di Giansandro Merli
Il Manifesto, 29 aprile 2025
Autolesionismo e richieste d’asilo. Domani tre nuove udienze di convalida in Corte d’appello di Roma. Nel Cpr di Gjader sono rimaste 25 persone delle 41 trasferite dall’Italia. Lo comunicano le dem Rachele Scarpa, deputata, e Cecilia Strada, europarlamentare. Quest’ultima ha visitato la struttura in Albania nel fine settimana. “Dove sono gli altri 16? Nessuna informazione ufficiale ci è stata fornita”, scrivono in una nota congiunta che denuncia un “clima ostativo al pieno esercizio del potere ispettivo”.
di Annaflavia Merluzzi
Il Manifesto, 29 aprile 2025
Nel report 2024/2025 Sono registrate due tendenze: all’incancrenirsi dei conflitti armati e alla repressione illegale del diritto di manifestare. Le leggi internazionali ormai ignorate, la loro applicazione segnata dal doppio standard. Dal genocidio in Palestina fino alle esecuzioni degli studenti in piazza in Bangladesh, l’associazione delinea un quadro tragico. Il 2024 ha visto due tendenze: “L’incancrenirsi dei conflitti in tutto il globo e la repressione delle proteste”, così Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International, ha riassunto il rapporto annuale 2024/2025 dell’associazione sullo stato dei diritti umani nel mondo. Ad aprire la conferenza di presentazione del report, tenutasi ieri presso la Sala Stampa Estera di Roma, è Ileana Bello, direttrice generale Amnesty International Italia, che ha subito sottolineato un ulteriore deterioramento del sistema di protezione globale dei diritti umani, già evidenziato nel rapporto dello scorso anno.
di Riccardo Noury*
Il Domani, 29 aprile 2025
Lo scorso anno Amnesty International aveva messo in guardia sulla progressiva erosione del sistema di protezione globale dei diritti umani e sull’indebolimento degli strumenti di risoluzione dei conflitti e di cooperazione. Ora assistiamo a un’accelerazione di tutto questo, a causa delle politiche della nuova amministrazione americana. Esce oggi il Rapporto di Amnesty International sullo stato dei diritti umani nel mondo, pubblicato in Italia da Infinito Edizioni e contenente schede su 150 stati. Nel suo complesso, il volume evidenzia la continuità di due tendenze: l’inasprimento dei conflitti e la repressione delle proteste (dove l’Italia fa la sua parte).
di Eliana Riva
Il Manifesto, 29 aprile 2025
In Turchia arrestare gli avvocati degli oppositori per gli stessi reati imputati ai loro clienti è ormai la prassi. Dalla cella in cui è recluso da cinque anni parla, anzi prova a parlare Aytaç Ünsal. La lettera con la quale l’avvocato Aytaç Ünsal ha risposto alle nostre domande dal carcere turco di massima sicurezza a Edirne è piena di censure. Il bianco occulta righe e righe, centinaia di parole con cui intendeva raccontarci la sua battaglia per la giustizia e quella dei tanti altri avvocati detenuti nelle carceri turche. Restano i numeri scritti a penna rossa. Sono il riferimento della “Commissione di controllo lettere” che consentirà all’amministrazione carceraria di utilizzare le risposte di Aytaç contro se stesso. Una volta consegnate le domande, veniamo a sapere che gli è stata comminata una sanzione disciplinare che gli impedisce di ricevere visite per due mesi.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 29 aprile 2025
Si è aperta ieri la cinque giorni di udienze per determinare gli obblighi di Tel Aviv verso i palestinesi e verso le Nazioni Unite. Cinque giorni, 40 paesi presenti, 15 giudici del più alto tribunale del pianeta e una domanda: “Quali sono gli obblighi di Israele, in quanto potenza occupante e membro delle Nazioni unite, in relazione alla presenza e alle attività delle Nazioni unite…nei Territori palestinesi occupati e in relazione ad essi, tra cui quello di garantire e facilitare la fornitura senza ostacoli di forniture urgentemente necessarie, essenziali per la sopravvivenza della popolazione civile palestinese (…)”. Lo chiede l’Assemblea generale dell’Onu alla Corte internazionale di Giustizia: dateci la vostra opinione, non vincolante ma politicamente pesantissima. La richiesta era contenuta in una risoluzione del 29 dicembre 2024, votata all’epoca a larghissima maggioranza. I tempi lunghi del diritto internazionale: nel frattempo Israele, il 2 marzo, ha sigillato i valichi di Gaza, rendendoli impermeabili a qualsiasi bene che dovrebbe garantire la sopravvivenza di cui sopra.
di Marta Cartabia*
Il Sole 24 Ore, 28 aprile 2025
Nel giorno dei funerali del Papa, accanto ai capi di stato e di governo, non poteva mancare una delegazione di detenuti. Un gruppo di detenuti insieme ai leader del mondo. Nel giorno dei funerali del Papa, accanto ai capi di stato e di governo, non poteva mancare una delegazione di detenuti. Vengono dal carcere di Rebibbia, l’istituto di pena dove il 26 dicembre 2024 Papa Francesco ha voluto aprire una Porta Santa del giubileo della speranza. Lungo tutto il suo pontificato, fino all’ultimo giorno, le forze ormai allo stremo, Papa Francesco ha dedicato una grande attenzione ai detenuti. Da ultimo ha voluto visitare i carcerati, a Regina Coeli, nella ricorrenza del Giovedì Santo, quando le celebrazioni liturgiche ricordano la lavanda dei piedi.
di Erika Pontini
La Nazione, 28 aprile 2025
Dai fucili antidroni per intercettare e abbattere la droga che entra in carcere, alle squadre (Gio) di intervento speciale in grado di entrare in azione in un’ora in caso di eventi critici con l’ausilio della nuova figura di un negoziatore, agli oltre diecimila nuovi poliziotti della Penitenziaria in Italia che Andrea Delmastro, sottosegretario alla giustizia, si intesta in toto nell’ambito di un articolato piano-carceri. “I poliziotti andranno da maggio in poi a dare una boccata d’ossigeno ai penitenziari, dopo aver tamponato l’emergenza turnover dovuta ai pensionamenti. Avessero fatto di più i sottosegretari che mi hanno preceduto oggi avremmo un problema di sovraffollamento di agenti nelle carceri invece che di detenuti - sferza.
La Stampa, 28 aprile 2025
Pubblichiamo l’Appello per una sicurezza democratica lanciato e sinora sottoscritto da 237 giuspubblicisti di tutte le Università italiane tra i quali i Presidenti emeriti della Corte Costituzionale Ugo De Siervo, Gaetano Silvestri e Gustavo Zagrebelsky. È compito dei giuspubblicisti nei periodi normali della vita del paese interpretare ed insegnare la nostra Costituzione. È anche compito dei singoli giuspubblicisti assumere delle posizioni individuali all’esterno dell’Università. Ci sono momenti però nei quali accadono forzature istituzionali di particolare gravità, di fronte alle quali non è più possibile tacere ed è anzi doveroso assumere insieme delle pubbliche posizioni.
di Cosimo Rossi
La Nazione, 28 aprile 2025
Presi di posizione di 250 giuspubblicisti, tra cui Roberto Zaccaria. “Quello del governo è un modello di repressione delle libertà democratiche”. “Appello per una sicurezza democratica”. È il titolo della presa di posizione contro il decreto sicurezza promosso, tra gli altri, dai presidenti emeriti della Corte costituzionale Ugo De Siervo, Gaetano Silvestri, Gustavo Zagrebelsky e i vicepresidenti Enzo Cheli e Paolo Maddalena. L’iniziativa ha già raccolto l’adesione di oltre 250 giuspubblicisti delle università italiane, come spiega il professor Roberto Zaccaria, già docente di istituzioni di diritto pubblico all’università di Firenze, oltre che ex presidente Rai e parlamentare dem.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 28 aprile 2025
Intervista al docente di diritto costituzionale, già deputato e presidente Rai. “Non possiamo tacere”. Di nuovo in campo i costituzionalisti. Stavolta contro il decreto Sicurezza, con 260 firme che pesano. Contro un altro “degli attacchi” della destra “volti a comprimere diritti e accentrare il potere”. Un duro appello, dallo stesso autorevole gruppo che un anno fa si schierò al fianco della senatrice Liliana Segre, dopo il suo j’accuse in Senato sul premierato. “Dobbiamo confidare che tutti gli organi di garanzia costituzionale mantengano alta l’attenzione”, auspica Roberto Zaccaria, già deputato e presidente Rai, promotore della mobilitazione che vede, come prime firme, ex presidenti e vice della Consulta: De Siervo, Silvestri, Zagrebesky, Cheli, Maddalena.
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