di Claudio Bottan*
Il Dubbio, 14 settembre 2023
L’ultimo arrivato ha settant’anni, la parte destra del corpo paralizzata per un ictus che gli ha tolto l’uso della parola. Deve scontare una pena di tre mesi per un reato risalente agli inizi degli anni Novanta e l’ha scoperto quando è atterrato a Fiumicino dopo vent’anni che mancava dall’Italia. È andato ad occupare l’unica cella libera della sezione, chiusa da quando il precedente “inquilino” è stato trasferito all’obitorio.
Dalla finestra del carcere di Santa Maria Capua Vetere. Laurearsi in carcere può servire a qualcosa?
di Pierdonato Zito
Ristretti Orizzonti, 14 settembre 2023
Se commettere reati ti porta in carcere, smettere di commetterli dovrebbe portarti fuori. Questo l’assioma, ma il carcere così come è strutturato sembra andare contro ogni logica. Sono stato il primo a conseguire una laurea con lode in sociologia. presso l’Università Federico II di Napoli Polo Universitario Penitenziario di Secondigliano. Titolo della tesi “Lo Studio negli istituti penitenziari: il valore educativo tra formazione, resipiscenza e recidiva”.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 14 settembre 2023
Nuovi percorsi di formazione professionale e avviamento al lavoro in favore dei detenuti. Saranno presto attivi grazie alla collaborazione fra Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il Gruppo Webuild, multinazionale specializzata nella realizzazione di grandi infrastrutture complesse. È quanto prevede il protocollo d’intesa sottoscritto oggi dal Capo del Dap Giovanni Russo e da Pietro Salini, Amministratore delegato dell’azienda. Presente al momento della firma, nella sede romana della multinazionale, anche il Sottosegretario alla Giustizia con delega alle attività trattamentali della popolazione detenuta, Andrea Ostellari.
di Eraldo Affinati*
L’Unità, 14 settembre 2023
Sanzionare i genitori che non iscrivono i figli a scuola non risolverà il dramma degli adolescenti smarriti. Come mi capita di dire spesso, anche il peggior scolaro compie comunque un passo in avanti rispetto alla famiglia da cui proviene. I recenti provvedimenti del Governo, successivi ai tragici eventi di Caivano e Palermo, dall’impronta palesemente repressiva, hanno aperto un dibattito di grande rilevanza in tutto il Paese, specie per quanto riguarda il mondo della scuola, da sempre il baricentro imprescindibile di ogni azione riformatrice, visto le ripercussioni che qualsiasi cambiamento determina nelle famiglie, nell’educazione dei ragazzi, specie di quelli fragili, in sostanza nella formazione della coscienza nazionale. In molti, pur ammettendo la necessità di una presenza costante delle Forze di Polizia nei territori più devastati del Meridione, hanno sottolineato il rischio di un intervento unicamente punitivo: non basterà certo inasprire le pene per veder scomparire i reati, specialmente se questi nascono in ambienti culturalmente poveri e degradati.
di Gianni Balduzzi
linkiesta.it, 14 settembre 2023
Tra i ragazzi più della metà dei detenuti è straniero, e per chi non è italiano le pene sono più severe. Ma nelle carceri non ci si possono aspettare miracoli di umanità come in “Mare Fuori”. I reati dei minorenni sono in crescita rispetto agli ultimi anni, ma non rispetto allo scorso decennio. È ciò che emerge dalla lettura dei dati ufficiali, ovvero quelli dell’Istat, del Ministero dell’Interno e della Polizia di Stato.
di Mario Fillioley
La Stampa, 14 settembre 2023
Il cambiamento sociale deve partire dai redditi e dal benessere economico. Chiedere i miracoli all’istruzione non è mai stata una strategia efficace. C’è una parte del decreto Caivano che prevede di punire con la detenzione i genitori che non mandano i figli a scuola. Tra i compiti di chi come me insegna alle scuole medie c’è quello di segnalare i ragazzi a rischio abbandono, proprio per prevenire la dispersione scolastica: si monitorano le assenze, se è il caso ci si informa sui possibili motivi, si convocano le famiglie a scuola, si scoprono delle cose.
di Maurizio Crippa
Il Foglio, 14 settembre 2023
A Caivano non mancano i denari, né lo Stato. Ma la scelta di rompere il familismo asociale. Caivano, il carcere duro dovrebbero darlo a chi l’ha edificato, orrendo com’è. E due anni anche ai genitori che l’hanno mandato a scuola, l’architetto maledetto. Quindi ok, per fare un decreto Caivano bisogna essere più fessi che nemmeno nazisti. Poi però si deve passare alla domanda successiva, se non si voglia fare la figura dei furbetti del commentino: sarà davvero tutta colpa che “manca il welfare”, che “manca lo stato”?
di Valentina Baldisserri
Corriere del Mezzogiorno, 14 settembre 2023
“Qui c’è abbandono. Serve più istruzione, non il carcere”. Davide Cerullo e la sua storia di riscatto. Oggi è uno scrittore e a Scampia aiuta i bambini a uscire dal buio con il suo “Albero delle Storie”. Era un camorrista ed oggi è uno scrittore e fotografo affermato. A 14 anni gestiva una importante piazza di spaccio a Scampia, oggi gestisce un progetto per i bambini di Scampia, l’Albero delle Storie. Ha trascorso l’adolescenza con le armi tra le mani, oggi sono i libri il suo pane quotidiano.
di Iuri Maria Prado
L’Unità, 14 settembre 2023
Va bene la prevenzione, ma per stroncare il cancro della criminalità giovanile quel che ci vuole è la repressione, ha spiegato l’ex pm ed ex liberale. Il ministro Carlo Nordio ha ripreso la penna opinionista che aveva mollato affiliandosi al partito di Giorgia Meloni, il partito dei “garantisti nel processo e giustizialisti nella pena”, e sul Messaggero ha risposto agli insolenti che non omaggiano la portata liberale delle norme sui rave party, sulla caccia universale ai trasgressori della filiazione secondo protocollo Family Day e sugli schiavettoni ai quattordicenni.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 14 settembre 2023
Tre tornate di audizioni a Palazzo Madama mentre alla Camera il procuratore antimafia Melillo apre a una stretta sulle intercettazioni. Intanto, in un palazzo romano, si discute dell’ipotesi di revocare la scorta a Valeria Grasso, imprenditrice antimafia. La riforma dell’ordinamento giudiziario e del codice dell’ordinamento militare è sotto la lente del legislatore.
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