di Giuliano Foschini
La Repubblica, 24 novembre 2025
Carbone, Csm, d’accordo con il procuratore di Bari. Interrogazione di Avs. Conte: vogliono che la legge non sia uguale per tutti. È battaglia sui numeri dati dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sulle intercettazioni telefoniche: “Falsi” attaccano dal Csm. “Strumentali” rincarano dall’Anm. Avs, con Angelo Bonelli, chiede che il ministro ne risponda immediatamente in aula. Mentre il capo del Movimento 5 Stelle, l’ex premier Giuseppe Conte, attacca: “Quello che sta accadendo - dice - mira alla base della democrazia e dello stato di diritto. Quel che dà più fastidio è che non si vuole che la legge sia uguale per tutti”.
di Floriana Rullo
Corriere della Sera, 24 novembre 2025
Il figlio Rudra: “Da 18 anni combatto per conoscere la verità”. Arrestato il 12 ottobre 2007 per il possesso di marijuana, il vercellese Aldo Bianzino morì in cella due giorni dopo. Il figlio Rudra: “Ho depositato una nuova richiesta di riapertura delle indagini, troppi aspetti oscuri in questa vicenda”. “Per la seconda volta, dopo ben 18 anni, ho depositato la richiesta di riapertura delle indagini per omicidio volontario presso la Procura della Repubblica di Perugia, riguardo alla vicenda di mio padre, Aldo Bianzino”. A parlare è Rudra, figlio Aldo, arrestato il 12 ottobre 2007 per il possesso di poche piantine di marijuana e trovato morto in cella nel carcere Capanne di Perugia due giorni dopo. Vercellese, Aldo si era trasferito in Umbria dove viveva con la compagna e il figlio Rudra, all’epoca 14enne.
di Stefano Cinaglia
La Nazione, 24 novembre 2025
“Solo i canali Rai e le frequenze in Am”. La Cassazione dà ragione a magistratura di sorveglianza e direzione del penitenziario ternano. “Esigenze di sicurezza connesse alla possibilità di veicolare messaggi con canali in modulazione di frequenza”. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un detenuto, recluso al “41 bis” nella casa circondariale di vocabolo Sabbione, contro la magistratura di sorveglianza che, avallando la decisione della direzione del penitenziario ternano, gli aveva limitato la fruizione di canali televisivi e frequenze radio. In sintesi, al detenuto era concesso l’ascolto della radio in frequenza AM e non Fm e la visione dei primi tre canali radio della Rai; lui ha però richiesto di poter ascoltare la radio anche in FM e di sintonizzarsi su “tutti i canali televisivi nazionali presenti sulla piattaforma digitale”, in base al diritto all’informazione dei detenuti, anche in regime di 41-bis.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 24 novembre 2025
L’improcedibilità per mancata conoscenza del processo dichiarata con sentenza dal Gup è un momento prettamente processuale che non prevede la riqualificazione del reato e men che mai senza azionare il contraddittorio col Pm. Il Giudice dell’udienza preliminare non può - nel pronunciare sentenza di non lugo a procedere per mancata conoscenza del procedimento da parte dell’imputato - riqualificare l’imputazione. Si tratta di passaggio puramente procedimentale che non consente la modifica del reato contestato in totale assenza di contraddittorio con il pubblico ministero che ha promosso l’azione penale.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 24 novembre 2025
Lo ha chiarito la Cassazione, ordinanza n. 37379/2025, affermando l’abnormità di un simile procedimento. In tema di rapporti giurisdizionali con le Autorità straniere, la Cassazione (ordinanza n. 37379/2025) ha affermato che è affetta da abnormità, in quanto espressione di un potere astrattamente riconosciuto dall’ordinamento, ma esercitato in concreto al di fuori dei casi consentiti, la sentenza che dispone il parziale riconoscimento per l’esecuzione di una sentenza di condanna emessa da altro Stato membro dell’Unione Europea, in assenza di previa interlocuzione e di accordo con lo Stato di emissione sulle condizioni del riconoscimento e dell’esecuzione parziale.
di Elisa Barresi
ilreggino.it, 24 novembre 2025
Incontriamo l’avvocato Giovanna Russo, la prima donna in Calabria ad essere nominata Garante dei diritti dei privati della libertà personale. Il Consiglio regionale undici mesi fa l’ha scelta all’unanimità e lei ai nostri microfoni dice che questa responsabilità se la sente tutta e sottolinea come il suo maggior impegno è donare credibilità a questa istituzione con rigore e diligenza per la tutela dei diritti umani e il necessario contrasto alle mafie che in Calabria comprimono lo stato di diritto, soprattutto in ambito penitenziario.
di Anna Campaniello
Corriere del Ticino, 24 novembre 2025
La recente rivolta è solo l’espressione più evidente dello stato di emergenza in cui si trova la prigione di Como. Sovraffollamento, violenza, limiti strutturali, carenza di agenti e suicidi creano una situazione di tensione estrema. “Il carcere di Como è una polveriera”. In una riunione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico in prefettura, il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, esponente del governo italiano, ha usato queste parole per descrivere la situazione del Bassone. Nel penitenziario del capoluogo lariano i detenuti sono quasi il doppio rispetto alla capienza massima di 226 posti. Il 13 novembre scorso è scoppiata una rivolta, sedata dopo ore ad altissima tensione. L’ultimo, grave episodio di una lunga serie. “Le violenze sono all’ordine del giorno e non si contano più gli agenti feriti”, denunciano da tempo i rappresentanti della polizia penitenziaria.
terzultimafermata.blog, 24 novembre 2025
Rebibbia femminile è in grado di garantire l’assistenza sanitaria, psicologica e sociale alle detenute in gravidanza e ai bambini presenti nella sezione nido? Una visita ispettiva di una senatrice e non del Garante Nazionale dei detenuti, in altre faccende affaccendato, ha rilevato una situazione che appare non garantire: “L’incolumità e la tutela della salute delle donne in stato di gravidanza ristrette presso l’istituto e dei loro nascituri … e l’assistenza sanitaria, psicologica e sociale alle detenute in gravidanza e ai bambini presenti nella sezione nido”.
oraquadra.info, 24 novembre 2025
Si è concluso in questi giorni presso la Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro il ciclo dei sei incontri previsti dal progetto “La cultura rende liberi”, promosso dall’Associazione culturale “Ophelia’s Friends Cultural Projects” e curato da Stefania Romito. Un percorso che ha portato all’interno della realtà carceraria un’esperienza di dialogo, introspezione e rinascita personale. Il progetto, fin dal suo avvio, ha voluto offrire uno spazio in cui cultura e umanità potessero incontrarsi, generando ascolto reciproco e nuove consapevolezze. Ora, al termine di questo viaggio, i risultati raggiunti parlano da soli.
di Angelo Palmieri
orvietonews.it, 24 novembre 2025
C’è un contatore che gira in silenzio, lontano dai talk show: è quello dei suicidi in carcere. Da anni la cronaca restituisce un sistema penitenziario in affanno, sovraffollato, dove lo spazio si restringe, l’aria manca e la violenza cresce, rivolta contro gli altri o contro se stessi. Dentro questo orizzonte di crisi strutturale si inserisce una storia piccola, nata a Orvieto ma dal respiro più ampio. Un’esperienza che prova a scalfire l’idea di carcere come discarica sociale, come “istituzione totale” - direbbero Goffman e Foucault - che separa, isola, neutralizza non solo i corpi ma anche le parole. Ha un titolo semplice: “Io non sono qui”, la nuova serie di podcast di Radio Orvieto Web che ha portato i microfoni dentro la Casa di Reclusione, affacciata sul centro storico, incastonata nel tufo, a pochi metri dalle stesse vie attraversate ogni giorno da turisti e residenti: il carcere non come altrove, ma come parte viva del territorio.
- Roma. “Un mondo alla rovescia”, il nuovo Hyperlocal racconta il carcere di Rebibbia
- Ravenna. Dal carcere a educatore della comunità che lo ha accolto, Daniel Zaccaro si racconta
- “Oltre le Sbarre”. La vita in versi di un detenuto immaginario
- Pasquale Guadagno: “Io, orfano di madre per mano di padre, ero diventato figlio di nessuno”
- Ascoltare figli e figlie. “Nel dolore il loro silenzio è pericoloso”









