di Franco Corleone
L’Espresso, 3 settembre 2023
Molti esultano per l’entrata in vigore della cosiddetta giustizia riparativa e addirittura scomodano il termine di rivoluzione per un modello di risoluzione dei conflitti che non si comprende se sia alternativa al diritto penale o piuttosto interna al processo.
Adnkronos, 3 settembre 2023
“L’alto numero dei suicidi e i numerosi episodi di violenza nelle carceri italiane ripropongono quotidianamente il tema di una situazione di tensione e di degrado diffusa negli istituti di pena che non può essere accettata e che deve spingere la politica, e prima di tutto il governo, a mettere in campo misure e interventi efficaci per migliorare le condizioni detentive.
di Valerio Baroncini
Il Resto del Carlino, 3 settembre 2023
Ogni volta che un cittadino cerca di farsi giustizia da solo, muore una piccola parte dello Stato. E questo cortocircuito giudiziario accade sempre di più in relazione ai figli: quanti padri e madri hanno vendicato le onte subite dai figli?
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 3 settembre 2023
Cresce il malcontento in Forza Italia per il piano di Nordio frenato da Meloni “Ci sono stati tanti annunci ma pochi fatti”. “Guardi, era stato il ministro della Giustizia Carlo Nordio ad annunciare che avrebbe intrapreso un profondo percorso riformatore di stampo “liberale” e “garantista”, musica per le nostre orecchie dopo anni di oscurantismo manettaro e giustizialista. Fin dall’inizio Nordio aveva avuto il nostro appoggio incondizionato. Stupisce, quindi, questo rallentamento”, afferma al Riformista un importante parlamentare di Forza Italia che non ha però voglia di essere citato per evitare di alimentare polemiche in un momento molto delicato per il governo.
di Davide Varì
L’Unità, 3 settembre 2023
Critiche da Bobo e Stefania Craxi, da Margherita Boniver e Matteo Renzi, mentre apprezzamenti arrivano dell’Associazione parenti delle vittime e dall’ex presidente della Camera Roberto Fico. L’intervista a Repubblica di Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio e presidente emerito della Corte Costituzionale, ha riaperto una ferita nella storia italiana. Amato ha parlato di presunte responsabilità della Francia e della Nato nella strage di Ustica, che la sera del 27 giugno 1980 vide morire sui cieli del mar Tirreno 81 persone che viaggiavano a bordo del volo Itavia IH870 da Bologna a Palermo. L’ex presidente del Consiglio tratteggia il disegno che sarebbe stato dietro la strage, parlando del piano alleato per eliminare il dittatore libico Muammar Gheddafi. Una verità, quella di Giuliano Amato, che si richiama a quella espressa nel 2008 dall’ex Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che per primo aveva sollevato il suo j’accuse contro la Francia. Amato però va anche oltre, dicendo che ad avvisare Gheddafi dell’imminente pericolo fu il leader del Psi Bettino Craxi.
di Daria Bonfietti*
Il Manifesto, 3 settembre 2023
43 anni dopo Ustica. Amato ci porta all’interno di quello scenario internazionale che ci ha sempre delineato Andrea Purgatori, che anche oggi dobbiamo ricordare con riconoscenza, quando ci ha parlato di una partita tra Italia, Libia, Francia e Usa. Penso che l’intervista di Giuliano Amato a Repubblica sia un grande contributo alla verità sulla strage di Ustica e gli sono davvero grata; ci viene da un qualificato protagonista politico che ha sempre avuto un ruolo significativo e positivo nella vicenda.
di Andrea Aversa
L’Unità, 3 settembre 2023
Eseguito l’esame sul figlio di Ciruzzo o Milionario, detenuto al 41 bis presso il carcere di Sassari. Nei prossimi giorni sarà reso pubblico l’esito ufficiale. Le anticipazioni dell’avvocato difensore Gennaro Pecoraro: “Mi è stato detto che non voleva essere visitato. Sarebbero stati confermati i problemi psichiatrici”.
di Andrea Aversa
L’Unità, 3 settembre 2023
Abbiamo provato a contattare (via mail e via Pec) sia il Garante per i diritti dei detenuti del Veneto, che la Direttrice del penitenziario di Montorio. In entrambi i casi il risultato è stato lo stesso: mutismo assoluto. Non è stato possibile ottenere, né informazioni sulle condizioni di salute del primo, né sul decesso del secondo.
torinoggi.it, 3 settembre 2023
Il sopralluogo della Garante dei detenuti Monica Gallo e dell’assessore alla Sicurezza Gianna Pentenero. “La migliore condizione per la salute e la garanzia del diritto alla salute e alle cure deve prevedere una riorganizzazione della sanità penitenziaria riattivando servizi e prestazioni, comprese quelle possibili anche all’interno dell’istituto penitenziario torinese”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 3 settembre 2023
Tanti detenuti non hanno i documenti d’identità e quindi, anche se sono privati della libertà, non possono usufruire pienamente di alcuni servizi per i quali i documenti sono invece richiesti. Nasce da questa consapevolezza l’accordo tra Comune di Firenze, carceri di Sollicciano e Gozzini e Istituto penale per i minorenni con l’obiettivo di trovare soluzioni operative per il rilascio dei documenti e l’iscrizione anagrafica dei detenuti, sia italiani che stranieri.
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