di Claudio Cerasa
Il Foglio, 15 gennaio 2024
Rosa, Olindo e gli altri. Ci sono casi in cui lo stato di diritto, per esigenze mediatiche, è andato a farsi benedire. Le colpe di un sistema giudiziario che a forza di utilizzare la tecnica dello “smarmella tutto” ha mostrato una incapacità di fare indagini sul campo. Fuggite dalla fuffa e concentratevi sulla ciccia. E la ciccia in fondo è tutta qui: le indagini, bellezza. Ci sono due modi diversi di leggere le notizie relative al caso Erba e alla possibile revisione del processo. L’approccio numero uno, molto progressista, porta a pensare che i magistrati abbiano sempre ragione e che dunque ogni rumore di fondo che arriva all’interno di un’indagine sia una distrazione dalla verità rivelata.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 15 gennaio 2024
A giudicare da un certo modo di raccontare questa storia, sembra quasi che i precedenti verdetti in primo, secondo e terzo grado siano già carta straccia. L’avevamo già detto una volta ma ora tocca ripeterlo: attenzione ai facili entusiasmi. Più in alto si salta per esultare, più grande rischia di essere il tonfo in caso di caduta. È un consiglio per gli innocentisti esaltati del caso Erba: prudenza. Gli ergastolani Olindo e Rosa hanno ottenuto la revisione del processo: buon per loro. Un punto a favore della difesa. Ma - promemoria per chi li vorrebbe già liberi - prima di vederli passeggiare per le vie di Como (come fecero la sera dell’11 dicembre 2006 mentre la casa della strage andava a fuoco) serve una cosuccia al momento non a portata di mano: una sentenza di assoluzione che regga fino all’ultimo grado di giudizio.
di Lucandrea Massaro
romasette.it, 15 gennaio 2024
Il tasso di sovraffollamento medio in Italia è del 127%, nel Lazio del 138%. Il garante regionale: “La detenzione non può essere il surrogato dei servizi sociali”. Sul sito del Garante dei detenuti del Lazio si legge che alla fine del 2023 “il numero di detenuti presenti negli istituti penitenziari del Lazio è stato pari a 6.537, con un incremento di 604 unità rispetto ai 5.933 di inizio anno”. Vale a dire che il tasso di crescita è stato +9,4%.
lacnews24.it, 15 gennaio 2024
Il Garante Ciambriello: “Il diritto alla salute prevale su tutti i diritti”. L’uomo di origine campane era stato trasferito da Avellino nella casa circondariale del capoluogo dove ha perso la vita. Un detenuto di origine campana è morto nel carcere di Catanzaro, dove era stato trasferito dalla casa circondariale di Avellino. Sulla vicenda è intervenuto il garante delle persone private della libertà personale Samuele Ciambriello.
parmatoday.it, 15 gennaio 2024
Si tratta per lo più di personaggi di peso all’interno di Cosa nostra, alcuni dei quali decisamente vecchi sepolti al “carcere duro” ormai da decenni. Sono 10 i detenuti al 41 bis nella casa circondariale di via Burla, a Parma. Su un totale di 728 registrati in tutta Italia a ottobre scorso (poco più dell’1,3 per cento degli oltre 56 mila reclusi in Italia), ai quali si è aggiunto a gennaio il boss Matteo Messina Denaro, catturato dopo 30 anni di latitanza. Si tratta per lo più di personaggi di peso all’interno di Cosa nostra, alcuni dei quali decisamente vecchi sepolti al “carcere duro” ormai da decenni. Tanti i boss che si trovano poi nello stesso penitenziario, anche se i contatti tra loro sono impossibili.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 15 gennaio 2024
Sei anni, 16 udienze e 2 giudici, tutto a spese dello Stato. L’emblematico caso del contenzioso tra due ex amici: la lite è accaduta il 17 febbraio 2017, ma tra tentativi di conciliazione, Covid e rinvii la sentenza è arrivata solo a novembre 2023 Duemila settecento settanta due giorni, sei anni e due mesi trascinatisi in 16 udienze, per un banale processo a un solo imputato, con un solo testimone da sentire davanti al giudice di pace, su una sola imputazione di lesioni personali, foriera di una prognosi di soli cinque giorni per un asserito pugno tra due coinquilini sul pianerottolo di casa, con il coinvolgimento di due giudici avvicendatisi, nove diversi viceprocuratori onorari scomodati a rappresentare l’accusa nelle varie udienze, altrettanti cancellieri man mano di turno, due avvocati, il personale di un centro di mediazione, e tutto peraltro a spese dello Stato con il “gratuito patrocinio” degli onorari legali dei due litiganti ammessivi in forza dei limiti di reddito dichiarati: un ideale viatico per le imminenti cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario ad opera di ministri, Csm, magistratura e avvocatura, che al solito conteranno quanti (tanti-troppi) siano i processi, e quanto (tanto-troppo) durino, e quanto (troppo) si sprechino le (già troppo poche) risorse di personale e mezzi disponibili per farvi fronte.
Messaggero Veneto, 15 gennaio 2024
Il docufilm al Visionario, mercoledì a Cinemazero. In sala anche il regista Antonio Tibaldi. La vita dentro un carcere unico al mondo, in mezzo al mare, dove gli uomini attraverso il lavoro cercano il proprio personale riscatto è quella raccontata in “Gorgona”, miglior documentario italiano al Festival dei popoli 2022. E sarà proprio il regista Antonio Tibaldi a presentare il film al Visionario di Udine domani alle 19.30 e il giorno seguente a Cinemazero di Pordenone alle 20.45.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 15 gennaio 2024
L’uso di TikTok è sempre più sfruttato dai clan del Foggiano, il Csv replica con un videoclip realizzato dal cantautore Giovanni D’Angelo. La criminalità nel Foggiano fa proseliti attraverso i social. TikTok, in particolare, è lo strumento prediletto - si possono aprire profili anonimi - per propagandare la (sub)cultura mafiosa. Una ricerca del professore Marcello Ravveduto, docente di Digital Public History all’Università di Salerno, con ricercatrici del corso di Informatica Umanistica dell’Università di Pisa, ha “mappato” la galassia delle mafie foggiane (quarta mafia, l’insieme di gruppi criminali della Capitanata, nel nord della Puglia) attraverso le piattaforme digitali. E ha messo a fuoco il linguaggio di figli, mogli e cugini dei mafiosi o loro affiliati, influencer evoluti, abilissimi nel giustificare la devianza criminale e nel creare una “estetica del potere - spiega in sintesi Ravveduto - e cioè far capire che più sei ricco e famoso più hai diritto di comandare”.
di Gabriele Segre
Il Domani, 15 gennaio 2024
L’occidente è in guerra, militare, economica e valoriale. Ma non ne usciremo se continueremo solo a guardare il nemico invece di chiederci cosa dobbiamo cambiare per vincere. L’occidente è in guerra. Ci sono pochi dubbi a riguardo: per accorgersene è sufficiente leggere i nomi di villaggi scritti in alfabeto cirillico, arabo o ebraico associati alla tragica contabilità di munizioni, missili e morti. Se non bastasse, si possono enumerare le battaglie senza armi con cui giovani e vecchie potenze si contendono il dominio dell’economia globale. O ricordare ancora i conflitti più sottocutanei, ma altrettanto polarizzanti, scatenati a casa nostra, nel cuore di Europa e Stati Uniti, contro l’ombra sinistra di populismi, suprematismi e radicalismi antidemocratici.
di Loretta Napoleoni*
Il Fatto Quotidiano, 15 gennaio 2024
Le guerre dimenticate hanno il vizio di tornare a condizionare la nostra vita. Anche in questa fase storica in cui in Occidente il nazionalismo trionfa sul globalismo e la fortezza Europa alza muri di cinta verso il cielo sempre più solidi, i conflitti ignorati per lungo tempo minacciano il nostro privilegiatissimo stile di vita, e spesso lo fanno con prepotenza inaspettata. E così la guerra a Gaza, la più vecchia del moderno Medio Oriente, e quella nello Yemen, tra le più recenti, hanno portato in casa nostra tragedie umane che molti reputavano inimmaginabili e tra poco svuoteranno anche i nostri portafogli. E vediamo come questo secondo fenomeno prende forma.
- Medio Oriente. Il processo alla Corte dell’Aia e l’antisemitismo eterno
- Arabia Saudita. Oltre 1.250 impiccagioni, con bin Salman otto sanguinosi anni di regno
- Sri Lanka. Arresti indiscriminati e minori lasciati senza cure, nutriti dai vicini
- Ecuador. Le forze di sicurezza riprendono il controllo delle carceri
- Cile. La prigione piena di gatti









