di Elena Tebano
Corriere della Sera, 1 settembre 2023
La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha stabilito che l’Italia non può rifiutarsi di riconoscere e registrare all’anagrafe i bambini nati con maternità surrogata all’estero, figli di cittadini italiani. L’Italia non può rifiutarsi di riconoscere e registrare all’anagrafe i bambini nati con la maternità surrogata all’estero figli di cittadini italiani. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo (Cedu) pronunciandosi sul caso di una bimba veneta nata nel 2019 in Ucraina, dove la surrogazione di maternità è legale, da un uomo italiano (che è anche il padre biologico della bambina) e dalla moglie, anche lei italiana.
di Paolo Varetto
La Stampa, 1 settembre 2023
Il sindaco Stefano Lo Russo si oppone alla realizzazione di un grande centro di smistamento: “Non è questa la strategia, piuttosto introdurre lo ius scholae per la cittadinanza ai ragazzini”. Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo piccona alle fondamenta la gestione dell’emergenza migratoria. Bocciando l’ipotesi di creare grandi centri per lo smistamento dei richiedenti asilo e suggerendo piuttosto la loro ridistribuzione in piccoli gruppi sui territori. “Siamo già in una situazione piuttosto critica - è il suo sfogo - e soprattutto non ci sono le condizioni per gestire centri con centinaia di migranti. Non è questa la strategia. Occorre affrontare la questione in maniera strutturale e sistematica ed è quello che come sindaci chiediamo al governo”.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 1 settembre 2023
Spesso tutto si blocca quando mancano gli accordi di riammissione. I moduli grigi, circondati da filo spinato, sono pronti. I primi 100 migranti sono già stati trasferiti da Lampedusa, ma le sezioni vanno ancora strutturate: una parte centro di accoglienza, l’altra sezione per le procedure di frontiera. Passa dal nuovo hotspot di Modica-Pozzallo una delle scommesse del governo Meloni sull’immigrazione. Sarà questo, infatti, il primo centro di trattenimento per le persone che provengono da Paesi terzi sicuri.
di Lorenzo Drigo
ilsussidiario.net, 1 settembre 2023
Sono 2.069 gli italiani che si trovano in un carcere all’estero: il primato spetta alla Germania, con 713 detenuti. Più della metà di loro è ancora in attesa di un giudizio. Il recente caso della liberazione di Patrick Zaki, detenuto in un carcere egiziano per aver protestato contro il regime di al-Sisi, aveva fatto sperare che si riaccendessero i riflettori sui tantissimi detenuti italiani che si trovano all’estero, talvolta (se non sempre) intrappolati in un complicato “gioco” burocratico/legale. Emblematico, per esempio, è il caso di Enrico “Chicco” Forti, da 22 anni detenuto negli USA con una pena all’ergastolo.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 1 settembre 2023
In occasione dell’odierna Giornata internazionale delle vittime di sparizione forzata, Amnesty International ha invitato a Beirut famiglie di persone scomparse in Iraq, Libano, Siria e Yemen per sostenere le loro richieste di verità, giustizia e riparazione. Da decenni, in tutto il Medio Oriente, autorità di stato e attori non statali fanno sparire e rapiscono persone per stroncare il dissenso, rafforzare il potere e diffondere il terrore nelle rispettive società. La maggior parte dei governi di quella regione non indaga sulle sparizioni né fornisce dati attendibili sulle persone scomparse. Ciò nonostante, le organizzazioni della società civile e gli organismi delle Nazioni Unite cercano di tener conto delle persone rapite e fatte sparire stato per stato.
La Repubblica, 1 settembre 2023
I detenuti di El Turi hanno preso in ostaggio un numero imprecisato di agenti di custodia e poliziotti. Ormai hanno il controllo della prigione i detenuti del carcere ecuadoriano di El Turi, a Cuenca, che ieri hanno iniziato una rivolta in risposta alla decisione del governo di perquisire le celle del centro di Cotopaxi. Hanno preso in ostaggio un numero imprecisato di agenti di custodia e poliziotti, mentre sono 300 i soldati all’esterno dell’edificio che non riescono a entrare.
di Francesca Fuscaldo*
Il Dubbio, 31 agosto 2023
Il numero dei suicidi in carcere sta progressivamente aumentando e il dato è allarmante: 84 nel 2022 e già 40 dall’inizio del 2023. Il ministro Nordio ha recentemente affermato di voler adottare adeguate contromisure, intervenendo sull’edilizia carceraria e implementando il personale medico, paramedico e assistenziale. Il sovraffollamento carcerario e l’inadeguatezza degli spazi affligge il nostro Paese ed è ormai noto e attenzionato da tempo, anche dagli organi internazionali, così come l’insufficienza del personale medico e assistenziale. Si tratta però di misure pensate per chiudere e soffocare. Il suicidio non è un fattore che risolvi con cemento e laterizi, né implementando il controllo. Chi vuole morire non arriva a questa scelta per una questione di metri e sa farlo in ogni momento, con qualsiasi mezzo e senza alcunché.
di Ilaria Cartigiano
L’Opinione, 31 agosto 2023
Le azioni contro il sovraffollamento. Gli eventi drammatici verificatasi nel carcere di Torino ad inizio del mese dimostrano come la situazione degli istituti penitenziari del nostro Paese continui a essere allarmante. Nei soli mesi estivi, infatti, secondo i dati dell’Osservatorio sulle condizioni di detenzione di Antigone, sono ben 15 detenuti che si sono tolti la vita (47 dall’inizio dell’anno). E come è noto, il problema principale è strettamente legato al sovrappopolamento presente negli istituti di pena. Un problema non solo italiano, ma anche europeo stando ai dati del rapporto Space del Consiglio d’Europa che registra un tasso ufficiale di sovraffollamento delle carceri europee del 107,4 per cento.
redattoresociale.it, 31 agosto 2023
“La società della ragione”, finanziata dalla Chiesa evangelica valdese, che pubblica un report proprio sulle case di lavoro. Sono nove sull’intero territorio nazionale (Alba, Vasto, Castelfranco Emilia, Aversa, Tolmezzo, Biella, Isili, Barcellona Pozzo di Gotto e la “Giudecca” di Venezia) e al 31 marzo scorso i detenuti presenti sono 247 (lo 0,44% sul totale dei detenuti)
di Mario Pavone
politicainsieme.com, 31 agosto 2023
A pochi giorni dal suicidio di due detenute nel carcere delle Vallette di Torino, il tema del sovraffollamento delle strutture penitenziarie italiane resta in primo piano. “Ogni suicidio è una sconfitta per lo Stato, per la giustizia e mia personale” - come ha affermato il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dopo la morte di Susan John, la donna nigeriana di 43 anni, lasciatasi morire di fame e di sete, e di Azzurra Campari, la 28enne italiana trovata impiccata nella sua cella.
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