di Giorgio De Girolamo
Il Manifesto, 20 luglio 2025
Sotto il combinato disposto di sole, asfalto e cemento, si è aperto poco dopo le 9 di ieri il presidio convocato dal nodo italiano della rete Stop Rearm Europe (che vede tra promotori e aderenti, tra gli altri, Arci, Cgil, Legambiente e Un Ponte Per) all’ingresso della base militare di Camp Darby, a pochi chilometri da Pisa, uno dei più strategici arsenali Usa nel paese. In 1.500 si sono riuniti intorno a una piattaforma di opposizione all’escalation bellica, al piano europeo di investimenti nel riarmo, e al genocidio del popolo palestinese del quale supporto essenziale sono i silenzi e le complicità degli stati occidentali, tra cui anche il governo italiano.
di Marco Cappato*
La Repubblica, 20 luglio 2025
In Parlamento si discute di fine vita. Quarant’anni dopo la prima proposta di legge per l’eutanasia a firma Loris Fortuna, a vent’anni dal caso Welby e a otto dal primo sollecito della Corte costituzionale, si vorrebbe poter dire “finalmente”. Potrebbe però non essere una buona notizia per chi soffre e chiede libertà di scelta. Delle regole sul fine vita, infatti, già esistono e c’è il concreto rischio che siano drasticamente peggiorate. Sono passati sette anni da quando la Corte costituzionale, con la sentenza sull’aiuto da me fornito a Dj Fabo, depenalizzò il suicidio assistito. Da allora i capi partito di ogni colore hanno continuato a ripetere “ci vuole una legge!” senza mai volerla fare, contando sul boicottaggio della sentenza da parte delle strutture sanitarie.
di Lorenzo D’Agostino
Il Manifesto, 20 luglio 2025
Libia Alà Faraj è un ex calciatore libico in cella da 10 anni in Italia. Condannato, nonostante molti ragionevoli dubbi, con l’accusa di essere uno scafista responsabile della morte di 49 persone. “Ha detto: Il 9 di luglio è la mia data di nascita”, riferisce l’avvocata Cinzia Pecoraro, riagganciando il telefono. Dall’altro lato del filo c’è Alà Faraj, rinchiuso all’Ucciardone di Palermo. “Non è il vero compleanno, vuole dire che è come oggi fosse rinato”, specifica la professoressa Alessandra Sciurba, che di Alà ha curato una raccolta di lettere, in uscita a settembre per Sellerio e conosce il suo modo di esprimersi. Dopo dieci anni in prigione, il trentenne libico parla un perfetto italiano, ma restano le sfumature culturali. Capirsi non è facile.
di Sara Del Dot
Il Domani, 20 luglio 2025
Una storia di apolidia. La presidente dell’Unione italiana Apolidi è cresciuta nel nostro paese senza documenti né diritti. “Come se non mi volessero né qui né nelle Filippine. La cittadinanza le permette di partecipare”. Karen Ducusin era solo una bambina quando le parole di un’assistente sociale l’hanno colpita come pietre, spiegando quella sensazione che l’aveva accompagnata per tutta la vita. Quella di essere diversa. Perché per quasi trent’anni non ha avuto documenti né cittadinanza, nonostante sia nata e cresciuta in Italia. “Quando sono nata, nel 1994 a Messina, mio padre voleva vendermi. A differenza dei miei fratelli non mi ha registrata all’anagrafe”, racconta. “Mia madre l’ha scoperto e, aiutata dai servizi sociali, mi ha portata con sé a Latina. Era incinta, non parlava bene l’italiano (i miei genitori sono di origine filippina). Per paura che le togliessero i figli, non ha fatto nulla”.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 20 luglio 2025
“Un fatto molto preoccupante, un salto di qualità terrificante”. Così il procuratore facente funzioni di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, conferma l’allarme Fentanyl lanciato in occasione della doppia operazione “Arangea bis-Oikos” contro il narcotraffico in mano alla ‘ndrangheta, cocaina soprattutto ma ora anche il pericolosissimo stupefacente sintetico che sta provocando migliaia di morti, soprattutto negli Usa. “Il Fentanyl è tra noi - avverte Lombardo -. È una traccia molto preoccupante, perché senza andare troppo nei dettagli sappiamo bene quanto questo oppiaceo abbia di recente occupato spazi nell’enorme mercato delle sostanze stupefacenti, non soltanto in ambito europeo. Siamo preoccupati perché quando questo tipo di droga entra in circolazione il rischio sociale diventa incalcolabile”.
di Viviana Mazza
Corriere della Sera, 20 luglio 2025
Si tratterebbe dell’italo-argentino Fernando Eduardo Artese (titolare anche di cittadinanza argentina) e del siciliano Gaetano Cateno Mirabella Costa, di 45 anni. La Farnesina ha confermato che due italiani si trovano ad Alligator Alcatraz, il centro di detenzione per migranti irregolari così soprannominato perché circondato da paludi con coccodrilli. Il presidente Trump ha detto che il centro è destinato “ad alcune delle persone più feroci del pianeta” in attesa di essere espulse dagli Stati Uniti. I due italiani sono Fernando Eduardo Artese, 63 anni, con passaporto italiano-argentino, e Gaetano Cateno Mirabella Costa, 45 anni, nato a Taormina.
di Lorenzo Cremonesi
Corriere della Sera, 20 luglio 2025
Il Vaticano: errore l’attacco alla Chiesa? Legittimo pensare che non lo sia. Appello di Mattarella. E se il proiettile sparato dal carro armato israeliano contro la chiesa cattolica di Gaza due giorni fa non fosse un errore? Il quesito lo solleva direttamente il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin parlando al Tg2 Post. Legittimo “dubitare” che il raid alla sacra Famiglia non sia stato voluto, come invece si giustifica Israele. Ed è un dubbio più che lecito, specie se si tiene conto delle forze estremiste messianiche che compongono oggi il governo Netanyahu e il contesto delle dinamiche terrificanti dei massacri di civili palestinesi che da 21 mesi insanguinano Gaza.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 20 luglio 2025
Il capo del Mossad ha chiesto agli Usa di trovare i paesi in cui “trasferire” gli abitanti di Gaza. Netanyahu vuole il campo di concentramento per palestinesi a Rafah. Neppure i costi elevati e i tempi lunghi della sua attuazione - almeno un anno - sono riusciti a persuadere Benyamin Netanyahu. Il premier israeliano e i suoi ministri non rinunciano al piano volto a concentrare centinaia di migliaia di civili palestinesi in un gigantesco campo di internamento di massa che sorgerà sulle rovine di Rafah: la cosiddetta “città umanitaria” annunciata il 7 luglio dal ministro della Difesa, Israel Katz.
di Angela Stella
L’Unità, 19 luglio 2025
Parla Glauco Giostra. “Altro che istigazione per delinquere!” Tuona il giurista, che nel 2017 fu a capo della commissione per la riforma dell’ordinamento penitenziario. La task force di Nordio? “Senza senso”. In questi ultimi giorni, il ministro Nordio si è reso protagonista di pensieri davvero poco encomiabili sulla situazione carceraria. In più ha messo su una task force che dovrebbe risolvere il sovraffollamento, ma che in realtà è solo uno specchietto per le allodole. Ne parliamo con il professor Glauco Giostra, già Coordinatore del Comitato Scientifico degli Stati Generali dell’Esecuzione penale ed ex Presidente del Gruppo di studio per elaborare una proposta di interventi in tema di ordinamento penitenziario e, in particolare, di misure alternative alla detenzione.
Ristretti Orizzonti, 19 luglio 2025
Il Portavoce, Ciambriello: “Bisogna fermare la strage di vite e di diritti delle carceri italiane”. “Da decenni i numeri dei suicidi, del sovraffollamento, delle pessime condizioni igienico-sanitarie, dei detenuti chiusi per venti ore al giorno nelle celle, delle poche misure alternative al carcere, dell’eccessivo uso del carcere preventivo ci inducono a pensare che è difficile parlare di un carcere nella Costituzione, perché semplicemente non esiste nella realtà. Non esiste oggi un carcere che incarna i principi costituzionali.”.
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