di Melina Chiapparino
Il Mattino, 16 gennaio 2024
Era stato condannato all’ergastolo per il femminicidio della sua compagna: muore suicida nel carcere napoletano di Poggioreale a 40 anni. Secondo quanto si apprende, la vittima è Andrea Napolitano, un anno fa condannato al carcere a vita per aver ucciso Ylenia Lombardo, 33enne di San Paolo Belsito, in provincia di Napoli. La ragazza fu lasciata esanime a terra dal 40enne che non trovava una carta prepagata con 15mila euro. Subito dopo, Napolitano diede fuoco all’appartamento. All’epoca, Napolitano era già in cura presso il centro di igiene mentale.
di Melina Chiapparino
Il Mattino, 16 gennaio 2024
La tragedia all’interno della sua cella nel padiglione Firenze. Un 38enne originario del Marocco è stato trovato privo di vita all’interno della sua cella, nel padiglione Firenze del carcere di Poggioreale a Napoli. L’uomo, detenuto senza fissa dimora, si sarebbe impiccato alle prime luci dell’alba. La salma è stata trasferita nel reparto di Medicina Legale del Policlinico federiciano a disposizione dell’autorità giudiziaria, così come accaduto per un altro detenuto, un 40enne originario di Nola, morto ieri mattina, a quanto pare, con le stesse modalità suicida.
cuneodice.it, 16 gennaio 2024
Si tratta di una persona che era in carcere da tredici giorni: entrata il 28 dicembre, si è tolta la vita il 10 gennaio. La nota di Alice Depetro e Filippo Blengino: “Un carcere sempre più fuori dall’alveo costituzionale”. “Apprendiamo di un ennesimo caso di suicidio avvenuto all’interno del carcere di Cuneo. Dopo due anni consecutivi con un numero record di persone recluse che si sono tolte la vita, il 2024 è iniziato con nuovi drammatici fatti che raccontano bene di un carcere sempre più fuori dall’alveo costituzionale”. Così in una nota Filippo Blengino, Segretario di Radicali Cuneo “G. Donadei”, e Alice Depetro, membro di Direzione.
di Marina Verdenelli
Il Resto del Carlino, 16 gennaio 2024
“Non ho potuto fare nulla per Matteo. Sono senza colpe, niente dimissioni”. L’avvocato Giancarlo Giulianelli replica così al corteo degli attivisti che sabato l’hanno contestato “Hanno fatto bene a manifestare ma non condivido le loro ragioni perché non ho nessuna responsabilità”.
di Antonio Condorelli
livesicilia.it, 16 gennaio 2024
Un detenuto ha perso la vita dopo il contagio del virus dell’influenza suina. I medici del reparto specializzato dell’ospedale Cannizzaro hanno fatto l’impossibile, ma il virus aveva gravemente danneggiato i polmoni dell’uomo. Il pronto soccorso della struttura, che si trova a pochi metri da Aci Castello, è stato letteralmente preso d’assalto nelle ultime settimane, perché “sono aumentate - dice a Live Sicilia Antonella Di Stefano, dirigente dell’unità operativa di pediatria del Cannizzaro - vertiginosamente tutte le forme di malattie respiratorie, stiamo avendo problemi con i virus sinciziali e l’influenza suina, per i più piccoli. Stiamo registrando numerose complicazioni con polmoniti e forme di miositi ed encefaliti”.
di Biagio Salvati
Il Mattino, 16 gennaio 2024
Uno sciopero della fame dal 23 gennaio prossimo per sensibilizzare l’opinione pubblica sul sovraffollamento delle carceri di cui ha parlato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo ha annunciato ieri, Rita Bernardini, presidente nazionale di “Nessuno tocchi Caino” all’esterno del penitenziario di Santa Maria Capua Vetere il terzo in Campania per sovraffollamento a margine di una visita nell’istituto che l’esponente dell’associazione ha svolto insieme ad avvocati di Santa Maria e Napoli nord, Garante regionale dei detenuti e rappresentanti di Movimento forense e Osservatorio carcere delle camere penali italiane. “Dobbiamo ribadire ancora una volta che c’è un disinteresse incredibile da parte della politica nazionale sulle carceri ha esordito Bernardini a nessuno importa il problema del sovraffollamento sul quale si è anche pronunciato il Presidente Mattarella senza successo”.
Genova. Carceri, sopralluogo di Aiga e Onac: “Avvocatura fondamentale nel processo di reinserimento”
liguria.bizjournal.it, 16 gennaio 2024
Gli avvocati hanno constatato le criticità e auspicano un maggior coinvolgimento anche della popolazione civile proprio per favorire l’inserimento sociale. Dal 28 dicembre 2023 al 5 gennaio 2024 Aiga Genova ha partecipato all’iniziativa “Natale in carcere” organizzata su tutto il territorio nazionale dal Partito Radicale e dall’Associazione Italiana Giovani Avvocati (Aiga) con le sezioni locali e il proprio Osservatorio Nazionale Carceri (Onac). L’obiettivo perseguito con l’attività ispettiva congiunta è stato quello di verificare le condizioni delle strutture carcerarie italiane e di portare all’attenzione dell’opinione pubblica la necessità di operare una profonda revisione dell’Ordinamento Penitenziario per garantire ai detenuti concrete possibilità di rieducazione e reinserimento sociale.
di Mariangela Pala
L’Unione Sarda, 16 gennaio 2024
Incontro ufficiale tra il sindaco di Alghero, Mario Conoci, e la nuova direttrice del carcere “Giuseppe Tomasiello”, Tullia Carra, che ha preso servizio lo scorso mese di novembre. È stata l’occasione per parlare della collaborazione tra il Comune di Alghero e l’istituto penitenziario, in particolare dello sviluppo di progetti di inclusione sociale per i detenuti, che potrebbero essere coinvolti in lavori di utilità sociale, anche attraverso le società partecipate, nel campo del decoro e verde urbano, delle manutenzioni oppure nelle aree museali o biblioteca. Un progetto che ha già prodotto ottimi risultati negli anni passati con l’obiettivo del reinserimento sociale delle persone detenute.
targatocn.it, 16 gennaio 2024
Un progetto che vede insieme Joinfruit e Opne Baladin Cuneo e che ha lo scopo di agevolare il reinserimento lavorativo attraverso la formazione in ambito agricolo. Joinfruit insieme a Open Baladin Cuneo e alla Casa Circondariale di Cuneo il prossimo 29 gennaio presentarà il progetto “Liberi di Coltivare, coltivare una rinascita”. Si tratta dell’avvio di un’attività agricola all’interno della Casa Circondariale di Cuneo come opportunità di rieducazione e rinascita per i detenuti. Un progetto che nasce dalla volontà e responsabilità di investire in attività di economia sociale e circolare che coinvolgano anche le persone più “fragili”.
di Michele Andreucci
Il Giorno, 16 gennaio 2024
I problemi che dovrà affrontare sono sempre quelli degli ultimi anni. Il sovraffollamento e la carenza del personale della polizia penitenziaria. Una realtà complessa, quella che da ieri, giorno del suo insediamento ufficiale, si è presentata alla nuova direttrice del carcere di Bergamo, Antonina D’Onofrio. Secondo gli ultimi dati del ministero della Giustizia nella casa circondariale di via Gleno sono detenute 562 persone a fronte di 319 posti regolamentari, il dato più alto degli ultimi sei anni, un indice di affollamento che colloca Bergamo all’ottavo posto in Italia. Il personale della polizia penitenziaria conta su 206 operatori, ma ne servirebbero, pianta organica alla mano, circa 40 in più.









