollone, 57 anni (Milano), Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il suo encomiabile impegno, in memoria del figlio Andrea, per garantire l'accesso all'acqua potabile in Paesi disagiati". Nel 2011 ha perso il figlio Andrea, di 15 anni, in un incidente stradale. In sua memoria ha dato vita ad un progetto volto a raccogliere fondi per realizzare pozzi di acqua potabile in Etiopia. L'idea è nata dai disegni di Andrea, da bambino, dedicati al tema dell'acqua. Quando, dopo la morte del ragazzo, entrò in contatto con i salesiani impegnati in Etiopia con il Volontariato internazionale per lo sviluppo (VIS), Elisabetta decise che avrebbe aperto "Un pozzo per Andrea" (da cui ha preso nome il progetto). Dall'inizio del progetto sono stati aperti 24 pozzi e altri sono in cantiere.
Maria Coletti, 50 anni (Roma), Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per l'appassionato e coinvolgente contributo a favore di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione" Rappresentante dell'Associazione "Pisacane 0-11", formata da genitori dei bimbi che frequentano la scuola dell'infanzia e primaria Carlo Pisacane, nel quartiere di Torpignattara di Roma, uno degli istituti italiani con il maggior numero di studenti "stranieri" (molti dei quali sono nati in Italia). L'Associazione è nata nel 2013 dalla necessità di supportare la scuola con progetti e attività aperti anche al territorio, alla comunità del quartiere. I volontari dell'associazione, nell'ambito del doposcuola autogestito, si impegnano soprattutto nel supportare nell'apprendimento dell'italiano e nell'aiutare con i compiti i bambini con genitori stranieri che non parlano bene la nostra lingua.
Giovanna Covati, 58 anni (Piacenza), Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per lo straordinario coraggio e altruismo con cui, senza esitazione, ha protetto, con il proprio corpo, una bambina dal violento impatto con un trattore fuori controllo". Nell'agosto 2018, nella località Le Rocche, sulle colline di Bobbio (Piacenza), in occasione della vendemmia, un trattore fuori controllo, senza alcun conducente, sbanda in un vigneto. Giovanna Covati si trovava nel vigneto, vicino a lei c'era una bambina, Caterina. Quando il trattore si avvicina, Giovanna si butta d'istinto su Caterina facendole da scudo mentre il trattore le investe. Caterina si salva mentre Giovanna subisce fratture e lesioni da schiacciamento. In prognosi riservata giunge all'ospedale di Parma, reparto rianimazione. Dopo 50 giorni è cominciata la riabilitazione.
Samba Diagne, 52 anni (Senegalese) Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il suo prezioso contributo in soccorso di un caporalmaggiore dell'esercito italiano aggredito con delle forbici e ferito dall'attentatore a Milano". Giunto in Italia quasi 30 anni fa. Dopo aver svolto diversi lavori, da circa 4 anni è occupato come addetto alla sicurezza in alcuni negozi milanesi. Padre di cinque figli. Nel settembre 2019 è intervenuto in soccorso del caporalmaggiore dell'Esercito Matteo Toia, aggredito con delle forbici e ferito da Mohamad Fathe in Piazza Duca d'Aosta a Milano. Mentre l'aggressore cercava di darsi alla fuga, Samba è riuscito a fermarlo e disarmarlo. L'aggressore è stato poi arrestato.
Giuseppe Distefano, 70 anni (Riposto - CT), Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per la sua dedizione e il suo encomiabile impegno nella divulgazione e promozione della cultura del dono degli organi". Pensionato, già dirigente scolastico in Istituti superiori del vicentino. Trenta anni fa, a seguito di un incidente stradale, ha perso il figlio di 15 anni, Luigi. Insieme a sua moglie decisero di acconsentire all'espianto degli organi. Da allora si è impegnato nell'Associazione Italiana per la Donazione di Organi (Aido), anche in qualità di referente regionale. Organizza incontri nelle scuole con lo scopo di sensibilizzare i giovani sul valore della vita e sulla "cultura del dono".
Emanuela Evangelista, 51 anni, Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il suo costante impegno, in ambito internazionale, nella difesa ambientale, nella tutela delle popolazioni indigene e nel contrasto alla deforestazione". Biologa, è Presidente di Amazonia Onlus e Vicepresidente dell'Associazione Trentino Insieme. In Amazzonia dal 2000, anno in cui scrisse la sua tesi di laurea, vi si è trasferita nel 2013. Vive in un villaggio della tribù dei Caboclos, regione dello Xixuaù nel cuore della foresta, nello stato brasiliano di Roraima. È impegnata in progetti di cooperazione volti a favorire la conservazione della foresta e il contrasto all'esodo dei nativi. Il suo contributo è stato determinante per la costruzione della scuola e dell'ambulatorio.
Marco Giazzi, 26 anni (Castiglione delle Stiviere - MN), Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il suo esempio e l'ammirevole contributo nell'affermazione dei valori della correttezza sportiva e della sana competizione nel mondo dello sport". Rappresentante dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Alto mantovano e allenatore della squadra "Amico Basket" di Carpenedolo, della categoria Under 13. Durante una partita in casa contro la squadra Negrini Quistello, in seguito a proteste e insulti dei genitori della squadra avversaria nei confronti dell'arbitro (di soli 14 anni), ha chiamato il time out chiedendo ai genitori di smettere di protestare. Non avendo ottenuto i risultati sperati ha ritirato i propri ragazzi nonostante il vantaggio di 10 punti. Ha spiegato "non hanno perso i ragazzi in campo ma il basket, lo sport".
Dino Impagliazzo, 89 anni (Roma), Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per la sua preziosa opera di distribuzione di pasti caldi e beni di prima necessità ai senzatetto presenti in alcune stazioni ferroviarie romane". Ex dirigente INPS in pensione. A Roma è conosciuto come "lo Chef dei poveri". Ha cominciato molti anni fa preparando dei panini per i senzatetto della stazione Tuscolana di Roma. La portata del suo impegno sociale è cresciuta, grazie all'aiuto di familiari, vicini e parrocchie, finché nel 2006 ha fondato l'Associazione (che dal 2015 si chiama Romamor) che riunisce circa 300 volontari e garantisce pasti per oltre 250 persone al giorno grazie a prodotti alimentari invenduti o in prossima scadenza, che riceve gratuitamente da negozi, supermercati o dalla grande distribuzione.
Claudio Latino, 59 anni (Aosta), Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per lo straordinario impegno e la dedizione ai valori del volontariato in favore delle persone in condizioni di disagio". Lavora presso la Direzione regionale Valle d'Aosta di Trenitalia. Da sempre impegnato nel sociale: dal 2016 al 2017 è stato segretario nazionale dell'Aido (Associazione italiana per la donazione di organi); dal 2017 è Presidente del CSV (Centro di Servizio per il Volontariato) della Valle d'Aosta. CSV è un'Associazione che riunisce 88 tra le 161 organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale attive in Valle d'Aosta.
Donato Matassino, 85 anni (Ariano Irpino-AV), Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il suo generoso contributo per il sostegno al diritto allo studio per i bambini nei Paesi svantaggiati e per la promozione della ricerca scientifica in Italia" Già Professore ordinario di Zootecnica dell'Università "Federico II" di Napoli. È fondatore e Presidente del Consorzio per la Sperimentazione, Divulgazione e Applicazione di Biotecniche Innovative (ConSDABI). Dal 2007, sempre con fondi propri, finanzia premi per giovani laureati e dottori di ricerca. Ha erogato 140mila euro all'Accademia dei Georgofili e 40 mila euro alla Associazione scientifica di Produzione Animale (ASPA) per il riconoscimento di premi annui.
Stefano Morelli, 42 anni (Roma) Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il prezioso contributo che offre in ambito internazionale operando gratuitamente bambini affetti da labiopalatoschisi, ustioni e traumi di guerra". Laureato in medicina e specializzato in anestesia e rianimazione. Assunto all'ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma come cardio-anestesista pediatrico, ha iniziato contemporaneamente a coordinare le attività Anestesiologiche e di Rianimazione della ONG Emergenza Sorrisi, operando gratuitamente bambini affetti da labiopalatoschisi, ustioni e traumi di guerra. Da dodici anni organizza missioni in: Africa, Medio Oriente, Europa dell'Est, Sud Est Asiatico, Sud America e America Centrale. Nel corso di queste missioni svolge anche attività di formazione ai medici ed infermieri locali.
Alfredo Murgo, 52 anni (L'Aquila), Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il suo contributo, quale libraio, nella tenuta della coesione sociale della comunità aquilana duramente colpita dai terremoti del 2009 e del 2016". Titolare della libreria "Il Cercalibro" de L'Aquila. È stato il Coordinatore regionale di una distribuzione gratuita di libri per 1.500 studenti in stato di difficoltà nelle aree colpite dal terremoto del Centro Italia. L'iniziativa, che è nata da un accordo tra editori, Associazione librai italiani e Ministero dell'Istruzione, ha voluto riconoscere il ruolo fondamentale delle librerie sul territorio come punto di riferimento per una comunità.
Greta Reinberg Mastragostino, 89 anni (Genova), Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per portare avanti con passione e dedizione il servizio dell'associazione, fondata dal marito, Silvano Mastragostino, impegnata nel recupero chirurgico-ortopedico di bambini ed adolescenti in due missioni del Kenya". Presidente dell'Associazione Silvano Mastragostino, già Genova Ortopedia per l'Africa (G.O.A), fondata nel 1996 dal marito, Silvano Mastragostino, all'epoca Primario della 2 divisione di Ortopedia e Traumatologia dell'Istituto Pediatrico Giannina Gaslini di Genova.
Mauro Pelaschier, 70 anni (Monfalcone - GO), Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il suo autorevole contributo nella sensibilizzazione al rispetto e alla tutela degli ecosistemi marini". Tra i nomi più noti della vela italiana, già timoniere (1983) di Azzurra, la prima barca italiana in America's Cup. Il 29 giugno 2018 ha compiuto il periplo d'Italia a vela come ambasciatore della Fondazione One Ocean per testimoniare il rispetto degli ecosistemi marini e diffondere la Charta Smeralda, un codice etico di comportamenti virtuosi per la conservazione dell'ambiente marino. È testimonial Telethon.
Giacomo Perini, 23 anni (Roma), Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per la sua straordinaria testimonianza in prima persona della forza e delle difficoltà proprie dei pazienti oncologici". Atleta paralimpico, è il rappresentante legale dell'Associazione Cresos. Dal primo giorno di ospedale, ha cominciato a scrivere un libro, dal titolo "Gli anni più belli", edito dall'Associazione italiana medicina da cui è nato anche un docufilm. Ha realizzato uno spettacolo teatrale "I fuori sede" che dà voce ai malati di cancro e testimonia il dolore ma anche la forza e l'energia necessarie per affrontare la malattia. Nonostante la malattia lo abbia costretto ad abbandonare l'equitazione, sua grande passione, non ha abbandonato l'attività sportiva ed oggi fa parte della Nazionale paralimpica di canottaggio. Lavora al Coni presso la Federazione Triathlon, settore paralimpico, gira per le scuole per parlare ai ragazzi della propria esperienza e portare loro un messaggio di speranza e resilienza.
Angelo Pessina, 57 anni e Francesco Defendi, 55 anni (Bergamo), Ufficiali dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il coraggio e l'altruismo con cui, a proprio rischio, sono intervenuti in soccorso dei passeggeri del velivolo privato che, nel settembre 2019, in provincia di Bergamo, è precipitato al suolo, prendendo fuoco". Nel settembre 2019, Pessina, già ispettore della Polizia di Stato e Defendi, già dipendente di una società di costruzioni metalliche, hanno visto davanti all'Aeroclub Taramelli il velivolo privato Mooney M-20, appena precipitato al suolo. Nonostante le fiamme e il fumo intenso, hanno aperto le portiere e tirato fuori il pilota, Stefano Mecca, e le figlie Chiara e Silvia. Purtroppo, a seguito delle deflagrazioni, non sono riusciti ad estrarre la terza figlia, Marzia, che, incastrata tra le lamiere, già non dava segni di vita. A seguito delle ferite riportare, il 28 ottobre scorso, è deceduto anche il Signor Stefano Mecca.
Massimo Pieraccini, 56 anni (Firenze), Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il suo encomiabile contributo, la cura e la costanza con cui da anni è impegnato nelle delicate attività di trasporto urgente connesse a donazione e trapianto di organi". Dal 1993 è il rappresentante legale del Nucleo Operativo di Protezione Civile di Firenze (Nopc), Associazione di volontariato, da lui stesso fondata, che presta servizi in relazione al trasporto urgente di medici per prelievi d'organo, campioni per tipizzazioni tissutali, plasma, midollo osseo e altri materiali biologici e sanitari, nonché farmaci salvavita e pazienti trapiantandi. È un "angelo dei trapianti". Nell'ottobre 2018 il Nopc ha raggiunto il traguardo delle 10mila vite salvate in 25 anni di attività.
Giuseppe Pistolato, 93 anni (Venezia), Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per l'impegno profuso, nel corso della sua vita, nella promozione del valore della solidarietà". Pensionato e vedovo, è conosciuto come "Bepi", il diacono operaio. Ha lavorato per 40 anni nel cantiere navale Breda di Porto Marghera, prima come ribattitore e poi come carpentiere. Nel 2018, dopo 21 anni, ha concluso il suo servizio di carità nel carcere maschile di Santa Maria Maggiore. Nella diocesi veneziana, è il primo diacono permanente ad essere entrato in una struttura penitenziaria. Ogni giorno, per venti anni, ha dedicato due ore del suo tempo ai detenuti all'interno del carcere.
Paolo Pocobelli, 48 anni (Milano), Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per la forte testimonianza offerta e l'instancabile contributo alla rimozione dei limiti e alla promozione di una politica di pari opportunità per le persone con disabilità rispetto alle attività di volo". Appassionato di volo, a 22 anni di età, durante un lancio con il paracadute, ha subito un incidente che lo ha costretto su una sedia a rotelle. Nonostante la disabilità, non ha mai rinunciato al sogno di volare: è stato il primo paraplegico in Italia ad ottenere tutte le licenze di volo (sportiva, privata e commerciale) e, nel 1993, ha fondato l'Associazione "Ali per tutti" per permettere ai portatori di handicap di prendere il brevetto per guidare velivoli ultraleggeri o di aviazione generale con piccole modifiche strutturali.
Tiziana Ronzio, 49 anni (Roma), Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per l'impegno e lo spirito di iniziativa con cui si dedica alla riqualificazione strutturale e sociale del quartiere di Tor Bella Monaca a Roma". Operatrice sanitaria, abita nel quartiere di Tor Bella Monaca, a Roma, in una delle torri dell'Ater di 15 piani di Viale Santa Rita da Cascia, per anni uno spazio utilizzato dagli spacciatori. Nel 2015 ha fondato l'Associazione "Tor più Bella" con cui ha realizzato iniziative per riqualificare, dal punto di vista strutturale ma anche sociale, la torre - attraverso piccoli interventi di manutenzione, lavori di giardinaggio, realizzazione di murales nell'androne - e rendere più vivibile e sicuro il quartiere. Grazie all'aiuto del quartiere sono state avviate attività a favore degli anziani e di recupero dell'ambiente circostante come la bonifica di viale dell'Archeologia. Per questa sua attività Tiziana Ronzio è stata più volte minacciata e aggredita.
Rosalba Rotondo, 61 anni (Scampia - NA), Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per la sua totale dedizione alla formazione delle giovani generazioni all'insegna della tutela del diritto allo studio e della piena inclusione delle minoranze". Preside dell'Istituto comprensivo di Scampia Ilaria Alpi - Carlo Levi che, tra elementari e medie, conta oltre 250 ragazzi Rom. In un territorio difficile, Rotondo è in prima linea nel contrasto alla devianza giovanile e nella fattiva costruzione di un percorso di reale inclusione sociale. La scuola è conosciuta per la sua esperienza di piani etno-didattici ed educativi per gli studenti Rom. È stata anche riconosciuta dalla Comunità europea e dal Consiglio d'Europa quale sede di una "Legal Clinic JustRom", servizio legale volto a tutelare la popolazione Rom, ed in particolare le donne, in un'ottica di antidiscriminazione razziale.
Carlo Santucci, 34 anni (Roma), Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per l'altruismo e l'impegno profuso nel delicato intervento di primo soccorso che, nell'agosto 2019, ha permesso di salvare la vita a una donna in arresto cardiaco su un treno austriaco diretto a Dobbiaco". Medico chirurgo precario. Per molti anni ha lavorato nelle ambulanze e al momento è insegnante di primo soccorso. In vacanza in montagna, il 27 agosto scorso, mentre era in treno è intervenuto, su richiesta dei passeggeri, in soccorso di una donna in arresto cardiaco. In mancanza di un defibrillatore sul treno, ha praticato il massaggio cardiaco tenendola in vita per quaranta minuti, finché non è arrivato l'elisoccorso austriaco che l'ha trasportata in ospedale.
Mons. Filippo Tucci, 90 anni (Roma), Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per aver dedicato tutta la sua vita all'accoglienza e all'inclusione delle persone in condizioni di disagio e di abbandono". Fino al maggio 2019 Primicerio dell'Arciconfraternita di San Rocco all'Augusteo e Rettore della Chiesa di San Rocco. La parrocchia è da mezzo secolo un punto di riferimento per i poveri del centro storico. Le persone assistite sono per lo più senza fissa dimora. L'intervento nei loro confronti si concretizza in assistenza spirituale, sanitaria (inclusa la donazione di farmaci di prima necessità), refezione, docce e servizi igienici, donazione di biancheria nuova, indumenti, coperte.
Angel Micael Vargas Fernandez, 20 anni (Casalmaiocco - LO), Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il suo coraggioso intervento in soccorso di un bambino di 4 anni che stava precipitando da un balcone di un edificio". Padre argentino e madre peruviana, di cittadinanza argentina e da 12 anni in Italia. Di giorno lavora in una stazione di servizio di Casalmaiocco nel Lodigiano, la sera studia informatica ai corsi serali dell'istituto Alessandro Volta di Lodi. Nel settembre scorso ha salvato la vita a un bambino di 4 anni che stava precipitando dal secondo piano di un palazzo sul piazzale davanti alla stazione di servizio. Corso sotto al balcone, è salito sul tetto di un furgone lì posteggiato e proprio mentre il bambino cadeva si è buttato riuscendo a prenderlo al volo. Entrambi sono finiti sull'asfalto ma Angel con il proprio corpo ha attutito la caduta del bambino.
Riccardo Zaccaro, 22 anni (Roma), Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il coraggio e l'altruismo con cui, a proprio rischio, è intervenuto in soccorso di una coppia di anziani rimasti intrappolati dalle fiamme". Studente alla facoltà di Architettura all'Università La Sapienza. Soprannominato dai giornali "l'eroe seriale": a 22 anni ha già salvato la vita a tre persone, un suicida e due anziani dal rogo della loro casa. Il primo evento risale a due anni fa quando Riccardo ha soccorso un ragazzo che minacciava di gettarsi dal cavalcavia dell'autostrada A1. È stato tra i primi ad arrampicarsi e a cercare di fermarlo, riuscendoci. Il secondo evento risale invece al maggio scorso: in via Alfredo Fusco, nel quartiere Balduina, a Roma, ha salvato dalle fiamme due anziani rimasti intrappolati nell'appartamento situato al piano inferiore al suo.
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