di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 30 aprile 2025
Nel 2024 142 difensori di diritti umani hanno affrontato procedimenti giudiziali nei paesi Ue, tra questi 88 persone per attività collegate con la ricerca e il soccorso in mare dei migranti (le operazioni delle navi delle ong); 21 per aver fornito assistenza umanitaria (acqua, cibo, vestiti etc.); 17 per azioni di disobbedienza civile; 3 per aver fornito un rifugio ai migranti e 13 per altre motivazioni. Nel 2024 almeno 142 persone nei paesi Ue hanno subito procedimenti penali o amministrativi per aver agito in solidarietà con i migranti. È la preoccupante panoramica che emerge dal rapporto di Picum (Platform for international cooperation on undocumented mMigrants) che da tre anni monitora i fenomeni di criminalizzazione della solidarietà nei confronti dei migranti. Inoltre, secondo lo studio, almeno 91 migranti sono stati oggetto di criminalizzazione nel 2024, con trend in crescita rispetto ai due anni precedenti.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 30 aprile 2025
Divisi dalla canapa: Regioni contro esecutivo, Lega di “popolo” contro Lega di governo. È l’effetto del decreto Sicurezza, e in particolare dell’articolo 18 che ha già creato il parapiglia nella filiera industriale della Cannabis sativa L., soprattutto al nord, contro il quale si è schierata ieri gran parte della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni. Quasi tutti gli assessori regionali all’Agricoltura - esclusi quelli del Lazio e della Lombardia - coordinati dal veneto Federico Caner, leghista fedele al governatore Zaia, chiedono in una lettera al ministro Lollobrigida la revisione della norma che dal 12 aprile, dopo l’entrata in vigore del Decreto sicurezza, vieta la commercializzazione delle infiorescenze di canapa a bassissimo contenuto di Thc. Immediata la risposta da Palazzo Chigi che chiude ogni possibilità di dialogo direttamente con una nota del Dipartimento delle politiche antidroga.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 30 aprile 2025
Per l’ex magistrata Victoria McCloud, la sentenza della Corte Suprema britannica viola il diritto a un giusto processo: la Suprema Corte britannica le aveva negato l’accesso alla causa sollevata dalle femministe scozzesi. C’era da aspettarsi che la parola dei giudici inglesi sulla definizione legale di donna non sarebbe stata l’ultima. E infatti, ecco la notizia: il caso arriva alla Corte europea dei diritti dell’uomo. A farvi appello è Victoria McCloud, prima giudice trans del Regno Unito, che ha presentato ricorso alla Cedu contro la sentenza della Corte Suprema britannica sostenendo la violazione dell’articolo 6 della Convenzione sul diritto a un giusto processo.
di Adalgisa Marrocco
huffingtonpost.it, 30 aprile 2025
Il Freedom to Write Index 2024 di PEN America registra 375 scrittori incarcerati nell’ultimo anno per aver espresso il proprio pensiero, un numero in crescita costante da sei anni. Dalla Cina all’Iran, dalla Russia alla Turchia, passando per Israele e gli Stati Uniti, un tempo considerati bastioni della libertà di pensiero. Le parole fanno paura. Soprattutto quando cercano la verità e interrogano il potere. Sempre più spesso, chi le pronuncia - e soprattutto le mette nero su bianco - paga un prezzo altissimo. A testimoniarlo, con cifre e nomi, è il nuovo Freedom to Write Index 2024 pubblicato da PEN America, organizzazione che tutela la libertà d’espressione: nel 2024 sono stati 375 gli scrittori incarcerati nel mondo per aver espresso liberamente il proprio pensiero.
di Daniele Nalbone
Il Manifesto, 30 aprile 2025
Dal 2006 a oggi sono scomparse 127mila persone. Sulla spinta dei familiari il caso arriva all’Assemblea generale dell’Onu, ma la reazione della politica locale è “scomposta”. Può un Paese che conta più di 127mila persone scomparse dal 2006 a oggi scandalizzarsi e parlare di “ingerenze” e “intromissioni” da parte dell’Onu per aver aperto un procedimento urgente sul tema? Nel caso del Messico, è successo proprio questo: sulla scorta di informazioni raccolte in quattordici stati, infatti, il Comitato sulle sparizioni forzate dell’Onu, al termine della sessione che si è conclusa lo scorso 4 aprile a Ginevra, ha deciso di attivare l’articolo 34 della Convenzione per la protezione delle persone dalle sparizioni forzate per chiedere chiarimenti e cooperazione al Messico, con la possibilità concreta di portare il caso fino all’Assemblea generale Onu.
vocididentro.it, 29 aprile 2025
Pubblichiamo le lettere che abbiamo inviato al Presidente Mattarella in occasione del 25 aprile firmate dal presidente di Voci di dentro Francesco Lo Piccolo, dalle persone che partecipano ai laboratori dell’Associazione nel carcere di Chieti e nel carcere di Pescara e dalle volontarie di Voci di dentro.
di Alessandra Arachi
La Repubblica, 29 aprile 2025
Casini: dal degrado delle strutture ai suicidi. Il mio appello a Meloni: agire subito. “Sia il cardinale decano Giovanni Battista Re al funerale sia il segretario di Stato Pietro Parolin durante il Giubileo degli adolescenti hanno detto la stessa cosa: è bello ricordare Francesco, è giusto piangere la sua morte ma è soprattutto importante attuare la sua lezione”.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 29 aprile 2025
Le storie di Andrea e Tommaso raccontano come lo studio, anche dietro le sbarre, possa cambiare una vita e riaccendere il futuro. I poli universitari penitenziari in forte crescita. La presenza dell’università contribuisce al processo di rieducazione e inserimento sociale e lavorativo dei detenuti A guadagnarci è anche il mondo accademico, perché sollecita nei docenti e negli studenti liberi una nuova sensibilità, una pratica di cittadinanza attiva, una crescita umana.
di Massimo Lorello
La Repubblica, 29 aprile 2025
Mentre i genitori delle vittime precipitano nell’ergastolo del dolore, i carnefici si consegnano all’ergastolo giudiziario con raggelante incoscienza. Esiste una nuova categoria di ergastolani che sta riempendo le patrie galere. È composta da giovanissimi che non conoscono il valore della vita umana, che sono pronti a sopprimere quella degli altri e, di conseguenza, a compromettere la propria. Non hanno grandi carriere criminali alle spalle e a volte non ne hanno affatto. Eppure, sono in grado di tagliare la gola a una ragazza colpevole di restare indifferente ai corteggiamenti, sono in grado di uccidere tre persone a colpi di pistola dopo un banale, stupido, irrilevante, diverbio sull’imprudenza nella guida di uno scooter.
di Tito Lucrezio Rizzo
L’Opinione, 29 aprile 2025
È appena scomparso Papa Francesco, ma il suo pensiero, le sue parole sono rimaste scolpite nella loro aderenza al Vangelo, tanto innovativa quanto ad esso fedele. Ci è rimasto particolarmente impresso il suo pensiero circa le finalità di un diritto penale che deve mirare più al recupero ed al reinserimento sociale di coloro che hanno sbagliato, che ad una sorta di perenne stigma sociale e morale. Molto significativi si sono rivelati nella materia in questione, i suoi discorsi all’Associazione Internazionale di Diritto Penale (2014 e 2019). Il 23 ottobre 2014, ad un anno e mezzo dalla sua elezione, alla Sala dei Papi, tenne un discorso alla Delegazione dell’Associazione internazionale di Diritto penale, esprimendo preliminarmente il suo ringraziamento per servizio reso alla società e per il prezioso contributo allo sviluppo di una giustizia che rispettasse “la dignità e i diritti della persona umana, senza discriminazioni”.
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