di Simona Musco
Il Dubbio, 29 dicembre 2022
Da Costa (Azione) un ordine del giorno, accolto dal governo, che impegna lo stesso esecutivo a reintrodurre la norma sull’estinzione dei reati soppressa dall’ex guardasigilli 5stelle. Cancellare la riforma Bonafede per tornare alla prescrizione sostanziale in tutti i gradi di giudizio della riforma Orlando. È questa la proposta del gruppo Azione-Italia Viva, che ha presentato un ordine del giorno per rimuovere “le criticità attuali derivanti dalla “Spazzacorrotti”“, ha spiegato Enrico Costa, primo firmatario della proposta contro il “fine processo mai” e attuale presidente della Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio.
di Liana Milella
La Repubblica, 29 dicembre 2022
Prescrizione, si torna alla legge Orlando. E si cancella la Bonafede. Non più la prescrizione bloccata definitivamente dopo il primo grado, con il meccanismo della improcedibilità in Appello inventata dall’ex Guardasigilli Marta Cartabia, ma la vecchia e storica prescrizione che dura fino al terzo grado di giudizio e, se il processo è lento, lo porta direttamente all’estinzione.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 29 dicembre 2022
L’utilizzo di questa norma non è il fallimento della pretesa punitiva dello Stato. Ma dell’obbligatorietà dell’azione penale, che concede potere illimitato ai pm. La prescrizione è il risultato di un fallimento. Non, come si legge nei testi giuridici, della pretesa punitiva dello Stato. Ma dell’obbligatorietà dell’azione penale.
di Giovanni Galli
Italia Oggi, 29 dicembre 2022
Si estende la platea dei soggetti nei confronti dei quali la Guardia di finanza ha la facoltà di procedere ad indagini fiscali e patrimoniali, ricomprendendovi tutti i detenuti ai quali sia stato applicato il regime carcerario previsto dall’art. 41-bis. E’ una delle novità contenute nel decreto legge 31 ottobre 2022, n. 162, recante misure urgenti in materia di divieto di concessione dei benefici penitenziari nei confronti dei detenuti o internati che non collaborano con la giustizia, nonché in materia di entrata in vigore della riforma del processo penale, di obblighi di vaccinazione anti SARS-COV-2 e di prevenzione e contrasto dei rave party, sul quale la Camera ha confermato ieri la fiducia al governo con 206 voti a favore, 145 contrari e tre astenuti. In merito ai raduni illegali si prevede che chiunque organizzi o promuova l’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati al fine di realizzare un raduno musicale o avente altro scopo di intrattenimento, è punito con la reclusione da tre a sei anni e la multa da euro 1.000 a euro 10.000, quando dall’invasione deriva un concreto pericolo per la salute pubblica o per l’incolumità pubblica a causa della inosservanza delle norme in materia di sostanze stupefacenti ovvero in materia di sicurezza o di igiene degli spettacoli e delle manifestazioni pubbliche di intrattenimento. L’articolo 6 del dl rinvia dal 1° novembre 2022 al 30 dicembre 2022 l’entrata in vigore del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, di attuazione della delega per la riforma del processo penale, mentre viene ridefinita la disciplina relativa alla concessione dei benefici su detenuti e internati, con riferimento ai delitti commessi “per terrorismo” e per i “reati di mafia”: ai benefici penitenziari sono ammessi anche i condannati per reati contro la p.a., anche se non hanno collaborato con la giustizia. Sospese infine le sanzioni ai no vax e riaperte le porte degli ospedali a medici e infermieri non vaccinati.
di Frank Cimini
Il Riformista, 29 dicembre 2022
L’applicazione dell’articolo 41 bis relativo al carcere duro con il blocco della corrispondenza sia in entrata sia in uscita viola il principio della libertà di pensiero. Questo sostiene l’avvocato Flavio Rossi Albertini nel ricorso depositato ieri in Cassazione con cui viene impugnata la decisione del Tribunale di Sorveglianza sull’anarchico Alfredo Cospito in sciopero della fame dal 20 ottobre scorso.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 29 dicembre 2022
Giorgio Leggieri, il direttore dell’istituto a custodia attenuata: “Durante l’emergenza Covid accolti anche detenuti con un profilo molto diverso dal solito, ma abbiamo saputo reggere”. Se si guarda a Bollate come a una rivoluzione del carcere, sempre in cerca di rinnovata carica propulsiva, sempre proverbiale per i suoi invidiati tassi di recidiva incomparabilmente inferiori a quelli degli istituti meno aderenti alla Costituzione, “a volte si dimentica che la “rivoluzione ordinaria” non era scontato reggesse allo sconquasso di due anni di pandemia Covid, e invece il carcere è riuscito a restare in equilibrio nel mantenere la centralità dell’attenzione alla persona con la lettura dei suoi bisogni reali e delle sue fragilità”.
di Elisabetta Andreis e Cesare Giuzzi
Corriere della Sera, 29 dicembre 2022
La ristrutturazione è iniziata 18 anni fa. Devono essere messi a nuovo i padiglioni per le attività ricreative e la palestra, ora non agevole. Ne restano ricercati ancora due. L’ultimo a consegnarsi alla polizia, ieri pomeriggio, è italiano, ha 19 anni, è originario del Pavese (ma residente vicino a Como) ed è accusato di maltrattamenti in famiglia. Quella dei sette giovani scappati dal Beccaria il pomeriggio di Natale è una storia di fughe (e lavori in corso), che rimanda al 29 luglio del 2010, quando ci fu un clamoroso tentativo di evasione da parte di due giovani detenuti che si arrampicarono sulle impalcature di un cantiere e scavalcarono il muro di cinta. All’epoca i lavori erano cominciati da sei anni. Dodici anni dopo il cantiere è ancora presente all’interno del Beccaria, ma si è spostato nelle due palazzine gemelle. Quella volta - nel 2010 - gli agenti di polizia penitenziaria riacciuffarono subito i due ragazzi. Stavolta no.
di Federica Cravero
La Repubblica, 29 dicembre 2022
Al “Lorusso e Cutugno” gli under 25 sono il 10%: membri di bande fluide o maggiorenni da poco giunti qui da soli. Uno su due è di Barriera. Prima di essere un dato statistico, l’aumento dei detenuti giovani nel carcere di Torino è stata una sensazione. “Una visita dopo l’altra, un colloquio dopo l’altro, ne trovavamo sempre di più. È iniziato più o meno un anno fa e non era mai accaduto prima”, racconta la Garante dei detenuti Monica Cristina Gallo per spiegare la genesi dello studio “Giovani dentro e fuori” che, primo in Italia, ha voluto approfondire il caso dei detenuti tra i 18 e i 25 anni.
di Elisabetta Marsigli
Corriere Adriatico, 29 dicembre 2022
L’affascinante evento conclusivo del Festival regionale di teatro in carcere nelle Marche si terrà, oggi (dalle 18 alle 20) e domani (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20), al teatro Comunale di Cagli. “Le voci di dentro” è una installazione di teatro sonoro realizzata da Fabrizio Bartolucci e Anissa Gouizi, che ha realizzato il progetto musicale, mentre le voci e i testi sono dei detenuti attori del laboratorio teatrale della Casa di Reclusione di Fossombrone.
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 29 dicembre 2022
File alle mense nel periodo natalizio. De Capite (Caritas): “Cresce l’utenza del 7% e aumentano anche le persone che non si erano mai rivolte prima ai nostri servizi. Una misura di contrasto alla povertà serve ma va adeguata al contesto, senza ripartire d’accapo”.
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