di Riccardo Tripepi
Il Dubbio, 18 agosto 2026
L’adesione del difensore allo sciopero di categoria deve cedere il passo quando l’udienza riguarda una misura cautelare. E questo vale non soltanto per le misure personali, ma anche per quelle reali e persino quando la misura non sia stata ancora adottata e si debba discutere proprio della sua applicazione. A ribadire il principio è la Terza sezione penale della Cassazione con la sentenza n. 27671, depositata il 23 luglio 2026. La questione è emersa nell’ambito di un procedimento relativo a un sequestro preventivo disposto dal gip di Arezzo, in una complessa indagine per frode fiscale. Contro l’ordinanza del Tribunale del riesame aveva proposto ricorso per Cassazione la Procura della Repubblica. I difensori dell’indagata avevano chiesto e ottenuto la trattazione orale del procedimento, ma il 4 giugno avevano poi depositato un’istanza di rinvio, dichiarando di aderire all’astensione dalle udienze deliberata il 22 maggio dalla Giunta dell’Unione delle Camere penali italiane. La Cassazione, riunita in camera di consiglio il 9 giugno, ha però respinto la richiesta e affrontato preliminarmente il rapporto tra il diritto del difensore di aderire all’astensione di categoria e la disciplina delle prestazioni considerate indispensabili.
di Denis Locoselli
il-meridiano.it, 18 agosto 2026
“Il carcere deve tornare a essere il luogo in cui lo Stato dimostra concretamente la propria capacità di garantire il rispetto delle regole, la tutela dei diritti e la piena applicazione dei principi sanciti dalla Costituzione”. Lo afferma il Garante regionale dei diritti della persona, Enrico Sbriglia, a margine della visita effettuata lo scorso 14 agosto all’istituto penitenziario di Tolmezzo, alla quale hanno preso parte anche i rappresentanti dell’associazione Nessuno tocchi Caino, guidati da Elisabetta Zamparutti e Sergio D’Elia, insieme ad alcuni avvocati della Camera Penale di Udine. “Nel corso della giornata - spiega Sbriglia - ho incontrato numerosi detenuti che avevano richiesto un colloquio, raccogliendo testimonianze che hanno evidenziato un dato significativo: molti di loro, pur essendo lontani dalle proprie regioni di origine, hanno espresso la volontà di rimanere nell’istituto di Tolmezzo, riconoscendo l’impegno del personale penitenziario e dell’area educativa nel garantire ascolto, attenzione e opportunità di crescita. Al 14 agosto, il carcere di Tolmezzo ospitava 148 detenuti”.
Messaggero Veneto, 18 agosto 2026
La tragedia si è consumata nella serata di lunedì in piazza della Motta. Il giovane è morto in ospedale a causa del fumo inalato. Evacuato per alcune ore il primo piano del carcere. Ha appiccato il fuoco al materasso della sua cella ed è morto poco dopo in ospedale, a causa del fumo inalato. È la tragedia che si è consumata nella serata di lunedì, poco prima delle 21, nel carcere di Pordenone, in piazza della Motta. La vittima è un ragazzo egiziano di soli 19 anni, Mamdouh Kalam. A quel che risulta all’arrivo in ospedale non sarebbe stato collaborativo con i sanitari. Assieme a lui c’erano in cella altre persone che, fortunatamente non hanno riportato conseguenze.
di Nicolò Fagone La Zita
Corriere di Torino, 18 agosto 2026
La denuncia del segretario nazionale Blengino dopo la visita in carcere: “Ogni mese 200 ingressi contro i 25 di Bologna”. “Visitando il carcere di Torino, la sensazione non è stata quella di entrare in un istituto di pena, ma in un ospedale abbandonato a sé stesso. Centinaia di persone con gravi problemi psichiatrici e fisici: ottantenni, uomini con disabilità, un detenuto senza una gamba e persino una persona non vedente. Altro che pericolosi criminali: le carceri sono piene di fragilità che avrebbero bisogno di aiuto e reinserimento in luoghi specializzati”. È questa la fotografia, durissima, tracciata da Filippo Blengino, segretario nazionale di Radicali Italiani, al termine della visita al Lorusso e Cutugno.
di Barbara Apicella
monzatoday.it, 18 agosto 2026
Un numero molto elevato: quasi la metà dei detenuti presenta gravi criticità di salute mentale. Nel carcere di Monza non è solo emergenza sovraffollamento, ma è anche emergenza per presenza di detenuti con gravi problemi psichiatrici. Sono oltre 300 (per l’esattezza 311) le persone accolte nella casa circondariale di Sanquirico che presentano gravi problematiche di salute mentale. La denuncia arriva dal Partito Radicale che nella giornata di lunedì 17 agosto ha effettuato un sopralluogo nella struttura monzese. Un gruppo presieduto dal consigliere comunale Paolo Piffer (Civicamente) da sempre grande conoscitore del carcere cittadino e delle sue criticità, da Simona Giannetti e Francesco Pasquariello (componenti del Consiglio Generale del Partito Radicale) e Laura Ferrari (consigliera comunale di Cologno Monzese, AVS).
di Ernesto Di Girolamo
casertanews.it, 18 agosto 2026
L’allarme della madre. Il 28enne è detenuto da 19 mesi a Santa Maria Capua Vetere. La madre chiede che vengano effettuati gli accertamenti prescritti: “Voglio che gli siano garantite le cure di cui ha diritto”. Da circa otto mesi avrebbe iniziato a soffrire di ripetute crisi epilettiche mentre si trova detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. È la denuncia della madre di un 28enne di Giugliano, detenuto da 19 mesi, che ha deciso di rendere pubblica la situazione per richiamare l’attenzione sulle condizioni di salute del figlio. Secondo quanto riferito dalla donna, le crisi sarebbero comparse durante la detenzione.
di Giorgio Bernardini
Corriere Fiorentino, 18 agosto 2026
L’avvocato Fucci: scudo penale per il poliziotto penitenziario. Il procuratore Tescaroli: no, quel ragazzo non poteva scappare. Tre colpi di pistola in una manciata di secondi: uno raggiunge alla coscia un 22enne marocchino ammanettato, che tentava di fuggire dal pronto soccorso del Santo Stefano. È la sequenza che le telecamere dell’ospedale di Prato hanno registrato domenica pomeriggio e che ora è al centro dell’inchiesta della Procura guidata da Luca Tescaroli. Oltre che del dibattito politico, dato che per l’agente non si è “alzato” lo scudo penale contemplato dal nuovo decreto sicurezza del governo Meloni: il poliziotto penitenziario che ha sparato è adesso indagato per tentato omicidio.
Il Resto del Carlino, 18 agosto 2026
Dopo l’incendio di una cella spento dalla Polizia penitenziaria con secchi d’acqua la consigliera Evangelisti (FdI) ha depositato un’interrogazione alla giunta. “I gravissimi fatti accaduti nel giorno di Ferragosto al carcere della Dozza, dove un detenuto ha appiccato un incendio nel reparto infermeria provocando l’intossicazione di due agenti di polizia penitenziaria, accendono un faro inquietante sulla gestione della sicurezza e della prevenzione nei locali di competenza sanitaria regionale”. È quanto sostiene la capogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea Legislativa, Marta Evangelisti, annunciando il deposito di un’interrogazione urgente alla Giunta regionale.
Corriere dell’Alto Adige, 18 agosto 2026
Sopralluogo nella struttura sovraffollata di via Dante. Foppa: più autonomia. La consigliera provinciale dei Verdi, Brigitte Foppa, e l’avvocato Fabio Valcanover, esponente dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”, hanno effettuato ieri un sopralluogo al carcere di Bolzano, che continua a fare i conti con un forte sovraffollamento: sono attualmente ospitati 115 detenuti, a fronte di una capienza prevista di 88 persone. A questo si aggiunge una significativa carenza di personale. Delle 84 persone previste in organico, sono infatti 50 quelle effettivamente in servizio. Per i Verdi, la qualità della detenzione è parte integrante delle politiche di sicurezza: “Un carcere che funziona è uno strumento di sicurezza per tutta la società. Se vogliamo ridurre la recidiva, dobbiamo investire nelle condizioni di detenzione e soprattutto nelle opportunità di formazione, lavoro e reinserimento. Non possiamo pensare che il carcere sia un mondo separato dal resto della società”, sottolinea Foppa.
di Christian Raimo
La Stampa, 18 agosto 2026
A settembre arrivano le nuove indicazioni sull’impiego dell’Intelligenza artificiale negli istituti. Tre libri usciti quest’anno ci permettono di comprendere meglio delle circolari. Il 4 agosto scorso il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che adegua la normativa italiana al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Per la scuola significa: cento milioni per la formazione del personale, aggiornamento delle Indicazioni nazionali del secondo ciclo con l’ingresso delle Ai nei percorsi di studio, nascita di comitati tecnico-etici territoriali che dovrebbero accompagnare le sperimentazioni. Valditara l’ha definita una promessa mantenuta; arriva dopo le Linee guida del ministero dell’agosto 2025 che chiedevano a ogni istituto di dotarsi entro l’anno scolastico appena concluso di una politica d’uso dell’Ai e di un referente interno. Questo settembre entreranno in classe anche le nuove Indicazioni per il primo ciclo: ortografia, scrittura in corsivo, riassunto, poesie a memoria, almeno due libri letti all’anno, latino opzionale in seconda e terza media.
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