di Giuliano Foschini
La Repubblica, 14 giugno 2022
L’appello al governo: “Fatelo tornare”. Il cuoco è in carcere a Bali da più di sette mesi dove viene picchiato e torturato per un reato che giura di non aver mai commesso. L’avvocata Ballerini: “Solo in Italia potrà in caso affrontare un giusto processo”.
di Luca Rinaldi
milanotoday.it, 13 giugno 2022
Il carcere è un mondo, chi ci vive da detenuto e chi ci lavora come agente o educatore merita tutela ed è venuto il momento di scegliere che modello vogliamo.
di Paolo Brivio
chiesadimilano.it, 13 giugno 2022
I casi di San Vittore non sono episodi isolati: in Italia più di un detenuto su quattro risulta in terapia psichiatrica. Disagio psichico diffuso. Ma anche sovraffollamento, problema principe delle carceri italiane nell’ultimo ventennio, che prima le reprimende Ue e poi il Covid hanno condotto ad alleggerire. E che però ora si ripresenta.
di Luisa Bove
chiesadimilano.it, 13 giugno 2022
Don Roberto Mozzi, cappellano di San Vittore, parla dei detenuti malati (anche gravemente), commenta i recenti casi di suicidi e afferma: “Chi non è in grado di sostenere una pena solo punitiva non regge”.
di Cristina Cossu
L’Unione Sarda, 13 giugno 2022
“A marzo, rinchiusa ai domiciliari nella sua casa al Tuscolano, E. patisce così tanto la povertà e la solitudine da chiedere di tornare in carcere. La Garante dei diritti dei detenuti di Roma coglie la voce, corre da lei e promette di aiutarla: in un paio di giorni le procura un lavoro da Luciano Luzzi, che ha due celebri trattorie al Colosseo, e riaccende immediatamente la vita spenta di E.”.
di Sebastiano Santoro
thesubmarine.it, 13 giugno 2022
La sessualità è l’unico aspetto della vita del detenuto che lo stato non codifica in nessun modo. Negli anni si sono susseguiti diversi tentativi legislativi, senza fortuna. Prima puntata di una serie di articoli dedicati al tabù del sesso nella società.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 giugno 2022
Sulla giustizia vince l’astensione. I penalisti: “Iniziativa referendaria appaltata ad una forza politica in esclusiva”. Per i referendum sulla “giustizia giusta” promossi dalla Lega e dal Partito Radicale si può parlare senza dubbio di sconfitta: l’affluenza si ferma al 18% (quando chiudiamo il pezzo mancano i risultati di 2000 Comuni).
di Massimo Franco
Corriere della Sera, 13 giugno 2022
La diserzione di massa nella consultazione referendaria rappresenta l’elemento più preoccupante dei risultati delle elezioni di ieri, e rischia di sgualcire uno strumento di democrazia diretta che ha contribuito a scrivere la storia dell’evoluzione della società italiana.
di Nando Pagnoncelli
Corriere della Sera, 13 giugno 2022
Molti elettori avevano dichiarato nei sondaggi pre voto di non essere in grado di comprendere l’impatto dell’abrogazione delle norme oggetto della consultazione. Il quorum non è stato raggiunto, dunque il referendum non è valido. Non è una sorpresa, era un destino ampiamente annunciato, riconducibile ad almeno 3 fattori tra loro interconnessi: innanzitutto la limitata risonanza mediatica dell’appuntamento referendario. Per lungo tempo è stato in sordina, non ha acceso il dibattito, ha mobilitato poco i partiti (con l’eccezione dei promotori) e ancor meno gli elettori, i quali nelle ultime due settimane, pur avendo preso consapevolezza della consultazione (82% ne era a conoscenza), in larghissima misura si sono mostrati disinteressati.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 13 giugno 2022
Un’affluenza bassa, bassissima, la peggiore nella storia dei referendum. Meno del 20 per cento di elettori andati a votare i cinque quesiti sulla giustizia, un flop che scuote la politica e soprattutto chi ha sostenuto con maggior forza il referendum, cioè la Lega e il suo leader Matteo Salvini.
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