di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 19 agosto 2025
È stata accerchiata alle prime ore del mattino di ieri mentre si trovava in pattugliamento in zona Sar libica la Mediterranea Ship, la nuova nave di ricerca e soccorso dell’omonima ong, partita per la propria prima missione domenica. Intorno alle cinque del mattino, dopo essere entrata in zona Sar libica introno alle tre di notte mentre era in navigazione tra Zuara e Al Zawiyah a circa 30 miglia dalla costa, quindi in acque internazionali, cinque gommoni veloci hanno circondato l’imbarcazione. Ognuno dei essi, hanno raccontato gli attivisti dell’ong, aveva a bordo almeno sei persone, la maggior parte delle quali a volto coperto, armate con pistole e fucili mitragliatori.
di Marina Corradi
Avvenire, 19 agosto 2025
Dalla gente in piazza per il ritorno degli ultimi 50 ostaggi, di cui forse solo 20 vivi, e perché finisca la guerra un invito a non abbassare lo sguardo di fronte alle vittime della Striscia. Ora arrivano migliaia di tende. L’ordine è di evacuare Gaza City, dice il parroco della Sacra Famiglia, Gabriel Romanelli. Ma come faranno, dove metteranno due milioni e 300 mila persone, si chiede angosciato. Intanto, domenica 57 palestinesi morti, e già 17 stamattina all’alba. Più cinque morti per fame. Certo, lo dice il Ministero della Salute palestinese, ci sarà da crederci? E quelle foto della folla con le pentole in mano, in attesa di cibo, non potrebbero essere fake di propaganda?
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 19 agosto 2025
Il nuovo rapporto dell’organizzazione sul blocco del cibo e la distruzione del sistema sanitario, nel giorno in cui un anziano viene ucciso da un pacco paracadutato dagli elicotteri e cinque palestinesi per la denutrizione. Un anziano palestinese è stato ucciso ieri da un pacco alimentare lanciato con un paracadute. Il pallet ha centrato la tenda in cui viveva da sfollato a Khan Younis, profondo sud di Gaza. All’ospedale Nasser dove è stato portato nell’inutile tentativo di salvarlo non lo hanno ancora identificato. Ucciso da un presidio salvavita, un po’ di cibo sganciato dagli elicotteri di una coalizione di “volenterosi”, paesi che da qualche settimana hanno preso a lanciare pacchi alimentari dal cielo perché Israele lo permette.
di Rosaria Giovannone*
Ristretti Orizzonti, 18 agosto 2025
È una mattina d’agosto. L’aria è ferma, il sole picchia sulle strade semideserte. In molti sono in vacanza, ma dietro le mura della Casa Circondariale di Montorio c’è un’attività che non conosce pausa: il servizio del Guardaroba. I volontari del Consiglio Centrale di Verona della Società di San Vincenzo De Paoli si muovono tra scatoloni di vestiti: piegano magliette, controllano taglie, scelgono scarpe. Ogni pacco porta un nome, un volto, una richiesta precisa.
di Giovanni Toti
Il Giornale, 18 agosto 2025
Esiste un’unità di misura particolarmente efficace per valutare l’ipocrisia della politica italiana: la condizione delle nostre carceri. Ogni estate si ripete lo stesso rituale: parlamentari in visita agli istituti di pena, descrizioni drammatiche del sovraffollamento, appelli generici perché “qualcuno faccia qualcosa”, lacrime di coccodrillo versate per i suicidi nelle celle. Poi, come da calendario, la politica parte per le vacanze, i magistrati pure, talvolta dopo aver firmato gli ultimi ordini di custodia cautelare. Eppure chi immagina che quelle celle stipate siano popolate solo da colpevoli dovrebbe ricordare che oltre il 25% dei reclusi in Italia è in attesa di giudizio: uomini e donne che, secondo la legge, sono innocenti.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 18 agosto 2025
Tra i tentativi di arginare il sovraffollamento degli istituti di pena, ce n’è uno, tabù per la politica, che chiama in causa i magistrati e il ricorso alla carcerazione preventiva. Un primo passo avanti nella riforma Nordio. Ma entrerà in vigore tra un anno. Il problema purtroppo è sempre quello: ma qualcuno, gli errori, in quel mondo, li paga o no? Il sovraffollamento carcerario, per fortuna, è diventato un tema trasversale con cui misurare la qualità del nostro stato di diritto, e le vergogne modello Delmastro restano grazie al cielo confinate nel perimetro ristretto della cialtroneria di stato. Per la sinistra, il sovraffollamento torna di più quando si trova all’opposizione che quando si trova al governo, e di solito la questione viene utilizzata più per attaccare i politici che governano che per difendere i detenuti che arrancano.
di Goffredo Bettini
Il Foglio, 18 agosto 2025
Nei giorni a cavallo di Ferragosto migliaia di detenuti sono rimasti nelle loro celle, mentre fuori le persone, chi più e chi meno, godevano i loro scampoli vacanzieri. Ultimamente, Gianni Alemanno ha denunciato la condizione penosa della vita dietro le sbarre. Non conta nulla per me cosa pensi di politica Alemanno. Non mi condiziona che sia stato un mio avversario (leale), né mi pesano le sue gesta giovanili di stampo fascista. Su tale argomento mi interessa solo la sua persona. E mi interessano tutte le altre persone che partecipano al suo attuale destino. Mi domando: cosa ci può essere di più terribile del “congelamento” del vivere? Noi, “liberi” ci muoviamo nel mondo costruito secondo le nostre esigenze. Abbiamo dato un nome alle cose, trasformato l’ambiente naturale in un luogo abitabile, sfruttabile, godibile. Viviamo dentro questa rappresentazione da noi stessi pensata e organizzata: sperando di realizzare ed esprimere nella misura più grande le facoltà che, misteriosamente, ci sono state donate.
di Irina Smirnova
farodiroma.it, 18 agosto 2025
Il giorno di Ferragosto, per molti occasione di festa e di riposo, si è trasformato ancora una volta in un giorno di dolore e morte dietro le sbarre delle carceri italiane. Tre episodi drammatici - un suicidio a Benevento, un decesso “per cause da accertare” a Civitavecchia e un tentato suicidio a Roma, nel carcere di Regina Coeli, dove un detenuto è stato trovato impiccato ma ancora vivo e trasportato in condizioni critiche in ospedale - hanno riportato con forza l’attenzione su un’emergenza che non può più essere ignorata. “Purtroppo anche il giorno di festa appena trascorso è stato un giorno di morte nelle carceri italiane” denuncia Paolo Ciani, segretario di Demos eletto con il Pd alla Camera dei Deputati.
di Lorenza Ghidini
radiopopolare.it, 18 agosto 2025
“Non c’è correlazione tra sovraffollamento e suicidi”, dice Nordio. “La colpa del suicidio del minorenne a Treviso è di chi lo ha fatto arrivare in Italia”: l’intervista del Ministro Nordio al Messaggero grida letteralmente vendetta. Sono passati solo pochi giorni dal commento agghiacciante ai numeri dei suicidi in carcere (“nessun allarme, siamo sotto la media”), che di nuovo il Guardasigilli interviene, stavolta commentando la vicenda di Treviso. Un diciassettenne tunisino, arrivato in Italia da solo, si è impiccato in cella, ma la sua è solo una delle storie che si sono consumate nei penitenziari italiani attorno a Ferragosto. Un suicidio anche a Benevento, un tentativo a Torino e un altro a Regina Coeli, in poche ore.
di Irne Famà
La Stampa, 18 agosto 2025
La droga inabissa nella disperazione e la malattia della mente rende ostaggio dei demoni. Ombre della dipendenza, dei problemi psichici che in carcere si moltiplicano. Sono circa 20mila i detenuti che soffrono di dipendenze da cocaina, eroina, medicinali usati per stordirsi e dimenticare. Sono 19.021 uomini e 734 donne, quasi il 32% del totale della popolazione carceraria. E poi ci sono i minori. Oltre 1.200 i ragazzi entrati negli istituti penitenziari per reati di spaccio o detenzione di droga. Hanno perlopiù tra i sedici e i diciassette anni. “Molti di loro - spiegano gli esperti - dalla droga sono anche assuefatti”. E la dipendenza spesso amplia problemi psichici che non vengono dichiarati.
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