di Youssef Hassan Holgado e Nicola Imberti
Il Domani, 26 novembre 2023
“I miei rapporti con Giorgia Meloni sono eccellenti, perché non dovrebbero esserlo?” Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi non ci sta a passare da semplice esecutore di volontà altrui. La premier si muove per il globo terracqueo stringendo accordi con la Tunisia e l’Albania sul tema dei migranti. Fa annunci ma, assicura il titolare del Viminale dal palco dell’evento organizzato da Domani a Roma, non si tratta in alcun modo di propaganda. E comunque lui non è un semplice spettatore.
di Giovanna Branca
Il Manifesto, 26 novembre 2023
Già il 24 novembre le strade di Istanbul erano state blindate, in particolare l’accesso a piazza Taksim e alle vie centrali della città, sorvegliate da poliziotti in tenuta antisommossa. Questo non ha fermato qualche centinaio di manifestanti femministe e di associazioni Lgbtq+, che si sono messe in marcia dal quartiere di Mecidiyekoy, dirette a piazza Taksim - dove sono state fermate dalla polizia - nella Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne.
di Mauro Armanino*
Il Fatto Quotidiano, 26 novembre 2023
Innanzitutto la polvere, che entra dappertutto e colpisce il nostro sguardo in modo talvolta pericoloso. È di questo che vorrei parlare per prima cosa, perché tutto nella nostra vita dipende dal modo con cui guardiamo le cose. La prima cosa da osservare, quando si studia qualsiasi argomento, è proprio il tipo di sguardo col quale osserviamo una determinata realtà… Dove e come leggiamo la realtà! Da qui guardiamo (e leggiamo) la realtà dal Sahel, uno spazio umano, geografico, politico, economico e culturale. Questo è già un aspetto interessante, ma da solo non basta, perché bisogna scegliere Il luogo socio-umano da cui guardarla. Ci sono luoghi privilegiati che diventano lo specchio della società... Uno di questi luoghi è la migrazione: i migranti rivelano molto del nostro Sahel!
di Marco Fattorini
Il Riformista, 25 novembre 2023
Più carcere per tutti. Potrebbe riassumersi così, con uno slogan semplice ed efficace l’ultimo “pacchetto sicurezza” approvato dal governo e, più in generale, il primo anno di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Un decreto dopo l’altro, l’esecutivo ha inventato nuovi reati o aumentato le pene per moltissime situazioni. Nel magico mondo sovranista tutto diventa penale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 novembre 2023
Il disegno di legge in materia di sicurezza pubblica, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 16 novembre, ha sollevato considerevoli riflessioni e preoccupazioni tra i Garanti regionali, provinciali e comunali delle persone private della libertà personale. Samuele Ciambriello, il nuovo Portavoce nazionale della Conferenza dei Garanti territoriali, ha elaborato assieme a 28 garanti, un appello che mira a stimolare una riflessione approfondita da parte di parlamentari, magistrati, avvocati, sindacalisti e operatori del terzo settore presenti nelle carceri. Il documento offre un’analisi critica evidenziando le problematiche che potrebbero essere corrette durante il suo percorso parlamentare. Il disegno di legge, correttamente presentato all’esame parlamentare in forma ordinaria, è considerato dagli esperti un terreno aperto a correzioni e modifiche. Tuttavia, i Garanti ritengono cruciale portare all’attenzione delle autorità competenti alcune questioni fondamentali per evitare potenziali conseguenze negative.
di Franco Corleone
Messaggero Veneto, 25 novembre 2023
Il 16 novembre nel carcere di Udine un detenuto di 64 anni, si è suicidato. La tragedia si è consumata dopo soli sei giorni dall’arresto e le ragioni di ordine familiare e sociale sono note. Quello che non si sa è che Rodolfo Hillic aveva chiesto un colloquio con lo psicologo. Era in lista di attesa con una psicologa dell’Amministrazione penitenziaria (un esperto ex art. 80 dell’Ordinamento penitenziario con contratto di poche ore al mese), ma non ha atteso il suo turno. Si tratta di un retaggio di quando la sanità era di competenza dell’amministrazione penitenziaria e personalmente ho molti dubbi sulle funzioni ambigue di questa figura.
di Andrea Oleandri*
lavialibera.it, 25 novembre 2023
Un’alta percentuale delle persone recluse negli istituti italiani è straniera, vive in condizioni economiche precarie, ha un basso livello di istruzione e fa uso di sostanze. Bisognerebbe intervenire per risolvere queste criticità, ma la risposta della politica è sempre la stessa: repressione. “Troppe poche le carceri per rinchiudervi tutti i poveri del mondo”, scrisse il poeta e saggista polacco Czeslaw Milosz nel suo libro Il cagnolino lungo la strada. La stessa frase apre Sociologia della povertà di Enrica Morlicchio, professoressa ordinaria di Sociologia dello sviluppo all’università di Napoli Federico II.
di Maria Elena Masala
greenplanner.it, 25 novembre 2023
Aumentano i progetti, dentro e fuori i confini italiani, che vedono a collaborazione tra aziende e istituti penitenziari. Alla base una collaborazione che spesso ha a che fare anche con il recupero di materiali di scarto che prendono nuova vita. L’economia circolare entra negli istituti penitenziari italiani con varie iniziative che promuovono l’inserimento dei detenuti nel mondo del lavoro attraverso le cooperative sociali e le aziende, in un’osmosi virtuosa tra profit e no profit.
di Annarita Digiorgio
Il Foglio, 25 novembre 2023
Lara è in fin di vita, picchiata in carcere. Una storia che fa pensare a ciò che è accaduto ad Alberto Scagni. Lara è in fin di vita, picchiata in carcere. Marina e Roberto si sono rivolte alle detenute per farla fuori. Sfruttando la vendetta carceraria su una donna che ha avvelenato un bambino. Una storia purtroppo che accade anche nel paese reale. È notizia di ieri che Alberto Scagni, condannato a 26 anni per aver ammazzato sua sorella, è stato nuovamente picchiato in carcere a Sanremo a poco più di un mese dall’episodio che si è verificato in quello di Marassi. Scagni è arrivato in codice rosso con diversi traumi ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico per la frattura del naso e della mandibola. È ora in coma farmacologico per in prognosi riservata. Due detenuti di nazionalità marocchina lo hanno tenuto in ostaggio in cella torturandolo per ore, quasi fino a ucciderlo. Gli artefici del sequestro di persona e delle lesioni gravi erano in stato alterato per alcool fatto in modo artigianale in cella macerando la frutta e ingerendo medicinali.
di Niccolò Nisivoccia
Il Manifesto, 25 novembre 2023
Come rispondere alle ingiustizie? Come rimettere a posto le cose, quando le cose abbiano perso il loro posto, il loro presunto ordine nel mondo? Come rispondere alle istanze di riconoscimento che qualunque domanda di giustizia presuppone, e che ogni ingiustizia mette in crisi? Le norme contenute nel “Pacchetto sicurezza” approvato dal Cdm inducono a porsi la medesima domanda che l’Alta Scuola Federico Stella sulla Giustizia Penale ha rivolto, a fine ottobre, ai partecipanti al primo incontro del suo nuovo ciclo su “Giustizia e letteratura”: “Ma come rispondere diversamente?”. È la domanda che si pone Gertrude, nei “Promessi sposi”, davanti alle insistenze della famiglia che la vuole monaca contro la sua volontà, e che in realtà sono violenze vere e proprie. Tutti la riempiono di lusinghe: e lei capisce che ogni sua risposta costituisce un passo in avanti sulla strada che la sta conducendo verso il convento, dove diventerà la “monaca di Monza”. Scrive proprio così, Manzoni: “Sentiva bene che ognuna delle sue risposte era come un’accettazione e una conferma”. Per poi aggiungere, appunto: “Ma come rispondere diversamente?”.
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