di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 7 aprile 2025
La presidente della Commissione Giustizia al Senato difende il ddl Nordio al congresso della Lega: “Ricordiamo le chat di Palamara per costruire il futuro”. “Abbiamo presentato una mozione sulla riforma costituzionale della giustizia, perché forse non tutti ne hanno compreso l’importanza”. Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia del Senato, ha preso la parola stamani al congresso della Lega che rinnoverà il mandato da segretario a Matteo Salvini, per illustrare la mozione che ha presentato assieme al deputato e compagno di partito Jacopo Morrone per chiedere a tutto il Carroccio di sostenere con forza e senza esitazioni il ddl costituzionale presentato dal Guardasigilli Carlo Nordio, che prevede - tra le altre cose - la separazione delle carriere per giudici e pm e l’introduzione del sorteggio per la composizione del Csm.
di Giovanni Maria Flick
Il Dubbio, 7 aprile 2025
Da partigiano a ministro, la storia di un giurista che ha segnato la storia italiana. Giovanni Maria Flick ne ricorda l’impegno civile e costituzionale. Giuliano Vassalli, con la sua vita e con la sua testimonianza istituzionale, culturale, professionale e civile, è stato protagonista del percorso che il nostro Paese ha compiuto dalla Resistenza alla Liberazione, alla Costituzione e alla sua attuazione, fino ai nostri giorni. Vassalli - che a vent’anni aveva partecipato, nel 1935, ai Littoriali della cultura, come tanti - ricordava di aver “scoperto le ragioni dell’antifascismo al momento dello scoppio della guerra civile spagnola… fu allora che mi accorsi che Mussolini aveva fatto una scelta di campo definitiva contro la libertà”. Quella presa di coscienza non fu soltanto un’operazione intellettuale; fu la premessa di un impegno politico e civile che lo portò a schierarsi dalla parte giusta in modo attivo e a partecipare alla Giunta militare centrale del Comitato di liberazione nazionale, dal settembre 1943, come rappresentante del Partito socialista.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 7 aprile 2025
L’interesse del pubblico ministero a impugnare la cancellazione della misura cautelare deve essere sostenuto dalla possibilità che questa venga ripristinata. Quindi - di regola- il ricorso per cassazione della parte pubblica deve contenere sia rilievi in ordine alla gravità indiziaria che alla sussistenza, cioè all’attualità, delle esigenze cautelari. Ciò vale anche se implicitamente quando operi la presunzione codicistica dell’adeguatezza della misura carceraria, che comunque non può essere disposta in presenza di segni negativi dell’esistenza delle esigenze cautelari. La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso del pubblico ministero che contestava la decisione di riesame che aveva ravvisato esplicitamente solo l’assenza dei gravi indizi di colpevolezza e di conseguenza escluso che operasse la presunzione di cautela in carcere, ma senza proporre alcun argomento in tema della non attualità della necessità della restrizione cautelare in carcere della persona indagata, in quanto tema assorbito dall’assenza del primo elemento.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 7 aprile 2025
Con gli inasprimenti stabiliti dal Codice rosso, irragionevole il divieto di tagliare la pena oltre i due terzi nei casi più “lievi”. “È opportuno e, anzi, doveroso sottoporre alla Corte la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 609-octies del Codice penale nella parte in cui non prevede che, nei casi ritenuti di minore gravità, la pena possa essere dal giudice diminuita in misura non eccedente i due terzi”. Il Tribunale dei minorenni di Milano ha messo nero su bianco, in un’ordinanza di rinvio alla Consulta, i suoi dubbi in merito alla rigidità, che impedisce al giudice di ridurre la pena nel caso di violenza sessuale di gruppo di minore gravità. Un tema già affrontato in passato dalla Corte costituzionale, che aveva bollato come manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale, difendendo il maggior rigore sanzionatorio rispetto alla violenza sessuale messa in atto da una sola persona, per la lesione particolarmente grave e traumatica della sfera di autodeterminazione della libertà sessuale della vittima.
di Paola Pottino
La Repubblica, 7 aprile 2025
Si è dimesso Santi Consolo, garante regionale per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti. L’ex magistrato e capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, classe 1951, succeduto al professore Giovanni Fiandaca, è stato nominato nel 2023 fa con decreto del presidente della Regione. “Mi sono dimesso perché, alla mia età, ho altri interessi a cui voglio dedicarmi”, dice Consolo. Esprime rammarico per le dimissioni Pino Apprendi, garante dei diritti dei detenuti di Palermo: “Il dottore Consolo non mi ha mai fatto mancare la sua competenza e conoscenza in materia carceraria - dice Apprendi - ed è certamente una grave perdita per il ruolo che esercitava per i detenuti di tutta la Sicilia, soprattutto in questo momento che la politica rimane sorda e insensibile ad ogni appello; lo dimostra, infatti, proponendo uno scandaloso piano carceri dispendioso e irrispettoso della dignità delle persone. Mi dispiace tanto che si esaurisca un percorso virtuoso che avevamo intrapreso in favore di chi, per quanto colpito da un provvedimento di restrizione, non ha voce”.
di Lorenzo Zacchetti
milanotoday.it, 7 aprile 2025
Nelle carceri dell’area metropolitana convivono problemi raccapriccianti e riconosciute eccellenze riabilitative. Nel mezzo di questi estremi ci sono gli esseri umani che, a ogni età, vengono travolti da conseguenze drammaticamente ingiuste, talvolta persino più aberranti dei reati commessi. Il sovraffollamento arriva al 148%. Sulla scia di recenti casi di cronaca, torna di attualità la crisi carceraria. Per la verità, il problema è endemico: non è cambiato praticamente nulla dopo le condanne che la Cedu (Corte europea per i diritti dell’uomo) ha comminato all’Italia per le condizioni di vita a cui sottopone i detenuti.
di Maddalena Berbenni
Corriere della Sera, 7 aprile 2025
L’allarme della direttrice del carcere. Antonina D’Onofrio ha parlato all’inaugurazione della Cascina dell’Agro, il progetto della Fondazione Don Fausto Resmini. Saranno accolti ragazzi usciti dal carcere o in difficoltà: “Bisogna lavorare sulla prevenzione”. Il vento soffia su Redona. Questa mattina (6 aprile) ha accompagnato l’inaugurazione della nuova Cascina dell’Agro, dove si incrociarono i destini di due sacerdoti che hanno lasciato un segno indelebile a Bergamo, forse più fuori che dentro la Chiesa: don Roberto Pennati, che la fondò e a cui è intitolata, morto di Sla a 73 anni il 17 maggio 2019, e don Fausto Resmini, che il Covid strappò dalla “sua” comunità di Sorisole a 67 anni, il 23 marzo 2020. Entrambi preti di strada e del Patronato San Vincenzo, proprietario dell’immobile e del terreno, su cui già da tre anni sono attivi i laboratori e la parte agricola, all’imbocco della Val Seriana, in via Correnti, Bergamo. Ora ci sarà anche la casa, per l’accoglienza di un massimo di dieci ragazzi usciti dal carcere oppure dalla stessa comunità Don Lorenzo Milani di Sorisole. Il senso è dare loro l’opportunità di costruirsi un futuro. Un futuro vero.
di Anna Giorgi
Il Giorno, 7 aprile 2025
All’interno dei sottopassi ferroviari le mostre e gli eventi del Fuorisalone. Dagli arredi funzionali per i detenuti, alle idee radicali dello studio Bruther. La città cambia e Dropcity sta al passo mettendo un altro tassello al progetto di Andrea Caputo che trasformerà i sottopassi di via Sammartini (gli ex Magazzini Raccordati delle ferrovie) in un centro di architettura e design permanente. Dropcity apre 18 stalli nella settimana del Fuorisalone con le mostre “Prison Times” e “Bruther.fbx” (fino al 31 maggio) e poi installazioni, conferenze e workshop. Il tema centrale dell’esposizione, che punta ad essere più di un fuorisalone, più di luogo dedicato soltanto alla cultura del progetto, è quello delle carceri, della vita dentro i penitenziari e di come il design può interpretare anche il percorso di recupero dei condannati.
Il Resto del Carlino, 7 aprile 2025
Un rosso Conero che profuma di libertà sarà presentato oggi alla rassegna Vinitaly. Lo hanno prodotto i detenuti del carcere di Montacuto, grazie a uno dei progetti di formazione avviato con il garante delle Marche Giancarlo Giulianelli. Un altro progetto consentirà invece ai detenuti di partecipare al festival di Musicultura a Macerata, cucinando per gli ospiti e lo staff della manifestazione. “Si tratta di una attività avviata l’anno scorso - racconta il garante Giulianelli - con i detenuti, l’agronomo e la direzione del carcere, l’assessorato alla sanità e l’Amap. Abbiamo potuto usare uno spazio esterno con i detenuti formati nella cura del vigneto.
di Francesca Marmaglio
Giornale di Brescia, 7 aprile 2025
La leggerezza del corpo che danza, si muove e dimentica il peso di errori che la mente trasforma in colpe, spesso difficili da sostenere. Il tema è quello scelto per la performance di danza contemporanea “Istantanea #09” del Progetto Verziano che ha visto protagonisti detenuti e detenute del carcere bresciano e liberi cittadini soci di compagnia Lyria. Lo spettacolo, che è andato in scena sotto il portico di palazzo Loggia ieri pomeriggio, ha visto la partecipazione di 20 danzatori: “Abbiamo cominciato il progetto, che è alla sua 14esima edizione, l’ottobre scorso e finiremo il 10 giugno al cinema Eden con la proiezione del racconto di questi mesi - ha detto Giulia Gussago, direttrice artistica della compagnia Lyria e ideatrice del progetto Verziano.
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