di Andrea Colombo
Il Manifesto, 19 aprile 2023
Lollobrigida: “Incentivare le nascite”. Schlein: “Parole disgustose”. Il ministro insiste: “La nostra etnia va difesa”. “Non possiamo arrenderci all’idea della sostituzione etnica”: chissà se il ministro Francesco Lollobrigida, pronunciando queste parole dal congresso della Cisal, si rendeva conto di quanto deflagranti fossero. Il testa a testa tra destra leghista e destra tricolore per la palma dei più rigidi e feroci contro l’immigrazione fa brutti scherzi, specialmente se coniugato con la tendenza degli esponenti di maggioranza a riflettere poco prima di parlare. L’affermazione di Lollobrigida, ministro e altissimo ufficiale di FdI oltre che cognato della premier, è una bomba che giustifica in pieno le reazioni corali e sdegnate dell’intera opposizione, a partire dalla segretaria del Pd Schlein: “Parole disgustose e inaccettabili che hanno il sapore del suprematismo bianco. Mi auguro che Giorgia Meloni e il governo prendano le distanze”.
di Roberto Ciccarelli
Il Manifesto, 19 aprile 2023
Il caso. Storia di un’idea usata dal ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida (Fratelli d’Italia) diffusa nelle destre razziste e xenofobe. Resa popolare dallo scrittore Renaud Camus ha avuto una lunga gestazione. La teoria del complotto ha ispirato anche le stragi dei suprematisti negli ultimi anni.
di Flore Murard-Yovanovitch
Il Manifesto, 19 aprile 2023
Un convegno a Roma. Il crimine in corso contro le persone migranti a livello globale è ancora orfano di definizione. Occorre trovare le parole per identificare, a livello giuridico, il crimine contro l’umanità che viene quotidianamente commesso contro le persone migranti e cercare nel diritto esistente, a livello sia nazionale che internazionale, la normativa che possa inchiodare alle loro responsabilità penali i governi e le classi politiche che si succedono al governo, sia in Italia che in Europa e nel resto del mondo occidentale. Cercare all’interno del diritto penale esistente costruzioni giuridiche che rispecchino gli irrinunciabili valori di protezione della vita.
La Repubblica, 19 aprile 2023
Al centro dell’indagine il caso dell’americana Layla Shweikani sottoposta a violenze per estorcerle una confessione e poi condannata a morte nel 2016. L’Fbi sta lavorando a un’inchiesta che potrebbe tradursi in accuse di crimini di guerra per alcuni funzionari del governo siriano di Bashar al Assad ritenuti gli architetti del sistema di detenzione e torture nel paese, inclusa quelle inflitte all’americana Layla Shweikani nel 2016. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali le autorità federali hanno convocato un gran giurì che sta esaminando le prove e che dovrà decidere se, a suo avviso, il caso può procedere o meno.
di Gabriella Colarusso
La Repubblica, 19 aprile 2023
È stata accusata di “assembramento e collusione contro la sicurezza nazionale” e “propaganda contro il sistema” per aver partecipato alle proteste antigovernative innescate dalla morte.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 18 aprile 2023
Il carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, è stato teatro di un nuovo tragico evento. Un detenuto con disagi psichici si è impiccato nella sua cella. Nonostante i soccorsi della Polizia penitenziaria e dei sanitari, il detenuto non ha potuto essere salvato.
di Francesco Bianchi*
garantedetenutilazio.it, 18 aprile 2023
La rivista della Camera penale di Roma, “Centoundici”, ha dedicato l’ultimo numero interamente al tema del 41 bis. In tale contesto compare l’intervista al Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Stefano Anastasìa, che qui di seguito riproponiamo.
di Domenico Alessandro De Rossi*
L’Opinione, 18 aprile 2023
A fronte del degrado delle carceri e dei “signori del mattone ad ogni costo”, un prudente dubbio potrebbe insinuarsi tra i vari dossier aperti per il presidente Giorgia Meloni e il ministro Carlo Nordio, verso coloro che in ogni occasione propongono di cancellare, con sospetta insistenza, la realtà di istituti malmessi per farne dei nuovi, nell’inutile tentativo di rimuovere la memoria di decine di anni di malgoverno e di discutibile programmazione.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 18 aprile 2023
L’eventuale dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma che impedisce nei delitti aggravati di strage di far prevalere l’attenuante, porterebbe alla trasformazione dell’ergastolo in una pena dai 21 ai 24 anni. I giudici dovranno decidere sulla legittimità costituzionale della legge ex Cirielli che vieta di far prevalere le attenuanti sulla recidiva reiterata.
di Liana Milella
La Repubblica, 18 aprile 2023
Oggi l’udienza e la decisione della Corte sull’eccezione di incostituzionalità sollevata dai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Torino sulla possibilità di applicargli le attenuanti per cui la sua pena potrebbe passare dall’ergastolo a 24 anni. E di conseguenza rimetterebbe in discussione il 41 bis.
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