di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 28 maggio 2026
Uffici giudiziari. Il ministro Nordio ha fornito i dati nel question time “L’Ufficio del processo era stato istituito per vincoli molto rigidi con l’Unione europea, in una assunzione a tempo determinato di queste persone. Abbiamo cercato di rendere più flessibile questo vincolo, ma ci è stato opposto un rifiuto. E allora con le nostre forze finanziarie abbiamo stabilizzato quasi tutti gli appartenenti all’Ufficio per il processo”. Risponde in questi termini il ministro della Giustizia Carlo Nordio al question time alla Camera.
di Alessandro Graziani*
Il Dubbio, 28 maggio 2026
Ci sono momenti in cui tacere significherebbe abdicare alla propria funzione. Questo è uno di quei momenti. Le cronache di questi giorni ci consegnano due notizie che indignano, preoccupano e che, soprattutto, impongono una presa di posizione netta e inequivocabile a tutela del diritto di difesa, del segreto professionale e della dignità della funzione difensiva. Abbiamo appreso che, per sei mesi, all’interno delle sale colloqui della casa circondariale di Perugia “Capanne”, sono stati sistematicamente captati e registrati i colloqui riservati tra detenuti e i loro difensori. Le registrazioni, anziché essere immediatamente distrutte come impone la legge, sono state inserite nel fascicolo investigativo e rese disponibili alle parti processuali. Gli avvocati e gli assistiti illegittimamente intercettati non ne sono stati informati. Il danno è stato così moltiplicato e reso, in molti casi, irrimediabile.
di Marzia Zamattio
Corriere del Trentino, 28 maggio 2026
La ventenne suicida in carcere aveva partecipato a un corso per diventare gelataia. Aveva 21 anni da compiere la giovane detenuta che martedì mattina è morta all’ospedale di Santa Chiara di Trento, dove era arrivata in condizioni gravissime. Domenica alla casa circondariale di Spini di Gardolo aveva tentato il suicidio. Cinque anni ancora da scontare per furti e rapine, ma la voglia di riscatto non era venuta meno. A marzo, infatti, si era diplomata come maestra gelatiera. “Aveva scelto liberamente di partecipare a un corso di formazione di tre giorni per crearsi un futuro”, ha detto Paola Mancani, presidente di Soroptimist di Trento, associazione che dal 2017 organizza corsi destinati ai detenuti. Dopo il carcere, la ragazza avrebbe potuto essere assunta in una gelateria e cominciare una nuova vita.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 28 maggio 2026
Jarrar, 21 anni, era stata trasferita a Trento da Montorio. Tre giorni di astensione degli avvocati dalle udienze. Il viso di un bambino che si nasconde gli occhi. Aveva usato la terracotta, Jarrar, per la scultura che aveva regalato a don Vincenzo Zambello. Raccontava, quell’opera, la vergogna di un bambino di strada che in Brasile aveva rubato l’orologio del prete. Ma forse, con quella terracotta, Jarrar raccontava di sè. Si è impiccata, Jarrar. Aveva 21 anni. Ed era detenuta al carcere di Trento, dove era stata trasferita da Montorio. Furti, rapine e quella droga che l’aveva portata sulla strada a Verona, Jarrar. Fino a domenica. Fino a quando ha chiesto di poter tornare in cella e si è stratta un asciugamano attorno al collo. “L’ennesimo fallimento di un sistema carcerario che va rivisto”, le parole di don Zambello che a Jarrar aveva regalato un Corano e instaurato un dialogo che si è interrotto con quel trasferimento a Trento.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 28 maggio 2026
Il Garante: “Fenomeno in netta crescita”. Il carcere dei ragazzini. A Sollicciano 45 detenuti su circa 600 hanno un’età compresa tra i 18 e i 22 anni. Diventano circa 60 se si considerano i reclusi under 25. Una cifra record che nel penitenziario fiorentino non si era mai vista. Alcuni di loro, una minoranza, arriva da percorsi di accoglienza nel circuito dei minori non accompagnati, percorsi che evidentemente sono finiti male con l’ingresso degli ospiti nel circuito della microcriminalità. Altri sono invece giovani di seconda generazione, nati o cresciuti qui da famiglie straniere. Altri ancora sono adottati. Tutti giovanissimi che hanno avuto difficoltà nel corso dell’adolescenza.
di Giada Lo Porto
La Repubblica, 28 maggio 2026
Un quindicenne è stato legato a una sedia minacciato e ustionato con le sigarette: la procura indaga anche su eventuali falle nella sorveglianza. Un ragazzino di 15 anni è stato torturato, per diversi giorni, in carcere da due coetanei. È accaduto tra le mura dell’istituto penale per i minorenni “Ferrante Aporti” di Torino, un luogo che dovrebbe essere presidiato, protetto e sicuro. Il quindicenne, entrato nella struttura il 2 aprile scorso per una vicenda legata alla droga, ha vissuto giorni di inferno. Ne è uscito l’8 aprile, traumatizzato. Poco più di una settimana di detenzione scandita da percosse, minacce di violenza sessuale e atti di crudeltà gratuita.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 28 maggio 2026
Caldo, infiltrazioni e guasti. Eleonora Cinque dirige l’istituto penale minorile con 63 detenuti. Il tetto in una zona andrebbe rifatto, le ventole a soffitto non funzionano nelle celle, nelle aule scolastiche e nei laboratori. Palestre inutilizzabili per le muffe, chiusi anche un campo da calcio e la piscina. Ci sono dirigenti che coprono i problemi. Eleonora Cinque, nuova direttrice del minorile, il Beccaria, sceglie invece la strada più difficile: mostrarli, perché solo così si possono trovare alleati. Il punto, oggi, è che dentro l’istituto ci sono impianti e ambienti ormai compromessi. Lei non li usa come alibi. Li trasforma in appello.
di Rebecca Riitano
leggo.it, 28 maggio 2026
“In carcere puoi avere solo un pacco di assorbenti al mese, la qualità è scadente e non bastano mai. Passano ore prima che arrivi un antidolorifico”. Le storie raccolte raccolte nell’ambito del progetto “Assorbire il Cambiamento”, promosso dalla Cooperativa PID e mirato a sottolineare come, la gestione del ciclo mestruale, resti una delle necessità più invisibili e meno raccontate degli istituti penitenziari. “Quando entri in carcere ti viene assegnata una cella, un letto e una “dotazione”: le lenzuola, un asciugamano, bicchieri, posate di plastica e una saponetta. Poi puoi chiedere un pacco di assorbenti al mese. Ovviamente sono indecenti, come qualità e soprattutto sono pochi”.
gnewsonline.it, 28 maggio 2026
Sotto il nome Fiore di loto, a Terni il centro per la giustizia riparativa diventa realtà. Si è tenuta ieri la cerimonia di inaugurazione nella struttura di borgo Rivo, in via dell’Aquila, alla presenza, tra gli altri, dei rappresentanti delle istituzioni, del sistema giudiziario, dell’Istituto di mediazione sistemica (Ismes), dell’Uepe, sia di Terni che di Perugia, e dell’USSM. “Il servizio, che vede la collaborazione tra la Regione, il ministero di Giustizia, gli istituti di pena, i tribunali del territorio e l’università degli studi di Perugia - si legge in una nota del Comune umbro - rappresenta il centro di riferimento per l’intero distretto della Corte d’appello di Perugia”. Coordinato dalla dottoressa Maria Capone, il nuovo presidio é uno dei 36 centri di giustizia dislocati su tutto il territorio nazionale, presentati dal viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, durante la conferenza stampa del 18 febbraio.
di Carlo Verdelli
Corriere della Sera, 28 maggio 2026
È fermo in Parlamento il testo bipartisan che vieta fino a 15 anni l’accesso alle piattaforme. Aveva cominciato bene, Giorgia Meloni, con una frase onesta e schietta: “Non siamo attrezzati per affrontare le sfide digitali dei nostri figli”. Verissimo, anche perché noi adulti siamo parte del problema, dipendenti dallo smartphone ma guai a dircelo, sappiamo noi come gestirci. Il problema è che, come gestirsi, certamente non lo sanno i figli, gli studenti, i variamente minorenni. La premier sembrava farsi carico di questa emergenza, perché lo è, una vera e sottovalutata emergenza. Poi questa priorità ha smesso di essere tale: una proposta di legge, nata per tutelare proprio quei figli dalle infinite trappole concentrate nell’arto artificiale quale è diventato ogni cellulare, è arrivata il 13 maggio 2024 sia alla Camera che al Senato, dove però ancora riposa in attesa di un via libera.
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