di Luciano Moia
Avvenire, 8 luglio 2024
Critici i magistrati minorili sulla decisione di rimandare al 2025 la riforma. “Troppi errori in questa legge che penalizza i minori più fragili. Serve più tempo per rimediare a tre gravi errori”. Un appello ascoltato a metà. Dopo mesi di iniziative e di proteste da parte di magistrati, avvocati e addetti ai lavori, il Governo ha preso atto che la riforma finalizzata a realizzare il Tribunale per la famiglia non è percorribile. L’entrata in vigore, prevista per il 17 ottobre di quest’anno, è slittata alla stessa data del prossimo anno. Una scelta che, si dice, dovrebbe preludere a un rinvio più lungo.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 8 luglio 2024
Le misure di prevenzione sono una peculiarità tutta italiana, oggi sotto osservazione da parte della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, che fatica a comprendere come sia possibile che una persona assolta dalla originaria accusa di essere mafioso o contiguo alla mafia, possa comunque essere privato di tutti i suoi beni perché sospetti di essere di provenienza mafiosa. Confidiamo, o comunque vivamente auspichiamo, che la giustizia sovranazionale sappia a breve ricondurre sui giusti binari dello Stato di Diritto la legislazione e la giurisprudenza nazionale, che in nome del contrasto - sacrosanto - alle mafie, ha dotato lo Stato di una micidiale santabarbara, in grado di radere al suolo - come si faceva in Vietnam con il napalm - anche ciò che con la mafia non ha nulla a che fare.
di Nando dalla Chiesa
Il Fatto Quotidiano, 8 luglio 2024
Ma davvero la mafia si è resa invisibile? Veramente non la si vede più in giro? Siamo certi che al Nord è diventata inodore incolore e insapore? Quando si dice tornare indietro… Tredici anni fa, con Martina Panzarasa, feci una ricerca sulla ‘ndrangheta di Buccinasco, la più forte della Lombardia, quella che dettava legge nel sud-ovest milanese e faceva da crocevia al Nord per i traffici di droga dopo averlo fatto per i sequestri di persona. La politica di quella zona dell’hinterland ne sminuiva la presenza. Voci, spiegava qualcuno un po’ seccato, calunnie anticalabresi.
di Carlo d’Elia
Corriere della Sera, 8 luglio 2024
Lo sfogo della signora Debora Russo, vedova di Claudio Manara, sindaco suicida a Corte Palasio: dopo la tragedia che ha colpito la sua famiglia lo scorso 29 maggio durante la campagna elettorale: “Era amareggiato per le tante bugie dette nei suoi confronti”. “Ricordo bene quella serata: una volta tornati a casa mio marito si è sdraiato sul divano, sudava, non era tranquillo. Non riusciva a capire come poteva difendersi da tutte quelle false accuse emerse in una campagna elettorale piena d’odio. Era amareggiato per le tante bugie dette nei suoi confronti”. Sfogliando le carte raccolte nell’ultimo mese, non riesce a darsi pace Debora Russo, la moglie di Claudio Manara, 67 anni, il sindaco di Corte Palasio, comune di appena 1.500 abitanti nel Lodigiano, morto suicida il 29 maggio.
di Fabio Fiorentin
Il Sole 24 Ore, 8 luglio 2024
La giustizia riparativa non ha natura giurisdizionale: i “paletti” messi dai giudici contribuiscono a frenare l’avvio dei programmi. Il procedimento di giustizia riparativa non ha natura giurisdizionale; si pone, piuttosto, in chiave di complementarietà “integrativa” del procedimento penale, nel quale si può innestare in qualsiasi stato e grado si trovi. I programmi riparativi e le attività ad essi connesse appartengono, dunque, non al procedimento penale, ma “all’ordine di un servizio pubblico di cura della relazione tra persone, non diversamente da altri servizi di cura relazionale ormai diffusi in diversi settori della sanità e del sociale”.
di Barbara Morra
La Stampa, 8 luglio 2024
Oggi nell’isola pedonale di Cuneo la “maratona oratoria” degli avvocati per informare sul sovraffollamento e la mancata “rieducazione”. Risale allo scorso gennaio l’ultimo suicidio in carcere a Cuneo e in tutta Italia, dall’inizio dell’anno, sono 50 i detenuti che si sono tolti la vita. “Una situazione insostenibile a cui bisogna porre immediato rimedio” sostengono gli avvocati penalisti della Camera penale “Vittorio Chiusano” che per domani alle 18 hanno organizzato una “maratona oratoria” nell’isola pedonale di via Cavallotti, davanti alla libreria Stella Maris. L’obiettivo è informare i cittadini di quanto, a causa di sovraffollamento e della mancata “rieducazione”, sta accadendo negli istituti penitenziari. L’incontro, cui sono invitati a partecipare in molti, è organizzato insieme alle associazioni Ariaperta Cuneo, “Libera” Cuneo e la Conferenza dei garanti territoriali delle persone private della libertà.
di Serena Arbizzi
Gazzetta di Reggio, 8 luglio 2024
Mercoledì la Camera Penale di Reggio Emilia “Giulio Bigi” organizza una maratona oratoria dalle 10.30 alle 12.30. Si tratta di un evento organizzato per dare “voce a tutti coloro che non possono parlare”. In particolare, l’iniziativa vuole accendere un ulteriore faro sulla condizione dei detenuti e delle carceri, con un numero di suicidi che si innalza a livelli esponenziali.
di Domenico Massano*
Ristretti Orizzonti, 8 luglio 2024
In un recente comunicato congiunto delle organizzazioni Sindacali del comparto sicurezza della casa di reclusione A. S. di Asti si denuncia una situazione interna al carcere fuori controllo, ingestibile ed in mano alla criminalità organizzata. La situazione viene illustrata, in particolare, riportando il comportamento di un detenuto ristretto da diverso tempo nel reparto di isolamento che, non vedendo accolte alcune sue richieste (“pretese”), protesta sia con il rifiuto di entrare nella cella, sia con la battitura delle sbarre. Dopo aver criticato l’”assordante silenzio” dell’Amministrazione penitenziaria e della Direzione del carcere nella gestione di tale situazione, le sigle sindacali si sono, quindi, rivolte direttamente al Prefetto per risolvere tale situazione che ha anche ricevuto una sollecita attenzione da diversi politici, tanto da esser tradotta in interrogazione parlamentare.
palermotoday.it, 8 luglio 2024
Il Garante dei detenuti oggi consulterà la cartella clinica dell’uomo, morto per arresto cardiaco. Un detenuto di 73 anni è morto sabato sera per un arresto cardiaco nell’ottava sezione del carcere Ucciardone. Gli agenti della Polizia penitenziaria hanno fatto di tutto per salvare il detenuto, “e - come fa sapere il segretario regionale del Fsa Cnpp Maurizio Mezzatesta - poco dopo è scattata una protesta alla nona sezione, sottolineando che i due eventi non sono collegati”.
di Antonio Del Prete
La Nazione, 8 luglio 2024
Sono stati presentati da detenuti che stanno scontando pene definitive. Emerge una vita impossibile: spazi personali di tre metri quadri invasi dalle cimici, confinati fra mura intrise di muffa a causa delle infiltrazioni. Cento ricorsi contro il carcere inumano. Sono stati presentati da altrettante persone che stanno scontando una pena definitiva nella casa circondariale di Sollicciano teatro, nei giorni scorsi, di una violenta sommossa scattata dopo il suicidio di un detenuto di vent’anni. Le istanze, supportate dall’associazione “L’altro Diritto”, hanno avuto anche un effetto boomerang: quello di ingolfare il tribunale di Sorveglianza, chiamato a decidere su questa mole di ricorsi. Vista la massa di atti da valutare, si apprende da fonti legali che stanno slittando le udienze per la trattazione di questi ricorsi. Ricorsi dall’esito pressoché scontato, però, in virtù di una sentenza di condanna dell’Italia da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, a cui si appellano i ricorrenti, che fissa i paletti della dignità ambientale dietro le sbarre. Quella che a Sollicciano è stata smarrita.
- Firenze. Un anno fa il report dell’Asl: “Servono interventi urgenti”. Ma adesso è ancora peggio
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- Terni. A Sabbione in un anno e mezzo più suicidi che a Poggioreale
- Torino. Una vita in carcere accanto alle detenute: “Troppi suicidi, sono momenti terribili”
- Roma. Carcere minorile di Casal del Marmo, notte di tensione: risse e materassi in fiamme










