di Simona Musco
Il Dubbio, 27 ottobre 2022
Il ministro della Giustizia conferma la volontà di rivedere la norma per evitare la “paura della firma”. Non sarà forse il primo atto, ma sarà di certo tra le priorità. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio conferma al Dubbio l’indiscrezione lanciata ieri dal Fatto Quotidiano: nell’agenda del governo Meloni c’è anche una rivisitazione del reato di abuso d’ufficio, se non, addirittura, la sua completa cancellazione.
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 27 ottobre 2022
Lettera al ministro da tutti i capi degli uffici: “Con le nuove regole Procure in tilt, serve un rinvio”. L’allarme sulle inchieste di mafia. C’è posta per Nordio. Sulla scrivania al ministero ha trovato una lettera inviata martedì da tutti i procuratori generali italiani, dopo un’assemblea, per metterlo al corrente delle dell’entrata in vigore, tra meno di una settimana, della riforma Cartabia del processo penale.
di Alberto Cisterna
Il Riformista, 27 ottobre 2022
Probabilmente è il primo ministro della Giustizia del quale erano chiare le idee e precisi i propositi ben prima della nomina alla guida di via Arenula. Carlo Nordio arriva allo scranno parlamentare e alla poltrona ministeriale seguendo un percorso rettilineo e scevro dalle opacità che hanno segnato il passaggio di qualche altra toga alla politica. Tutti gli riconoscono, anche tra gli avversari, una carriera in magistratura portata a termine con impegno e passione, una cultura storica e filosofica di assoluto rilievo, un’attività di commentatore dei fatti di giustizia sulle colonne del Messaggero non priva di polemiche e con posizioni spesso antagoniste rispetto alla mainstream giustizialista, ma sempre contenuta nei toni.
di Paolo Comi
Il Riformista, 27 ottobre 2022
“Sono certo che l’Assemblea plenaria avrà modo di esaminare i contenuti della proposta confrontandosi con i principi dettati in materia dalle norme di delega di cui alla legge 71 del 17 giugno 2022”. A scriverlo, in una nota indirizzata la scorsa settimana al vicepresidente del Csm, è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha in questo modo deciso di “prendere posizione” sul parere delle valutazioni di professionalità dei magistrati che dovrà essere votato oggi dal Plenum.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 ottobre 2022
“1992: nasce il processo mediatico” è il titolo di un dibattito tenuto due giorni fa al Salone della Giustizia. In realtà per Piero Sansonetti, direttore del Riformista, la distorsione del racconto giudiziario è iniziata prima, “ai tempi della lotta armata quanto la politica diede una delega alla magistratura”. Del periodo di Tangentopoli ha ricordato: “allora i giornali lavorarono in maniera unificata - Stampa, Repubblica, Unità, Corriere della Sera, in parte anche il Messaggero.
di Andreina Corso
lavocedivenezia.it, 27 ottobre 2022
Cara Ilaria, come vorrei che queste mie parole arrivassero a te, a essere lette dai tuoi occhi buoni. Come vorrei, adesso che la tua mamma ha trovato riposo nella morte, tu sapessi di tante persone, di un mondo che vi è stato vicino, di battiti di cuore che hanno pulsato con il tuo. Si tratta di persone indignate, che hanno sofferto con voi e che hanno pianto nell’ascolto dei fatti e delle vostre testimonianze disperate.
di Irene Famà e Massimiliano Peggio
La Stampa, 27 ottobre 2022
Qui arrivano detenuti sempre più giovani. La sfida è dare una seconda chance a chi ha un passato di spaccio e baby gang. “Per entrare in una gang serve un rito. I capi si mettono attorno a te ti picchiano”. Quanto? Alcuni minuti? “No, macché. Giusto un po’, trenta secondi, al massimo un minuto. Ma non c’è da preoccuparsi, funziona così, basta resistere”.
La Repubblica, 27 ottobre 2022
I genitori del giovane non credono alla morte per cause naturali e, per questo motivo, avevano sporto denuncia. Per questa vicenda 13 persone hanno ricevuto informazioni di garanzia.
di Giuseppe Cozzolino
fanpage.it, 27 ottobre 2022
Morto all’età di 74 anni il boss Raffaele Ligato: era detenuto nel carcere milanese di Opera, dove era in regime di 41 bis e stava scontando l’ergastolo. Malato da tempo di una patologia legata all’apparato renale, era stato trasferito presso la Quinta Divisione Medicina Protetta dell’ospedale Santi Paolo e Carlo di Milano dove era stato ricoverato d’urgenza nei giorni scorsi. Il boss originario di Pignataro Maggiore verrà sepolto nella sua città d’origine nei prossimi giorni.
ildolomiti.it, 27 ottobre 2022
Personale al di sotto dei numeri previsti e un numero di detenuti che supera il limite di capienza della struttura. È questa in poche parole la fotografia che il presidente della provincia Maurizio Fugatti ha fatto in una lettera al nuovo ministro della Giustizia Carlo Nordio all’interno della quale chiede un tempestivo adeguamento della dotazione di organico della struttura, attualmente eccessivamente ridotta.
- Roma. L’Università come via per il reinserimento sociale dei detenuti
- Ravenna. Riparte il corso per pizzaioli rivolto ai detenuti
- Brindisi. Lo spettacolo di danza dei detenuti del carcere di Brindisi: con contratto
- Benevento. “Come vorrei essere”, il percorso per i detenuti di Airola
- Torino. Architettura vs edilizia, le sfide del carcere contemporaneo









