di Maria Brucale
L’Unità, 22 luglio 2025
A Rebibbia, sottoposto a “sorveglianza a vista” perché ha provato a uccidersi. Viene dalla Libia, non ha nulla. Ha rubato per fame. La sua tragedia è la nostra. Kafi Asi è detenuto al G6, sottoposto a “sorveglianza a vista”. Una condizione di isolamento pressoché assoluto in una sezione di dolore popolata da 11 persone che per ragioni diverse necessitano di controllo continuo, perché pericolose per gli altri e incapaci di una serena convivenza o perché pericolose per sé, come Kafi Asi. Lo incontriamo durante una visita con Nessuno Tocchi Caino e la Camera penale di Tivoli.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 22 luglio 2025
Al Senato atteso l’ok alla riforma simbolo della legislatura: un risultato a tempi di record mentre sulle carceri c’è solo il piano. La vivono, nel centrodestra, come una giornata storica. E infatti, per prepararla, ieri il guardasigilli Carlo Nordio si è confrontato a lungo con Giorgia Meloni. A Palazzo Madama passerà in seconda lettura la riforma della giustizia. Poi, resta la cosiddetta “doppia conforme”. Ovvero un passaggio alla Camera e uno al Senato, ma solo per un “sì” o un “no”, senza esame di merito e possibilità di emendarla. A occhio, entro l’inizio del prossimo anno, dopo la sessione di bilancio, sarà licenziata in via definitiva per andare a referendum (senza quorum) a giugno. Di lì, l’inizio della lunga campagna elettorale per le politiche.
di Giovanni Fiandaca*
Il Foglio, 22 luglio 2025
Il dramma del giudice che sentenzia. Sarà condannato ad approssimare, o esiste l’oggettività in tribunale? E cosa significa “oltre ogni ragionevole dubbio”? Come non cadere nella trappola del “vero di serie B”. C’è diversità di idee e di approcci teorici, anche tra i giuristi, su cosa si debba o possa intendere per verità. Com’è noto, si tratta di un concetto controverso, che alcuni filosofi considerano persino pericoloso per la sua potenziale valenza polemogena (per affermare una pretesa verità si può anche usare violenza omicida contro chi è portatore di una diversa verità).
di Pier Luigi Portaluri
Il Foglio, 22 luglio 2025
Per far tornare la magistratura nei ranghi, si devono sospingere le corti a essere più trasparenti, pretendendo che le sentenze pesantemente creative si fondino su di una motivazione particolarmente esaustiva. È il terreno di gioco che va cambiato. Il competence creep della magistratura, cioè l’acquisizione progressiva di potere mediante erosione a proprio favore di spazi sottratti al Parlamento o al governo, non può essere contrastato confidando nell’autolimitazione. Così come è inutile lamentarsi genericamente del creazionismo giurisdizionale, che applica norme inventate. La questione c’è, ed anzi è poco più che bimillenaria. In tutti gli ordinamenti. Dalle parti di Trump, per esempio, la Corte suprema in più occasioni ha funzionato come vera e propria opposizione giudiziaria, come contropotere politico. È storia risaputa, in somma. Non è facile rimettere “ogni cosa al suo posto”, come dice Massimo Luciani - autorevole giurista e ora giudice costituzionale in quota Pd - nel suo ultimo libro. Qualche punto fermo possiamo però metterlo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 22 luglio 2025
Il deputato di Forza Italia propone di annotare nei fascicoli dei pm i ricorsi contro assoluzioni poi confermate. La replica: “È un attacco all’autonomia della magistratura”. È polemica tra il deputato di Forza Italia Enrico Costa e l’Associazione nazionale magistrati. Pomo della discordia: l’inappellabilità delle sentenze di assoluzione. Tema ritornato all’attenzione della cronaca dopo che il ministro Nordio ha rilanciato la riforma, però forse in maniera tecnico-giuridica impropria, dopo che la procura di Palermo ha deciso di ricorrere direttamente in Cassazione contro l’assoluzione di Matteo Salvini nel processo Open Arms.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 22 luglio 2025
“Speculazione” o “rigenerazione urbana”, in una nuova memoria gli escamotage del sacco urbanistico. Fari puntati sui finanziamenti alle campagne elettorali, ma sin qui non c’è molto. Verso gli interrogatori preventivi dal gip. Il primo giorno del giudizio dell’inchiesta sull’urbanistica milanese arriverà domani, quando l’assessore Giancarlo Tancredi, l’imprenditore Manfredi Catella e gli altri quattro per i quali la procura ha chiesto l’arresto saranno interrogati in via preventiva dal gip Mattia Fiorentini. Se le misure verranno convalidate, la tempesta si farà ancora più intensa. In caso contrario, la battuta d’arresto sarebbe palese e rumorosa, anche se il lavoro dei pm Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici, coordinati dall’aggiunta Tiziana Siciliano, andrà avanti lo stesso. Anche perché, a detta di tutti, l’indagine è appena ai suoi primordi.
novaradio.info, 22 luglio 2025
“Siamo in una crisi umanitaria, una crisi di lesione dei diritti dell’uomo, della dignità dell’uomo, di lesioni gravissime dal punto di vista dell’ordine costituzionale. E di fronte all’incapacità dello Stato di risolverla strutturalmente questa cosa”. È un giudizio quasi senza appello quello sulla condizione del sistema carcerario in Italia espresso dl presidente toscano dell’Associazione Antigone, Enrico Vincenzini, commentando stamani a Novaradio la situazione delle carceri toscane dopo i recenti fatti di cronaca, tra cui la morte al carcere della Dogaia di Prato di un detenuto romeno di 58 anni, Costel Scripcaru, che si trovava in cella di isolamento. Fatto su cui la Procura ha disposto l’autopsia sospettando si tratti di un omicidio.
di Davide Depascale
lospiffero.com, 22 luglio 2025
Sarà Monica Formaiano, avvocata alessandrina già candidata con i meloniani alle ultime regionali, a prendere il posto di Bruno Mellano nell’organismo a tutela dei diritti dei detenuti. Domani il voto a Palazzo Lascaris, ma gli addetti ai lavori storcono il naso. Si legge Formaiano, ma si scrive Delmastro. Domani il Consiglio regionale si riunirà per eleggere il nuovo Garante dei diritti dei detenuti in Piemonte. Dopo undici anni di mandato, Bruno Mellano, storico esponente radicale, lascia l’incarico, non più rinnovabile per legge. Al suo posto, la maggioranza di centrodestra ha puntato su Monica Formaiano, avvocata alessandrina ed ex assessore comunale, candidata alle Regionali 2024 con Fratelli d’Italia. Una scelta che inevitabilmente sta facendo discutere, per il suo profilo e per il forte sapore politico che la accompagna.
di Daniele Masseglia
La Nazione, 22 luglio 2025
26 anni, tunisino, si è impiccato. Gli erano stati revocati i domiciliari. Il giorno prima aveva già tentato di togliersi la vita, salvato da un altro recluso. Intanto si aspetta l’esito dell’autopsia sul romeno morto alla Dogaia di Prato. È una tragica casistica che non conosce sosta e scuote ogni volta le coscienze. Il nono caso in Toscana, il 43° in Italia dall’inizio dell’anno. L’ennesimo suicidio in carcere si è consumato nella casa circondariale di Massa nella notte tra domenica e ieri. La vittima è un giovane di 26 anni, di origini tunisine, arrivato nel capoluogo apuano il 16 luglio dopo che gli erano stati revocati gli arresti domiciliari.
di Luigi Mastrodonato
Internazionale, 22 luglio 2025
Ogni lunedì mattina gli studenti della facoltà di giurisprudenza dell’università Statale di Milano entrano nel carcere di San Vittore. Si sistemano in una stanzetta e lì assistono a un fitto via vai di detenuti stranieri. C’è chi chiede informazioni sullo stato del proprio permesso di soggiorno, chi cerca sostegno burocratico per farsi prendere in cura dal servizio per le dipendenze (Serd), chi si è perso nel labirinto di certificati necessari per fare una telefonata e chi vuole capire perché è finito in carcere.
- Milano. La crisi delle carceri italiane vista da San Vittore
- Alba (Cn). L’incontro con i Garanti dei detenuti per un aggiornamento sul carcere Montalto
- Monza. La boccata di ossigeno in carcere: 250 ventilatori per i detenuti
- Cosenza. Detenuti e lavoro: protocollo tra Caritas diocesana e Uepe
- Modena. Tribunale vicino ai cittadini. Sportelli in tutti i territori











