di Simone Alliva
L’Espresso, 17 settembre 2023
Strasburgo ha deciso per un risarcimento di 52mila euro per danni morali a Maxim Lapunov: “Le prove dimostrano chiaramente che le accuse di gravissime violazioni”. All’Espresso aveva dichiarato: “È un male che ti entra dentro e non esce più”.
di Filippo Barbera
Il Manifesto, 16 settembre 2023
Meloni: “Lo Stato ci mette la faccia”. Non lo fa però ricucendo il tessuto sociale e personale strappato, ma con il “daspo urbano” e con sanzioni collettive alle famiglie come in guerra. Periferia est di Palermo, Istituto Ics Sperone-Pertini. Dieci anni fa la dispersione scolastica era al 27%, oggi è all’1%. Risultato raggiunto grazie all’impegno di una dirigente scolastica, Antonella Di Bartolo, che ha lavorato per ricucire il legame motivazionale e materiale con le famiglie.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 16 settembre 2023
Nel commentare il cosiddetto decreto Caivano - daspo urbano agli over 14, divieto di avvicinamento a particolari luoghi pubblici, più carcere per i minori e altro - la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha affermato che non si tratta di “norme repressive, ma di prevenzione”. Gli impatti di scelte fatte nel passato mostrano che il decreto legge va in senso opposto a quella prevenzione che Meloni vanta di perseguire, oltre a non conformarsi a princìpi sovranazionali in tema di minori.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 16 settembre 2023
“La separazione delle carriere? No, non è negoziabile. C’è già un progetto in Parlamento: ci agganceremo. Entro dicembre si raddoppia sulla giustizia. La limitazione dei poteri del pm? Una volta che si è chiusa un’indagine non si riapre”. Chiacchierata con il Guardasigilli.
di Liana Milella
La Repubblica, 16 settembre 2023
Dopo Calenda il Guardasigilli vuole il consenso di Italia viva sulla giustizia e alla festa di Santa Severa incassa applausi a scena aperta. I decreti del governo con l’aumento delle pene? Servono per tenere a bada l’allarme sociale. Il contesto è di quelli favorevoli. La platea pronta all’applauso. I renziani fanno il tifo per il Guardasigilli Carlo Nordio. Non gli fanno mancare la “ola”. E alla fine dello spettacolo, alla festa di Italia viva a Santa Severa, una data da ricordare quella del 13 settembre, Matteo Renzi corre sul palco per salutare con evidente affetto il ministro della Giustizia super garantista che è stato prontissimo a muovere l’azione disciplinare contro i pubblici ministeri di Firenze che indagano giusto sul leader di Italia viva per via dei presunti finanziamenti illeciti in arrivo da Open. In un crescendo, Nordio prima ha annunciato l’invio degli ispettori pubblicamente in aula al Senato in replica a un’interrogazione dello stesso Renzi e poi ha mandato il dossier con la richiesta di mettere sotto “processo” i due pm al procuratore generale della Suprema corte.
di Gian Domenico Caiazza*
Il Riformista, 16 settembre 2023
Se va in porto la riforma della separazione delle carriere, il Pm finisce sotto il controllo dell’esecutivo, dice l’Anm. Ma la norma in questione recita esattamente l’opposto. Quando si è a corto di argomenti, ed hai tutte le evidenze contro, non ti resta che raccontare qualche efficace bugia. Se va in porto la riforma della separazione delle carriere, dice infatti ANM, il Pm finisce sotto il controllo dell’esecutivo. Falso. Ecco come reciterebbe l’art. 104 della Costituzione, come previsto dalla legge di iniziativa popolare dei penalisti italiani, fatta propria da tutte le proposte di legge ora in Parlamento: “L’ordine giudiziario è costituito dalla magistratura giudicante e dalla magistratura requirente ed è autonomo e indipendente da ogni potere”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 16 settembre 2023
Gli azzurri ne uscirebbero sconfitti se non riuscissero a portare a casa almeno alcuni emendamenti, come quelli che prevedono che gli ascolti irrilevanti non siano evidenziate sui brogliacci. Avremmo pensato di titolare questo articolo così: “Forza Italia non ci sta: sulla riforma garantista delle intercettazioni andiamo avanti”. E invece non sarà possibile perché sulla faccenda la nebbia ancora non si è diradata. Ieri vi abbiamo raccontato che una nostra autorevolissima fonte di governo ci aveva detto che a Forza Italia sarebbe stato chiesto di ritirare gli emendamenti presentati al decreto legge 105/2023, quello che estende la disciplina dell’uso delle intercettazioni per reati di criminalità organizzata anche ad altri tipi di delitti, come il traffico illecito di rifiuti e sequestro di persona a scopo di estorsione. “Se il governo ha una linea, deve essere sostenuta da tutti”, è stato riferito al Dubbio. L’altolà da parte di Lega e Fratelli d’Italia deriverebbe dal fatto che la mini riforma delle intercettazioni elaborata dagli azzurri sarebbe troppo garantista. Per alcuni in Forza Italia sarebbe stato più tattico non rendere pubblici gli emendamenti prima del deposito, che comunque è avvenuto, e quindi ora è arrivato il momento di rimediare, o meglio di trattare: Fi ha chiesto per martedì prossimo un incontro al ministro Nordio. Per i forzisti è confermato, per Via Arenula ancora no. “Nulla di strano” ci spiega un colonnello di Fi, “lo hanno chiesto anche Calenda e Costa”. E ha ragione ma sul contenuto dell’incontro le bocche sono cucite. È facile però immaginare che martedì, a due giorni dal voto sugli emendamenti, la rappresentanza forzista vada a Via Arenula per definire la loro linea del Piave.
di Liana Milella
La Repubblica, 16 settembre 2023
Il Guardasigilli porterà in Cdm lunedì prossimo nuove norme per ridurre gli ascolti, ma fonti del ministero frenano. Ma è già in atto il blitz sul decreto alla Camera. Peggio che ai tempi di Berlusconi. Contro le intercettazioni, nonostante la responsabile Giustizia della Lega Giulia Bongiorno le abbia appena definite “indispensabili”. Ma il Guardasigilli Carlo Nordio sta preparando misure per ridurne l’uso per portarle nel consiglio dei ministri di lunedì prossimo, anche se dal ministero frenano: “Nessuna stretta sulle intercettazioni in arrivo in Cdm”, riferiscono fonti di via Arenula aggiungendo che il “ministro ha seguito con grande interesse i proficui lavori della Commissione presieduta dalla senatrice Giulia Bongiorno, all’esito dei quali saranno concordate le future iniziative di riforma”. Intanto, in via Arenula c’è stata oggi una riunione di maggioranza. E alla Camera, Forza Italia e Azione stanno facendo a gara nel presentare emendamenti per limitare gli ascolti, soprattutto con le microspie attraverso trojan. Addirittura per decreto legge. Sicuramente le proposte, davvero osé, saranno inammissibili, ma se la maggioranza dovesse forzare grazie ai suoi numeri preponderanti, esse troveranno alla fine lo stop del Quirinale.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 16 settembre 2023
“Pronti a rafforzare le tutele”, dice il guardasigilli. Il deputato: l’ordinanza cautelare sia impubblicabile. È caccia ai quattro magistrati sotto procedimento disciplinare per una possibile violazione delle norme sulla presunzione d’innocenza. La notizia è stata resa nota due giorni fa dal ministro Carlo Nordio che, rispondendo a una interrogazione del deputato di Azione Enrico Costa, ha detto: “Sono state già iniziate alcune azioni disciplinari, una su segnalazione del nostro Ispettorato e tre su esercizio della Procura generale della Cassazione, per violazione di quest’ultima norma”. Ma i soggetti o le Procure “sospettate” restano ignoti: bocche cucite sia a via Arenula che al Csm. Evidentemente dopo il caso Donzelli- Delmastro, l’attenzione alla riservatezza è ancora più avvertita. D’altra parte, anche quei magistrati hanno diritto alla presunzione d’innocenza, quindi non sarebbe nelle inclinazioni di questo giornale farne i nomi, considerato che ancora non è intervenuta una sentenza definitiva nei loro confronti in sede disciplinare.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 16 settembre 2023
Va risarcito un boss della camorra. La videosorveglianza dell’area senza schermatura è degradante anche se le immagini sono offuscate. Inquadrare l’area del Wc, nella cella di un detenuto sottoposto al 41-bis, con una telecamera non schermata, è un trattamento degradante, anche se le immagini sono offuscate. Contraria al senso di umanità è anche l’assenza del riscaldamento nei mesi invernali. La Cassazione ha così accolto il ricorso di un boss della camorra sottoposto al regime differenziato, contro il no del Tribunale di sorveglianza al suo reclamo, con il quale chiedeva di essere risarcito per i periodi durante i quali aveva subìto un trattamento inumano. Circostanza che il Tribunale aveva negato considerando alcuni aspetti della sua detenzione risultato dell’imposizione del cosiddetto carcere duro.
- Genova. Omicidio nel carcere di Marassi, l’ex direttore Mazzeo: “Giustizia da riformare”
- Roma. Il protocollo Raggi sulle carceri mai applicato. Comune e ministero ne firmano un altro
- Vicenza. Carcere, nuovo Garante e il 18 settembre Commissioni congiunte
- Reggio Calabria. Tortura al carcere “San Pietro”? La Procura continua a indagare
- Milano. Ragazzini migranti non accompagnati, don Gino Rigoldi: “Pronti per il carcere”











