elivebrescia.tv, 1 agosto 2025
Nel carcere di Canton Mombello si forma una nuova generazione di artigiani. Si è conclusa la terza edizione del corso per calzolai rivolto ai detenuti della casa circondariale “Nerio Fischione”: 80 ore di laboratorio dedicate a “Pelletteria e calzature” che hanno insegnato tecniche di montaggio, assemblaggio e creazione di accessori in pelle. Il progetto, frutto di una rete che coinvolge Gruppo Foppa, Associazione Artigiani di Brescia, Provincia di Brescia e aziende come Ciac, Montech e Vibram, punta a offrire competenze certificate e un’opportunità di riscatto a chi sconta una pena.
di Sandy Fiabane
Il Dolomiti, 1 agosto 2025
“Compito del carcere è ridare alle persone autonomia e responsabilità”. Un servizio per la città, ma soprattutto un’opportunità di riscatto e reinserimento sociale per persone in semilibertà: Comune di Belluno e Istituto penitenziario hanno stipulato un protocollo di intesa per offrire ad alcuni detenuti la possibilità di svolgere volontariamente lavori di pubblica utilità. Si occupano di manutenzione e decoro urbano tutti i sabati mattina, mentre il resto della settimana lavorano in fabbrica con la cooperativa Sviluppo e lavoro.
di Silvia Pogliaghi
trendsanita.it, 1 agosto 2025
Nel carcere di San Vittore, il reparto “La Nave” accoglie detenuti tossicodipendenti in un percorso terapeutico innovativo e strutturato. Un modello unico in Italia, raccontato a TrendSanità da Giuliana Negri, tra indicatori di efficacia, relazioni umane e prospettive di reinserimento. Nel cuore del carcere di San Vittore a Milano esiste un reparto che sfugge agli stereotipi penitenziari. Si chiama “La Nave” e, sin dal 2002, rappresenta un modello virtuoso, ancor oggi unico in Italia, di trattamento avanzato per detenuti tossicodipendenti. Più che una struttura detentiva, La Nave si configura come una comunità terapeutica intramuraria, un luogo di transizione, che ‘naviga’ e che prova ad avviare un percorso di cura dentro un contesto, quello carcerario, dove la marginalità rischia di essere solo acuita.
friulisera.it, 1 agosto 2025
Inaugurato Polo Educativo Culturale e Formativo all’interno del carcere di Udine. Si è svolta ieri mattina la presentazione dei lavori di realizzazione della nuova sala polifunzionale della Casa circondariale di Udine. Un taglio del nastro per il nuovo Polo Educativo Culturale e Formativo e della nuova Biblioteca realizzati all’interno del carcere di Udine. Nuovi spazi ricavati all’interno dell’ex sezione femminile rimasta inutilizzata e abbandonata da oltre vent’anni che ha trovato così nuova vita e funzione. Va detto che la nuova struttura ristrutturata ha colpito stampa e visitatori presenti al taglio del nastro, per la realizzazione ordinata e funzionale degli spazi pur considerando i limiti imposti dalla preesistente struttura. A fare gli onori di casa la direttrice Tiziana Paolini accompagnata da graduati ed agenti della polizia penitenziaria. Presenti fra le altre autorità i vertici del Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria), il Prefetto di Udine, Domenico Lione, Il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni accompagnato da assessori e consiglieri. Presenti anche i consiglieri regionali Furio Honsell, Manuela Celotti e Massimo Morettuzzo. Troppo lunga la lista per nominare autorità e tutte le associazioni presenti, ma corre l’obbligo citare il Garante dei detenuti di Udine, Andrea Sandra e il precedente Garante Franco Corleone che dal 2021 ha promosso e dato vita all’idea della ristrutturazione, assieme all’associazione Icaro, con la Presidente Roberta Casco che ha accompagnato tutto il percorso di ristrutturazione. Percorso che vede una nuova visione di carcere che intreccia detenzione, cultura e inclusione, trasformando la casa circondariale in presidio civile e luogo di relazioni con il territorio ma si spera anche occasione concreta di reinserimento per i detenuti.
Agrigento. Agosto in carcere, solidarietà dagli avvocati: donati condizionatori per la sala colloqui
agrigentonotizie.it, 1 agosto 2025
L’iniziativa del consiglio dell’Ordine per consentire “dignità e decoro nelle visite dei detenuti”. “Dignità e attenzione concreta verso chi vive il carcere, anche nei suoi momenti più delicati”: con questo spirito, il consiglio dell’Ordine degli avvocati di Agrigento ha donato nella mattinata di oggi due condizionatori d’aria alla casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento, destinati alla sala colloqui tra detenuti e familiari. “Una scelta simbolica ma soprattutto pratica - si legge in una nota del Consiglio -, pensata per offrire un sollievo reale durante i mesi estivi, in uno spazio fondamentale dove si tengono gli incontri tra chi sconta una pena e i propri affetti più stretti. Un piccolo gesto che, però, assume un grande significato in un contesto spesso dimenticato dall’opinione pubblica”.
Ristretti Orizzonti, 1 agosto 2025
Donne detenute, anziani ospiti di “Maria Grazia Barone” e volontari protagonisti di un dialogo epistolare profondo. Annalisa Graziano: “Anche nei luoghi più difficili si possono tessere legami rigeneranti, capaci di trasformare la solitudine in condivisione”. Un foglio, una penna, una storia da raccontare. Così è nato un dialogo delicato e profondo tra donne detenute nella Casa Circondariale di Foggia e alcuni anziani ospiti della Casa di Cura “Maria Grazia Barone”. Un progetto semplice, ma potente, fatto di parole scritte e lette a voce alta, che ha unito due mondi lontani, eppure vicini nella comune esperienza della fragilità.
di Federico Cella e Michela Rovelli
Corriere della Sera, 1 agosto 2025
I seminari di Gino Cecchettin con gli studenti delle scuole di Catania, Roma, Milano e Verona sull’educazione ai sentimenti. Quando Gino Cecchettin si è presentato davanti alla Camera per raccontare cosa intendeva fare con la neonata Fondazione dedicata alla figlia Giulia, uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta nel novembre del 2023, ha parlato di un “sogno che ha un valore immenso perché è nato da una tragedia immane”. Il sogno è provare a fare qualcosa, a impegnarsi, per proporre - e dunque costruire - “modelli di relazione basati sulla stima reciproca, sull’ascolto e sul rispetto” partendo dalle nuove generazioni, protagoniste del futuro e che dunque hanno in mano la possibilità di cambiare e migliorarsi più di ogni altro. Che possono rendere realtà quel sogno, insomma. La Fondazione Giulia Cecchettin ha deciso di salire a bordo di CampBus nella sua sesta edizione proprio per iniziare questo percorso.
Il Domani, 1 agosto 2025
Martina Oppelli è morta in Svizzera, l’Italia le aveva negato il suicidio assistito. La 51enne triestina, affetta da sclerosi multipla, ha scelto l’eutanasia all’estero dopo tre dinieghi della sanità italiana. L’ultimo video: “Non ce la facevo più, il mio corpo si è disgregato”. “Il fine vita tocca a tutti, prima o poi. Ogni scelta va rispettata”. Così Martina Oppelli, affetta da sclerosi multipla da oltre 25 anni, ha rivolto un appello alle istituzioni italiane prima di morire oggi in Svizzera, mediante il suicidio medicalmente assistito. Aveva 51 anni, era architetta, e da decenni conviveva con la malattia. Negli ultimi tempi era completamente paralizzata. “Non ce la facevo più ad aspettare”, ha detto nel suo ultimo video. In Italia, dove questo tipo di procedura è possibile in presenza delle condizioni dettate dalla Corte costituzionale, le sue richieste erano state respinte tre volte.
Il Sole 24 Ore, 1 agosto 2025
Per la Corte costituzionale, sentenza numero 142 depositata oggi, le censure sono inammissibili considerata l’ampia discrezionalità del Legislatore. Non è ammissibile un intervento della Corte costituzionale che limiti l’acquisizione della cittadinanza per discendenza, attraverso una sentenza manipolativa che operi scelte, fra molteplici possibili opzioni, connotate da un ampio margine di discrezionalità e che hanno incisive ricadute a livello di sistema. È quanto si legge nella sentenza numero 142 depositata oggi, con la quale la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili e non fondate varie questioni di legittimità costituzionale, sollevate dai Tribunali di Bologna, di Roma, di Milano e di Firenze, sull’articolo 1 della legge numero 91 del 1992, nella parte in cui, stabilendo che “[è] cittadino per nascita: a) il figlio di padre o di madre cittadini”, non prevede alcun limite all’acquisizione della cittadinanza iure sanguinis.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 1 agosto 2025
La prima fase dell’intesa Meloni-Rama, riservata ai richiedenti asilo mai entrati in Italia, è appesa a questa decisione. Il grande giorno è arrivato: oggi alle dieci la Corte di giustizia Ue legge la sentenza che segna il futuro del protocollo Roma-Tirana. La causa - ribattezzata con i cognomi di fantasia Alace-Canpelli, secondo la prassi del tribunale di Lussemburgo a tutela della privacy - riguarda la definizione dei “paesi di origine sicuri” ed è stata discussa lo stesso 25 febbraio dalla Grande chambre (una sorta di Sezioni unite). In quell’occasione dodici paesi membri e la stessa Commissione Ue, con un’incredibile testacoda rispetto alla memoria depositata solo un mese prima, sono intervenuti per sostenere la linea del governo Meloni. Questo, fondamentalmente, pretende meno controlli dei giudici sulle designazioni dei paesi sicuri decise dal potere esecutivo.
- Gli appelli della Chiesa contro “l’inutile strage”
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