di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 30 aprile 2025
Il tribunale di Massa ha emesso la sentenza di primo grado che commina in totale 70 anni di carcere nei confronti degli uomini in divisa. Tra le contestazioni ci sono i reati di lesioni, violenza sessuale e sequestro di persona. Le indagini partite nel 2011, con l’esposto di un cittadino di origine marocchina. Sono quasi 70 gli anni totali di carcere comminati a 22 carabinieri della caserma di Aulla. Nell’aula gremita del tribunale di Massa è arrivata la sentenza di primo grado di un’indagine iniziata nel 2011, quando un cittadino di origine marocchina aveva presentato un esposto per lesioni, denunciando di aver subito maltrattamenti da parte dei carabinieri.
di Nicoletta Tempera
Il Resto del Carlino, 30 aprile 2025
Non solo al Pratello. Anche alla nuova sezione dei giovani adulti aperta alla Dozza sono stati registrati i primi problemi, legati alle intemperanze dei giovani detenuti. “Alcuni dei ristretti - denuncia Salvatore Bianco della Fp Cgil - si stanno rendendo protagonisti di eventi critici, come quelli accaduti lo scorso 24 aprile, quando un detenuto avrebbe dato alle fiamme un materasso della sua camera. Grazie all’intervento della penitenziaria si è evitato il peggio. Un altro detenuto avrebbe anche tentato più volte il suicidio, e anche in questo caso è stato il personale a scongiurare un’ennesima tragedia”.
di Antonella Baccaro
Corriere di Bologna, 30 aprile 2025
Cinque giovani detenuti nella sezione separata del carcere della Dozza hanno fatto ricorso contro il trasferimento dagli istituti penali minorili di Treviso, Torino, Bologna e Firenze. Il 23 maggio l’udienza davanti al magistrato di sorveglianza presso il Tribunale per i minorenni di Bologna per discutere il reclamo con cui i detenuti chiedono il rientro nel carcere di provenienza. Lo conferma il Garante dei detenuti dell’Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, fortemente critico con l’operazione voluta dal ministero della Giustizia: per la prima volta, infatti, persone che hanno compiuto reati da minorenni sono state collocate in un carcere per adulti.
di Ludovica Addarii
incronaca.unibo.it, 30 aprile 2025
“La sezione dei giovani adulti alla Dozza è un progetto partito male. Penso che prima si concluderà questa esperienza e meglio sarà. Io ho fatto una visita ieri alla sezione della Dozza dei giovani adulti. Non è un progetto sostenibile perché è dentro un carcere di persone grandi”. Così Roberto Cavalieri, Garante dei detenuti dell’Emilia-Romagna, commenta l’operazione di trasferimento dei 50 giovani dal carcere minorile del Pratello alla Dozza. “Le influenze su questi giovani adulti ci sono tutte. Il limite per porre fine al progetto è di tre mesi più tre. Se è partito il 24 marzo vuol dire che terminerà a settembre. Bisogna aspettare settembre per capire se riescono a smantellare questa presenza del minorile dentro la Dozza”.
di Gianpaolo Marro
La Stampa, 30 aprile 2025
Attualmente sono quattro alternativamente chiuse. L’annuncio al convegno con l’appello per rivedere il regime detentivo speciale. “Nel carcere di Cuneo presto riapriranno due sezioni del 41 bis. Attualmente sono quattro alternativamente chiuse: i detenuti sono 46 e la capienza è di 92. A breve arriveranno altri 22 reclusi con questo regime detentivo speciale”. Così Bruno Mellano, garante regionale dei detenuti ha annunciato ieri (martedì 29 aprile) al convegno a Cuneo nella sala Giolitti della Provincia, organizzato per far conoscere nel dettaglio la realtà del 41 bis, i numeri e soprattutto riflettere su questa misura.
di Paolo Viarengo
La Stampa, 30 aprile 2025
Così si conclude la polemica scoppiata ad Asti. Stefania Sterpetti, garante dei detenuti di Asti, rinuncia all’incarico. Dice: “Con profondo rammarico, comunico la mia decisione di rinunciare all’incarico di Garante delle persone private della libertà per il carcere di Asti, conferitomi dal Consiglio Comunale il 22 aprile 2025”. Comincia così la lettera con cui Stefania Sterpetti, 67 anni, medico in pensione, decide di non proseguire nell’incarico affidatole pochi giorni fa.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 30 aprile 2025
Ecco la storia del pastificio Futuro, nato nell’istituto penale minorile di Casal del Marmo nel 2013 dopo la visita di Bergoglio. A loro papa Francesco, poco prima di morire, ha fatto una donazione di 200mila euro. Il cappellano Nicolò Ceccolini: “Useremo i soldi per il mutuo, ma il Papa ci ha dato soprattutto una grande iniezione di fiducia”. Dodici anni fa Papa Francesco andò a visitare l’istituto penale minorile-Ipm “Casal del Marmo” di Roma. All’allora cappellano padre Gaetano Greco disse che occorreva “dare non solo una casa ai ragazzi, ma anche un lavoro. Per non farsi rubare la speranza”. Dal 2017 cappellano del carcere minorile è don Nicolò Ceccolini che, due anni fa, quando Bergoglio tornò all’Ipm, gli fece benedire una prima trafila di pasta da vendere al pastificio Futuro: “Così si chiuse un cerchio”, dice. Prima di morire, Francesco ha lasciato la sua ultima donazione di 200mila euro proprio a quest’azienda artigianale.
di Diego Motta
Avvenire, 30 aprile 2025
Gli ultimi della fila dovrebbero essere in testa all’agenda. È una verità semplice ma tutt’altro che scontata, quella che i giorni della morte di papa Francesco consegnano ai potenti del mondo. Aver concesso l’ultimo omaggio a Bergoglio alle figure a lui più care, i senza niente, è un segno che oggi interpella tutti. L’agenda degli ultimi sta infatti crescendo a dismisura, perché in questi anni si è allargato il popolo dei dimenticati. Di chi stiamo parlando? Di persone che non fanno notizia. Invisibili perché nascosti ai nostri occhi e invisibili perché strutturalmente in secondo piano nella comunicazione.
di Gilda Sciortino
vita.it, 30 aprile 2025
I nostri giovani? Vittime di una società che non li aiuta a elaborare un pensiero critico che li blocchi quando la rabbia esplode, facendo pensare loro che la violenza sia la risposta giusta. Per Claudia Bongiorno, psicoterapeuta dell’Asp nel carcere Pagliarelli di Palermo, la rissa che lo scorso fine settimana è sfociata nel triplice omicidio di alcuni ragazzi lancia l’allarme su quanto i giovani abbiano bisogno di aiuto. Sono ragazzi i protagonisti dell’ultima tragedia in ordine di tempo avvenuta in quello che, sino a poche ore prima era una tranquilla notte tra sabato e domenica, in uno dei più tranquilli comuni a pochi chilometri da Palermo. È, infatti, a Monreale che futili motivi hanno portato a una sparatoria nella quale hanno peso la vita tre giovani e sono rimasti feriti altri due. Ma quando possono essere banali, inconsistenti, le motivazioni che possono provocare tali tragedie? Per Claudia Bongiorno, psicoterapeuta del Servizio di Salute Mentale dell’Asp nel carcere Pagliarelli di Palermo, bisogna partire dal livello di violenza in cui si trovano immersi i giovani di oggi, protagonisti di crimini sempre più efferati.
di Laura Berlinghieri
La Stampa, 30 aprile 2025
Il papà di Giulia scrive agli artisti: “Evitare stereotipi e frasi tossiche. Anche Vasco componeva brani impubblicabili, poi ha mutato stile”. La richiesta alla fondazione Giulia di partnership a un evento benefico, l’Aperyshow Charity Event, organizzato ad Arsego, cittadina della provincia di Padova. “Ma, di fronte all’elenco dei cantanti che si sarebbero esibiti sul palco, mi sono reso conto che alcuni di loro in passato avevano scritto testi misogini e non rispettosi delle donne” spiega Gino Cecchettin.
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