erbanotizie.com, 25 novembre 2023
Nell’ottica di gettare uno sguardo diretto sulla realtà della giustizia e dell’importanza della legalità, gli studenti delle classi quarte e quinte dell’Istituto Professionale Agricoltura e Sviluppo Rurale “San Vincenzo” di Albese con Cassano hanno dato vita a un’esperienza senza precedenti. La scuola di via Roma, infatti, è la prima scuola della Provincia ad aderire al progetto “Giustizia e legalità”, nell’ambito dell’insegnamento di educazione civica. Accompagnati dal preside Ismaele Pozzoli, dalla docente di diritto Giulia Gilardi e dall’insegnante di italiano Carlo Farina, i giovani si sono immersi nella realtà della casa circondariale di Como.
di Alessandra Pigliaru
Il Manifesto, 25 novembre 2023
Un percorso di libri, tra saggi e prose, su femmincidi e violenza maschile contro le donne. Italia, Stati Uniti, Argentina, Spagna e ancora oltre. Per dire di no a abusi e disuguaglianze. Da Giusi Palomba a Eve Ensler, proseguendo con Rita Laura Segato e Joanna Bourke.
di Nino Luca
Corriere della Sera, 25 novembre 2023
“La protesta va bene ma la violenza no”: questo il messaggio ai rapper e trapper lanciato da Amadeus alla Milano Music Week. Interpellato sulla polemica sui contenuti a volte misogini della trap, Amadeus per quanto riguarda Sanremo ha spiegato che “non ho mai censurato nessun testo, ma per la violenza quotidiana che viviamo dobbiamo fare tutti una riflessione, ci vuole un senso di responsabilità ed educazione generale, non bisogna dare la colpa a qualcuno, alla musica, alle istituzioni, alle famiglie, ma dare l’esempio”.
di Rosanna Scardi
Corriere della Sera, 25 novembre 2023
Dalla fiction campione di ascolti “Lea - I nostri figli” di Raiuno a un reading teatrale. Giorgio Pasotti è atteso, sabato prossimo, nella chiesa di San Vittore Martire per interpretare “Aspettando domani”, testo scritto da Carlotta Balestrieri per celebrare un’occasione speciale: la Banca di Credito cooperativo dell’Oglio e del Serio festeggia i 120 anni della fondazione della Cassa rurale di prestiti di Calcio. La curatela dell’evento è affidata a deSidera. Insieme a Pasotti, in chiesa a Calcio, ci sarà la violoncellista Daniela Savoldi.
di Fabrizia Giuliani
La Stampa, 25 novembre 2023
C’è un prima e dopo Giulia, non c’è dubbio. In questa storia non ci sono mostri, periferie degradate, famiglie in pezzi; non ci sono droghe, vite eccessive, problemi di salute mentale, cattivi maestri. Gli alibi, insomma, sono caduti, non c’è più modo di spingere la violenza - i suoi autori - in una zona che ci faccia sentire al sicuro, in condizione di dire “non io, non noi”. Il suo assassinio ha una valenza periodizzante, direbbero gli storici, è uno spartiacque. L’ha acquisita perché ha reso ineludibile un dato che fino ad ora si è provato rimuovere o a definire in altro modo, ossia che la violenza contro le donne - anche qui, nei nostri confini, nelle nostre case - è una reazione all’esercizio della loro libertà. Ed è una guerra aperta, anche se fatichiamo a riconoscerla e chiamiamo le cose per nome solo quando i fatti, con la loro ostinazione, ci costringono a farlo.
di Fiorenza Sarzanini
Corriere della Sera, 25 novembre 2023
Nulla servirà fino a che non si deciderà di creare un vero sistema di protezione. Servono fondi, personale specializzato, la violenza contro le donne deve essere trattata come una vera emergenza. Accade sempre, dopo ogni femminicidio. Soprattutto se, come nel caso di Giulia Cecchettin, l’emozione per il delitto diventa un’onda che travolge tutto e tutti. E allora la politica si mobilita, il Parlamento si impegna, il governo promette.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 25 novembre 2023
La data nasce nel 1999, ma prende vita nel 2016 con la nuova esplosione femminista. “Come primissima sensazione ricordo la sorpresa. Non sapevamo cosa aspettarci perché negli anni precedenti era diventata una data rituale. L’impatto con la piazza, invece, fu incredibile”. A colpire Carlotta Cossutta, attivista di Non una di meno Milano, in questo giorno di sette anni fa furono i colori all’uscita dalla stazione Termini. Le organizzatrici della manifestazione contro la violenza maschile sulle donne avevano dato indicazione di indossare il rosa e il fucsia. “Erano ovunque”. Dal 1999 il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, istituita con una risoluzione Onu per ricordare le sorelle Mirabal: Patria, Minerva e Maria Teresa. Tre attiviste politiche dominicane uccise in quel giorno del 1960 per ordine del dittatore Rafael Leónidas Trujillo. In Italia una grande mobilitazione avviene nel 2007, con un corteo nazionale che porta a Roma oltre 50mila donne sulla scia del femminicidio di Giovanna Reggiani, violentata e uccisa il 30 ottobre nella stazione romana di Tor di Quinto.
di Francesca D’Amato
Il Domani, 25 novembre 2023
“Il confronto tra uomini è fondamentale, perché possono riconoscere nell’altro, i comportamenti che loro stessi mettono in atto” dice Alessandra Pauncz, presidente di Cam, il Centro uomini maltrattanti. Negli ultimi due anni 250 soggetti sono stati rieducati nella gestione delle loro emozioni. Esiste una struttura che prova a interrompere la meccanica dell’odio contro le donne. Il Centro Uomini Maltrattanti (Cam) nasce nel 2008 e si costituisce come associazione nel 2019. L’obiettivo è quello di rieducare gli uomini autori di violenza, attraverso un percorso di assunzione di responsabilità e consapevolezza. Secondo i dati Istat nove donne su dieci subiscono maltrattamenti. Molti di questi rimangono spesso nascosti tra le mura di casa. “Il Cam nasce per chi si rende conto di avere un problema e vuole essere aiutato” afferma Alessandra Pauncz, la presidente. Il centro conta in tutto 4 sedi: a Firenze, Ferrara, Nord Sardegna, e Cremona. “La maggior parte degli uomini è motivato dal desiderio di cambiare e diventare un buon partner o un genitore migliore” afferma Pauncz. Circa un terzo degli uomini è arrivato volontariamente, mentre la maggior parte attraverso delle prescrizioni rilasciate dal tribunale o dagli assistenti sociali, altri ancora vengono indirizzati dalle stesse partner.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 25 novembre 2023
Le donne che consegnano la loro storia dalle case rifugio non vogliono avere nome e non vogliono mostrare il volto. Hanno bussato alla porta dei centri antiviolenza per recuperare quell’identità smarrita e riappropriarsi del corpo che un altro ha violato. Per questo, la giovane che apre la porta della sua camera nella casa rifugio di via di Villa Pamphili, a Roma, chiede di essere chiamata solo: donna.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 25 novembre 2023
Chiesta la fiducia (si vota lunedì) sul dl Cutro 2. In commissione esteso il periodo di permanenza per chi ha più di 16 anni. E sale da 30 a 45 giorni pure il limite nelle strutture per minori. Ancora una stretta in materia di immigrazione, che stavolta riguarda anche i minorenni. Fra i cori di indignazione delle opposizioni, che lamentano come “il Parlamento venga ancora una volta delegittimato”, il governo ha posto la fiducia sull’attuale versione del terzo decreto in materia di migranti, modificata durante l’esame in commissione a Montecitorio. Dopo la richiesta di fiducia, avanzata per conto dell’esecutivo dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani (FdI), la Camera è stata convocata per lunedì 27 novembre a mezzogiorno. Ma le nuove modifiche, lamentano fra gli altri la dem Sandra Zampa e la 5s Carmela Auriemma (che coi colleghi del Moviimento ha abbandonato i lavori per protesta contro il contingentamento dei tempi) “travolgono le norme di civiltà che avevano fatto dell’Italia un modello in Ue” e “contrastano con la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e con la Costituzione”. Anche Benedetto Della Vedova, di + Europa, intervenendo in Aula, denuncia che “il potere esecutivo si sta sostituendo al potere legislativo primario, piano piano. Rischiamo di avere in eredità un Parlamento delegittimato”. E se, prosegue, “la maggioranza sostiene di avere sempre ragione, come avvenuto con questi voti di fiducia, e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia”.
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