di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 31 agosto 2023
Due ostacoli fanno temere uno stop improvviso: la manovra complicata e l’ombra del referendum. La riforma della giustizia, “liberale” e “garantista”, voluta dal Guardasigilli Carlo Nordio e da realizzarsi in più tappe rischia di finire subito su un binario morto. La novità è di queste ore e rappresenta un radicale cambio di passo rispetto a quanto dichiarato appena una decina di giorni fa dalla premier Giorgia Meloni, secondo cui l’intervento sulla giustizia sarebbe dovuto andare al pari di quello costituzionale sul premierato. I motivi dello stop improvviso sarebbero essenzialmente due. Il primo riguarda la legge di Bilancio che si preannuncia molto difficile. “Sarà una legge di bilancio complicata, tutte lo sono. Siamo chiamati a decidere delle priorità, non si potrà fare tutto, certamente dovremo intervenire a favore dei redditi medio bassi, ma dovremo anche usare le risorse a disposizione per promuovere la crescita”, aveva messo le mani avanti l’altra settimana il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti (Lega).
di Alberto Cisterna
L’Unità, 31 agosto 2023
Separare le carriere di giudici e pubblici ministeri non è la strada per assicurare maggiori garanzie ai cittadini. Va invece interrotto radicalmente il circuito opaco di corresponsabilità tra il gip e il pm. Non c’è da crederci, ma chissà. Che la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri nella versione hard proposta dalle Camere penali, e solo in parte mitigata dalle componenti più garantiste della maggioranza, possa superare il vaglio parlamentare pare onestamente difficile. Non è certo un problema di numeri, se ai voti del centrodestra si sommassero quelli dell’ex-Terzo polo la riforma passerebbe tranquillamente, ma è abbastanza evidente che la maggioranza non sia compatta sul punto e che la premier non vuole “rogne” con le toghe all’approssimarsi di una stagione politica complessa e incerta.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 31 agosto 2023
Sul tavolo ci sono quattro proposte di legge. L’idea sulla commistione può sparigliare le carte. L’estate volge al termine e, puntuale, riparte il dibattito sulla riforma della giustizia. Una riforma quanto mai attesa e di cui si discute ormai da almeno trent’anni. In una intervista della scorsa settimana, la premier Giorgia Meloni ha affermato di considerare l’intervento sulla giustizia, al pari di quello costituzionale sul premierato, ‘prioritario’ per il Paese. Il problema è capire come e quando, visti i precedenti, tale intervento avverrà. Sul fronte dei lavori parlamentari, mercoledì prossimo, è in calendario la discussione sulla separazione delle carriere fra pm e giudici in Commissione affari costituzionali alla Camera. Un tema da sempre incandescente. Sul tavolo ci sono quattro proposte di legge presentate da Forza Italia, Lega, Azione e Italia viva. Nazario Pagano, il presidente forzista della Commissione, ha deciso - dopo mesi di stallo - di imprimere una accelerazione ai lavori e punta ad arrivare in aula prima della fine dell’anno. A luglio Enrico Costa e Roberto Giachetti, deputati di Azione e Italia viva, avevano inviato una nota proprio a Pagano chiedendogli di reinserire nell’ordine del giorno le proposte di legge in materia di separazione delle carriere della magistratura. “Su questi provvedimenti - avevano sottolineato i due deputati - sono state effettuate cinque audizioni, l’ultima a fine marzo. Poi il tema è uscito dal calendario dei lavori della Commissione, in coincidenza con l’annuncio del ministro Nordio di presentare un disegno di legge governativo in materia entro il 2023”. “Attualmente non abbiamo calendarizzato la proposta della separazione delle carriere”, aveva però affermato il Guardasigilli, precisando che trattandosi comunque di una riforma costituzionale doveva essere collegata ad altri tipi di riforme che dipendono anche da “considerazioni di ordine politico”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 31 agosto 2023
Gli azzurri non temono che la volontà di Meloni di dare priorità alla riforma del premierato possa penalizzare l’approvazione della riforma della giustizia. Caiazza (Ucpi), però, lancia l’allarme: “Il tempo corre”. Puntare tutto sull’approvazione della riforma costituzionale che introduce il premierato (con annesso referendum), rinviando a un secondo momento la riforma costituzionale della giustizia e della separazione delle carriere tra giudici e pm (con secondo annesso referendum)? Nessun problema. La strategia immaginata dalla premier Giorgia Meloni, anticipata ieri dal Foglio, non sembra preoccupare Forza Italia, cioè il partito di governo che da sempre ha fatto della riforma della giustizia una delle sue battaglie campali.
di Giulia Merlo
Il Domani, 31 agosto 2023
Parla la consigliera Csm di Magistratura indipendente. Il gruppo ha chiesto al Csm di creare un comitato che diffonda le buone prassi tra procure. Ma servono più toghe in organico e una specializzazione su reati difficili da prevenire ma anche da dimostrare
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 31 agosto 2023
A finire nel tritacarne stavolta è la ragazza violentata a Palermo. Il Garante privacy: media spregiudicati. Domani la a visita di Meloni al Parco Verde di Caivano, teatro delle violenze su due bimbe. La lezione di don Patriciello: “Un esercito qui? Sì, di maestri”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 31 agosto 2023
La Corte di cassazione, sentenza n. 36215 depositata oggi, ha accolto con rinvio il ricorso di un detenuto malato di cancro condannato per reati di mafia. Sì al differimento della pena per praticare le cure mediche necessarie alla tutela della salute anche per chi sta scontando la pena per reati di mafia. La Corte di cassazione, sentenza n. 36215 depositata oggi, conferma sul punto la linea della concretezza affermando che nel caso di diniego il tribunale dovrà indicare specificamente i luoghi in cui può avvenire la cura e le relative modalità.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 31 agosto 2023
Accolto il ricorso del ministero della Giustizia avverso la decisione del tribunale di Sorveglianza. Ma il divieto dell’uso della borsa refrigerante combacia con lo scopo del regime speciale?
di Andrea Priante
Corriere del Veneto, 31 agosto 2023
Agenti aggrediti, gesti di autolesionismo, proteste. È l’estate nera delle prigioni del Veneto: una polveriera che, dietro torrette e muri invalicabili, pare in procinto di esplodere. “Ci sono tensioni in tutta la regione, la situazione sta degenerando” conferma il segretario del sindacato Uspp, Leo Angiulli.
di Silvia Madiotto
Corriere del Veneto, 31 agosto 2023
Ieri mattina il sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari ha visitato la casa di reclusione e la casa circondariale di Padova, il giorno dopo una grave aggressione nella struttura, ha portato la sua solidarietà agli agenti e e parlato del piano del governo per allentare la tensione nelle carceri: “Sono previste nuove assunzioni di guardie penitenziarie e un rafforzamento dell’assistenza e formazione ai detenuti”.
- Piemonte. Nel primo Rapporto sulle donne detenute tutti i numeri della sofferenza
- Frosinone. Detenuto si toglie la vita in carcere, aperta un’indagine
- Avellino. Autolesionismo e rifiuto delle cure: detenuto muore nel carcere di Ariano
- Torino. Tragica estate nel carcere, tre donne si tolgono la vita
- Padova. Violenza nelle carceri, doppia inchiesta e un nuovo direttore del Circondariale











