di Giacomo Costa
La Nuova Venezia, 19 luglio 2025
Il 23enne di origini rumene, residente a Mestre e incarcerato a Santa Maria Maggiore, si suicidò subito dopo il trasferimento nel carcere di Verona. La difesa dei quattro agenti: il detenuto aveva avuto scontri con altri detenuti. Il sindacato: “Se hanno sbagliato pagheranno, ma è difficile gestire certi casi”. “La rottura della milza è avvenuta in due passaggi, come è stato evidenziato nel parere medico di parte che abbiamo già depositato. Prima si è verificato un ingrossamento e un conseguente indebolimento della membrana protettiva, poi l’effettiva lacerazione.
di Christian Donelli
parmatoday.it, 19 luglio 2025
La paradossale vicenda che riguarda un detenuto di 64 anni, da dieci nel carcere di via Burla a Parma, la testimonianza del figlio: “Ha diverse patologie, certificate dai medici del carcere, e gravi problemi di salute, che si sono aggravati in 15 anni di detenzione”. Ogni martedì va a trovare il padre di 64 anni, detenuto da circa dieci anni nel carcere di via Burla a Parma ma secondo quanto riportato nel documento che rigetta la richiesta degli arresti domiciliari - presentata proprio per il padre gravemente malato - risulta lui stesso “attualmente sottoposto alla misura della detenzione domiciliare”.
di Claudio Desideri
Il Resto del Carlino, 19 luglio 2025
Cinque in dieci metri quadri con tavolini, sedie, letti, tavoli e bagno. La visita di Garante, Osservatorio carceri, Camera penale e Magistratura. La situazione di sovraffollamento in cui versa la maggior parte degli istituti penitenziari italiani non lascia indenne il carcere anconetano di Montacuto visitato ieri da una folta delegazione dell’Osservatorio carceri UCPI, del CNF, della Camera Penale marchigiana, del Garante regionale dei detenuti, accademici e membri della Magistratura di sorveglianza.
di Paolo Piffer
giornaletrentino.it, 19 luglio 2025
Il consigliere Civico chiede correttivi: “Serve una direzione duratura, che prenda in mano la gestione della struttura”. Il nuovo carcere di Spini di Gardolo, inaugurato nel febbraio del 2011, è costato alla Provincia 112,5 milioni di euro. Un carcere modello, di nuova concezione, se non fosse che, come sta evidenziando l’inchiesta del Trentino, è già sovraffollato e con meno personale rispetto a quanto necessario e previsto. Nonostante l’accordo di programma quadro tra Provincia e governo sia molto preciso al riguardo. Mattia Civico, consigliere provinciale del Pd, che di questo tema si occupa da tempo, non ci sta. “Oggettivamente - attacca - il sovraffollamento porta ad una vivibilità interna molto più ridotta. Riducendosi gli spazi la situazione in cui sono costretti a vivere i detenuti non è certo delle più facili. Ricordiamoci che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha sanzionato l’Italia per le condizioni delle sue carceri”.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 19 luglio 2025
Un dato impressionante, ma che si ritrova anche nelle altre carceri minorili del Nord Italia, dice don Claudio Burgio, cappellano del Beccaria. “È cambiato il progetto migratorio, molti di questi ragazzi girano l’Europa in cerca di soldi, verosimilmente legati a una organizzazione. Altri dall’Ipm potrebbero anche uscire, ma mancano le comunità”. “Al Beccaria, in questo momento circa l’87% dei ragazzi presenti è costituito da minori stranieri non accompagnati, tra i 14 e i 17 anni”. A parlare è don Claudio Burgio, da vent’anni attivo nell’istituto penale per minorenni Cesare Beccaria di Milano, dove è diventato nel 2024 cappellano al posto di don Gino Rigoldi. Don Burgio è anche fondatore della comunità Kayrós.
di Andrea Alberizia
ravennaedintorni.it, 19 luglio 2025
La struttura è attiva dal 1909 e ha una capienza di 49 persone, gli stranieri sono un terzo Numerose attività di rieducazione. Ispezione Ausl: temperature a 30 gradi e muffa sui muri. Il carcere di Ravenna, aperto nel 1909, è strutturato per ospitare al massimo 49 detenuti, ma ormai da anni sono stabilmente una ottantina (negli ultimi dodici mesi sono stati tra 68 e 87). Nell’edificio oggi sono in servizio 64 agenti di polizia penitenziaria, ma la pianta organica ne prevede una quindicina in più. L’ultimo suicidio all’interno risale al 2023.
asl5oristano.it, 19 luglio 2025
L’istituto penitenziario, che ospita circa 220 detenuti, può contare oggi su un team sanitario, organizzato dalla Asl 5 di Oristano e composto da una dirigente sanitaria e sei medici che garantiscono l’assistenza di base, più uno psichiatra, uno psicologo, diversi specialisti otto infermieri e due operatori socio-sanitari. All’interno anche la videointervista al giovane medico, che lavora in carcere. “Ho scelto questo lavoro perché sono affezionato agli ultimi”. Sono le parole di uno dei medici che lavorano nel carcere di massima sicurezza di Massama.
di Paola Gregorio
Giornale di Brescia, 19 luglio 2025
Nel pomeriggio la manifestazione organizzata da “Carcere e territorio” e patrocinata dalla Loggia per la giornata dedicata a Nelson Mandela. “Abbiamo perso la libertà, ma voi non perdete l’umanità”: è uno dei messaggi scritti sui cartelloni in largo Formentone realizzati dai detenuti di Canton Mombello e Verziano che si sono interrogati su come portare nel mondo esterno il loro vissuto. L’occasione è la manifestazione organizzata da “Carcere e territorio” e patrocinata dalla Loggia per il “Mandela’s rule day”, la giornata dedicata a Nelson Mandela per promuovere i diritti dei detenuti e far conoscere alla comunità le regole internazionali sulla detenzione e sul giusto trattamento dei detenuti approvate dalle Nazioni Unite. Sono chiamate “Mandela rules” in onore delle battaglie contro l’apartheid e per i diritti umani del primo presidente sudafricano non bianco.
di Enrico Ronchetti
voce.it, 19 luglio 2025
Il Laboratorio Gastronomico Sant’Anna è un progetto della cooperativa sociale Eortè con il quale i detenuti del carcere di Modena vengono coinvolti in un percorso di inclusione e riscatto attraverso la cucina. Le loro produzioni artigianali finiscono infatti al Mercato Contadino di Carpi ogni sabato mattina. Utilizzando materie prime locali, a cominciare dalle verdure coltivate nell’orto del carcere, ogni settimana il laboratorio produce in media 120-130 chili di pasta fresca ripiena (tortellini, tortelloni, tortelli e tortellacci) e 150 chili di prodotti secchi da forno, dolci e salati (biscotti, grissini, streghette). A guidarne la realizzazione c’è il cuoco carpigiano Nicola Bertoncelli.
sassarinotizie.com, 19 luglio 2025
La Casa circondariale di Uta si apre all’arte per trasformare uno dei suoi spazi più delicati e carichi di emozioni: la sala d’attesa destinata ai visitatori. Grazie all’intervento dello street artist Manu Invisible, questo “non-luogo”, dove familiari e, in particolare, i figli minorenni attendono i controlli prima di incontrare i detenuti, ha assunto un volto nuovo, più accogliente e a misura di bambino. Lo spazio è stato presentato alla stampa questa mattina alla presenza di Pietro Borruto, direttore della Casa circondariale di Uta, Manu Invisible, Elenia Carrus, responsabile del progetto Liberi dentro per crescere fuori (e rappresentante della coop Elan, capofila) e Ugo Bressanello per Exmè & Affini.
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