di Michele Anzaldi
huffingtonpost.it, 31 agosto 2023
Venezia 80. Nel docufilm il giornalista ripercorre il calvario giudiziario di Ambrogio Crespi, con grande sensibilità civica e tempismo giornalistico. Il 6 settembre a Venezia, in occasione dell’80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica, sarà presentato e proiettato il docufilm “Stato di Grazia”, opera d’esordio di Luca Telese. Molti penseranno all’ennesima trovata di Telese per infilarsi da protagonista in uno dei festival del cinema più prestigiosi in Europa. D’altronde il giornalista ci ha abituato a queste sue sperimentazioni di comunicazione che spaziano in più campi: giornali, radio, televisione, editoria, social e adesso il cinema.
di Donatella Stasio
La Stampa, 31 agosto 2023
La premier faccia come l’ex presidente della Corte costituzionale: non servono passerelle ma rispetto e senso di responsabilità. “Con il nostro assenteismo e la nostra indifferenza abbiamo tolto la speranza ai giovani. Troppe volte noi non ci chiniamo abbastanza verso di voi. Abbiamo altezzosità e superbia, che rasentano la stupidità. È nostro dovere infondervi la virtù della speranza. Sappiamo di avervi deluso. Vi abbiamo trascurato, abbandonato. Dovete invece sentirci solidali con voi nella migliore ricostruzione dell’Italia. Perciò si doveva venire qui, in questa terra martoriata, dimenticata, che ha bisogno di testimonianze. Questa terra va vista, ma non da lontano. Volevo e dovevo venire qui di persona. Volevo essere fisicamente accanto a voi”.
di Francesco Bei
La Repubblica, 31 agosto 2023
Lo scontro Salvini-Meloni sulla cabina di regia a palazzo Chigi e quello che servirebbe davvero per l’emergenza immigrazione. L’ultimo scontro nel governo sulla cabina di regia per i migranti si è svolto, al netto delle smentite di rito, lontano dai riflettori. Giorgia Meloni ha accentrato a palazzo Chigi la gestione dell’emergenza sbarchi, chiarendo che il terminale delle operazioni e del coordinamento tra i ministri sarà d’ora in poi il sottosegretario Alfredo Mantovano, suo fedele braccio destro e sinistro. Una novità che non è stata presa bene da Matteo Salvini che si è visto estromettere dalla gestione politica del dossier, nonostante il Viminale ricada nella sfera d’influenza del Carroccio. Certo, per il segretario della Lega può a questo punto risultare anche molto comoda questa esclusione. Con le Europee tra dieci mesi, Salvini può assistere da spettatore al prevedibile fallimento dei fragili argini politici e diplomatici che il governo sta provando ad alzare per far fronte al boom di partenze. Prova ne sia l’aumento vertiginoso dei barchini dalla Tunisia del dittatore Saied, nonostante le visite al massimo livello della stessa Meloni e il memorandum (con annessi finanziamenti) firmato tra Roma e Tunisi. Non ci sono soluzioni facili in vista e Salvini potrebbe a questo punto far sua l’espressione di Matteo Renzi all’epoca dell’alleanza M5S-Lega - “ora tocca a loro e pop-corn per tutti!” - salvo che la débâcle del governo, essendone uno dei vicepremier, finirebbe inevitabilmente per travolgere anche lui.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 31 agosto 2023
“Gli arrivi sono cresciuti quest’anno del 112%: dopo aver parlato di impossibili blocchi navali il governo si trova alle prese con la realtà delle migrazioni, che è molto più complessa della propaganda”. La guerra a colpi di decreti e fermi amministrativi alle navi Ong, lo smantellamento del sistema di accoglienza. L’Unità ne discute con Giorgia Linardi, combattiva portavoce della Ong Sea Watch in Italia.
di Giulia Melani
Il Manifesto, 30 agosto 2023
Cosa succede ad una persona condannata dopo che ha scontato la sua pena? Nella quasi totalità dei casi, ovviamente torna in libertà, ma non è sempre così. Questa regola, apparentemente scontata e basilare, non vale per tutti. Circa 250 persone, dopo aver espiato la propria pena, si trovano recluse, per un tempo indeterminato, in una struttura del tutto analoga ad un carcere e che, quasi sempre, del penitenziario, rappresenta una sezione: la casa di lavoro o colonia agricola. In Italia ce ne sono 9. Da Alba a Barcellona Pozzo di Gotto, passando per Tolmezzo, Venezia, Castelfranco Emilia, Isili, Aversa, Vasto e Trani.
di Salvatore Merlo
Il Foglio, 30 agosto 2023
S’avanza un’idea al governo: invitare il ministro Nordio alla pazienza e alla ponderazione e investire tutto sulla riforma costituzionale. Verso un plebiscito dopo le europee, con il precedente (pericoloso) di Renzi. Separare la grande riforma costituzionale della giustizia, che slitterà a dopo dicembre, dalla grande riforma costituzionale sulla forma di governo che andrà incardinata il prima possibile. Evitare la concomitanza di un doppio referendum, perché si combatte una battaglia alla volta, e puntare subito tutto sul premierato: chiamare dunque gli italiani a votare ancora una volta dopo le europee - “volete voi un premier eletto direttamente dal popolo?” - un po’ come fece a suo tempo Matteo Renzi quando voleva abolire il Senato e il Cnel.
di Francesco Petrelli
Il Dubbio, 30 agosto 2023
Dice il dottor Caselli che la riforma della separazione delle carriere sarebbe per l’Ucpi una vera e propria “ossessione” e non si accorge che se c’è qualcosa da segnalare in proposito è al contrario proprio l’ostinazione con la quale la magistratura italiana continua a difendere l’attuale assetto ordinamentale nel quale pubblici ministeri e giudici costituiscono un unico monolite, condividendo una medesima carriera, gli avanzamenti, le nomine e la disciplina.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 30 agosto 2023
Retroscena sui veleni nell’Anm, nel gruppo guidato da Piraino c’è chi dice: sulle carriere separate ci tendono trappole. La posizione ufficiale di Magistratura indipendente, il gruppo moderato delle toghe, sulla proposta di separare le carriere fra pm e giudici attualmente in discussione in Parlamento sarà resa nota prima del Comitato direttivo centrale dell’Anm previsto per il prossimo 9 e 10 settembre a Roma.
di Frank Cimini
L’Unità, 30 agosto 2023
Il ricorso del pm sarà discusso davanti al Tribunale del Riesame il 6 settembre mentre quello dei difensori che chiedono di annullare tutte le misure cautelari è stato discusso ieri mattina e i giudici si sono riservati di decidere. “Non emergono dagli atti di indagine elementi seri e concreti che consentano di fare affidamento su una cooperazione da parte degli indagati. Anzi tale concorso di volontà non solo non è ipotizzabile ma può ragionevolmente escludersi. Si tratta di soggetti refrattari al rispetto delle regole imposte dall’autorità”.
di Giuseppe Bonaccorsi
Il Dubbio, 30 agosto 2023
Gli organi inquirenti avrebbero dovuto dimostrare, e non l’hanno fatto, che esisteva un “patto”, in questo caso tra l’ex presidente della Regione Sicilia e Cosa Nostra. La Corte di Cassazione ha depositato tre giorni fa le motivazioni della sentenza di assoluzione di Raffaele Lombardo, ex governatore della Sicilia e per molti decenni uomo forte della politica a Catania. Lombardo, nato politicamente con la Democrazia cristiana, è stato assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa nel marzo di quest’anno, a conclusione di un lungo processo durato quasi 13 anni e caratterizzato da numerosi colpi di scena, due sentenze contrastanti, sino al rinvio della Cassazione e al nuovo giudizio d’appello.
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