di Luca Monaco
La Repubblica, 20 luglio 2025
Detenuto si suicida a Rebibbia: aveva 54 anni. È il quarantunesimo caso dall’inizio dell’anno. Maurizio Di Battista, un uomo romano di 54 anni, sabato mattina è stato trovato morto nella sua cella singola al primo piano del carcere, nel reparto G12: è il quarantunesimo suicidio dall’inizio dell’anno. La dem Michela De Biase: “È una strage silenziosa”. Ancora un suicidio in carcere: un detenuto di 54 anni si è tolto la vita nel carcere di Rebibbia a Roma. A darne notizia è il segretario generale della Uilpa Polizia penitenziaria, Gennarino De Fazio.
di Dario Crippa
Il Giorno, 20 luglio 2025
Alla fine non ce l’ha fatta. È morto all’ospedale San Gerardo di Monza Boussahab Otmane, un marocchino di 29 anni: era ricoverato dopo essere stato trovato impiccato nella sua cella. Detenuto alla casa circondariale di via Sanquirico da un anno, arrivava dal carcere di Vigevano dove scontava una pena per furti e aveva problemi di droga. Detenuto problematico, pare avesse grossi problemi di adattamento alla vita carceraria, soprattutto con gli altri detenuti. Con cui spesso litigava ed era coinvolto in risse. Di recente era riuscito ad accedere al lavoro e la sua pena sarebbe terminata nel settembre del 2027.
di Giovanna Tambo
statoquotidiano.it, 20 luglio 2025
Il corpo dell’uomo è stato trovato privo di vita nel locale doccia del reparto detentivo. Una drammatica scoperta è avvenuta nella mattinata di ieri all’interno della Casa circondariale di Lucera, dove è stato rinvenuto il corpo senza vita di Danit Ionel Bucur, cittadino rumeno di 47 anni, detenuto dal marzo scorso. Secondo una prima ricostruzione, Bucur si sarebbe tolto la vita legando una corda - presumibilmente ricavata da lenzuola o indumenti - al soffione della doccia, provocandosi contestualmente anche una profonda ferita alla gola. Accanto al corpo è stata rinvenuta una penna modificata artigianalmente, la cui punta era stata affilata con evidenti intenti autolesionistici. Il taglio alla gola è apparso compatibile con una ferita autoinflitta.
di Valentina Marotta
Corriere Fiorentino, 20 luglio 2025
Ancora nessuna ipotesi sulle cause del decesso è stata esclusa Al suo legale il detenuto aveva denunciato soprusi e il trasferimento punitivo. Il detenuto di 58 anni morto venerdì in cella di isolamento alla Dogaia di Prato, nei giorni scorsi aveva denunciato al suo legale di subire soprusi e di essere vittima di un trasferimento punitivo a suo giudizio ingiusto. Ed era pronto a fare formale reclamo. Ancora un mistero le cause della morte. “Non ho partecipato alla protesta alla Dogaia. Sono in isolamento, ma sono stato punito ingiustamente”. Aveva chiesto aiuto Costel, il detenuto rumeno di 58 anni trovato morto nel carcere di Prato venerdì mattina sul letto della sua cella nel carcere di Prato.
di Giovanna Loccatelli
La Stampa, 20 luglio 2025
Rimane critica la situazione nel carcere di Sanremo. Venerdì sera un detenuto, di origine magrebina, ha cercato di togliersi la vita impiccandosi. È stato salvato in extremis dalla polizia penitenziaria. “Ha utilizzato un lenzuolo come corda, gli agenti hanno sentito dei rumori strani e sono subito intervenuti” spiega Fabio Pagani, segretario della Uilpa. Questo episodio non è un caso isolato, chiarisce il medico dell’infermeria, Lorenzo Vigo: “In generale, ci sono tanti atti dimostrativi in carcere”.
di Tiziana Cairati
mitomorrow.it, 20 luglio 2025
Per la prima volta nella storia dell’Istituto penale minorile Beccaria di Milano, un imam entra ufficialmente a far parte del percorso educativo e spirituale offerto ai giovani detenuti. Si tratta di una svolta significativa per una struttura che oggi ospita un’ampia maggioranza di ragazzi di origine straniera, molti dei quali provenienti da paesi a cultura islamica. Secondo i dati ufficiali, il 78% dei giovani detenuti al Beccaria è straniero e, di questi, l’87% arriva da contesti dove l’Islam rappresenta la religione prevalente. Un dato che ha spinto le istituzioni a riflettere sulla necessità di offrire una guida spirituale adeguata anche ai ragazzi musulmani, così da garantirne l’assistenza morale in modo inclusivo e rispettoso delle loro radici culturali e religiose.
ilcapoluogo.it, 20 luglio 2025
A inizio agosto sarà inaugurato il carcere minorile dell’Aquila, che riapre le sue porte in città 16 anni dopo nei locali che ospitavano la Facoltà di Economia L’Istituto penale per minorenni riapre all’Aquila. Il carcere minorile era chiuso dal 2009, in seguito al terremoto, poi nel 2016 era stato un decreto del Ministero della Giustizia a sancirne la cancellazione. Adesso è tutto pronto per la riapertura, con l’inaugurazione in programma il prossimo 4 agosto, in località Acquasanta, negli spazi che ospitavano Economia.
Ristretti Orizzonti, 20 luglio 2025
Saper realizzare prodotti alimentari tradizionali di qualità e confezionarli nel rispetto delle norme igienico-sanitarie per poterli vendere a privati e/o a ristoranti o alle gastronomie garantendo quindi tipicità e salubrità. Sono state le caratteristiche del progetto “Le Mani in Pasta”, il corso di pasta fresca tipica della Sardegna e dolci, curato dalla chef Laura Sechi di Vitanova di Cagliari. Una scommessa, promossa dall’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, che ha consentito a 4 detenute della Casa Circondariale di Cagliari-Uta di ottenere anche l’attestato di partecipazione al corso di sicurezza alimentare (Ahccp) curato da Alberto Manca dell’omonimo studio di prevenzione cagliaritano.
Il Mattino, 20 luglio 2025
“Che possa essere una nuova opportunità”. Emozionatissimo, alla fine dell’incontro condivide con tutti i suoi fan un video sui social per raccontare del progetto. “Vivere di pizza è meraviglioso!”. Così Vincenzo Capuano, il campione mondiale della pizza contemporanea, dice in un video postato sui suoi canali social. Il video mostra il pizzaiolo davanti le mura del Centro Penitenziario di Secondigliano, il quartiere in cui è nato. Il video inizia con una frase d’impatto: “Si è appena concluso uno degli eventi più emozionanti della mia vita”.
di Maria Vittoria Fariselli
ravennaedintorni.it, 20 luglio 2025
Dal 2016 i carcerati della casa circondariale ravennate frequentano corsi di recitazione. Il pubblico nell’istituto per lo spettacolo finale. “Il carcere è la manifestazione concreta dell’assenza di libertà. Il nostro lavoro ci permette di ricostruirla, almeno metaforicamente, creando un ponte con il mondo esterno”. Così Eugenio Sideri, regista e fondatore della compagnia ravennate Lady Godiva Teatro, commenta il progetto Teatro-Carcere, attivo dal 2016 nella Casa circondariale di Ravenna.











