di Franco Corleone
L’Espresso, 18 luglio 2025
Il 2 luglio è stata ricordata a Firenze la figura di Alessandro Margara a nove anni dalla scomparsa e a cinquant’anni dalla riforma penitenziaria di cui fu uno degli ispiratori. Il “cavaliere dell’utopia concreta” offrì un contributo essenziale alla legge Gozzini del 1986 e scrisse il Regolamento penitenziario approvato nel 2000 che sostituiva quello di Alfredo Rocco del 1931; infine, consapevole dei limiti di quei testi, elaborò una proposta di legge per un “Nuovo ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle pene e delle altre misure privative o limitative della libertà”.
di Angela Stella
L’Unità, 18 luglio 2025
Coro di critiche per la task force sulle misure alternative annunciata dal ministero che tirerà le somme solo dopo l’estate. Giachetti: “Modo per bloccare la nostra pdl”. Serracchiani: “Servono misure immediate”. Due giorni fa il governo ha deciso di affrontare l’emergenza carceraria. Come? Con l’istituzione di una task force tra Ministero della Giustizia, magistratura di sorveglianza e singoli istituti penitenziari per favorire la definizione delle posizioni di 10.105 detenuti cosiddetti definitivi (6079 italiani, 4026 stranieri, con pena residua sotto i 24 mesi, per reati diversi da quelli ostativi di cui all’articolo 4 bis della Legge di ordinamento penitenziario e che negli ultimi 12 mesi non hanno riportato sanzioni disciplinari gravi) potenzialmente fruitori di misure alternative alla detenzione in carcere.
di Gianni Alemanno* e Fabio Falbo**
L’Unità, 18 luglio 2025
La costruzione di nuove carceri, l’idea di usare le caserme e poi quella di mandare i detenuti in comunità. Ora la task force. Intanto da quando c’è questo governo il sovraffollamento è aumentato dal 107% al 134,3%. La Task Force proposta dal Ministro Nordio per l’emergenza carceri sembra servire solo a perdere tempo, mentre il sovraffollamento continua a crescere ogni giorno. Sarà sicuramente vero che più di 10.000 persone detenute potrebbero ottenere l’accesso alle pene alternative, ma è assolutamente impensabile che questo possa essere propiziato dall’istituzione di una commissione ministeriale.
di Federica Delogu e Marica Fantauzzi
valigiablu.it, 18 luglio 2025
Al suo 180º giorno di detenzione, Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, scrive una lettera dal carcere romano di Rebibbia. Se le lettere precedenti avevano creato un certo dibattito mediatico, questa volta il testo viene letto in Parlamento dal senatore del Partito Democratico Michele Fina: “La politica dorme (con l’aria condizionata) e si dimentica delle carceri sovraffollate e surriscaldate, aspettando indifferentemente che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sanzioni l’Italia per trattamento inumano e tortura delle persone detenute. Nel 2024, 71 persone detenute si sono tolte la vita, nei primi sei mesi del 2025, siamo già a 38, un suicidio ogni cinque giorni, numeri che gridano vendetta, ma che non fanno rumore, perché chi muore in carcere, spesso, muore due volte, nella cella e nell’indifferenza collettiva”.
di Carmelo Palma
linkiesta.it, 18 luglio 2025
Chi si oppone a qualunque misura volta a ridurre la popolazione carceraria, invocando la certezza della pena, finisce per garantire un’altra certezza: quella della recidiva, tanto più inevitabile quanto più la carcerazione si fa afflittiva e disumana. Il problema del sistema di esecuzione penale in Italia non è la certezza della pena, ma quella della recidiva. Circa due detenuti su tre escono di galera per rientrarvi non troppo tempo dopo, mentre, tra quanti usufruiscono di misure alternative alla detenzione, il tasso di recidiva è di tre volte inferiore. Questi ultimi sono ovviamente un campione, per così dire, migliore, proprio per il fatto di non avere condizioni ostative, ed essere eleggibili a questi e altri benefici previsti dall’ordinamento penitenziario. Ma eleggibili lo diventano anche se la detenzione consente loro di diventare migliori di com’erano entrati.
dire.it, 18 luglio 2025
Il Ministro della Giustizia: “Sono problemi gravi ma non correlati. È la solitudine che porta al suicidio”. No, le inquietanti statistiche sui suicidi in carcere non sono legate all’endemico sovraffollamento delle prigioni italiane. Sono “due problemi gravi, ma non connessi”, dice il Ministro Carlo Nordio intervistato dal Corriere della Sera. “Anzi - rilancia - paradossalmente il sovraffollamento è una forma di controllo: alcuni tentativi di suicidio sono stati sventati proprio dai compagni di cella. È la solitudine che porta al suicidio. Ma soprattutto la mancanza di speranza e l’incertezza del domani. Molti si uccidono proprio quando è imminente la loro liberazione. Il sostegno psicologico è essenziale. Abbiamo stanziato risorse importanti”.
di Fabrizio Roncone
Sette - Corriere della Sera, 18 luglio 2025
Questa, dai cronisti che s’occupano di politica, verrà ricordata anche un po’ come la calda estate del camerata Gianni Alemanno, costretto a starsene in una cella del penitenziario romano di Rebibbia, costruito negli anni Settanta e quindi tutto cemento armato e niente coibentazione, d’inverno i reclusi battono i denti avvolti nelle coperte e d’estate stanno come dentro un forno - scrive proprio così Alemanno, nel suo tragico diario pubblicato su Facebook, rispettando le procedure previste dalla legge: stanno dentro un forno acceso in cui cercano di sopravvivere, già ben stretti, ammucchiati, come in una galera settecentesca. Alemanno scopre, sulla sua pelle, il dramma del sovraffollamento delle carceri e certe disumane condizioni di vita quotidiana.
di Diana Ligorio
Il Domani, 18 luglio 2025
Per due anni è uscita ogni giorno per frequentare il liceo di scienze umane. Dall’istituto penale all’istituto scolastico: “Sono tre minuti a piedi. Tre minuti di libertà”. Il tema che ha scelto è quello sul rispetto: “Significa riconoscere la dignità dell’altro, accettare le differenze, dialogare senza prevaricare, ascoltare senza giudicare”. Cloe ha fatto colazione ed è uscita per andare a fare l’esame di maturità come tutti gli studenti della sua età. Ma a differenza dei ragazzi della sua età, Cloe non ha salutato la famiglia, non è uscita di casa. Ha firmato, ha oltrepassato un cancello che si è chiuso al suo passaggio e si è lasciata alle spalle l’istituto penale minorile femminile di Pontremoli al confine tra Liguria e Toscana. Cloe viene da una città del nord. Ha 19 anni, in carcere da quando ne ha 17: “Manca ancora un po’ per la fine della pena”.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 18 luglio 2025
La riforma ha accentuato il conflitto tra sicurezza soggettiva e legalità penale Di fronte a questo scenario era lecito attendersi una presa di posizione chiara. Con l’entrata in vigore del nuovo Decreto sicurezza - varato con l’intento dichiarato di rafforzare la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza urbana - il Legislatore ha mancato un’occasione importante: quella di intervenire nuovamente in materia di legittima difesa, offrendo un quadro normativo più equilibrato, razionale e rispettoso dei principi costituzionali.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 18 luglio 2025
Politici, giornali. Il caso Sala? Termometro del rispetto delle garanzie (con eccezioni). C’è una cosa che il centrodestra dovrebbe smettere di fare: parlare di garantismo, se poi ogni volta che un politico di centrosinistra finisce in un’inchiesta giudiziaria, il principio di non colpevolezza si scioglie come neve al sole. L’indagine sulla giunta milanese e sul sindaco Sala ne è la prova più clamorosa. I titoli di alcuni quotidiani di destra - con la sola, significativa eccezione del Giornale di Sallusti - si lanciano in un poco elegante linciaggio. “Un mattone in testa a Sala”, titola la Verità. “A Milano si bevono il Pd”, rincara Libero. Cronache o sfoghi?
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