di Mario Di Vito
Il Manifesto, 2 settembre 2023
La dem Braga: “Un incentivo a considerare la vita dei lavoratori un bene da difendere”. Sull’onda della strage di Brandizzo si torna a parlare della possibile istituzione del reato di omicidio sul lavoro. Il tema non è nuovo e, per la verità, nel codice penale, all’articolo 589 (omicidio colposo) è già previsto che “se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni”.
di Simona Lorenzetti
Corriere della Sera, 2 settembre 2023
“Non mi stupisco che accadano ancora infortuni sul lavoro di tale gravità. Non mi stupisco affatto, perché basta leggere le sentenze della Cassazione per capire che c’è qualcosa che non va e che per la sicurezza nel mondo del lavoro non si sta facendo abbastanza”. È un’amara considerazione quella che offre l’ex procuratore di Torino Raffaele Guariniello.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 2 settembre 2023
Parla Francesco Paolo Sisto. “Contro gli incidenti sul posto di lavoro bisogna investire sulla prevenzione, ecco quattro possibili direzioni”, ci dice il viceministro della Giustizia dopo la tragedia di Brandizzo. “Dobbiamo evitare che lo sdegno, il dolore e il rammarico per questo gravissimo incidente sul lavoro terminino dopo due giorni e che tutto resti com’è. Questo è il governo giusto per affrontare, e vincere, il tema degli incidenti e delle morti sul lavoro. Il punto di partenza è responsabilizzare le imprese, investire sulla prevenzione, oltre che attivare maggiori controlli, evitando la solita corsa a nuove dosi di sanzioni. Bisogna ripartire dalle imprese, non dalle procure, che naturalmente arrivano sempre dopo, quando è drammaticamente tardi”. Così, intervistato dal Foglio, il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, commenta la tragedia di Brandizzo, dove giovedì notte hanno perso la vita cinque operai.
di Mauro Ravarino
Il Manifesto, 2 settembre 2023
Intervista al senatore operaio, Tino Magni: “Dobbiamo coinvolgere le parti sociali, per ridurre le sacche di precarietà e combattere il lavoro nero, investendo sulla prevenzione. Dobbiamo partire dai dati Inail”. Ha appena lasciato il luogo della strage di Brandizzo e ciò che pensa è che un cambio di mentalità non sia più rimandabile. “Dobbiamo rimettere al centro la persona, non il profitto”. Lo dice Tino Magni, senatore di Alleanza Verdi e Sinistra, nonché da giugno presidente della commissione di indagine sulle condizioni di lavoro, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro del Senato. È stato alla stazione del piccolo comune torinese, 48 ore dopo la tragedia. Qui, ha portato solidarietà ai familiari delle vittime e ha incontrato, tra gli altri, i sindaci di Brandizzo e Chivasso, Paolo Bodoni e Claudio Castello.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 2 settembre 2023
Vera o percepita? A Vienna la prima Conferenza globale dell’Onu sui fenomeni legati al malaffare: per la Farnesina è intervenuto Giovanni Tartaglia Polcini, che ha spiegato come gli attuali indici di misurazione producano “risultati distorti”.
di Simonetta Fiori
La Stampa, 2 settembre 2023
L’ex premier: “Era scattato un piano per colpire l’aereo sul quale volava Gheddafi, ma il leader libico sfuggì alla trappola perché avvertito da Craxi”. “Adesso l’Eliseo può lavare l’onta che pesa su Parigi”. Dopo quarant’anni le vittime innocenti di Ustica non hanno avuto giustizia. Perché continuare a nascondere la verità? È arrivato il momento di gettare luce su un terribile segreto di Stato- o meglio - un segreto di Stati. Potrebbe farlo il presidente francese Macron, anche anagraficamente molto lontano da quella tragedia. E potrebbe farlo la Nato, che in tutti questi anni ha tenacemente occultato ciò che accadde nei cieli italiani. Chi sa ora parli: avrebbe grandi meriti verso le famiglie delle vittime e verso la Storia”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 2 settembre 2023
La decisione del tribunale di Genova. Non erano terroristi i nove anarchici arrestati lo scorso 8 agosto tra Genova, La Spezia, Massa e Carrara. Il tribunale del riesame di Genova, infatti, ha cancellato l’accusa di associazione sovversiva finalizzata al terrorismo per i redattori della rivista Bezmotivny - Senza Motivo, finiti al centro dell’inchiesta “Scripta Scelera” proprio a causa della realizzazione di un periodico diffuso in poche centinaia di copie e già chiuso al momento degli arresti. Annullati per difetto di motivazione anche i sequestri effettuati durante il blitz. Restano in piedi, comunque, le accuse di stampa clandestina e di offesa all’onore del presidente della Repubblica. Di conseguenza le misure cautelari sono state confermate: in quattro restano agli arresti domiciliari, mentre per gli altri cinque c’è l’obbligo di dimora. Le motivazioni del riesame verranno depositate nel giro di un mese e mezzo, poi gli avvocati valuteranno se impugnarle.
ternitoday.it, 2 settembre 2023
Il procuratore generale Sergio Sottani in visita agli istituti penitenziari della regione, la situazione in città: ci sono cento detenuti in più e 45 agenti di polizia penitenziaria in meno. I “nodi”: droga, autolesionismo e ritardi del tribunale di sorveglianza. “Dai dati forniti in occasione degli incontri emerge che la situazione più critica dal punto di vista del numero dei reclusi è quella della casa circondariale di Terni, che a fronte di una capienza regolamentare di 416 posti letto ospita 510 detenuti, di cui 111 cittadini stranieri”.
di Giovanni Del Giaccio
Il Messaggero, 2 settembre 2023
A dare l’allarme un vicino di cella che gli faceva domande e che non riceveva risposte. Si attende l’esito dell’autopsia prima di fissare il funerale dell’uomo di 35 anni che si è suicidato in carcere a Frosinone. Il detenuto - che sembra avesse problemi di depressione - era ancora vivo quando è stato soccorso, ma purtroppo per lui non c’è stato nulla da fare ed è deceduto in ospedale. A dare l’allarme un vicino di cella che gli faceva domande e che non riceveva risposte.
Corriere del Veneto, 2 settembre 2023
Rinchiusi tra le mura di un carcere per scontare una pena, ma non disposti a sottostare a delle condizioni “disumane e degradanti”. Così hanno definito la situazione nella casa circondariale di Vicenza i detenuti che con una lettera datata 30 agosto si sono appellati al mondo oltre le sbarre che sperano possa aiutarli. È da martedì che i detenuti del reparto di alta sicurezza hanno cominciato una protesta pacifica, con quattro “battiture” al giorno (sbattendo pentole o altri utensili sulle finestre per richiamare l’attenzione) e rinunciando al vitto della cucina del carcere. Ma quali esattamente i motivi della protesta?
- Bologna. Il carcere minorile del Pratello è troppo affollato, l’allarme del Garante dei detenuti
- Benevento. Carenza di medici nelle carceri sannite, Ciambriello scrive all’Asl
- Ferrara. Giustizia Riparativa, protocollo per uno sportello di consulenza e un tavolo territoriale
- Milano. “Il Mercante di Venezia”: teatro oltre il carcere, in scena giovedì 7 settembre
- Milano. Presentazione del progetto “Mabul” nella Casa di Reclusione di Opera











